Storia della città

La storia di Martina Franca raccontata solo con ciò che le fonti documentano. Ogni paragrafo rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice.

Dalle origini al Quattrocento

Secondo «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), una pergamena del 1072 documenta la donazione al monastero di San Benedetto di Taranto della chiesa di San Giorgio in Gualda e cita la Grotta dell'Orbo, che Liuzzi individua sotto Masseria Peppuccio. Nel giugno 1099 il conte Goffredo donò al monastero di San Benedetto di Conversano il Monte di Sessaniano; la stessa fonte aggiunge che il territorio dell'attuale Masella faceva parte di un vasto feudo ecclesiastico dei benedettini di Conversano. Sempre secondo questa fonte, l'abbazia di San Vito del Pizzo di Taranto, secondo alcuni fondata nel 1117, possedeva l'area dell'attuale Masseria Le Voccole.[1][2][3]

La prima menzione documentata della chiesa di San Giorgio in Gualda, nel feudo della Selva Tarentina oggi nel territorio di Martina, è una pergamena datata Taranto, maggio 1072. Secondo Giovanni Liuzzi la chiesa, che già esisteva, divenne da allora una obbedienza benedettina dipendente dal monastero di San Benedetto di Taranto, a cui era stata donata. Secondo gli storici citati da Leonardo Palmisano (Ughelli, Tarsia, Cassano, Chirulli, Gioia, Morea), nel 1099 il monastero benedettino di Conversano ricevette in dono dal conte Goffredo d'Altavilla il monte detto Sessaniano, nell'area dell'attuale Masseria Badessa Vecchia, nel territorio di Martina.[4][5]

Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1989 n. 12), nel 1085 Goffredo di Altavilla donò alle benedettine di Conversano un feudo che prese il nome di Badessa e che l'articolo collega a Monte del Forno. Leonardo Palmisano, in Riflessioni – Umanesimo della Pietra (2011 n. 34), spiega che la denominazione Badessa Vecchia nasce dal fatto che nel 1267 il monastero benedettino maschile di Conversano passò sotto la giurisdizione della badessa Dameta Paleologo (1267-1270).[6][7]

Un punto di partenza è il 15 luglio 1260. Giovanni Liuzzi, in Riflessioni – Umanesimo della Pietra (2008 n. 31), indica l'Instrumentum executionis mandati regi di quel giorno, rogato dal notaio monopolitano Angelo de Leone per ordine di re Manfredi di Svevia, come l'atto da cui ricavare la linea di demarcazione tra i territori di Monopoli, Taranto e Ostuni; l'atto confermò i confini di Monopoli rispetto a Taranto e Ostuni e, secondo il passo, il Castrum Martinae sorgeva sul confine, in territorio di Taranto. Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1990 n. 13) aggiunge che l'atto, pubblicato da Marco Lanera nel 1979, prova secondo l'autore l'esistenza di Martina prima della cosiddetta fondazione angioina. Liuzzi (1992 n. 15) scrive che ancora nel 1260 il territorio di Sant'Angelo de Grecis (Monopoli) toccava il muro perimetrale orientale del castello di Martina, edificato dentro il territorio di Taranto. Sempre per il 1260, Liuzzi (1998 n. 21) parla di una linea di confine fra Taranto e Monopoli lungo la quale correvano i possedimenti del versante nord, e Leonardo Palmisano (2011 n. 34) riferisce che, secondo Liuzzi, la Torre di Luco, in località Lucidiano, era un caposaldo monopolitano attestato come confine fra Monopoli e Taranto in un documento del 1260.[8][9][10][11][12][13]

Secondo il Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025), il più antico documento che attesta un centro abitato medievale nell'area è un rogito del 1260 che cita un Castrum Martinae, forse una torre militare su un'altura sulla Valle d'Itria. Secondo l'Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1958, Martina Franca, «terra niente antica» per il Giustiniani, assunse solo nel 1269 dignità di feudo, con i De Tocco. Secondo «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» 1990 n. 13, Filippo I d'Angiò era principe di Taranto dal 1294; il castrum di Martina era decaduto e disabitato a fine Duecento e il confine nord di Taranto era sguarnito, perciò il principe decise la rifondazione con un diverso assetto urbanistico.[14][15][16]

