Storia della città

La storia di Martina Franca raccontata solo con ciò che le fonti documentano. Ogni paragrafo rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice.

Il Cinquecento

Nel 1507 Martina passa ai Caracciolo. Secondo Lucrezia Maria Tateo, Petracone Caracciolo, già conte di Buccino dal 1472 e di Caggiano dal 1499, ottenne la terra di Martina col titolo di duca in cambio della contea di Caggiano, e nel nuovo feudo prese in appalto le rendite regie del fisco sul sale per trecento ducati l'anno. Un'altra fonte lo chiama Petraccone III, conte di Buccino e di Brienza, e dice che ebbe il possesso dal re Ferdinando il Cattolico in cambio di un debito di 6.000 ducati: i due racconti differiscono sul nome (Petracone o Petraccone III), sulle contee e sul compenso dato. Marinò, per parte sua, divide la storia di Martina in un periodo «demaniale» e uno «ducale», quest'ultimo successivo all'infeudamento sotto i Caracciolo nel 1507.[1][2][3]

Nel 1509 si discute la definizione dei confini fra Martina e Mottola (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22). Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21), per risolvere pacificamente la vertenza il governatore Antonio de Cardona nominò commissario Geronimo de Muro, che il 7 maggio 1509 si recò con il suo tribunale a La Guardiola per ascoltare le parti. Il 14 maggio 1509, scrive Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16), il consigliere de Muro di Lecce, delegato dal vicerè, emanò la sentenza che ristabiliva il vecchio confine del 1359 fra Martina e Mottola; nei luoghi nominati furono erette quattro specchie come termini. La causa opponeva Mottola al duca di Martina e all'Università di Martina.[4][5][6]

Nel dicembre 1510, riferisce Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29), cavalcatori dell'Università di Monopoli sequestrarono 617 pecore tenute al pascolo nella Marina dal fasanese Giovanni Ferrara, nel quadro degli abusi dei martinesi sui pascoli monopolitani. Sempre secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31), passato il Regno di Napoli sotto la dominazione spagnola, nel 1514 riprese la conflittualità giudiziaria tra le università di Monopoli e di Martina circa la legittimità del possesso del territorio.[7][8]

Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14), nei dintorni di Martina le azioni militari fra il dicembre 1528 e l'agosto 1529 furono intense e cruente, per la presenza veneziana a Monopoli. Per l'autore i fanti italiani vennero per stanziarsi, non da nemici; i martinesi, già provati, rifiutarono gli alloggiamenti e organizzarono la resistenza armata. La tradizione dell'assedio dei cappelletti è giudicata infondata dall'autore.[9][10]

Al 1529 si riferiscono due ricordi legati alla guerra. Una lettera inviata da Monopoli al senato veneziano il 18 giugno 1529 dal provveditore Giovanni Vitturi attesta che il marchese del Vasto, levato il campo da Conversano, dislocò a Martina i fanti italiani rimanenti. Una tradizione ricorda invece l'intervento prodigioso di S. Martino su un bianco cavallo, alla testa di cavalieri, per difendere Martina Franca contro i Francesi nel 1529. Nel 1596 Cito de' Citi, indicato come primo storico martinese, scrisse il poema «Vita di San Martino», che narra l'assalto di Marramaldo a Martina del 16 giugno; secondo l'autore del passo i particolari sono inventati ma contengono un nucleo di verità storica.[11][12][13]

Negli anni 1531-32 a Martina Franca si costituì la confraternita del Sacramento (Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1975). Nel 1531, secondo il manoscritto Scialpi, la città elesse solennemente sant'Antonio da Padova secondo protettore, con giuramento del sindaco e degli eletti nella chiesa di Santo Stefano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14). Sempre nel 1531 l'arciprete Giovanni Simonetta istituì un'officiatura su una sua chiusura. Nel 1535 il domenicano Geronimo Adamo costituì la Confraternita della Vergine del Rosario, con oratorio nel chiostro del Convento di San Domenico («Giorno per Giorno», 30 gennaio 1974). Nello stesso anno padre Pietro Carbotti da Martina passò dagli Osservanti ai Cappuccini; divenne primo maestro di novizi della provincia di San Girolamo nella sede di Rugge, dove morì nel 1559.[14][15][16][17][18]

Nel 1532, secondo l'Emeroteca della Provincia di Brindisi (Archivio Storico Pugliese 1981), tra i pugliesi che insegnarono Sofistica nello studio di Padova figura fra Antonius Maraffa ex Martina, dell'Ordine dei Predicatori. Nel 1540, scrive Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), l'avvocato Francesco Antonio Colucci è eletto, con altri quattro, deputato per la difesa dell'Università contro le ingerenze giurisdizionali del duca Petracone IV Caracciolo.[19][20]

Nel 1542, nella vertenza con Monopoli, la Regia Camera della Sommaria privò i martinesi della parte settentrionale del territorio demaniale controverso, affidando la giurisdizione alla Regia Corte; ne seguì lo spetamento delle chiusure abusive. Secondo un altro scritto di Giovanni LIUZZI fu sequestrato a danno di Martina il vasto tenimento conteso, tranne l'uso del distretto delle due miglia. Gli amministratori di Monopoli, che si rivalevano nei tribunali contro la concessione del 1359, arrivarono a far confiscare al Regio Fisco quelle terre. Con Monopoli tornata città regia furono riaccese le antiche rivendicazioni territoriali, non solo a pregiudizio di Martina, sul documento svevo del 1260, di cui nella causa del 1542 fu presentata copia con il testo aggiornato in qualche punto. Una lite tra l'Università di Martina e il Regio Fisco durò dal 1542 al 1571, quando il duca Petracone IV Caracciolo chiese la reintegra dei territori occupati abusivamente.[21][22][23][24][25]

Il 14 e 15 giugno 1542 il commissario della Regia Camera della Sommaria percorse l'itinerario confinario del 1260, assegnando il demanio a Monopoli e sottraendolo a Martina; Giovanni Liuzzi lo chiama Geronimo Bilotto (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30), mentre in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13 è chiamato Geronimo Bilotta e dà all'università monopolitana il possesso dei luoghi usurpati da Martina (Acquarulo, Reinzano, Spiano, Morello, Luco ecc.) dopo averli visitati. Il 1° settembre 1542 il presidente della Regia Camera della Sommaria Francesco Antonio Villano, davanti ai ricorsi dei martinesi, decretò che la Regia Corte mantenesse il possesso della fida e diffida fino al termine del processo; i parchi nel demanio andavano distrutti e ai martinesi restava l'uso del distretto delle due miglia per vigne e giardini (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13). Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) riferisce lo stesso decreto del 1° settembre 1542 come relativo alla legittimità del possesso del distretto.[26][27][28][29]

Nel 1544, indica una didascalia di Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30), una pergamena reca miniata la più antica riproduzione conosciuta dello stemma dell'Università di Martina. Nel 1545, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15), a Tricarico il capitolo dei conventi pugliesi e lucani elesse le cariche della provincia di San Girolamo e in quella sede si decise la fondazione del convento di Martina; padre Giacomo da Molfetta, eletto vicario, venne a Martina per avviare le pratiche. Fu il sesto convento pugliese dell'Ordine. Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18) data inoltre al 1545-1866 il convento di Santa Maria d'Idria dei frati Cappuccini a Martina.[30][31][32][33]

