Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
circa 1305Filippo I d'Angiò promuove la fondazione del Casale di Franca Martina
Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, probabilmente nel 1305, promosse la fondazione del Casale, concedendo ai primi abitanti di edificare su un'area ristretta a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto, che definì l'assetto del centro storico.
«Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, pro-
babilmente nel 1305, promosse la fondazione
del Casale di Franca Martina»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF
1306Nel 1306 esiste già un casale di Martina con università e capitano
Secondo l'articolo, nel 1306 Martina era già un casale, cioè un centro abitato aperto e non cinto da mura, dotato di una università e di un capitano. Erano già arrivati i primi abitanti, che avevano trattato con Filippo di Taranto le condizioni del loro trasferimento dai paesi vicini.
«Nel 1306 era già in piedi un casale di Mar- tina, ossia un centro abitato aperto, non cinto da mura, con una università e un capitano.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10
1306Nel 1306 esiste un casale di Martina con università e capitano
Centro abitato aperto, non cinto da mura, dove erano già affluiti i primi abitatori che avevano patteggiato con Filippo di Taranto le condizioni del trasferimento.
«Nel 1306 era già in piedi un casale di Mar-
tina, ossia un centro abitato aperto, non cinto
da mura, con una università e un capitano»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
circa 1310Privilegi dei principi di Taranto ai coloni di Martina
Secondo l'autore, vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 concessero e confermarono privilegi (esenzione dalla fida) per incrementare di abitanti la neonata comunità di Martina.
«in questi luoghi erano esenti dal pagamento della fida (fitto de- gli erbaggi da versare ai baglivi), in forza di nu- merosi privilegi concessi e confermati da vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 per incre- mentare di abitanti la neonata comunità di Martina.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 96 · Leggi il passo nel testo
1310Fondazione ufficiale di Martina nel 1310 per volere di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto
La data ufficiale della fondazione è il 1310, per volere del principe di Taranto Filippo I d'Angiò, per rendere più sicure le contrade dette statio deserta ferarum; l'autore però ritiene di poter smentire l'episodio, perché già nel 1260 esisteva un castrum Martinae nello stesso sito.
«della fondazione di Martina, ufficialmente avve-
nuta solo nel 1310 per volere del principe di Ta-
ranto Filippo I d'Angiò al fine di rendere più si-
cure quelle contrade»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 36 del PDF
12 agosto 1310 – 15 agosto 1310Privilegi di Filippo I d'Angiò per gli abitanti della nuova Martina (agosto 1310)
Con due privilegi del 12 e 15 agosto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, indicato come signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che sarebbero andati ad abitare la città in costruzione. Fonte citata dall'autore: Privilegi del 12 e 15 agosto 1310 di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto.
«Infatti con i due privilegi del 12 e 15 ago- sto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taran- to, signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che andavano ad abitare la edificanda città.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo
12 agosto 1310Privilegio di Filippo I d'Angiò che garantisce la demanialità perpetua del Casale della Franca Martina
Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò emanò da Napoli un privilegio con cui, secondo il testo, garantì la demanialità perpetua del centro abitato formatosi sulla Murgia sud-orientale. L'articolo lo indica come riconoscimento istituzionale del Casale della Franca Martina, ricordato con il settecentenario del 2010. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, 12 agosto 1310.
«il quale il 12 agosto 1310 emanò da Napoli un privilegio con cui garantì la demanialità perpetua del centro demico formatosi sulla Murgia sud-orientale.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Redazione, Due pubblicazioni di storia patria per il settecentenario di Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 33, 2010, PDF p. 182 · Leggi il passo nel testo
12 agosto 1310Privilegio di Filippo I d'Angiò del 12 agosto 1310 a Martina; l'insediamento è detto casale della Franca Martina
Il privilegio è il documento tradizionalmente celebrato come atto di fondazione; nel 1310 arrivano i primi riconoscimenti ufficiali ai nuovi martinesi.
