Catasto cinquecentesco di Ceglie del 1556 con i beni di possessori martinesi
Il repertorio del 1603 ricorda almeno quattro catasti cinquecenteschi ormai perduti, uno dei quali del 1556, redatto dal notaio Donato Antonio d'Adamo di Francavilla. Nei catasti di Ceglie i martinesi risultano tra i maggiori possessori di terre. Fonte citata dall'autore: Catasto di Ceglie del 1556 (citato nel catasto del 1603).
«Questi ultimi, ormai perduti, sono citati di so- vente nel repertorio del 1603, nel quale se ne ri- cordano almeno quattro: uno del 1556, redatto dal notaio Donato Antonio d’'Adamo di Franca- villa;»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 31 · Leggi il passo nel testo