Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1801Il visitatore Acclavio conferma le ordinanze Vivenzio sui demani (1801)
Nel 1801, in seguito all'ispezione del visitatore economico Domenico Acclavio, le operazioni di affrancazione dei demani, interrotte dal tumulto del 1798, ripresero con un nuovo decreto. Esso consentiva l'affrancazione dei demani meno la quinta parte, da distribuire ai contadini nullatenenti.
«Ripresero, tuttavia, nel 1801 in seguito all'i- spezione del visitatore economico Domenico Ac- clavio, il quale confermò le ordinanze del Vi- venzio con un nuovo decreto, consentendo l’affrancazione dei demani meno la quinta par- te, da distribuire ai contadini nullatenenti.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 21 · Leggi il passo nel testo
1801Ispezione del visitatore Domenico Acclavio sui demani
Nel 1801 il visitatore economico Domenico Acclavio confermò le ordinanze del Vivenzio, consentendo l'affrancazione dei demani meno la quinta parte da distribuire ai contadini nullatenenti; la maggior parte degli agrari martinesi chiese l'affrancazione.
«Ripresero, tuttavia, nel 1801 in seguito all'i-
spezione del visitatore economico Domenico Ac-
clavio»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF
26 marzo 1801Pace di Firenze: i rivoluzionari martinesi Desiati possono rientrare a Martina
I fratelli Giovanni Antonio e Ambrogio Desiati, rei di Stato dopo il 1799 con patrimonio confiscato, rientrarono a Martina solo dopo la pace di Firenze del 26 marzo 1801 fra Francia e Regno di Napoli, che condonò gli inquisiti per l'adesione alla Repubblica Napoletana.
«poterono
rientrare a Martina solo dopo la pace di Firen-
ze del 26 marzo 1801, conclusa fra la Francia e
il Regno di Napoli»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 116 del PDF
26 marzo 1801Pace di Firenze del 26 marzo 1801: i Desiati inquisiti nel 1799 rientrano a Martina
I fratelli Desiati, rei di Stato per il 1799 e con il patrimonio temporaneamente confiscato, poterono rientrare a Martina solo dopo la pace di Firenze del 26 marzo 1801 tra Francia e Regno di Napoli, che concedeva il condono agli aderenti alla Repubblica.
«rientrare a Martina solo dopo la pace di Firen-
ze del 26 marzo 1801, conclusa fra la Francia e
il Regno di Napoli»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 116 del PDF
18 luglio 1801Dispaccio che dichiara aperto il territorio demaniale dei martinesi
Secondo Marinosci, un dispaccio del 18 luglio 1801 dichiarò aperto e soggetto al pascolo il territorio demaniale dei martinesi, confermando l'ordinanza di Vivenzio. Fonte citata dall'autore: Martino Marinosci, Initium Sancti Evangelii mei - Anni 1845-50 (manoscritto; passi trascritti da G. Grassi, Biblioteca Comunale di Martina, Fondo Grassi, racc. I, fasc. 14/1).
«Per dispaccio de’ 18 luglio 1801 dichiarando- si aperto il territorio demaniale dei martinesi e soggetto al pascolo, confermava l’ordinanza di Vi- venzio.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69
1 agosto 1801Il 1° agosto 1801 Francesco Fedele riprende in fitto la masseria Tamburrello dalla casa ducale di Martina
Atto del notaio Pasquale Semeraro a Mottola, per sei anni (tre di fermo e tre di rispetto) con canone di 500 ducati; erario del duca era don Nicola Fanelli.
«atto del primo agosto 1801, ro-
gato in Mottola dal notaio Pasquale Semera-
ro, il martinese Francesco Fedele»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF
27 settembre 1801Incanto del 27-28 settembre 1801 per la vendita degli alberi del bosco Tamburrello a mastro Pietro di Lonardo, martinese
Aggiudicata l'asta per 950 ducati, con taglio da completare in sette anni per carboni e legnami.