«privilegio del 12 ago-
sto 1310 concesso dal principe di Taranto Fi-
lippo 1 d'Angiò»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 5 del PDF
circa 1358Intorno al 1358 Roberto d'Angiò revoca in demanio i territori; i martinesi e Pietro del Tocco ottengono conferma dei privilegi
Il principe Roberto d'Angiò dispose intorno al 1358 la revoca in demanio dei territori del principato; i martinesi e il loro dominus Pietro del Tocco ottennero la conferma dei privilegi e nuove immunità, confermate dalla regina Giovanna I nel 1358.
«dispose intorno al 1358 la revoca in
demanio di tutti i territori delle città e delle terre
del principato per potervi forestam exerceri; la ri-
sposta dei martinesi e del loro dominus, Pietro
del Tocco»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 49 del PDF
1371Con l'estinzione nel 1371 del ramo angioino di Taranto Martina perde il dominio sulla giurisdizione del territorio
Per l'autore il periodo epico della crescita martinese si esaurisce rapidamente per la mancanza di altri protettori di rango.
«Estintosi nel 1371, con Filippo II, il ramo
angioino dei principi di Taranto e iniziatosi il
lungo periodo delle lotte intestine nel regno di
Napoli, Martina perse il dominio della giuri-
sdizione sul suo territorio»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF
1388Nel 1388 Raimondo Orsini erige il grande castello di Martina, demolito nel 1668
Il castello sorgeva in capo alla ruga medievale, probabilmente nell'area dell'attuale piazza Roma.
«nel 1388 fu eret-
to da Raimondo Orsini, futuro principe di Ta-
ranto, un grande castello»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF
1463Dal 1463 al 1481 Martina è dichiarata demaniale e amministrata da ufficiali locali
Dopo la morte di Giovanni Antonio Orsini (1463) Monopoli ottenne la conferma dei confini del 1260 ma non l'esercizio effettivo della bagliva di Martina tra il 1463 e il 1481.
«fra il 1463 e il 1481,
in quanto Martina, dichiarata demaniale come
Monopoli»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 16 del PDF
1470Privilegio di re Ferrante in favore di Martina
Lo stesso fascicolo cita un privilegio del re Ferrante del 1470 in favore di Martina.
«Privilegio di re Ferrante (1470) in favore di Martina.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, fasc. 10/1 (1470), p. 7 del PDF
6 luglio 1478Il Sacro Regio Consiglio spedisce all'Università di Martina il Capitolare sul buon governo
Il 6 luglio 1478 il Sacro Regio Consiglio, sedente a Lecce, per ordine del re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, spedì all'Università di Martina il Capitolare sull'ordinamento del buon governo. Il suo articolo XVIII regolava la validità delle sedute del parlamento cittadino. Fonte citata dall'autore: Capitolare dell'Università di Martina, 6 luglio 1478.
«come previsto dall'articolo XVIII del Capi- tolare sull'ordinamento del buon governo di Martina, spedito all’Università il 6 luglio 1478 dal Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce, per ordine del re di Napoli Ferdinando I d'Ara- gona (1458-1494).»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 7 · Leggi il passo nel testo
6 luglio 1478Capitolare dell'Università di Martina spedito dal Sacro Regio Consiglio
Il Capitolare sull'ordinamento del buon governo di Martina fu spedito all'Università il 6 luglio 1478 dal Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce, per ordine di Ferdinando I d'Aragona; l'articolo XVIII fissava il numero legale del Parlamento (24 su 36 consiglieri).
«tolare sull'ordinamento del buon governo di
Martina, spedito all’Università il 6 luglio 1478
dal Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 7 del PDF
5 ottobre 1495Placet di Federico d'Aragona ai Capitoli e Grazie di Martina (5 ottobre 1495)
Con il placet di Federico d'Aragona del 5 ottobre 1495, concesso quando era principe di Altamura e confermato come re di Napoli il 28 agosto 1497, il territorio di Martina rimase di natura regia. Il capitolo IV dei Capitoli e Grazie dava a ogni cittadino la facoltà di recintare i propri terreni nel tenimento di Martina, e fu poi oggetto di controversia sulla sua interpretazione. Fonte citata dall'autore: Capitoli e Grazie concessi a Martina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona.