Giovanni Liuzzi registra lasciti e atti legati alla Collegiata di San Martino. Il sacerdote Donato Simeone fondò un legato di una messa settimanale all'altare di San Martino con testamento rogato dal notaio Dario Palazzo il 25 giugno 1549, gravante sull'acqua di una foggia del Votano dello Pollice (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27). Con testamento del 1552 Margarita, vedova di Angelo de Fanello, donò una chiusura al Capitolo di San Martino, poi venduta dal Capitolo a Motolese (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30). Il 14 luglio 1554 il papa con bolla incaricò l'arciprete di Conversano Scalambrino Tarsia di verificare l'esigenza della Collegiata, e l'8 dicembre 1554 il Capitolo si radunò nel coro della Collegiata con il vicario foraneo Antonio Marraffa e circa quaranta sacerdoti (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35).[34][35][36][37]

Nel 1550 compaiono due nomi. Pacichelli indica Battista Caracciolo, duca di Martina, come cancelliere sotto l'imperatore Carlo V nel 1550. Secondo Liuzzi, nello stesso anno il nobile spagnolo Baldassarre Gaona arrivò a Martina per servizio militare e vi rimase, sposando la martinese Silvia de Leone; sarà poi il commissario regio delle operazioni del Santacroce. Il 10 settembre 1553 il Capitolo di Martina permutò, con atto del notaio Giovanni de Carolis, vigne presso Santa Maria de Martina con un orto fuori le mura.[38][39][40]

Il 1 gennaio 1555 fu discussa una permuta di terre tra il Capitolo di Martina e Iacobo de Fumarola, e l'atto del notaio Dario de Palatio fu rogato il 14 gennaio. Nel 1598 cessarono gli attriti fra le comunità, quando l'Università di Ceglie limitò a duemilasettecento capi il numero degli animali ammessi al pascolo nel demanio di Ceglie, con elenco annuale dei proprietari trasmesso dal sindaco di Martina.[41][42]

Anche con Ceglie i rapporti sono segnati da contese. Nei catasti cinquecenteschi di Ceglie, tra cui uno del 1556 redatto dal notaio Donato Antonio d'Adamo di Francavilla, i martinesi risultano tra i maggiori possessori di terre. Il 17 settembre 1567 una sentenza del Sacro Consiglio condannò alcuni bonatenenti martinesi, che avevano chiuso con muretti a secco ampie estensioni demaniali in territorio di Ceglie, a diroccare le chiusure. Secondo Isidoro Chirulli, nel 1572 il feudatario di Ceglie rinnovò le molestie contro i martinesi pretendendo di imporre nuovi confini, ma Cosimo Francesco Palmisano ritiene infondata questa ultima affermazione. Secondo Palmisano gli attriti sui pascoli cessarono nel 1598, quando l'Università di Ceglie limitò a 2.700 il numero degli animali ammessi a pascolare nel suo demanio.[43][44][45][46]

Nel 1556, scrive Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22), Antonio Vingi chiese e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto, di paretare altri 15 tomoli in località il Foggiale, per evitare danni da parte degli animali che andavano ad abbeverarsi alla foggia. Nel 1559, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31), il duca Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi nel Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del demanio, poiché a lui spettava l'amministrazione della bagliva verso Taranto; nello stesso anno fu inviato da Napoli il regio commissario Giovanni Battista Manso per ispezionare i luoghi appadronati e ripristinare il demanio di giurisdizione ducale (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27).[47][48][49]

Altre notizie del tempo: gli affreschi della cappellina della masseria Mangiato recano la data 1559 (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3), e secondo la platea del Capitolo la cappella suburbana della Provvidenza è attestata già nel 1561 (Giovanni Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15). Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata da Luigi Antonio Fino (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8), Michele Salpa nacque intorno al 1557 a Martina e divenne professore e rettore dell'Accademia (Università) di Vilna.[50][51][52]

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi davanti al Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del pubblico demanio, perché gli competeva l'amministrazione della bagliva verso Taranto. Secondo Liuzzi l'episodio apre i più gravi contrasti di giurisdizione sul territorio verso Taranto. Il duca chiese la demolizione dei parchi abusivi e nel territorio verso Taranto furono contati 96 occupatori; il contenzioso durò dal 1559 al 1571. Nello stesso 1559 fu inviato da Napoli il regio commissario Giovanni Battista Manso per ispezionare i luoghi appadronati e ripristinare il demanio, nella lite fra Università di Martina e Regio Fisco. Sempre nel 1559 fu costruita la cappella di Masseria Mangiato, considerata capostipite dei modelli liturgici a pignon in ambito rurale.[53][54][55][56]

Secondo il volume Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, 2004), nel giugno 1559 un decoratore anonimo, per commissione di Pietro Antonio Marangi, concluse il ciclo dipinto della piccola chiesa di Santa Maria della Croce alla masseria Mangiato, a Cerassano. È indicato come il limite cronologico più antico delle chiese di masseria martinesi. Lo stesso volume riferisce che il verbale del tribunale itinerante di Baldassarre Gaona attesta la dedicazione del luogo di culto già nel 1567.[57][58]

Nel biennio 1564-1565, scrive Cosimo Francesco Palmisano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33), furono datati i primi atti di carcerazione fatti eseguire da Giangiacomo Sanseverino, subito dopo il pagamento del relevio del feudo di Ceglie, nel contesto della lite con alcuni martinesi sull'uso del territorio. Il 17 marzo 1565, con sentenza del regio commissario Costanzo De Caro, i cittadini di Martina ottennero esplicitamente di poter tagliare e lavorare legname per uso proprio.[59][60]

Dal 1566 a Martina si introducono tre gestioni della bagliva: quella del distretto e quella verso Monopoli, spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ciascuna con propria corte di giustizia. La bagliva verso Monopoli fu acquistata dall'Università di Martina nel 1566. I capitoli firmati a Monopoli il 9 ottobre 1566 prevedono che, per recuperare il territorio occupato da Mottola, la spesa sia comune. Un atto del 1566 del notaio Idrosio di Ostuni è indicato come il documento più antico finora noto che riporti il toponimo Monte del Forno.[61][62][63][64]

Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15), il documento del 1566 è il primo originale sul demanio e porta alla ripartizione di 43.137 tomoli fra le sei università; segna l'inizio della distribuzione fondiaria basata sulla proprietà come diritto esclusivo, fondamentale per la storia e l'economia di Locorotondo, Cisternino e Martina. Nel 1566 fu stabilita la confinazione fra Martina e Monopoli sul limite settentrionale della Contrada Il Capitolo (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32). Nell'ottobre 1566 Bernardino de Santa Cruz, dovendo tornare a Napoli, delegò Baldassarre Gaona alla demolizione delle recinzioni e alla definizione delle mezzane (Luigi De Michele, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31). Dalla fine del 1566 ai primi mesi del 1568 Gaona misurò masserie e fondi della Selva di Monopoli; per Martina risultano poco più di 11.000 tomoli, di cui 9.934 demaniali e 1.105 di mezzane (Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31). Qualche centinaio di proprietari avevano occupato circa 13.400 tomoli del demanio assegnato a Martina e comprato nel 1566 (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13).[65][66][67][68][69][70]