«fra il 27 e il 28 settembre del 1801 fu
fatto l’incanto per la vendita e compera delli al-
beri di fragne»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF
novembre 1802Altare di marmo del Santissimo Sacramento terminato a novembre 1802
La stessa iscrizione ricorda che un altare di marmo fu poi eretto e terminato con cura nel mese di novembre del 1802.
«Successivamente
fu ricostruito un altare di marmo eccelso e
fu terminato con passione e con arte nel
mese di novembre nell’anno del Signore
1802»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 34 del PDF
1803Iscrizione del 1803 su un palazzo accanto alle suore agostiniane
Un'iscrizione latina del 1803 su un palazzo laterale a quello delle suore agostiniane ricorda che l'edificio, dedicato alla Vergine, andò in rovina e risorse più felicemente restaurato.
«Che se per caso ti sembra
di essere abbandonato dalla Vergine venerata,
questa non ti abbandona, ma prepara beni
maggiori. 1803
UBICAZIONE:Palazzo laterale a quello delle suore
agostiniane»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 16 del PDF
8 agosto 1803Si sposano Arcangelo Desiati e Anna Aprile, nipote del cantore Giuseppe Aprile
L'8 agosto 1803 Arcangelo Desiati sposa Anna Aprile (1785-1831), nipote ex patre del noto evirato cantore Giuseppe Aprile detto Scirolino (1735-1813).
«Arcangelo Desiati l’8 agosto 1803 sposò An-
na Aprile (1785-1831)»
AltroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano
1804Ultima Cena di Domenico Carella nel Cappellone
Il dipinto firmato e datato completa la cappella del Santissimo Sacramento.
«L'opera è firmata e datata in basso con la seguente scritta: DOMINICUS CARELLA / SENIOR FECIT 1804»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino»
aprile 1804Insurrezione antifrancese scoppiata a Martina nell'aprile 1804
Il malcontento minacciava di degenerare in rivolta armata nell'aprile 1804, dopo l'insurrezione antifrancese scoppiata a Martina.
«nell’aprile del 1804, minaccia di degenerare in rivolta armata dopo l’insurrezione antifrancese scoppiata a Martina»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1966 (1966), p. 391 del PDF
10 giugno 1804La banda musicale delle truppe francesi a Martina
Il 10 giugno 1804, con l'autorizzazione del comandante Crepard, due membri della banda musicale annessa alle truppe francesi di stanza a Martina, entrambi alloggiati in casa dei Selvaggi, rendono una testimonianza giurata a favore di Giuseppe Nicola e Vincenzo Selvaggi, padre e figlio, accusati dell'omicidio di Raffaele Fischetti. Atto del notaio Gaetano Dionisio Greco.
«membri addetti alla banda della truppa francese residente in Martina»
Musica e bandaDocumento originaleFonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 150: ASTa, notaio Greco Gaetano Dionisio, Martina, 1804, scheda 303, cc. 91r-93r, doc. 150, PDF p. 168
1 ottobre 1804Morte di don Francesco Barnaba
Francesco Barnaba, già abate e poi dottore in legge, rimasto celibe, morì a circa novant'anni il 1° ottobre 1804, lasciando i possessi al nipote Nicola Tommaso.
«rimasto celibe, morì a circa
novant'anni il 1° ottobre 1804»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 149 del PDF
1805Mappa degli animali dello Stato di Martina del duca Placido Caracciolo
La Mappa degli animali esistenti nello Stato di Martina per conto del duca Placido Caracciolo, datata 1805, indica: equini 169, bovini 467, bufalini 317, ovini 2.050, caprini 1.443; secondo l'autore il patrimonio ammontava in quegli anni a circa 4.000 capi. Fonte citata dall'autore: Mappa degli animali esistenti nello Stato di Martina per conto di S. E. il sig. Duca D. Placido Caracciolo, 1805 (archivio Caracciolo-De Sangro).
