Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1801Ispezione del visitatore Domenico Acclavio sui demani
Nel 1801 il visitatore economico Domenico Acclavio confermò le ordinanze del Vivenzio, consentendo l'affrancazione dei demani meno la quinta parte da distribuire ai contadini nullatenenti; la maggior parte degli agrari martinesi chiese l'affrancazione.
«Ripresero, tuttavia, nel 1801 in seguito all'i-
spezione del visitatore economico Domenico Ac-
clavio»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF
1 ottobre 1804Morte di don Francesco Barnaba
Francesco Barnaba, già abate e poi dottore in legge, rimasto celibe, morì a circa novant'anni il 1° ottobre 1804, lasciando i possessi al nipote Nicola Tommaso.
«rimasto celibe, morì a circa
novant'anni il 1° ottobre 1804»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 149 del PDF
1806Abolizione della feudalità e privatizzazione del demanio martinese
Secondo il commento di Giovanni Liuzzi, con l'abolizione della feudalità (1806) la sistematica privatizzazione del territorio demaniale alimentò una sorda lotta tra la borghesia egemone e il proletariato urbano e rurale di Martina.
«Con l’abolizione della feudalità (1806), la si- stematica privatizzazione del territorio dema- niale alimentò una sorda lotta fra la borghesia egemone e il proletariato urbano e rurale.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · Leggi il passo nel testo
1820Nel 1820 i carbonari martinesi Raffaele Grassi e Domenico Desiati risultano «effervescenti»
Gli elenchi di polizia sui settari di Martina indicano Raffaele Grassi e Domenico Desiati, proprietari e carbonari con gradi, come effervescenti nel 1820.
«Raffaele Grassi, 93 di Martina, proprietario, settario c.s., carbonaro, occupò gradi. Figurò come effervescente nel 1820. 216. Domenico Desiati, di Martina, proprietario, settario c.s., carbonaro, occupò gradi. Fu effervescente nel 1820.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1967 (1967), p. 31 del PDF
22 marzo 1825Una bambina esposta trovata sull'altare di Cristo alla grotta
Il 22 marzo 1825, alle 20, una bambina di nome Agostina viene trovata abbandonata sull'altare della cappella: testimonianza dell'uso delle chiesette suburbane per gli esposti.
«una certa Agostina, trovata il 22 marzo 1825 alle ore 20 sopra l’altare esistente nella cappella del Crocifisso»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23)
1826Masseria Pilozzo: versi di Raffaele Casavola incisi su pietra nel 1826
I versi sono sulla porta di una rimessa aggiunta alla casa padronale.
«Si rende almen più lie-
ve / A [nno] D[omini] /1826.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 167 del PDF
31 dicembre 1826Morte a Martina di Nicola Tommaso Barnaba, ultimo conte
Nicola Tommaso Barnaba, terzo e ultimo conte, nato a Napoli nel 1744, morì a Martina il 31 dicembre 1826 dopo una vita resa infelice dai debiti ereditati.
«terzo e ultimo conte Barnaba (nato a Na-
poli nel 1744 e morto a Martina il 31 dicembre
1826)»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF
1829Francesco Antonio Ciaia si trasferisce a Martina (Masseria di Sciaio)
Già ambasciatore della Repubblica Napoletana a Parigi, diede origine al toponimo.
«nel 1829 si trasferì e si accasò Francesco Antonio Ciaia»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF
1831Le «coppole alla polacca» segnalate a Martina e a Taranto
Le coppole alla polacca, moda venuta da Napoli, furono oggetto di segnalazione di polizia perché usate dai giovani a Taranto e a Martina nel 1831.
«« coppole alla polacca » che i giovani, seguendo una moda venuta da Napoli, usavano a Taranto. e a Martina nel 1831»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1938 (1938), p. 9 del PDF
17 gennaio 1843Testamento di Rosa Cappellari con legato ai poveri di Martina Franca
Rosa Cappellari dispone con testamento del 17 gennaio 1843 (notaio Domenico Filippo Ancona) un legato a favore dei poveri.
«Legato a favore dei poveri disposto da 1843 Franca Rosa Cappellari con testamento del 17 [gennaio] 1843 rogato dal notaio Domenico Filippo Ancona»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 462, p. 63 del PDF
11 marzo 1844Testamento di Vitantonio Chiara con legato ai poveri
Vitantonio Chiara dispone con testamento dell'11-3-1844 (notaio Domenico Filippo Ancona) un legato a favore dei poveri di Martina Franca.