Sulla fondazione i testi indicano date diverse. Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) scrive che il principe di Taranto Filippo I d'Angiò promosse, probabilmente nel 1305, la fondazione del Casale di Franca Martina, concedendo ai primi abitanti di edificare su un'area ristretta a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto, che definì l'assetto dell'attuale centro storico. Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1999 n. 22) riporta invece come data ufficiale il 1310, per volere dello stesso Filippo I d'Angiò, per rendere più sicure le contrade dette statio deserta ferarum, ma l'autore ritiene di poter smentire l'episodio perché già nel 1260 esisteva un castrum Martinae nello stesso sito. Riflessioni (1990 n. 13) indica nel privilegio del 12 agosto 1310 il documento tradizionalmente celebrato come atto di fondazione. Secondo Giovanni Liuzzi, nel 1306 Martina era già un casale, cioè un centro abitato aperto e non cinto da mura, con una università e un capitano, dove erano già arrivati i primi abitanti, che avevano trattato con Filippo di Taranto le condizioni del trasferimento dai paesi vicini.[17][18][19][20][21][22]

Con due privilegi del 12 e 15 agosto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, indicato come signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che sarebbero andati ad abitare la città in costruzione, come scrive Michele Ancona. Il privilegio del 12 agosto 1310, emanato da Napoli, garantì secondo il testo la demanialità perpetua del centro abitato formatosi sulla Murgia sud-orientale. La Redazione di «Riflessioni» lo indica come riconoscimento istituzionale del Casale della Franca Martina, ricordato con il settecentenario del 2010. Secondo Liuzzi, vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 concessero e confermarono privilegi (esenzione dalla fida) per incrementare di abitanti la neonata comunità di Martina.[23][24][25]

Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1990 n. 13) osserva che fino al 1335 Martina era un borgo aperto (casale), ancora a trent'anni dalla rifondazione, e che l'ipotesi di un luogo fortificato fin dall'inizio non regge. Secondo l'Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese (1971), sono ricordati privilegi di Roberto (1343) e del padre Filippo (1310 e 1317) a favore dell'Università di Franca Martina per la comunità d'acqua con Ostuni, Mottola e altre terre. Riflessioni (1999 n. 22) ricorda la concessione nel 1310 della libertà di pascolo nei territori di Mottola, Massafra e Ostuni, estesa nel 1358 ai territori di Taranto, Monopoli, Noja (Noicattaro), Matera e Brindisi.[26][27][28][29]

Secondo il Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025), con un privilegio del 1310 Filippo d'Angiò assicurò agli abitanti l'esenzione dai diritti di fida dovuti ai baglivi di Ostuni, Mottola e Massafra per il bestiame sui demani. Nel 1315 l'Università di Monopoli avviò un'azione giudiziaria per l'occupazione abusiva del proprio territorio da parte dei martinesi, attratti dai pascoli gratuiti. Nel 1317, secondo Giovanni Liuzzi in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» 1996 n. 19, Filippo d'Angiò concesse in uso privato ai cittadini un distretto del raggio di due miglia intorno al centro abitato, parte del territorio demaniale di Monopoli. Secondo la «Storia di Martina Franca», Filippo I assegnò quel territorio di due miglia, tolto a Monopoli, Ostuni e Taranto, in allodio e senza tasse feudali. Liuzzi ricorda inoltre, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» 2012 n. 35, che gli ex territori monopolitano e ostunese passarono a Martina nel 1317 e nel 1359.[30][31][32][33][34]