«La Mappa degli animali esistenti nello Stato di Marti- na per conto di S. E. il sig. Duca D. Placido Caracciolo, datata 1805, ci offre un quadro molto preciso della consistenza del patrimonio zootecnico di quell’anno: equini 169, bovini 467, bufalini 317, ovini 2.050, ca- prini 1.443.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Italo Palasciano, Il patrimonio zootecnico dei duchi di Martina fra il '700 e l'800, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 4, 1981, PDF p. 54 · Leggi il passo nel testo
1805Masseria di Sciaio: chiesa datata 1805 con iscrizione a tempera
L'iscrizione segna il passaggio dal rococò al neoclassico.
«che risale a11805, come si deduce dall'iscrizione A [nno ]
D[omini] 1805»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF
22 aprile 1805Il sacerdote Francesco Conti acquista quattro masserie dal conte Barnaba
Il 22 aprile 1805 il sacerdote Francesco Conti acquistò quattro masserie per 36.000 ducati dal conte Nicola Tommaso Barnaba. Fonte citata dall'autore: Atto del 22 aprile 1805.
«Con atto del 22 aprile 1805, come s'è accen- nato, il sacerdote Francesco Conti aveva acqui- stato le descritte quattro masserie per 36.000 ducati dal conte Nicola Tommaso Barnaba, en- tratone in possesso da poco più di sei mesi.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, PDF p. 150 · Leggi il passo nel testo
1806Abolizione della feudalità e privatizzazione del demanio martinese
Secondo il commento di Giovanni Liuzzi, con l'abolizione della feudalità (1806) la sistematica privatizzazione del territorio demaniale alimentò una sorda lotta tra la borghesia egemone e il proletariato urbano e rurale di Martina.
«Con l’abolizione della feudalità (1806), la si- stematica privatizzazione del territorio dema- niale alimentò una sorda lotta fra la borghesia egemone e il proletariato urbano e rurale.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · Leggi il passo nel testo
1806Abolizione della feudalità nel 1806: fine della giurisdizione baiulare dei Caracciolo
Fino all'abolizione della feudalità nel 1806 una vasta area ex tarantina cedita a Martina nel 1317 e nel 1359 rimase, secondo l'autore, sotto la giurisdizione baiulare dei feudatari Caracciolo.
«Per secoli, sino all'abolizione della feudalità nel 1806, infatti, fece parte della giurisdizione baiulare esercitata dai feudatari Caracciolo, in- sieme all'antico territorio tarantino, ceduto a Martina nel 1317 e nel 1359.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 26 · Leggi il passo nel testo
1806Abolizione della feudalità e moltiplicarsi degli stemmi nelle masserie
Caduto il divieto di innalzare stemmi nobiliari, si diffusero le armi dei nuovi egemoni anche nelle chiese rurali.
«Con l'abolizione della feudalità (1806), decaduto il divieto d'innalzare»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 16 del PDF
1806Masseria Luco: la chiesa più antica dedicata alla Vergine del Monte Carmelo
Una lapide interna dice dedicata nel 1806, mentre un'altra la intitola alla Madonna della Pace.
«all'interno, però, su un'altra lapide si dice che nel 1806 la
chiesa è stata dedicata alla Vergine del Monte Carmelo.»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
1806Revisioni del confine nel 1806 e 1816 alterano l'assetto del territorio tra Martina e Locorotondo
«Le revisioni del confine del 1806 e del 1816
hanno profondamente alterato l’ultrasecolare
assetto del territorio fra Martina e Locorotondo.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 49 del PDF
18061806: abolizione del feudalesimo, fine della bagliva ducale estesa a nord
La situazione per cui il duca di Martina esercitava la bagliva fino a La Foggia di Notar Luca, in violazione delle decisioni del 1566, durò fino all'abolizione del feudalesimo (1806).