«Legato a favore dei poveri disposto da 1844 Franca Vitantonio Chiara con testamento dell'11-3- 1844 rogato dal notaio Domenico Filippo Ancona.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 469, p. 63 del PDF
1845Il tumulto popolare del 1845 per i demani di Martina
Secondo Ancona le occupazioni del territorio demaniale continuarono incessantemente finché la popolazione martinese trovò libero sfogo nel tumulto popolare del 1845. Una nota dell'articolo ricorda la devastazione operata il 6 febbraio 1845 da 'vaticali' nel bosco della masseria Bellosguardo, per chiedere la riapertura dei demani.
«In seguito le occupazioni continuarono in- cessantemente sino a che la popolazione trovò libero sfogo nel tumulto popolare del 1845.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 30 · Leggi il passo nel testo
6 febbraio 1845Devastazione del bosco di masseria Bellosguardo da parte dei vaticali
Secondo il commento di Giovanni Liuzzi, il 6 febbraio 1845 i vaticali devastarono il bosco della masseria Bellosguardo, dei fratelli Chiafele, rivendicando la riapertura dei demani; seguirono solo arresti e condanne. Fonte citata dall'autore: Donato Antonio Filomena, Avvenimenti sortiti in Martina, a cura di Michele Pizzigallo, Messina-Firenze, 1970, pp. 127-134.
«Masseria Bellosguardo, dei fratelli Chiafele, devastata il 6 febbraio 1845 da vaticali che chiedevano la riapertura dei de- mani.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69
6 febbraio 1845Masseria Bellosguardo occupata da contadini poveri nei torbidi del 1845
Tra il 6 e l'8 febbraio una folla armata di contadini e vaticali occupò la masseria rivendicando i demani; la rivolta fu repressa.
«nei torbidi che segnarono nel 1845 la storia di Martina
venne invasa e occupata fra il 6 e l' 8 febbraio»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
1846Masseria Delfino: lapide di Vincenzo Delfini sul portale del giardino
La lapide documenta l'uso residenziale come casa di villeggiatura.
«M.G.D. / In questo bel soggiorno / Tra la
campagna amata / La vita più beata / Tranquillo passerò / F.ED Vincenzo Del-
fini / 1846.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 59 del PDF
1846Palazzo di via Mazzini acquistato dal botanico Martino Marinosci
Il palazzo con affreschi di Carella, appartenuto a Romana Montemurro, viene comprato nel 1846 dal medico e botanico Martino Marinosci.
«nel 1846 fu comprato dal medico e botanico Martino Marinosci»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09)
16 febbraio 1849Ordinanza dell'intendente di Terra d'Otranto contro gli occupatori di terre demaniali a Martina
L'ordinanza del 16 febbraio 1849 invitava gli occupatori a presentarsi a Lecce il 18 aprile per dimostrare i titoli, con condanna agli arretrati dei censi e al rilascio della quinta parte; seguiva la verifica del consigliere Benedetto Magno.
«riesplose nella sua attualità con l'ordinanza del
16 febbraio 1849, emessa dall'intendente della
Provincia di Terra d'Otranto.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF
1850Gli avvocati Macchia e Marangi fanno stampare tre allegazioni a Lecce
Alcune decine di martinesi si rivolsero agli avvocati Macchia e Marangi, che nei primi due mesi del 1850 fecero stampare a Lecce tre allegazioni a difesa dei proprietari contro il Comune.
«fecero stampare in
Lecce nei primi due mesi del 1850 tre allegazio-»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF
20 gennaio 1850Memorie a stampa dei proprietari del territorio di Martina contro il Comune (Lecce, 1850)
Una nota bibliografica cita lo scritto di A. Macchia per i possessori del territorio di Martina contro il Comune davanti all'intendente, Lecce 20 gennaio 1850, seguito da memorie dell'avvocato Marangi del 4 e 6 febbraio.
«Per li possessori nel territorio del
Comune di Martina contro il Comune suddetto in-
nanzi all'egregio signor duca di Cerisano intendente
della Provincia, Lecce, 20 gennaio 1850»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 64 del PDF
7 marzo 1850Legato di Giuseppe Ruggieri a favore dei poveri per maritaggi
Giuseppe Ruggieri lascia un legato per i maritaggi dei poveri con testamento mistico depositato presso il notaio Filippo Domenico Ancona il 7-3-1850.