Il 15 gennaio 1317 il principe di Taranto Filippo I d'Angiò concesse con privilegio alla comunità martinese, ancora priva di territorio, un'area circolare di raggio due miglia (circa 3,7 km) detta districtum, che ricadeva in parte nell'agro di Monopoli, in parte di Ostuni e in parte di Taranto; ai martinesi fu riconosciuta proprietà privata, senza censi o terraggi (Giovanni Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31). Riflessioni (1990 n. 13) quantifica il territorio in circa 43 kmq (4.278 ettari), oltre un quarto del circuito appartenente a Monopoli e a Ostuni. Secondo Liuzzi, Monopoli protestò e la controversia languiva ancora a Napoli nel 1321; Riflessioni (1990 n. 13) precisa che Monopoli aveva reagito al primo esproprio del 1315 e per il secondo del 1317 si era rivolta all'autorità regia. Il territorio senza vincoli feudali fu concesso nel 1317, e vi nacquero masserie come Crocifisso, Cupa Blasi e Delfino (Chiese delle masserie di Martina Franca, CRSEC TA/51, 2004).[35][36][37][38][39][40]

Secondo «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» 1999 n. 22, nel 1353 il principe di Taranto Roberto d'Angiò donò a Pietro del Tocco, oltre al feudo di Martina, la Gualda (jus Gualdae) della città di Taranto. Secondo «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» 1990 n. 13, dal 1353 l'appellativo «franca» scompare per sempre da Martina; l'autore vi vede il segno che era scaduto il tempo delle generose esenzioni concesse ai vassalli per incrementare l'afflusso di abitanti. Sempre secondo il n. 22 del 1999, intorno al 1358 Roberto d'Angiò dispose la revoca in demanio dei territori del principato; i martinesi e il loro dominus Pietro del Tocco ottennero la conferma dei privilegi e nuove immunità, confermate dalla regina Giovanna I nel 1358.[41][42][43]

Altri testi precisano gli effetti del 1359. Secondo Liuzzi (1993 n. 16) luoghi come Pentima Vetrana, Pentimella e Guardiola divennero martinesi a tutti gli effetti; Liuzzi (1998 n. 21) colloca nel 1359 il passaggio a Martina del territorio già tarantino; Liuzzi (2007 n. 30) scrive che Roberto d'Angiò (1343-1364) assegnò alla neonata terra di Martina un vasto territorio, in parte appartenuto all'Università di Monopoli. Il comprensorio già della Mensa arcivescovile di Taranto fu assegnato al nuovo centro nel 1359, e Le Voccole, prima dell'Abbazia di San Vito del Pizzo, era appartenuto a Taranto fino al 1359 (Chiese delle masserie di Martina Franca, 2004). Il bosco delle Pianelle appartiene al Comune di Martina sin dal 1359, con usi civici di legnatico, ghiandatico ed erbatico (Domenico Blasi, 1994 n. 17). Riflessioni (1999 n. 22) cita un documento del gennaio 1359, una permuta fra il tarantino Berlingerio de Stayta e il martinese Chicco de Antonio per terre in località Le Vocche, in copia autenticata di inizio Seicento.[44][45][46][47][48][49][50]

Il 15 aprile 1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò concesse a Martina un territorio molto ampio. Secondo «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» 1998 n. 21, Roberto era divenuto nel 1356 anche signore di Monopoli. Secondo il n. 32 del 2009 il privilegio fu concesso all'Università di Martina e al suo feudatario Pietro di Tocco, e secondo l'autore sconvolse l'antica confinazione tra Monopoli e Taranto fissata nel 1260; secondo il n. 31 del 2008 la richiesta venne dai martinesi e da Pietro di Tocco e il territorio, per lo più corrispondente a quello attuale, fu sottratto a Monopoli, Taranto e Ostuni. Secondo il n. 13 del 1990 il territorio era ricavato in gran parte da Monopoli e Taranto e in misura minore da Ostuni, con oltre 410 kmq secondo Ancona, comprendendo gli attuali agri di Alberobello, Cisternino e Locorotondo; a questo seguì una parziale revisione. Secondo Giovanni Liuzzi, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, i kmq diventano 450 con il distretto del 1317, e la concessione fu rivista negli anni successivi per ricorsi di ordini monastici, del vescovo di Monopoli e di Ostuni, ma la documentazione della revisione non è pervenuta. Secondo il n. 33 del 2010, il documento fissava anche i confini con la terra di Ceglie e il territorio fu in seguito notevolmente ridotto nella parte nord-orientale.[51][52][53][54][55][56][57]

Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1990 n. 13) riferisce che, il 4 maggio 1360, su ordine del principe di Taranto Ostuni inventariò i beni demaniali in trentadue luoghi; in sette località si erano insediati quattordici occupanti martinesi, spossessati e condannati a pagare la decima. La stessa rivista, per una copia cinquecentesca dell'atto, dice che il principe, tornando sulle sue decisioni, ordinò di recuperare terre occupate illecitamente anche lungo il confine di Martina, appartenenti a Ostuni.[58][59]

Per Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1990 n. 13), il periodo epico della crescita martinese si esaurì rapidamente per la mancanza di altri protettori di rango (1371), e nel 1388 il castello sorgeva in capo alla ruga medievale, probabilmente nell'area dell'attuale piazza Roma. Nel 1390, secondo Giovanni Liuzzi (1998 n. 21), Giovanni di Lussemburgo, conte di Conversano, con la moglie Margherita di Enghien dotò il monastero della masseria Furno, della Regia Corte, posta in misura maggiore nel territorio di Martina e in parte in quello di Mottola. Il feudo di Monte del Forno è distinto da quello di Badessa/Sisignano (Chiese delle masserie di Martina Franca, 2004).[60][61][62][63]

Secondo il Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025), nel 1374 l'insediamento è ricordato come terra di Martina, con cinta muraria, torri, quattro porte e fossati. Nel 1388 fu eretto un torrione, il castrum novum di Raimondello del Balzo Orsini, poi abbattuto nel 1668 per costruire il Palazzo Ducale.[64][65]

Martina, in quanto territorio tarantino, rientrava nella bagliva di fuora e nella fida e diffida amministrate dalla Dogana di Taranto (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, anno 1420). Riflessioni (1999 n. 22) riporta che il numero dei fuochi crebbe fra il 1447 e il 1538 di quasi sei volte, da 232 a 1.238, essendo già 846 nel 1508 e 1.175 nel 1522. Nel 1490, secondo Antonio Vincenzo Greco (1992 n. 15), i baglivi di Taranto presero a esigere la fida sul territorio cittadino e a sequestrare il bestiame dei martinesi, che ricorsero al re; secondo Greco, il re Ferdinando intervenne con lettera del 27 gennaio 1491 e con la provisione della Regia Udienza di Terra d'Otranto del 19 agosto 1491, che obbligò i baglivi a restituire gli animali.[66][67][68]

Altre notizie del Quattrocento: un'iscrizione sul terzo arco a sinistra ricorda che nel 1422 Giovanni de Mita fece costruire la cappella per sé e per i suoi eredi (Ad quaerendas urbis inscriptiones). Il martinese Damiano de Lentino vendette l'11 aprile 1472, alla fiera di Bitonto, una mula morella a un abitante di Modugno (Sebastiano Schiavone, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22). Cavaruzzo, in territorio di Martina, esisteva già alla fine del XV secolo e sul suo portale è murata una lapide con la data del 1491 (Riflessioni, 1984 n. 7). Il Pacichelli (Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703) ricorda Petricone Caracciolo con il titolo di duca di Martina e conte di Buccino, cancelliere nel 1488.[69][70][71][72]

Una sentenza della Regia Camera del 22 gennaio 1452, richiamandosi al privilegio angioino, definì per motivi fiscali ulteriori termini di confine (Cosimo Francesco Palmisano, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33). Dopo la morte di Giovanni Antonio Orsini (1463) Monopoli ottenne la conferma dei confini del 1260 ma non l'esercizio effettivo della bagliva di Martina tra il 1463 e il 1481 (Riflessioni, 1990 n. 13). Un fascicolo dell'Archivio di Stato di Lecce ricorda Pietro di Tocco signore di Martina e la definizione dei confini del tenimento di Taranto (1464), e un privilegio del re Ferrante del 1470 in favore di Martina.[73][74][75][76]