«si protrasse fino all'abolizione del feuda-
lesimo (1806).»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 78 del PDF
1806Fino all'abolizione del feudalesimo (1806) il territorio martinese è ripartito in tre baglive
Fino all'abolizione del feudalesimo (1806) il territorio martinese fu ripartito in tre baglive: quella del distretto e quella verso Monopoli, gestite dall'Università, e quella verso Taranto, di competenza dei duchi Caracciolo.
«Va detto, poi, che tutto il vasto territorio
martinese fino all'abolizione del feudalesimo
(1806)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 39 del PDF
1806Nel 1806 il reddito imponibile dei beni urbani a Martina è di 86.038 ducati
Nel 1806 il reddito imponibile di beni urbani (industrie e fabbricati) era di 4.870 ducati a Locorotondo, 3.287 ad Alberobello, 5.311 a Cisternino e 86.038 a Martina.
«nibile di beni urbani (industrie e fabbricati) nel
1806 era di 4.870 ducati a Locorotondo, di 3.287
ad Alberobello, di 5.311 a Cisternino e di 86.038
a Martina.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO - Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d'Itria, p. 21 del PDF
1806Eversione della feudalità e fine del ducato
Con la riforma di epoca napoleonica cessa il ducato dei Caracciolo, che durava dal 1507.
«i suoi discendenti l’ebbero come ducato ininterrottamente fino all’eversione della feudalità (1806)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
2 agosto 18062 agosto 1806: eversione della feudalita annulla a Martina la distinzione tra distretto e territorio feudale
«legge del 2 agosto 1806, tra l’altro ave-
va uniformato la gestione del territorio comu-
nale.
A Martina, per esempio, s’annullò la secola-
re distinzione tra distretto»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 44 del PDF
1807Catasto del 1807: terre universali accatastate ai galantuomini
Con la formazione del catasto del 1807 ogni terra universale fu definitivamente accatastata ai galantuomini, nonostante sollevazioni e ricorsi.
«Ogni terra universale fu definitivamente acca-
tastata ai galantuomini con la formazione del ca-
tasto del 1807»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 4 del PDF
1807Rivela del 1807: masseria Monte del Forno di 156 tomoli in Martina
La rivela del 1807 registra beni del monastero di San Benedetto nei comuni di Martina, Mottola e Noci; in Martina la masseria chiamata Monte del Forno di 156 tomoli.
«per contro nella rivela del 1807, più completa, ri-
sultano essere nei comuni di Martina, di Motto-
la e di Noci: in Martina, masseria chiamata Monte
del Forno di tomoli 156»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 87 del PDF
4 ottobre 1808Transazione che fissa il prezzo delle masserie Barnaba-Conti a 30.000 ducati
Il giudizio di lesione intentato dal Conti si concluse con la transazione del 4 ottobre 1808, che fissò il prezzo in 30.000 ducati.
«transazione del 4 ottobre
1808 con la quale il prezzo venne definitiva-
mente fissato in 30.000 ducati»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF
1809I Carmelitani lasciano Martina nel 1809
Il testo ricorda che la devozione per la Madonna del Carmelo precede l'arrivo dei Carmelitani a Martina e permane dopo il loro allontanamento nel 1809, anno della soppressione del Carmelo di Martina.
«Tale profondo anelito devozionale è ante- riore alla venuta a Martina dei Carmelitani e permane anche dopo il loro allontanamento nel 1809.»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: REDAZIONALE UdP INIZIATIVE - Iconografia carmelitana a Martina Franca, PDF p. 221
1809Soppressione degli ordini monastici possidenti e devoluzione della masseria di Sant'Elia
Con la soppressione degli ordini monastici possidenti, avvenuta nel 1809, la masseria dei Conventuali passò al Real Demanio in attesa di essere alienata.
«Con la soppressione degli ordini monastici possidenti, avvenuta nel 1809, la masseria fu devoluta al Real Demanio in attesa di essere alienata.»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 95 · Leggi il passo nel testo
1809Soppressione degli ordini religiosi sotto Gioacchino Murat
I Conventuali persero Sant'Elia, passata al Regio Demanio e poi a privati di Locorotondo.