Nel 1566 la Regia Corte inviò il presidente della Sommaria Bernardino de Santa Cruz per stipulare un accordo definitivo con le cinque università (Martina, Castellana, Cisternino, Fasano, Locorotondo), cui si aggiunge Monopoli; la giurisdizione fu ripartita per numero di fuochi. Una transazione proposta da Bernardino de Santa Cruz permise a Martina di mantenere il territorio concessole nel 1359, dietro un ingente esborso di denaro alla Regia Corte. Le rivendicazioni di Monopoli e Taranto nel XVI secolo non ebbero successo: i martinesi conservarono il territorio del 1359 nonostante sentenze sfavorevoli dei tribunali napoletani, rese vane da accordi nel 1566 e nel 1589 (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27).[71][72][73]

L'accordo fu sottoscritto a Conversano il 21 luglio 1566. Con esso, scrive Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31), la Regia Corte vendette i diritti sull'intera Selva di Monopoli a sei università (tra cui Martina) per 16.000 ducati, ripartiti in base al numero dei fuochi; per l'autore la lunga vicenda giuridica si concluse con questa capitolazione e con le integrazioni successive (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34). Le università di Monopoli, Martina, Castellana, Locorotondo, Fasano e Putignano ratificarono i capitoli il 21 luglio a Conversano e il 9 ottobre 1566 a Monopoli (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21); in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13 il perfezionamento a Monopoli è attribuito ad alcune controversie. Il 9 ottobre fu stipulata una nuova capitolazione in undici articoli sulla ripartizione del territorio dell'antica Selva di Monopoli tra le sei università (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35).[74][75][76][77][78][79][80]

Il 28 settembre 1566, nella località il Bajulo presso Martina, fu stilato l'atto definitivo con cui le università acquistarono dal Regio Fisco il territorio demaniale monopolitano, per mano del notaio Francesco Idrosio di Ostuni (Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo; Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13 e 1998 n. 21). La quota assegnata a Martina fu poi misurata nel 1568. Gli esperti Iacobo Caputo e Angelo de Mola suddivisero il territorio e il 28 e 30 settembre consegnarono le quote, già confinate, ai sindaci o ai procuratori comunali (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35). Nello stesso giorno l'Università acquistò dalla Regia Corte la bagliva del territorio verso Monopoli, poi affittata all'asta per 60-100 ducati annui (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31). Il punto iniziale del confine era costituito dalle vigne del martinese Iacobo Fumarola (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35).[81][82][83][84][85][86][87]

Il tribunale itinerante di Gaona iniziò le ricognizioni delle terre del territorio demaniale di Martina il 25 febbraio 1567; i lavori furono sospesi il 23 maggio e ripresi il 13 ottobre. Il 25 febbraio 1567 la commissione visitò la masseria di Natale de Carolo a Lo Monte de Tre Carlini seu Le Nere, estesa 170 tomoli con mezzana di 17. Tra il 27 febbraio e il 17 marzo 1567 la commissione Gaona visitò venti territori appadronati, di cui dodici masserie, per circa 2.040 tomoli, nella località Lo Mangiato. Nell'area misurata nel 1567 (968 tomoli) si rilevarono otto insediamenti di martinesi, possessori di 543 tomoli pari al 56,10%, e otto di locorotondesi per 425 tomoli (43,90%). La commissione rilevò inoltre 50 tomoli di Angelella de Augusto e la masseria di Antonio Piccoli nella contrada di Sisignano.[88][89][90][91][92][93]

Nel 1567 e nel 1568 la Foggia Grande, già posseduta metà dai Semeraro e metà dagli Angelini, fu donata al Capitolo della Collegiata di Martina. Nel 1568 si tenne il sinodo provinciale dell'arcivescovo di Taranto Marc'Antonio Colonna, documentato da un atto del 1595 del Capitolo di Martina Franca sul diritto di precedenza con il Capitolo di Grottaglie. Nel 1579 fu eretta la chiesa di San Donato, oggi diruta, nell'area del medievale distretto di Martina. Già nel 1593, dalla partita 203 della platea del Capitolo, nella chiesa di San Martino c'era un altare privilegiato dedicato a Santa Maria di Costantinopoli. Nel 1598 il canonico di San Martino don Nicola Maria Annese fondò il beneficio della cappella di Santa Maria di Costantinopoli, attestata dalla santa visita dell'arcivescovo Tommaso Caracciolo del 1652.[94][95][96][97][98]

Nel 1567 la commissione del regio commissario Baldassarre Gaona percorse le terre del territorio di Martina. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), dal 18 aprile al 17 maggio e il 27 novembre 1567 la commissione itinerante visitò sedici territori appadronati da otto martinesi e da altrettanti locorotondesi. Il 26 aprile fu visitata la masseria del martinese Martino Rizzo in località de Micele; il 12 maggio, a delli Santulli, furono ispezionate le terre di Giuseppe de Salamino (30 tomoli, mezzana di 3) e di mastro Natale de Carolo (80 tomoli, mezzana di 8); il 27 novembre a Gurgo Sciano la masseria di Pirro de Mariano risultò di 260 tomoli, con una mezzana di 26. Le schede del volume Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) aggiungono che nel 1567 Lattanzio de Leone possedeva 550 tomoli e che la commissione verificò le usurpazioni demaniali e concesse le mezzane a chi aveva fatto migliorie; che l'abate Francesco Lentini, tesoriere della Collegiata, possedeva 100 tomoli, incluso il Parco della Piscinella e una torre; e che Graziano Blasi possedeva 120 tomoli nella contrada Lo Fumo, confinante con il feudo delle monache di Conversano.[99][100][101][102][103][104][105]

Lungo il confine meridionale con Locorotondo, Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35) registra più visite. Il 19 marzo 1567 la commissione Santacroce ispezionò il luogo detto Lo Favale, ricadente in parte in territorio di Locorotondo e in parte in quello di Martina. Il 13 maggio 1567 il commissario Gaona, a Paulo Russo, registrò le terre di Antonio de Palmisano, locorotondese residente a Martina. Il 20 novembre la commissione visitò, su richiesta del proprietario, le terre del martinese Antonio de lo Russo a La Cerrosa, e il 1 dicembre furono misurate le terre del locorotondese Vito de Palmisano in località Paulo Russo.[106][107][108][109]

Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21), la commissione di Gaona, residente a Martina, visitò il 14 maggio, il 19 e il 25 novembre 1567 e il 16-18 settembre 1568 tredici territori appadronati (quattro masserie, 2.090 tomoli) a Sisignano, Lo Furno, La Murgia e altre località, per rilasciare mezzane. Il 25 novembre 1567, a richiesta del procuratore della badessa di San Benedetto di Conversano, la commissione ispezionò la masseria monastica di Sisignano e Lo Furno. Il 16 settembre 1568 Gaona sostituì l'agrimensore Angelo de Mola, assente, con il mastro di Martina Giovanni Domenico de Simeone.[110][111][112][113]