Secondo Fanizzi, le recinzioni nel demanio di Martina, in parte abusivamente preesistenti, cominciarono con il Capitolare di Ferdinando I d'Aragona del 1478. Il 6 luglio 1478 il Sacro Regio Consiglio, sedente a Lecce, per ordine del re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, spedì all'Università di Martina il Capitolare sull'ordinamento del buon governo. Secondo Liuzzi, il suo articolo XVIII regolava la validità delle sedute del parlamento cittadino.[77][78]

Il 6 luglio 1478 il Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce, spedì all'Università, per ordine di Ferdinando I d'Aragona, il Capitolare sull'ordinamento del buon governo di Martina; l'articolo XVIII fissava il numero legale del Parlamento a 24 su 36 consiglieri (Giovanni Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34). Il notaio martinese Gabriele de Angelino redasse atti dal 1478 al 1504 ed è considerato uno dei primi notai medievali finora conosciuti di Martina (Liuzzi, 1992 n. 15). Riflessioni (1999 n. 22) ricorda una transazione del 1479 fra Giovanni Gagliardo, abate di San Vito, e un tal Nardella di Martina, che si era appropriato di molte terre dell'Abbazia, la quale dopo un lungo processo ne vide riconosciuti i diritti, e un documento del 1493 sulla difficile determinazione dei confini delle proprietà, legata anche all'atteggiamento sistematicamente prevaricatorio dei martinesi, in cui l'abate commendatario di San Vito Francesco de Navis concluse una lite con il proprietario della masseria delle Vocche.[79][80][81][82]

Il 5 ottobre 1495 Federico d'Aragona concesse a Martina Capitoli e Grazie, in un momento critico: secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, i martinesi, che si erano dati a Carlo VIII di Francia, passavano ai primi di ottobre sotto le bandiere d'Aragona. Il capitolo IV dava a ogni cittadino la facoltà di recintare i propri terreni nel tenimento. Con una concessione di Federico d'Aragona, datata 5 ottobre 1495, per le pergolene, fu ufficialmente possibile sopraelevare le abitazioni esistenti, come riferisce la pubblicazione Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, 2004). Sempre Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13 colloca tra il 1495 e il 1509 le pratiche clandestine dei martinesi sul territorio verso Monopoli, allora dominata da Venezia, che non interveniva nella custodia del territorio verso Martina.[83][84][85]

Con il placet di Federico d'Aragona del 5 ottobre 1495, concesso quando era principe di Altamura e confermato come re di Napoli il 28 agosto 1497, il territorio di Martina rimase di natura regia, secondo Michele Ancona. Il capitolo IV dei Capitoli e Grazie dava a ogni cittadino la facoltà di recintare i propri terreni nel tenimento di Martina, e fu poi oggetto di controversia sulla sua interpretazione. Un'iscrizione sul primo arco a destra ricorda che nel 1500 Giovanni del fu Leone d'Angelino di Martina fece costruire la cappella in Sant'Antonio da Padova.[86][87]

Nel 1497 fu portato a termine il convento eretto dagli Osservanti a est dell'abitato di Martina Franca, secondo l'Emeroteca della Provincia di Brindisi (Rinascenza Salentina 1936). Giovanni Liuzzi, in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18, lo annovera tra i cinque conventi francescani di Martina: Santa Maria delle Grazie dei frati Osservanti, poi di Santo Stefano dei Riformati, con date 1497-1866.[88][89]

Il 28 agosto 1497 il placet concesso nel 1495, quando Federico era principe di Altamura, fu confermato, ora che era diventato re di Napoli. Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, restavano in vigore gli altri privilegi e capitoli dell'università di Martina.[90]