«Con il placet di Federico d'Aragona del 5 ot- tobre 1495 il territorio di Martina rimase di natura regia.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 29 · Leggi il passo nel testo
5 ottobre 1495Capitoli e Grazie concessi a Martina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona
Il capitolo IV dava ad ogni cittadino la facoltà di recintare i propri terreni nel tenimento; rilasciato in un momento critico, mentre i martinesi, datisi a Carlo VIII di Francia, passavano ai primi di ottobre sotto le bandiere d'Aragona.
«capitolo IV dei Capitoli e Grazie concessi a Mar
tina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona,
principe di Altamura e luogotenente del re Fer-
dinando Il cui successe al trono»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF
28 agosto 1497Il placet di Federico d'Aragona è confermato come re di Napoli (28 agosto 1497)
Il placet concesso nel 1495, quando Federico era principe di Altamura, viene confermato alla data del 28 agosto 1497, quando divenne re di Napoli; restano in vigore gli altri privilegi e capitoli dell'università di Martina.
«Detto placet, concesso quando Fe-
derico era principe di Altamura, venne confer-
mato quando questi divenne re di Napoli in
data 28 agosto 1497»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 29 del PDF
1540Deputati eletti a difesa dell'Università contro le ingerenze del duca Petracone IV
Nel 1540 l'avvocato Francesco Antonio Colucci è eletto, con altri quattro, deputato per la difesa dell'Università contro le ingerenze giurisdizionali del duca Petracone IV Caracciolo.
«nel 1540
era stato eletto, insieme a Filippo Turnone, a Ni-
cola Antonio Filomena, ad Angelillo De Mita e
a Nicola Antonio del quondam Antonaccio Fa-
nelli, deputato per la difesa dell’Università con-
tro le ingerenze giurisdizionali del duca Petra-
cone IV Caracciolo (1524-1576)»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 85 del PDF
1559Dal 1559 al 1571 contenzioso tra il duca Petracone IV Caracciolo e l'università di Martina per l'usurpazione del demanio
Il duca accusò al Sacro Regio Consiglio i vassalli di aver usurpato il demanio e chiese la demolizione dei parchi abusivi; nel territorio verso Taranto furono contati 96 occupatori.
«di Martina e l’università nel 1559, protraendosi
fino al 1571 nel Sacro Regio Consiglio»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF
1559Nel 1559 il regio commissario Giovanni Battista Manso ispeziona i luoghi occupati
Nel 1559 fu inviato da Napoli il regio commissario Giovanni Battista Manso per ispezionare i luoghi appadronati e ripristinare il demanio di giurisdizione ducale.
«Nel 1559, infatti, da Napoli fu inviato il regio
commissario Giovanni Battista Manso per l'i-
spezione di questi luoghi appadronati»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF
1566Dal 1566 a Martina tre diverse gestioni della bagliva
A partire dal 1566 a Martina si introducono tre gestioni della bagliva: quella del distretto e quella verso Monopoli, spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ciascuna con propria corte di giustizia.
«A partire dal 1566, pertanto, a Martina s'in- trodussero tre diverse gestioni della bagliva: quella del distretto, quella verso Monopoli, en- trambe spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ognuna con propria corte di giustizia.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 77 · Leggi il passo nel testo
21 luglio 1566Capitoli del 21 luglio e 9 ottobre 1566 per la spartizione del demanio monopolitano
Le università di Monopoli, Martina, Castellana, Locorotondo, Fasano e Putignano ratificarono appositi capitoli il 21 luglio 1566 a Conversano e il 9 ottobre 1566 a Monopoli.
«avevano ratificato
appositi capitoli il 21 luglio 1566 in Conversano
e il 9 ottobre 1566 in Monopoli»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF
ottobre 1566Bernardino de Santa Cruz delega Baldassarre Gaona come commissario regio
Nell'ottobre 1566 Bernardino de Santa Cruz, dovendo tornare a Napoli, delegò Baldassarre Gaona a compiere le operazioni di demolizione delle recinzioni e definizione delle mezzane.