Sul versante di Ceglie, Cosimo Francesco Palmisano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33) riferisce che il 17 settembre 1567 una sentenza del Sacro Consiglio condannò alcuni bonatenenti martinesi a diroccare le chiusure con muretti a secco costruite abusivamente su ampie estensioni demaniali in territorio di Ceglie. Il notaio martinese Carlo di Carolo, inviato a intimare le provvisioni al signore di Ceglie, fu da questi carcerato e scarcerato dopo il 20 marzo 1572; l'11 settembre 1572 fu intimato al signore di Ceglie di non carcerare il martinese Antonio di Janno Caputo e il suo pleggio, sotto pena della regia disgrazia e di mille ducati; nel 1579 altri due cittadini di Martina furono carcerati dai baglivi del Sanseverino per aver tagliato legname e, per essere liberati, pagarono diciotto carlini.[114][115][116][117]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) riferisce che il presidente Gaona, indisposto, con lettera datata Martina 29 novembre 1567 ordinò ad Angelo de Mola di continuare a misurare i terreni e assegnare le mezzane, riservandosi di convalidare gli atti al ritorno; la commissione al completo fu poi riconvocata a Reinzano per il 30 marzo 1568, quando Gaona fece leggere relazioni e verbali compilati in sua assenza. Per Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22) il tribunale, dopo aver ricognito quasi tutti i territori ex monopolitani acquistati dalle sei università con il lodo del 1566, sospese i lavori il 7 dicembre 1567.[118][119][120]

Nel 1568 l'agrimensore Angelo de Mola misurò il distretto di Martina nell'antico territorio monopolitano, e gli atti della commissione Santacroce riguardano la delimitazione del distretto. Il compassatore misurò l'arco del distretto fissandone il termine con una specchia presso la località Luco. Il 31 marzo 1568 il primicerio Angelo de Angelinis fu censito a La Cerrosa e Santo Elia, e il 1 aprile la commissione visitò le terre del trappetaro martinese Antonio de Angelino in località La Cerrosa. Il 10 aprile 1568, nella contrada Lo Grasso, Alessandro de Angelino possedeva 30 tomoli e gli spettò una mezzana di 3 tomoli. Lo stesso giorno Francesco de Angelino risultava possedere 35 tomoli presso la chiesa di Sant'Elia.[121][122][123][124][125][126][127]

I lavori ripresero nel marzo 1568. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34), la commissione guidata da Gaona, sospesa per l'inverno dal dicembre 1567 a metà marzo 1568, riprese il 23 marzo con la misurazione del distretto di Martina; il giorno prima l'ordine del presidente Bernardino de Santa Cruz era stato comunicato al sindaco Marco de Gregorio. Il 23 marzo, nell'aula pubblica dell'Università, al suono della campana, i decurioni si riunirono davanti al capitano Nicola Antonio de Parinis e il sindaco presentò la richiesta al commissario regio. Presso i fossati vicino alla Porta di San Nicola (oggi di San Francesco), Gaona ordinò ad Angelo de Mola di avviare la confinazione con specchie di pietre o croci incise su alberi o rocce affioranti. Nella stessa serie (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) Liuzzi precisa che, a richiesta dell'Università di Martina e per evitare controversie con Monopoli, il 23 marzo e nei quattro giorni seguenti fu misurato il settore circolare ex monopolitano del distretto.[128][129][130][131]

Sul governo cittadino, Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) scrive che il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, ebbe l'ordine di registrare nel Libro Russo la conclusione del parlamento cittadino: nessun forestiero entra al governo dell'Università se non è numerato a fuoco da vent'anni.[132][133]

Il 3 aprile 1568, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21), per ordine del Gaona furono abbattute nella stessa giornata le recinzioni abusive nel demanio acquistato dall'Università di Martina a La Guardiola, appartenenti a cinque abusivi: quattro nocesi e un martinese, Antonio delo Scialpo detto Lo Franco, il quale disse di essere stato autorizzato dal duca di Martina.[134][135]

Il 1° ottobre 1571 il Sacro Regio Consiglio chiuse la causa aperta nel 1559 tra il duca Petracone IV Caracciolo e l'università di Martina (Giovanni Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra n. 13, 1990): i parchi entro il distretto delle due miglia dovevano conservarsi, quelli eretti oltre il distretto dopo il 1495 andavano distrutti, e pochi giorni dopo il duca presentò ricorso. Liuzzi (2008 n. 31) attribuisce la sentenza al consigliere Giovanni Felice Scalaleone, di Napoli, e precisa che la data è il 1571 e non il 1581 come indicato in una documentazione del 1972; riferisce inoltre che i parchi oltre le due miglia da distruggere erano quelli costruiti dopo il privilegio di Federico d'Aragona. Secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27) la sentenza fu poi vanificata dalla resistenza dei proprietari. Sul seguito le fonti indicano date diverse: nel numero del 1990 il Sacro Regio Consiglio, su ricorso del duca, il 13 novembre 1571 ritenne leciti i parchi per case, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne e illeciti quelli da erigersi in futuro per il pascolo; nel numero del 2008 n. 31 Liuzzi parla invece di una seconda sentenza di Scalaleone del 18 novembre 1571, che accolse il ricorso del duca vietando in futuro di parcorare entro le due miglia.[136][137][138][139][140][141][142][143]

Sui Cappuccini di Martina, Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15) scrive che il 4 ottobre 1588 Donato Romanelli acquistò con atto del notaio Pietro Corrente le vigne di Santa Maria de l'Idria, gravate da censo enfiteutico; che già nel 1587 il convento era luogo di preparazione dei novizi, uno dei primi della provincia, con un padre maestro; che il 9 gennaio 1592 don Antonio Fullone donò al Capitolo di Martina, per istituire una eddomada, una chiusa di vigne a Santa Maria d'Idria, nel luogo dove poi sorse il convento; e che la nuova, più ampia chiesa fu portata a compimento nel 1590, come risulta dal millesimo sull'architrave, anche se la costruzione potrebbe essere cominciata alcuni anni prima. Il periodico «Giorno per Giorno» (anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974) riporta, dal libretto di P. Rutigliano, che la chiesa è eretta nel 1590, forse su disegno di fra Angelo da Martina, e la facciata modificata parzialmente nel 1698. Liuzzi data al 1579, dall'iscrizione sull'architrave del portale, la chiesa di San Donato, dopo l'arrivo dei Cappuccini (1545).[144][145][146][147][148][149]

Nel 1581 il martinese Michele Salpa entrò a Napoli nella Compagnia di Gesù: secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata da Luigi Antonio Fino (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8), nato a Martina, poi insegnò in Transilvania. L'11 novembre 1581 l'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio lanciò l'interdetto sull'intera città di Martina e scomunicò alcuni esponenti dell'Università, accusati di fomentare discordie e violenze; secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17) ciò avvenne nel contrasto sull'uso della Selva Tarentina e sugli usi civici dei martinesi.[150][151]

Il 20 marzo 1584 un lodo compose le discordie tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra n. 13, 1990) l'articolo terzo permise ai possessori di terreni demaniali nel distretto delle due miglia di recintarli, e i martinesi divennero padroni assoluti del distretto. Nel numero del 2008 n. 31 Liuzzi aggiunge che il lodo permise i parchi nel distretto ex tarantino, contrariamente alla seconda sentenza del 1571, con la totale privatizzazione del distretto. In un altro numero (1989 n. 12) l'autore afferma che i civili, corrotto il duca con un donativo di cinquemila ducati, si divisero un demanio pubblico di circa trecento kmq recintando ciascuno la propria parte.[152][153][154][155]