  1. 1072 — Pergamena del 1072: donazione al monastero di San Benedetto di Taranto della chiesa di San Giorgio in Gualda. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF
  2. giugno 1099 — Il conte Goffredo dona al monastero di San Benedetto di Conversano il Monte di Sessaniano. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 135 del PDF
  3. 1117 — Abbazia di San Vito del Pizzo di Taranto, secondo alcuni fondata nel 1117. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 103 del PDF
  4. maggio 1072 — La chiesa di San Giorgio in Gualda nella pergamena di Taranto del maggio 1072. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 98 · originale
  5. 1099 — Goffredo d'Altavilla dona al monastero benedettino di Conversano il monte Sessaniano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, PDF p. 52 · originale
  6. 1085 — 1085: Goffredo di Altavilla dona il feudo poi detto Badessa alle benedettine di Conversano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF · originale
  7. 1267 — Nel 1267 il monastero di Conversano passa sotto la badessa Dameta Paleologo: origine del toponimo Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 60 del PDF · originale
  8. 15 luglio 1260 — Atto del 15 luglio 1260 sui confini tra Monopoli, Taranto e Ostuni. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 29 · originale
  9. 15 luglio 1260 — Instrumentum executionis mandati regii: prima attestazione documentaria di Martina (castrum Martine). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 5 del PDF · originale
  10. 15 luglio 1260 — Atto del 15 luglio 1260 sui confini di Monopoli, Taranto e Ostuni, con il Castrum Martinae sul confine. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 29 del PDF · originale
  11. 1260 — Nel 1260 il territorio di Sant'Angelo de Grecis toccava il castello di Martina, edificato in territorio tarantino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 26 del PDF · originale
  12. 1260 — Confini del 1260 fra Taranto e Monopoli sul versante settentrionale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 63 del PDF · originale
  13. 1260 — Un documento del 1260 attesta la Torre di Luco (Lucidiano) come confine tra Monopoli e Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 87 del PDF · originale
  14. 15 luglio 1260 — Il Castrum Martinae nel mandato regio del 1260. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  15. 1269 — Martina Franca assume dignità di feudo con i De Tocco. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1958 (1958), p. 18 del PDF · originale
  16. 1294 — Filippo I d'Angiò, prin- cipe di Taranto dal 1294, decide di rifondare Martina e ne incarica il vicario Francesco di Monteleone. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 9 del PDF · originale
  17. circa 1305 — Fondazione del Casale di Franca Martina (circa 1305). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 30 · originale
  18. circa 1305 — Filippo I d'Angiò promuove la fondazione del Casale di Franca Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF · originale
  19. 1310 — Fondazione ufficiale di Martina nel 1310 per volere di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 36 del PDF · originale
  20. 12 agosto 1310 — Privilegio di Filippo I d'Angiò del 12 agosto 1310 a Martina; l'insediamento è detto casale della Franca Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 5 del PDF · originale
  21. 1306 — Nel 1306 esiste già un casale di Martina con università e capitano. Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10 · originale
  22. 1306 — Nel 1306 esiste un casale di Martina con università e capitano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF · originale
  23. 12 agosto 1310 – 15 agosto 1310 — Privilegi di Filippo I d'Angiò per gli abitanti della nuova Martina (agosto 1310). Fonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 25 · originale
  24. 12 agosto 1310 — Privilegio di Filippo I d'Angiò che garantisce la demanialità perpetua del Casale della Franca Martina. Fonte: Redazione, Due pubblicazioni di storia patria per il settecentenario di Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 33, 2010, PDF p. 182 · originale
  25. circa 1310 — Privilegi dei principi di Taranto ai coloni di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 96 · originale
  26. 1335 — Dal 1335 Martina è castrum, abitato cinto da mura. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 12 del PDF · originale
  27. 1343 — Privilegio di Roberto principe di Taranto (1343) all'Università di Franca Martina per la comunità d'acqua. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1971 (1971), p. 64 del PDF · originale
  28. 1310 — Nel 1310 ai martinesi libertà di pascolo nei territori di Mottola, Massafra e Ostuni. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 50 del PDF · originale
  29. 1358 — Nel 1358 estesa la libertà di pascolo a Taranto, Monopoli, Noja, Matera e Brindisi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 50 del PDF · originale