«fino alla soppressione degli ordini ec-
clesiastici del 1809, sancita dal re di Napoli Gioacchino Murat»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
1809Soppressione muratiana del 1809 dei Conventuali di Martina
La soppressione del 1809 pose fine alla presenza dei Francescani neri a Martina; i beni furono in parte venduti all'asta alla borghesia agraria cittadina e in parte gestiti dal Demanio Regio.
«quella della soppres-
sione del 1809, che vanificò la presenza dei
Francescani neri nella terra di Martina»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 37 del PDF
1809Soppressione dei conventi: la masseria dei Carmelitani di Martina passa allo Stato
Nel 1809, per la legge di soppressione dei conventi possidenti, la masseria dei Carmelitani venne devoluta allo Stato in attesa di vendita all'asta.
«Nel 1809, in ottemperanza alla legge di sop-
pressione dei conventi possidenti, la masseria
dei Carmelitani venne devoluta allo Stato in at-
tesa di essere venduta all»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 143 del PDF
12 ottobre 1809La Commissione feudale emette la sentenza sul duca Placido Caracciolo (12 ottobre 1809)
Il 12 ottobre 1809 la Commissione feudale emise la sentenza riguardante il duca Placido Caracciolo, ex feudatario di Martina, di Locorotondo e di Mottola, nell'ambito della legislazione eversiva della feudalità. Fonte citata dall'autore: Sentenza della Commissione feudale del 12 ottobre 1809.
«Il 12 ottobre 1809 la Commissione feudale emise la sentenza riguardante il duca Placido Caracciolo, ex feudatario di Martina, di Loco- rotondo e di Mottola.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 121 · Leggi il passo nel testo
23 febbraio 1810Sentenza del 23 febbraio 1810: il duca di Martina non può esercitare il diritto di fida nei territori di Mottola
La commissione feudale dichiarò inoltre di piena proprietà della casa ducale i parchi e fondi descritti nell'apprezzo del 1652 (Tamburello, Lama delle Mele, Cavoto).
«Si giunse così al 23 febbraio 1810, quando
la commissione preposta per giudicare tutte le
cause fra le università e i baroni»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF
10 giugno 1810Sentenza del Tribunale di Lecce sul contenzioso Conti-Barnaba
La sentenza del 10 giugno 1810 del Tribunale di prima istanza di Lecce intimò che i creditori non turbassero il Conti nel possesso se pagava il prezzo per estinguere i debiti.
«sentenza del 10 giugno 1810 con la quale il Tri-
bunale di prima istanza di Lecce intimava che
i creditori non dovevano turbare il Conti nel
possesso»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF
24 luglio 1810Sentenza del 24 luglio 1810 della Commissione feudale a favore del Comune di Martina contro la Mensa di Monopoli
Con sentenza del 24 luglio 1810 la Commissione feudale, su azione promossa dal Comune di Martina, abolì le decime della Mensa vescovile di Monopoli sull'ex feudo di Santa Maria di Cignano.
«in seguito a sentenza del 24 luglio 1810
della stessa Commissione feudale, favorevole
al Comune di Martina, che ne aveva promosso
azione giudiziaria.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 91 del PDF
1811Prima soppressione del Convento dei Cappuccini di Martina, già sede di un lanificio
Prima della prima soppressione del 1811 il convento di Santa Maria d'Idria dei Cappuccini era stato sede di un lanificio. Un documento del 1815, dopo la restaurazione borbonica, lo definisce già lanificio, abolito e ora rimesso. Fonte citata dall'autore: Documento del 1815 citato dall'autore.
«Il Convento di Santa Maria d’Idria dei Padri Cappuccini, antecedentemente alla prima soppressione del 1811, era, anche, stato sede di un lanificio; con la restaurazione borbonica in un documento del 1815 si definisce, infatti, il convento già lanificio, abolito, e ora rimesso.»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 152 · Leggi il passo nel testo
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