Sulle chiusure verso Taranto, Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) riferisce che il 22 novembre 1586 la Regia Camera della Sommaria ordinò lo smantellamento totale di parchi e chiusure occupati da martinesi nel demanio verso Taranto, ordine eseguito il 5 novembre 1588. Nel numero del 1990 si legge che il decreto del novembre 1586 fu ottenuto da Regio Fisco, Dogana della Mena delle Pecore e università di Taranto, e che il 5 novembre 1588 si dispose la demolizione dei parchi di Comiteo, Pollice, Notarianno, Garrupola e altre località, con ricorso dell'università di Martina alla Sommaria. Secondo Liuzzi (2004 n. 27) nel 1588 il governatore tarantino Gabriele Perera venne con molti guastatori e fece abbattere i muri a secco delle chiusure dei martinesi, fra cui il Parco di Comitea, e decretò il 5 novembre di non paretare più in avvenire. L'8 novembre 1589 la Sommaria dispose l'invio a Martina di un commissario per accertare l'antichità delle recinzioni e far ricostruire a spese dei tarantini le pareti diroccate; secondo Liuzzi (2008 n. 31) la lite si risolse a favore dell'Università di Martina, che dimostrò l'antichità delle recinzioni, e (n. 13, 1990) le usurpazioni del passato furono così convalidate.[156][157][158][159][160][161][162]

Nel 1598 la Porta di Santa Maria, poi del Carmine e già esistente nel 1568, fu ricostruita, e don Vito Simeone decise di riedificare la chiesa dello Spirito Santo. Nel 1589 è datata la tela dell'Assunzione di Donato Antonio d'Orlando nella chiesa dei Cappuccini. Per l'anno amministrativo 1600-1601 Donato Antonio Deseati, difensore delle prerogative dell'Università, fu sindaco della città.[163][164][165][166]

Per il 1590 Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21) ricorda che una porzione di Lama Porcara, già nella masseria di Giovanni de Turso censita nel 1567, fu integrata nella Masseria Menzano per acquisto di Giovanni Lorenzo Desiati; la famiglia Desiati vi pagò per secoli la decima alla Badia di San Benedetto. Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) scrive che dal 1590 il notaio Desiati, con intensa attività negoziale, entrò in possesso di molte terre nell'antica contrada Lo Mangiato, dove si formarono le masserie Mezzane e Mangiatello.[167][168]

Nel 1593 Martina conta 2.033 fuochi. Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1999, n. 22), la crescita dei fuochi era continuata a ritmi minori nel Cinquecento, raddoppiando quasi entro quell'anno. Il 19 giugno 1593 gli eredi de li Marangi dividono la grande masseria di Cerassano, di oltre 1.000 tomoli. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra, 1996, n. 19), che cita un atto del notaio Vito Cosenza di quella data, da allora Cerassano non è più proprietà comune ma dà origine a due aziende, la prima e la seconda masseria di Cerassano.[169][170]

Dal 1° al 10 novembre 1594 l'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio compie la seconda visita pastorale nella Chiesa Madre di Martina. Secondo Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra, 2009, n. 32), in quella visita viene descritta la Cappella di San Sebastiano, che si trovava in cattive condizioni.[171]

Il 10 luglio 1597 il reverendo capitolo di Ceglie stipula un contratto con il maestro Vito Mighele di Martina Franca per quattro cappelle, due per parte, con archi di palmi 16, nella chiesa di Santa Maria della Grotta. L'atto è conservato, secondo la fonte, nell'Archivio di Stato di Brindisi, nella Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc. XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1597.[172]