«Legato a favore dei poveri per maritaggi 1850 Franca disposto da Giuseppe Ruggieri con testamento mistico depositato presso il notaio Filippo Domenico Ancona il 7-3- 1850.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 494, p. 67 del PDF
3 marzo 1851Evasi dal carcere arrestati nel territorio di Martina Franca
Il 3 marzo 1851 gli evasi dal carcere sono ripresi; nel territorio di Martina Franca alcuni furono arrestati dagli urbani in casa di un massaio.
«3 marzo 1851 — Sono giunti, ripresi, gli evasi dal carcere (vedi sopra). Nel territorio di Martina Franca furono arrestati: da quegli urbani in casa di un massaio»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1935 (1935), p. 2 del PDF
20 ottobre 1853Legato di Vitantonio Colucci a favore dei poveri
Vitantonio Colucci dispone con testamento del 20-10-1853 (notaio Scipione Semeraro) un legato a favore dei poveri di Martina Franca.
«Legato a favore dei poveri disposto da 1853 Franca Vitantonio Colucci con testamento del 20- 10-1853 rogato dal notaio Scipione Semeraro»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 507, p. 69 del PDF
23 aprile 1856Legato di Maddalena Casavola a favore dei poveri di Martina
Maddalena Casavola lascia un legato ai poveri di Martina con testamento olografo depositato presso il notaio Giovanni Ancona il 23-4-1856.
«Legato a favore dei poveri di Martina 1856 Franca disposto da Maddalena Casavola con testamento olografo depositato presso il notaio Giovanni Ancona il 23-4-1856»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 539, p. 73 del PDF
1857Masseria Pilozzo: distici sui trulli-stalla datati 1857
Il poeta lasciò due considerazioni meteorologiche incise.
«Sotto a queste tettoie stan bene
gli animali / A [nno] D[omini] 1857»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 167 del PDF
27 giugno 1859Morte a Napoli di Maria Teresa Lacarbonara, nata a Martina, e traslazione dei resti
Un'epigrafe dietro l'altare maggiore del Carmine ricorda Maria Teresa Lacarbonara, nata a Martina il 24 febbraio 1782 e morta a Napoli il 27 giugno 1859; il figlio Giuseppe Testa ne fece trasferire qui i resti.
«Nacque a Martina il 24 Febbraio1782 e morì a Napo
il 27 giugno 1859»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 47 del PDF
aprile 1862Aprile 1862: il brigante Bosco dichiara di essere stato favorito nelle masserie di Martina
Catturato e processato nell'aprile 1862, il brigante Domenico Bosco di Gioia del Colle dichiarò che in tutte le masserie di Noci, Mottola e Martina i briganti erano favoriti e trovavano da mangiare.
«catturato e
processato nell'aprile del 1862, quando di-
chiarava: in tutte le masserie di Noci, Motto-
la e Martina eravamo favoriti»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Italo PALASCIANO CIVILTÀ CONTADINA - Massari e masserie nella Puglia di ieri e di oggi, p. 13 del PDF
25 novembre 1862Evade dal carcere di Martina il brigante Leonardo Miceli (25 novembre 1862)
Il 25 novembre 1862 il brigante locorotondese Leonardo Miceli riesce a evadere dal carcere di Martina grazie alla complicità di un secondino.
«Tale pratica era più co- mune nelle prigioni, da dove a quanti dispone- va di risorse economiche non era difficile eva- dere, come riuscì il 25 novembre 1862 al brigan- te locorotondese Leonardo Miceli, che prese il volo grazie alla complicità di un secondino del carcere di Martina.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 143 · Leggi il passo nel testo
7 marzo 1863Martino Piccinni di Martina Franca scrive sul «Cittadino Leccese»; libello contro di lui
Martino Piccinni di Martina Franca e autore di un articolo sul Cittadino Leccese del 7 marzo 1863 che invita il clero all'ordine e all'amore di patria. Un libello anonimo lo prende di mira e si apre un processo a Lecce.