  30. 15 agosto 1310 — Secondo privilegio del 1310 sui pascoli. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  31. 1315 — Causa di Monopoli contro i martinesi. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  32. 1317 — Nel 1317 Filippo d'Angiò concede ai cittadini di Martina un distretto di due miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 35 · originale
  33. 1317 — Territori ex monopolitano e ostunese passati a Martina nel 1317 e nel 1359. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 42 del PDF · originale
  34. 15 gennaio 1317 — Concessione del distretto circolare di 4.278 ettari. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  35. 15 gennaio 1317 — Privilegio di Filippo I d'Angiò: distretto di 2 miglia attorno all'abitato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF · originale
  36. 15 gennaio 1317 — Filippo I d'Angiò dota Martina di un distretto di due miglia di raggio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 143 · originale
  37. 1317 — Nel 1317 Filippo I concede agli abitanti di Martina un distretto circolare di raggio due miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF · originale
  38. 1317 — Concessione del distretto circolare di due miglia a Martina (1317). Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10 · originale
  39. 1315 — Nel 1315 l'università di Monopoli riesuma l'Instrumentum del 1260 contro l'esproprio subito da Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF · originale
  40. 1317 — Concessione del distretto ai coloni della Franca Martina da Filippo I d'Angiò. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 53 del PDF
  41. 1353 — Nel 1353 Roberto d'Angiò dona a Pietro del Tocco il feudo di Martina e la Gualda di Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 48 del PDF · originale
  42. 1353 — Dal 1353 scompare per sempre l'appellativo «franca» da Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF · originale
  43. circa 1358 — Intorno al 1358 Roberto d'Angiò revoca in demanio i territori; i martinesi e Pietro del Tocco ottengono conferma dei privilegi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 49 del PDF · originale
  44. 1359 — Nel 1359 il principe Roberto concede il territorio alla nuova Martina, trasformando i confini con Monopoli e Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 9 del PDF · originale
  45. 1359 — Il territorio ex tarantino passa a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF · originale
  46. 1359 — Roberto d'Angiò assegna un vasto territorio alla neonata terra di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 103 del PDF · originale
  47. 1359 — La Selva Tarentina compresa nel territorio della Franca Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF
  48. 1359 — Roberto d'Angiò concede un territorio ai martinesi e al conte Pietro del Tocco. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 103 del PDF
  49. 1359 — Le Pianelle appartengono dal 1359 al Comune di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 35 del PDF · originale
  50. gennaio 1359 — Permuta di terre in località Le Vocche tra il tarantino Berlingerio de Stayta e il martinese Chicco de Antonio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 51 del PDF · originale
  51. 15 aprile 1359 — Il principe Roberto d'Angiò concede a Martina un vasto territorio (15 aprile 1359). Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 14 · originale
  52. 15 aprile 1359 — Privilegio di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359: nuovo territorio ai martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 75 · originale
  53. 15 aprile 1359 — Privilegio di Roberto d'Angiò: vasto territorio demaniale a Martina (15 aprile 1359). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 5 · originale
  54. 15 aprile 1359 — Privilegio di Roberto d'Angiò che delimita il vasto territorio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · originale
  55. 15 aprile 1359 — Concessione di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359: vasto territorio demaniale a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF · originale
  56. 15 aprile 1359 — Privilegio di Roberto d'Angiò: vasto territorio concesso a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 31 del PDF · originale
  57. 1359 — Roberto d'Angiò dona a Martina nel 1359 un territorio immenso. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 11 del PDF · originale
  58. 4 maggio 1360 — Inventario di Ostuni del 4 maggio 1360: quattordici abusivi martinesi spossessati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF · originale
  59. 4 maggio 1360 — Atto notarile del 4 maggio 1360 sui recuperi di terre occupate lungo il confine di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF · originale
  60. 1371 — Con l'estinzione nel 1371 del ramo angioino di Taranto Martina perde il dominio sulla giurisdizione del territorio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF · originale
  61. 1388 — Nel 1388 Raimondo Orsini erige il grande castello di Martina, demolito nel 1668. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF · originale