  1. 1507 — Petracone Caracciolo ottiene la terra di Martina col titolo di duca (1507). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 96 · originale
  2. 1507 — I Caracciolo ottengono Martina Franca: Petraccone III primo duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 2000 (2000), p. 193 del PDF · originale
  3. 1507 — Martina Franca infeudata ai Caracciolo nel 1507. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1970 (1970), p. 16 del PDF · originale
  4. 1509 — Documento del 1509 sulla definizione dei confini tra Martina e Mottola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 37 del PDF · originale
  5. 7 maggio 1509 — Il commissario Geronimo de Muro a La Guardiola per il confine tra Martina e Mottola (7 maggio 1509). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 76 · originale
  6. 14 maggio 1509 — Sentenza del 14 maggio 1509 sul confine tra Martina e Mottola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 10 del PDF · originale
  7. dicembre 1510 — Sequestro di pecore nella Marina di Monopoli nel contesto degli abusi dei martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 96 · originale
  8. 1514 — Riprende la lite giudiziaria tra le università di Monopoli e di Martina sul territorio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 31 del PDF · originale
  9. dicembre 1528 — Tra dicembre 1528 e agosto 1529 intense azioni militari intorno a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Giovanni LIUZZI LA GUERRA DI LAUTREC E LA MURGIA DEI TRULLI - Martina si oppone a Fabrizio Marramaldo e inventa l'assedio dei Cappelletti, p. 26 del PDF · originale
  10. 16 giugno 1529 — 16 giugno 1529: Martina chiude le porte ai fanti italiani di Fabrizio Marramaldo; nessun assedio dei cappelletti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Giovanni LIUZZI LA GUERRA DI LAUTREC E LA MURGIA DEI TRULLI - Martina si oppone a Fabrizio Marramaldo e inventa l'assedio dei Cappelletti, p. 29 del PDF · originale
  11. 18 giugno 1529 — Lettera del 18 giugno 1529 del provveditore Giovanni Vitturi: il resto degli italiani «ha posto in Martino». Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Giovanni LIUZZI LA GUERRA DI LAUTREC E LA MURGIA DEI TRULLI - Martina si oppone a Fabrizio Marramaldo e inventa l'assedio dei Cappelletti, p. 28 del PDF · originale
  12. 1529 — Tradizione di S. Martino a cavallo in difesa di Martina Franca contro i Francesi. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 161 del PDF · originale
  13. 1596 — Nel 1596 Cito de' Citi, primo storico martinese, scrive il poema «Vita di San Martino». Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Giovanni LIUZZI LA GUERRA DI LAUTREC E LA MURGIA DEI TRULLI - Martina si oppone a Fabrizio Marramaldo e inventa l'assedio dei Cappelletti, p. 28 del PDF · originale
  14. 1531 — Nel 1531-32 si costituisce a Martina Franca la confraternita del Sacramento. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1975 (1975), p. 122 del PDF · originale
  15. 1531 — Nel 1531 Martina elegge sant'Antonio da Padova secondo protettore. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14, p. 34 del PDF · originale
  16. 1531 — L'arciprete Giovanni Simonetta istituisce un'officiatura su una sua chiusura. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 112 del PDF · originale
  17. 1535 — Nel 1535 la Confraternita della Vergine del Rosario ai Domenicani. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
  18. 1535 — Nel 1535 padre Pietro Carbotti da Martina passa dagli Osservanti ai Cappuccini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 31 del PDF · originale
  19. 1532 — Fra Antonio Maraffa di Martina, domenicano, insegna Sofistica a Padova nel 1532. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1981 (1981), p. 248 del PDF · originale
  20. 1540 — Deputati eletti a difesa dell'Università contro le ingerenze del duca Petracone IV. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 85 del PDF · originale
  21. 1542 — Nel 1542 la Regia Camera della Sommaria toglie ai martinesi la parte settentrionale del territorio contestato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 35 · originale
  22. 1542 — Sequestro a danno di Martina del vasto tenimento conteso con Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 6 · originale
  23. 1542 — Monopoli fa confiscare al Regio Fisco le terre assegnate a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 130 del PDF · originale
  24. 1542 — Causa del 1542: Monopoli e Taranto rivendicano territori anche a danno di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 76 del PDF · originale
  25. 1542 — Lite 1542-1571 tra l'Università di Martina e il Regio Fisco per i territori occupati nella bagliva verso Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF · originale
  26. giugno 1542 — Ricognizione di Geronimo Bilotto: il demanio assegnato a Monopoli e sottratto a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 132 del PDF · originale
  27. 14 giugno 1542 — Il commissario Bilotta restituisce a Monopoli i luoghi usurpati da Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 20 del PDF · originale
  28. 1 settembre 1542 — Decreto della Sommaria sul territorio demaniale: parchi martinesi da distruggere, distretto delle due miglia lecito. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 20 del PDF · originale
  29. 1 settembre 1542 — Il presidente della Sommaria Villano riconosce ai martinesi il possesso del distretto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF · originale
  30. 1544 — Pergamena del 1544 con la più antica riproduzione dello stemma dell'Università di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 103 del PDF · originale
  31. 1545 — Nel 1545 si decide la fondazione del convento dei Cappuccini di Santa Maria d'Itria a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 32 del PDF · originale
  32. 1545 — Capitolo di Tricarico del 1545: decisione di fondare il convento di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 32 del PDF · originale
  33. 1545 — Convento dei Cappuccini di Santa Maria d'Idria, attestato dal 1545 al 1866. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 17 del PDF · originale
  34. 25 giugno 1549 — Testamento del 25 giugno 1549 del sacerdote Donato Simeone: legato di una messa settimanale all'altare di San Martino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 41 del PDF · originale
  35. 1552 — Testamento di Margarita, vedova de Fanello, con legato alla Chiesa di San Martino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF · originale
  36. 14 luglio 1554 — 14 luglio 1554: Giulio III autorizza il Capitolo di Martina a procurarsi denaro per riparare la Chiesa Maggiore. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF · originale
  37. 8 dicembre 1554 — 8 dicembre 1554: il Capitolo di Martina si riunisce per alienare beni e finanziare le riparazioni. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF · originale
  38. 1550 — Battista Caracciolo, duca di Martina, cancelliere sotto Carlo V. Fonte: Pacichelli, Giovanni Battista, Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703, parte III, elenco dei gran cancellieri, PDF p. 265 (vol. 3)
  39. 1550 — Baldassarre Gaona giunge a Martina e vi si stabilisce (1550). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 37 · originale
  40. 10 settembre 1553 — Il Capitolo di Martina permuta con atto del 10 settembre 1553 vigne presso Santa Maria de Martina con un orto fuori le mura. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 28 del PDF · originale
  41. gennaio 1555 — Gennaio 1555: permuta di terre tra il Capitolo di Martina e Iacobo de Fumarola, atto del notaio Dario de Palatio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 41 del PDF · originale
  42. 1598 — Accordo del 1598: limite di 2.700 capi di bestiame martinese nei demani di Ceglie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF · originale
  43. 1556 — Catasto cinquecentesco di Ceglie del 1556 con i beni di possessori martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 31 · originale
  44. 17 settembre 1567 — Sentenza del Sacro Consiglio contro i martinesi che avevano chiuso demani di Ceglie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 30 · originale
  45. 1572 — Il feudatario di Ceglie rinnova le molestie ai martinesi e pretende di imporre nuovi confini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 29 · originale
  46. 1598 — Termina il contrasto tra Ceglie e Martina sui pascoli: limite di 2.700 capi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 30 · originale
  47. 1556 — Nel 1556 Antonio Vingi ottiene dal duca di Martina di paretare 15 tomoli al Foggiale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 59 del PDF · originale
  48. 1559 — Il duca Petracone IV Caracciolo accusa alcuni martinesi di aver occupato il demanio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF · originale
  49. 1559 — Nel 1559 il regio commissario Giovanni Battista Manso ispeziona i luoghi occupati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF · originale
  50. 1559 — Affreschi della vecchia cappellina di Mangiato datati 1559. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 5 del PDF · originale
  51. 1561 — Nel 1561 è attestata la cappella suburbana della Provvidenza. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 34 del PDF · originale
  52. circa 1557 — Nascita a Martina del gesuita Michele Salpa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · originale
  53. 1559 — Il duca Petracone IV Caracciolo accusa dei martinesi di occupare il demanio (1559). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · originale
  54. 1559 — Dal 1559 al 1571 contenzioso tra il duca Petracone IV Caracciolo e l'università di Martina per l'usurpazione del demanio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF · originale
  55. 1559 — Il commissario Manso ispeziona i luoghi appadronati nel territorio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 40 · originale
  56. 1559 — Cappella a pignon di Masseria Mangiato, capostipite dei modelli rurali. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi MONGIELLO - Giovanni MONGIELLO BIOPSIA DEL TERRITORIO - La religiosità nel parlato architettonico della Murgia dei Trulli, p. 18 del PDF · originale