«Libello famoso espresso per mezzo di manoscritti e voci di malcontento contro Martino Piccinni di Martina Franca, autore di un articolo comparso su Il Cittadino Leccese del 7 marzo 1863»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1985 (1985), p. 289 del PDF
9 novembre 18639 novembre 1863: assalto dei briganti alla masseria Pozzo Carucci
La mattina del 9 novembre 1863 i briganti tentano un colpo contro don Giuseppe Guglielmi nella sua masseria di Pozzo Carucci; secondo gli Appunti, respinti dai suoi colpi di fucile, razziano il bestiame. Fonte citata dall'autore: Appunti sul brigantaggio di Giuseppe Grassi.
«La mattina del 9 novembre [1863] i briganti tenta- rono un colpo contro don Giuseppe Guglielmi.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 156 · Leggi il passo nel testo
1865Soppresso a Martina l'ente Ospedale
Secondo l'autore, nel 1865 fu soppresso l'ente Ospedale di Martina; alcuni terreni da esso posseduti (alle masserie Carpari e Calianno), donati dagli ex Conventuali, passarono alla Congregazione di Carità.
«Questi ultimi avevano precedentemente do nato all'Ospedale di Martina di allora, presente nel Catasto con 125 tomoli, alcuni terreni alla masseria Carpari e Calianno, passati poi alla Congregazione di Carità nel 1865, anno in cui venne soppresso l'ente Ospedale.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1987 n. 10: Aldo MONTANARO MARTINA NEL CATASTO MURATTIANO - Proprietà ecclesiastiche dalla Restaurazione all'Unità [a Martina Franca], PDF p. 54 · Leggi il passo nel testo
6 ottobre 1865Il 6 ottobre 1865 l'ex convento di San Francesco passa alla Congregazione di Carità di Martina
L'ex convento fu alienato dallo Stato alla Congregazione di Carità di Martina con approvazione ministeriale del 6 ottobre 1865.
«convento fu alienato dallo Stato alla Congrega-
zione di Carità di Martina con approvazione
ministeriale del 6 ottobre 1865»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 21 del PDF
10 luglio 1868Decreto reale autorizza la Congregazione di Carità di Martina ad acquistare l'ex convento dei francescani
Decreto del re dato a Torino il 10-7-1868 con cui si autorizza la Congregazione di Carità di Martina per l'acquisto dell'ex convento dei francescani, da adibire a uso non completato nel testo.
«Decreto del Re dato a Torino il 10-7-1868 con cui si autorizza la Congregazione di Carità di Martina per l'acquisto dell'ex convento dei francescani»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 558, p. 76 del PDF
circa 1870Rinascita edilizia a Martina dopo il 1870 con Alessandro Fighera
Michele Pizzigallo ricorda la rinascita edilizia dopo il 1870, favorita dall'azione amministrativa di Alessandro Fighera, e il lavoro degli scalpellini come Francesco Corrente detto Marcomagno.
«rinascita edilizia, che a Martina
si verificó dopo il 1870 grazie anche alla intel-
ligente azione amministrativa di Alessandro Fi-
ghera.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 13 del PDF
1874Le Società Operaie di Mutuo Soccorso, anche di Martina Franca, estranee ai moti del 1874
Le Società Operaie di Mutuo Soccorso di varie città pugliesi, tra cui Martina Franca, rimasero estranee ai tentativi insurrezionali del 1874.
«di Martina Franca, di Altamura, di Bari rimangono estranee ai tentativi insurrezionali del 1874»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1975 (1975), p. 512 del PDF
1881Richiesta di sussidio per gli asili di infanzia da parte di Martina Franca
Tra i Comuni e le Congregazioni di Carità che nel 1881 chiesero sussidi per gli asili d'infanzia alla Provincia di Terra d'Otranto figura Martina Franca.
«Richieste di sussidi per gli asili di infanzia avanzate dai 1881-900 Comuni e Congregazioni di Carità di Casarano, Maglie, Campi, Martina Franca»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, fasc. 51 (1881), p. 71 del PDF
18871887: Cosimo De Giorgi descrive il costume tradizionale di Martina Franca
Nel 1887 De Giorgi nota con rammarico che pochi indossano ancora il vestito di fustagno turchino cupo, con giubba, bottoni metallici e calzoni corti.
«rileva con profondo rammarico Cosimo de Giorgi nel descrivere, nel 1887, il superstite costume di Martina Franca — vestono arditamente di fustagno di color turchino cupo»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1976 (1976), p. 370 del PDF
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