Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVI secolo

1507

Petracone Caracciolo ottiene la terra di Martina col titolo di duca (1507)

Nel 1507 Petracone Caracciolo, già conte di Buccino dal 1472 e di Caggiano dal 1499, ottenne la terra di Martina col titolo di duca in cambio della contea di Caggiano. Secondo l'articolo, nel nuovo feudo cercò di consolidare il suo potere prendendo in appalto le rendite regie del fisco sul sale per trecento ducati l'anno.

«Que- sti, conte di Buccino dal 1472 e di Caggiano dal 1499, ottenne nel 1507, in cambio di que- st’ultima contea, la terra di Martina col titolo di duca.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 96

1507

Martina Franca infeudata ai Caracciolo nel 1507

Marinò divide la storia di Martina in un periodo «demaniale» e uno «ducale», quest'ultimo successivo all'infeudamento della città sotto i Caracciolo nel 1507.

«« demaniale » e « ducale », quest’ultimo successivo all’infeudamento della città sotto i Caracciolo nel 1507»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1970 (1970), p. 16 del PDF

1507

I Caracciolo ottengono Martina Franca: Petraccone III primo duca di Martina

Nel 1507 Petraccone III, conte di Buccino e di Brienza, diventa primo duca di Martina, avendone avuto il possesso dal re Ferdinando il Cattolico in cambio di un debito di 6.000 ducati.

«Essi acquisirono Martina Franca nel 1507, quando Petraccone III, conte di Buccino e di Brienza, divenne I duca di Martina, avendone ottenuto il possesso dal re Ferdinando il Cattolico in cambio di un debito di 6.000 ducati»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 2000 (2000), p. 193 del PDF

3 gennaio 1507

Martina diventa ducato dei Caracciolo

Il feudo fu assegnato per la prima volta con titolo di ducato a Petracone III Caracciolo, conte di Buccino.

«Il 3 gennaio 1507 Martina fu assegnata in feudo, per la prima volta con il titolo di ducato, a Petracone III Caracciolo»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)

1542

Lite 1542-1571 tra l'Università di Martina e il Regio Fisco per i territori occupati nella bagliva verso Taranto

Gran parte del versante martinese di Comiteo fu coinvolta nella lite fra l'Università di Martina e il Regio Fisco, dal 1542 al 1571, quando il duca Petracone IV Caracciolo chiese la reintegra dei territori occupati abusivamente.

«lunga lite fra l’Università di Martina e il Regio Fisco, du- rata dal 1542 al 1571, allorquando il duca Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1573) chiese la reintegra dei territori occupati abusivamente»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF

1550

Battista Caracciolo, duca di Martina, cancelliere sotto Carlo V

Nello stesso elenco il Pacichelli indica Battista Caracciolo, duca di Martina, come cancelliere sotto l'imperatore Carlo V nel 1550.

«Battista Caracciolo Duca di Martina Cancelliero sotto lo steffo Imperatore, nel 1550.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Pacichelli, Giovanni Battista, Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703, parte III, elenco dei gran cancellieri, PDF p. 265 (vol. 3)

1556

Nel 1556 Antonio Vingi ottiene dal duca di Martina di paretare 15 tomoli al Foggiale

Nel 1556 Antonio Vingi chiese e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto, di paretare altri 15 tomoli in località il Foggiale, per evitare danni da parte degli animali che andavano ad abbeverarsi alla foggia.

«Nel 1556 chiese, inoltre, e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 59 del PDF

1559

Il duca Petracone IV Caracciolo accusa dei martinesi di occupare il demanio (1559)

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi davanti al Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del pubblico demanio, perché gli competeva l'amministrazione della bagliva verso Taranto. L'episodio apre, secondo l'autore, i più gravi contrasti di giurisdizione sul territorio verso Taranto.

«Nel 1559, per primo, il duca di Martina Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1576) accusò alcu- ni martinesi nel Sacro Regio Consiglio per aver occupato diverse parti del pubblico demanio, in quanto gli competeva l’amministrazione della bagliva verso Taranto.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33

1559

Il duca Petracone IV Caracciolo accusa alcuni martinesi di aver occupato il demanio

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi nel Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del demanio, poiché a lui spettava l'amministrazione della bagliva verso Taranto.

«Nel 1559, per primo, il duca di Martina Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1576) accusò alcu- ni martinesi nel Sacro Regio Consiglio»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

marzo 1567

Masseria Chiafele: la commissione Gaona percorre la contrada Bello Sguardo e le terre di Lattanzio de Leone

Nel 1567 Lattanzio de Leone possedeva 550 tomoli; una commissione governativa verificò le usurpazioni demaniali e concesse le mezzane a chi aveva fatto migliorie.