  57. giugno 1559 — Masseria Mangiato (Cerassano): ciclo di tempere della chiesa di Santa Maria della Croce. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF
  58. 1567 — Masseria Mangiato: il tribunale itinerante di Baldassarre Gaona rileva la chiesa di Santa Maria della Croce. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 129 del PDF
  59. 1564 — Primi atti di carcerazione ordinati dal Sanseverino signore di Ceglie nella lite con i martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 29 del PDF · originale
  60. 17 marzo 1565 — Sentenza del regio commissario De Caro: i cittadini di Martina possono tagliare legname per uso proprio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF · originale
  61. 1566 — Dal 1566 a Martina tre diverse gestioni della bagliva. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 77 · originale
  62. 1566 — L'Università di Martina acquista la bagliva verso Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 63 del PDF · originale
  63. 9 ottobre 1566 — Capitoli firmati a Monopoli il 9 ottobre 1566 per la bagliva verso Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 77 · originale
  64. 1566 — Il toponimo Monte del Forno compare in un atto del 1566 del notaio Idrosio di Ostuni. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 12 del PDF · originale
  65. 1566 — Atto del 1566 sul demanio regio di Monopoli e le terre di Martina, Castellana, Locorotondo, Cisternino e Fasano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 10 del PDF · originale
  66. 1566 — Atto del 1566: ripartizione del territorio demaniale tra le sei università, tra cui Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 11 del PDF · originale
  67. 1566 — Confinazione del territorio fra Martina e Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 70 del PDF · originale
  68. ottobre 1566 — Bernardino de Santa Cruz delega Baldassarre Gaona come commissario regio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 76 del PDF · originale
  69. 1566 — Il commissario Baldassarre Gaona misura le masserie della Selva di Monopoli (1566-1568). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF · originale
  70. 1566 — Il demanio assegnato all'università di Martina e comprato nel 1566 risulta occupato da centinaia di proprietari. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 22 del PDF · originale
  71. 1566 — Nel 1566 accordo di Bernardino de Santa Cruz con le università sul territorio della Selva di Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 36 · originale
  72. 1566 — Transazione Santa Cruz: Martina mantiene il territorio concesso nel 1359, dietro pagamento alla Regia Corte. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 130 del PDF · originale
  73. 1566 — I martinesi conservano il territorio del 1359 nonostante le sentenze, rese vane nel 1566 e nel 1589. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 39 del PDF · originale
  74. 21 luglio 1566 — Accordo di Conversano tra Martina e Monopoli (21 luglio 1566). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 32 · originale
  75. 21 luglio 1566 — Capitolazione che chiude la vertenza sulla parte dell'antica Selva monopolitana assegnata a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 5 · originale
  76. 21 luglio 1566 — Le università di Monopoli, Martina, Castellana, Locorotondo, Fasano e Putignano ratificano i capitoli per il demanio ex monopolitano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF · originale
  77. 21 luglio 1566 — Accordo di Conversano: la Regia Corte vende la Selva di Monopoli a sei università. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF · originale
  78. 21 luglio 1566 — Capitolazioni tra le sei università per dividere il demanio monopolitano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 22 del PDF · originale
  79. 21 luglio 1566 — Capitoli del 21 luglio e 9 ottobre 1566 per la spartizione del demanio monopolitano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF · originale
  80. 9 ottobre 1566 — Seconda capitolazione di undici articoli a Monopoli per la ripartizione dell'ex Selva monopolitana. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 20 · originale
  81. 28 settembre 1566 — Atto di acquisto del demanio di Monopoli da parte delle sei università, tra cui Martina (28 settembre 1566). Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 22 · originale
  82. 28 settembre 1566 — Rogito dell'acquisto del demanio ex monopolitano in località Il Bajulo (Barbasciulo), agro di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF · originale
  83. 28 settembre 1566 — Atto di acquisto del demanio monopolitano dal Regio Fisco stilato al Bajulo, presso Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 22 del PDF · originale
  84. 28 settembre 1566 — Atto del 28 settembre 1566: acquisto dalla Regia Corte e divisione del demanio ex monopolitano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF · originale
  85. 28 settembre 1566 – 30 settembre 1566 — Consegna delle quote di territorio ex monopolitano alle università, tra cui Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 20 · originale
  86. 28 settembre 1566 — L'Università di Martina acquista la bagliva nel territorio verso Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 22 del PDF · originale
  87. 28 settembre 1566 — 28 settembre 1566: stabilito il punto iniziale del confine tra Martina e Locorotondo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF · originale
  88. 25 febbraio 1567 — Il tribunale itinerante di Gaona inizia le ricognizioni delle terre del territorio demaniale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF · originale
  89. 25 febbraio 1567 — Masseria di Natale de Carolo a Lo Monte de Tre Carlini visitata dalla commissione Gaona. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 11 del PDF · originale
  90. 27 febbraio 1567 – 17 marzo 1567 — La commissione Gaona ispeziona le masserie del Mangiato (27 febbraio - 17 marzo 1567). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 61 · originale
  91. 1567 — Rilevazione del 1567: otto insediamenti di martinesi su 543 tomoli, il 56,10% delle terre ispezionate. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 17 del PDF · originale
  92. 1567 — Ricognizione dei terreni assegnati a Martina (commissione Gaona). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 70 del PDF · originale
  93. 1567 — Masseria Masella: prima notizia storica, 100 tomoli di Antonio Piccoli. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 135 del PDF
  94. 1567 — La Foggia Grande presso Lo Pollice donata al Capitolo nel 1567 e 1568. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 41 del PDF · originale
  95. 1568 — Sinodo provinciale Colonna: precedenza tra il Capitolo di Martina e quello di Grottaglie. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1985 (1985), p. 119 del PDF · originale
  96. 1579 — Eretta la chiesa di San Donato nell'area del distretto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF · originale
  97. 1593 — Nel 1593 nella chiesa di San Martino c'è un altare privilegiato di Santa Maria di Costantinopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 39 del PDF · originale
  98. 1598 — Beneficio della cappella di Santa Maria di Costantinopoli fondato nel 1598 da don Nicola Maria Annese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 40 del PDF · originale
  99. marzo 1567 — Masseria Chiafele: la commissione Gaona percorre la contrada Bello Sguardo e le terre di Lattanzio de Leone. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
  100. 18 aprile 1567 – 27 novembre 1567 — La commissione Gaona ispeziona sedici terre nel Canale (aprile-novembre 1567). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 6 · originale
  101. 26 aprile 1567 — Visita alla masseria del martinese Martino Rizzo in località de Micele. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 13 del PDF · originale
  102. 12 maggio 1567 — Il tribunale Gaona ispeziona la contrada delli Santulli: terre di Giuseppe de Salamino e Natale de Carolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 10 del PDF · originale
  103. maggio 1567 — Masseria Piscinella: le terre dell'abate Francesco Lentini percorse dalla commissione Gaona. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 170 del PDF
  104. 19 novembre 1567 — Masseria Pompeo: terre di Graziano Blasi percorse dalla commissione Gaona. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF
  105. 27 novembre 1567 — La commissione Gaona visita la masseria di Pirro de Mariano a Gurgo Sciano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 9 del PDF · originale
  106. 19 marzo 1567 — 19 marzo 1567: la commissione Santacroce ispeziona terre al confine tra Locorotondo e Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 34 del PDF · originale
  107. 13 maggio 1567 — 13 maggio 1567: il regio commissario Gaona a Paulo Russo, pertinenze di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 35 del PDF · originale
  108. 20 novembre 1567 — 20 novembre 1567: la commissione visita le terre del martinese Antonio de lo Russo a La Cerrosa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 38 del PDF · originale
  109. 1 dicembre 1567 — 1 dicembre 1567: misurate le terre di Vito de Palmisano in localita Paulo Russo, territorio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 34 del PDF · originale
  110. 14 maggio 1567 — La commissione Gaona visita i terreni appadronati nell'area nord-occidentale del territorio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 63 del PDF · originale
  111. 14 maggio 1567 — La commissione Gaona ispeziona i terreni appadronati nella selva ex monopolitana (1567-1568). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 63 del PDF · originale
  112. 25 novembre 1567 — Sopralluogo della commissione Gaona alla masseria del monastero di San Benedetto a Sisignano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 66 del PDF · originale
  113. 16 settembre 1568 — Il mastro martinese Giovanni Domenico de Simeone sostituisce Angelo de Mola come agrimensore. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 69 del PDF · originale