  62. 1390 — 1390: il conte di Conversano dona al monastero di San Benedetto la masseria del Furno. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 85 del PDF · originale
  63. 1390 — Giovanni di Lussemburgo dona il feudo di Monte del Forno al monastero benedettino di Conversano. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 135 del PDF
  64. 1374 — Martina «terra» murata con quattro porte. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  65. 1388 — Torrione (castrum novum) di Raimondello del Balzo Orsini. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  66. anni 1420 — Inventario 1420-1434 dei beni di Giovanni Antonio Orsini: la bagliva di Martina amministrata dalla Dogana di Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF · originale
  67. 1447 — I fuochi di Martina crescono da 232 (1447) a 1.238 (1538). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 52 del PDF · originale
  68. 1490 — I baglivi di Taranto sequestrano il bestiame dei martinesi (1490). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Antonio Vincenzo GRECO VICENDE DI UN SECOLARE CONTENZIOSO - Occupazione dei demani di Taranto da parte degli agrari di Martina, PDF p. 67 · originale
  69. 1422 — Cappella in Sant'Antonio da Padova costruita da Giovanni de Mita, 1422. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 77 del PDF
  70. 11 aprile 1472 — Un martinese vende una mula alla fiera di Bitonto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Sebastiano SCHIAVONE ZOOTECNIA STORICA - Il mulo di Martina Franca, p. 19 del PDF · originale
  71. 1491 — Masseria Cavaruzzo: lapide con la data 1491 sul portale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1984 n. 7, p. 4 del PDF · originale
  72. 1488 — Petricone Caracciolo, duca di Martina, gran cancelliere del Regno. Fonte: Pacichelli, Giovanni Battista, Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703, parte III, elenco dei gran cancellieri, PDF p. 265 (vol. 3)
  73. 22 gennaio 1452 — Sentenza della Regia Camera sui confini tra Ceglie e Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · originale
  74. 1463 — Dal 1463 al 1481 Martina è dichiarata demaniale e amministrata da ufficiali locali. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 16 del PDF · originale
  75. 1464 — Definizione dei confini del tenimento di Taranto; Pietro di Tocco signore di Martina. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, fasc. 10/1 (1470), p. 7 del PDF · originale
  76. 1470 — Privilegio di re Ferrante in favore di Martina. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, fasc. 10/1 (1470), p. 7 del PDF · originale
  77. 1478 — Capitolare di Ferdinando I d'Aragona del 1478: avvio delle divisioni e recinzioni nel demanio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF · originale
  78. 6 luglio 1478 — Il Sacro Regio Consiglio spedisce all'Università di Martina il Capitolare sul buon governo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 7 · originale
  79. 6 luglio 1478 — Capitolare dell'Università di Martina spedito dal Sacro Regio Consiglio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 7 del PDF · originale
  80. circa 1478 — Il notaio Gabriele de Angelino redige atti dal 1478 al 1504, uno dei primi notai medievali noti di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 28 del PDF · originale
  81. 1479 — Transazione del 1479 tra l'abate di San Vito Giovanni Gagliardo e il martinese Nardella. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 55 del PDF · originale
  82. 1493 — Documento del 1493 su confini contesi e comportamento prevaricatorio dei martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 56 del PDF · originale
  83. 5 ottobre 1495 — Capitoli e Grazie concessi a Martina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF · originale
  84. 5 ottobre 1495 — Concessione di Federico d'Aragona per le pergolene a Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 12 del PDF
  85. circa 1495 — Tra 1495 e 1509 i martinesi praticano la fida clandestina sotto la dominazione veneziana di Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 16 del PDF · originale
  86. 5 ottobre 1495 — Placet di Federico d'Aragona ai Capitoli e Grazie di Martina (5 ottobre 1495). Fonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 29 · originale
  87. 1500 — Cappella in Sant'Antonio da Padova costruita da Giovanni di Leone d'Angelino, 1500. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 75 del PDF
  88. 1497 — Completato il convento dei Frati Osservanti a est dell'abitato. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 1 del PDF · originale
  89. 1497 — Convento di Santa Maria delle Grazie dei frati Osservanti, attestato dal 1497 al 1866. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 17 del PDF · originale
  90. 28 agosto 1497 — Il placet di Federico d'Aragona è confermato come re di Napoli (28 agosto 1497). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 29 del PDF · originale
Ringraziamenti e fonti principali

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