«nel 1567 possedeva 550 tomoli nella contrada anticamente detta Bel- lo Sguardo seu Puzzo Frascaro. 115 marzo di quell'anno»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF

19 novembre 1567

Masseria Pompeo: terre di Graziano Blasi percorse dalla commissione Gaona

Nel 1567 Graziano Blasi possedeva 120 tomoli nella contrada Lo Fumo, confinante con il feudo delle monache di Conversano.

«il quale nel 1567 possedeva 120 tomo- li nella contrada anticamente detta Lo Fumo»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF

1568

Commissione Gaona determina il limite orientale del distretto presso Luchicchio e Luco

Il compassatore misurò l'arco del distretto fissandone il termine con una specchia presso la località Luco.

«venne determinato nuovamente nel 1568 dalla speciale commissione governa- tiva, presieduta dallo spagnolo Baldassarre Gaona»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 107 del PDF

10 aprile 1568

Masseria Guarini: la commissione Gaona percorre la contrada Lo Grasso e assegna una mezzana ad Alessandro de Angelino

Nel 1568 il de Angelino possedeva 30 tomoli; gli spettò una mezzana di 3 tomoli.

«Il 10 aprile 1568, infatti, una speciale commissione governativa»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 91 del PDF

10 aprile 1568

Masseria Sant'Elia: la commissione Gaona e le terre di Francesco de Angelino

Nel 1568 de Angelino possedeva 35 tomoli presso la chiesa di Sant'Elia, dove la commissione si riuniva più volte.

«Il 10 aprile 1568, infatti, una speciale commissione governativa, presieduta dal-»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF

1 ottobre 1571

Sentenza di Napoli che conclude la lite sui parchi (1° ottobre 1571)

Secondo l'autore la lite tra il duca e l'Università di Martina sui parchi oltre le Due Miglia si concluse il 1° ottobre 1571 (e non il 1° ottobre 1581, come indicato in una documentazione del 1972), con sentenza emanata a Napoli dal consigliere Giovanni Felice Scalaleone. Fonte citata dall'autore: Sentenza del Sacro Regio Consiglio, consigliere Giovanni Felice Scalaleone.

«La lite si concluse il 1° ottobre 1571 e non il 1° ottobre 1581, com'è indicato nel 1972 nella documentazione prodotta dal Commissariato per la Liquidazione degli Usi Civici, con sen- tenza emanata in Napoli da Giovanni Felice Scalaleone.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo

1 ottobre 1571

Sentenza dello Scalaleone sui parchi entro le due miglia

La lite fra il duca e alcuni martinesi si concluse il 1° ottobre 1571 con sentenza di Giovanni Felice Scalaleone: i parchi entro le due miglia restavano, quelli oltre le due miglia costruiti dopo il privilegio di Federico d'Aragona dovevano essere distrutti.

«La lite si concluse il 1° ottobre 1571 e non il 1° ottobre 1581»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

18 novembre 1571

Seconda sentenza dello Scalaleone: divieto di nuovi parchi entro le due miglia

Con sentenza del 18 novembre 1571 Scalaleone accolse il ricorso del duca, vietando in futuro di parcorare entro le due miglia.

«Lo stesso regio consigliere Scalaleone con sen- tenza del 18 novembre 1571 accettò la richiesta del feudatario»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

1584

Lodo del duca Carlo I Caracciolo del 1584 sul demanio di Martina

Secondo l'autore i civili, corrotto il duca con un donativo di cinquemila ducati, si divisero un demanio pubblico di circa trecento kmq recintando ciascuno la propria parte.

«e, infine, dal vergognoso lodo del duca di Martina Carlo I Caracciolo nel 1584»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF

20 marzo 1584

Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'università di Martina

Con il lodo del 20 marzo 1584 furono composte le differenze tra l'università di Martina e il duca Carlo Caracciolo. Secondo l'articolo, l'articolo terzo permise ai possessori di terreni demaniali nel distretto delle due miglia di recintarli, e i martinesi divennero così padroni assoluti del distretto. Fonte citata dall'autore: Lodo del 20 marzo 1584.

«Con il duca Carlo Caracciolo (1583-1607) tutte le dif- ferenze ancora in corso fra l'università di Mar tina e il feuda itario furono composte con il lo do del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 18 · Leggi il passo nel testo

20 marzo 1584

Lodo tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina (20 marzo 1584)

Tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso mediante il lodo del 20 marzo 1584. Secondo l'autore, esso permise la definizione di parchi nel distretto e portò alla totale privatizzazione del distretto. Fonte citata dall'autore: Lodo del 20 marzo 1584.

«Tale divieto, tuttavia, non durò a lungo, in quanto fra il duca Carlo Caracciolo e l’Univer- sità di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso, mediante il lodo del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo

20 marzo 1584

Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università

Il lodo conciliò le discordie tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università e permise i parchi nel distretto ex tarantino, contrariamente alla seconda sentenza del 1571, con la totale privatizzazione del distretto.

«fra il duca Carlo Caracciolo e l’Univer- sità di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso, mediante il lodo del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

Ringraziamenti e fonti principali

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