  114. 17 settembre 1567 — Il Sacro Consiglio condanna martinesi a diroccare le chiusure fatte nel demanio di Ceglie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF · originale
  115. circa marzo 1572 — Il notaio martinese Carlo di Carolo, carcerato dal feudatario di Ceglie, viene scarcerato dopo il 20 marzo 1572. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF · originale
  116. 11 settembre 1572 — Intimazione al signore di Ceglie di non carcerare il martinese Caputo e il suo pleggio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF · originale
  117. 1579 — Due cittadini di Martina carcerati dai baglivi del Sanseverino per aver tagliato legna. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF · originale
  118. 29 novembre 1567 — Lettera commissionale di Gaona da Martina che delega l'agrimensore de Mola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF · originale
  119. 30 marzo 1568 — La commissione Gaona riconvocata a Reinzano: lettura di relazioni e verbali. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF · originale
  120. 7 dicembre 1567 — La commissione Gaona sospende i lavori di misurazione dei territori ex monopolitani. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 78 · originale
  121. 1568 — L'agrimensore Angelo de Mola misura il distretto di Martina nell'antico territorio monopolitano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 24 del PDF · originale
  122. 1568 — Nel 1568 delimitazione del distretto di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF · originale
  123. 1568 — Commissione Gaona determina il limite orientale del distretto presso Luchicchio e Luco. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 107 del PDF
  124. 31 marzo 1568 — 31 marzo 1568: il primicerio Angelo de Angelinis censito a La Cerrosa e Santo Elia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 36 del PDF · originale
  125. 1 aprile 1568 — 1 aprile 1568: la commissione visita le terre del trappetaro martinese Antonio de Angelino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 35 del PDF · originale
  126. 10 aprile 1568 — Masseria Guarini: la commissione Gaona percorre la contrada Lo Grasso e assegna una mezzana ad Alessandro de Angelino. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 91 del PDF
  127. 10 aprile 1568 — Masseria Sant'Elia: la commissione Gaona e le terre di Francesco de Angelino. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
  128. 23 marzo 1568 — La commissione Gaona riprende il 23 marzo 1568 la misurazione del distretto di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 6 · originale
  129. 23 marzo 1568 — Delibera del Parlamento universale di Martina sulla misurazione del distretto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 12 del PDF · originale
  130. 23 marzo 1568 — Il Gaona ordina all'agrimensore Angelo de Mola di confinare il distretto di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 7 del PDF · originale
  131. 23 marzo 1568 – 27 marzo 1568 — La commissione Gaona misura il distretto ex monopolitano (marzo 1568). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 32 · originale
  132. 25 marzo 1568 — Il parlamento cittadino stabilisce che nessun forestiero governi l'Università senza vent'anni di fuoco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF · originale
  133. 25 marzo 1568 — Il cancelliere dell'Università ordina di registrare nel Libro Russo la regola sull'ingresso dei forestieri al governo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF · originale
  134. 3 aprile 1568 — Il 3 aprile 1568 il Gaona fa abbattere le recinzioni abusive alla Guardiola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 72 · originale
  135. 3 aprile 1568 — Abbattute le recinzioni abusive nel demanio acquistato dall'Università di Martina a La Guardiola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF · originale
  136. 1 ottobre 1571 — Sentenza del Sacro Regio Consiglio sui parchi di Martina (1 ottobre 1571). Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 17 · originale
  137. 1 ottobre 1571 — Sentenza di Napoli che conclude la lite sui parchi (1° ottobre 1571). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · originale
  138. 1 ottobre 1571 — Sentenza del Sacro Regio Consiglio del 1° ottobre 1571 sui parchi del demanio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF · originale
  139. 1 ottobre 1571 — Sentenza dello Scalaleone sui parchi entro le due miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF · originale
  140. 1 ottobre 1571 — Sentenza del Sacro Regio Consiglio sui parchi oltre il distretto di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 40 · originale
  141. 1 ottobre 1571 — Sentenza del 1° ottobre 1571: demolizione dei parchi oltre il distretto delle 2 miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF · originale
  142. 13 novembre 1571 — Supplemento di sentenza: leciti i parchi per case, vigne, orti, illeciti quelli per pascolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF · originale
  143. 18 novembre 1571 — Seconda sentenza dello Scalaleone: divieto di nuovi parchi entro le due miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF · originale
  144. 4 ottobre 1588 — 4 ottobre 1588: Donato Romanelli acquista le vigne di Santa Maria de l'Idria. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 27 del PDF · originale
  145. 1587 — Già nel 1587 il convento dei Cappuccini di Martina è luogo di preparazione dei novizi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF · originale
  146. 9 gennaio 1592 — Atto del 9 gennaio 1592: don Antonio Fullone dona al Capitolo di Martina una chiusa di vigne a Santa Maria d'Idria. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 27 del PDF · originale
  147. 1590 — Completata la nuova chiesa dei Cappuccini di Martina (1590). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, PDF p. 33 · originale
  148. 1590 — Chiesa dei Cappuccini eretta nel 1590; facciata modificata nel 1698. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 23 del PDF
  149. 1579 — La chiesa di San Donato presso i Cappuccini fu eretta nel 1579. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 35 del PDF · originale
  150. 1581 — Il martinese Michele Salpa entra nella Compagnia di Gesù a Napoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · originale
  151. 11 novembre 1581 — L'arcivescovo di Taranto lancia l'interdetto su Martina (11 novembre 1581). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 104 · originale
  152. 20 marzo 1584 — Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'università di Martina. Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 18 · originale
  153. 20 marzo 1584 — Lodo tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina (20 marzo 1584). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · originale
  154. 20 marzo 1584 — Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF · originale
  155. 1584 — Lodo del duca Carlo I Caracciolo del 1584 sul demanio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF · originale
  156. 22 novembre 1586 – 5 novembre 1588 — Ordine di smantellare parchi e chiusure verso Taranto (1586), eseguito nel 1588. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 34 · originale
  157. 22 novembre 1586 — La Sommaria ordina lo smantellamento di parchi e chiusure dei martinesi nel territorio tarantino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 34 del PDF · originale
  158. novembre 1586 — Decreto della Sommaria del novembre 1586 contro i parchi martinesi nel territorio tarantino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF · originale
  159. 5 novembre 1588 — Il governatore di Taranto ordina il 5 novembre 1588 di demolire i parchi martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF · originale
  160. 1588 — Nel 1588 il governatore Gabriele Perera fa abbattere i muri delle chiusure dei martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF · originale
  161. 8 novembre 1589 — Un regio commissario inviato a Martina per accertamenti sui parchi abbattuti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 34 del PDF · originale
  162. 8 novembre 1589 — Si compone la lite tra Martina e Taranto sui parchi del demanio (8 novembre 1589). Fonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 18 · originale
  163. 1598 — Ricostruzione nel 1598 della Porta di Santa Maria (poi del Carmine), già esistente nel 1568. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 13 del PDF · originale
  164. 1598 — Don Vito Simeone fa riedificare la chiesa dello Spirito Santo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi MONGIELLO - Giovanni MONGIELLO BIOPSIA DEL TERRITORIO - La religiosità nel parlato architettonico della Murgia dei Trulli, p. 18 del PDF · originale
  165. 1589 — Tela dell'Assunzione di Donato Antonio d'Orlando datata 1589 nella chiesa dei Cappuccini di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF · originale
  166. 1600 – 1601 — Anno amministrativo 1600-1601: Deseati sindaco di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84 · originale
  167. 1590 — 1590: pezza di Lama Porcara integrata nella Masseria Menzano dai Desiati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 84 del PDF · originale
  168. 1590 — Il notaio Desiati inizia ad acquisire terre nella contrada Lo Mangiato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF · originale
  169. 1593 — Nel 1593 Martina conta 2.033 fuochi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 52 del PDF · originale
  170. 19 giugno 1593 — Divisione della grande masseria di Cerassano tra gli eredi de li Marangi (19 giugno 1593). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 47 · originale
  171. 1 novembre 1594 — Seconda visita pastorale dell'arcivescovo Lelio Brancaccio a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF · originale
  172. 10 luglio 1597 — Il capitolo di Ceglie incarica il maestro Vito Mighele di Martina Franca di costruire quattro cappelle. Fonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1597, p. 7 del PDF · originale
Ringraziamenti e fonti principali

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