«ottobre del 1566, dovendo
ritornare a Napoli per attendere ai suoi compi-
ti istituzionali, delegò Baldassarre Gaona, in
qualità di commissario regio»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 76 del PDF
29 novembre 1567Lettera commissionale di Gaona da Martina che delega l'agrimensore de Mola
Il presidente Gaona, indisposto, ordinò con lettera datata Martina 29 novembre 1567 ad Angelo de Mola di continuare a misurare i terreni e assegnare le mezzane, riservandosi di convalidare gli atti al ritorno.
«come si
evince da una sua lettera commissionale, datata
Martina 29 novembre 1567.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF
23 marzo 1568Delibera del Parlamento universale di Martina sulla misurazione del distretto
Il 23 marzo 1568, nell'aula pubblica dell'Università, al suono della campana, si riunirono i decurioni davanti al capitano Nicola Antonio de Parinis; il sindaco Marco de Gregorio presentò la richiesta al commissario regio Gaona.
«Delibera del Parlamento universale
di Martina del 23 marzo 1568»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 12 del PDF
25 marzo 1568Il parlamento cittadino stabilisce che nessun forestiero governi l'Università senza vent'anni di fuoco
Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, deve registrare nel Libro Russo la conclusione del parlamento: nessun forestiero entri al governo dell'Università se non è numerato a fuoco da vent'anni.
«Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo
Desiati è ricordato come cancelliere (actuaritus)
dell’Università di Martina, allorché gli fu ordi-
nato che metta e descriva nello Libro Russo»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF
25 marzo 1568Il cancelliere dell'Università ordina di registrare nel Libro Russo la regola sull'ingresso dei forestieri al governo
Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, ebbe l'ordine di descrivere nel Libro Russo la conclusione del parlamento cittadino secondo cui nessun forestiero entra al governo dell'Università se non numerato a fuoco per vent'anni.
«Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo
Desiati è ricordato come cancelliere (actuaritus)
dell’Università di Martina, allorché gli fu ordi-
nato che metta e descriva nello Libro Russo la con-
clusione del parlamento cittadino»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF
30 marzo 1568La commissione Gaona riconvocata a Reinzano: lettura di relazioni e verbali
La commissione al completo fu riconvocata per il 30 marzo 1568, quando Gaona fece leggere relazioni e verbali compilati in sua assenza.
«La commissione al completo fu riconvocata
per il 30 marzo 1568, quando il Gaona fece leg-
gere relazioni e verbali compilati in sua assen-
za»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF
1 ottobre 1571Sentenza del Sacro Regio Consiglio del 1° ottobre 1571 sui parchi del demanio di Martina
Si decretò che i parchi nel distretto delle due miglia si conservassero e quelli costruiti oltre il distretto dopo il 1495 fossero distrutti; pochi giorni dopo il duca presentò ricorso.
«Dopo dodici anni, finalmente, il 1° ottobre
1571 fu emessa la sentenza definitiva dal Sa-
cro Regio Consiglio»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF
13 novembre 1571Supplemento di sentenza: leciti i parchi per case, vigne, orti, illeciti quelli per pascolo
Su ricorso del duca, il Sacro Regio Consiglio il 13 novembre 1571 ritiene leciti i parchi eretti per case, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne, illeciti quelli da erigersi in futuro per il pascolo.
«Sacro Regio Consiglio il
13 novembre 1571 emise un supplemento di
sentenza, ritenendo leciti i parchi eretti per ca-
se, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne, ille-
citi quelli da erigersi in futuro a scopo di
pascolo»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF
circa marzo 1572Il notaio martinese Carlo di Carolo, carcerato dal feudatario di Ceglie, viene scarcerato dopo il 20 marzo 1572
Il notaio Carlo di Carolo di Martina, inviato a intimare le provvisioni al signore di Ceglie, fu da questi carcerato; fu scarcerato dopo il 20 marzo 1572.
«il malcapitato notaio
venne in seguito scarcerato, dopo il 20 marzo
1572.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF
11 settembre 1572Intimazione al signore di Ceglie di non carcerare il martinese Caputo e il suo pleggio
L'11 settembre 1572 fu intimato al signore di Ceglie di non carcerare, né far carcerare, il supplicante martinese (Antonio di Janno Caputo) e il suo pleggio, sotto pena della regia disgrazia e di mille ducati.
«re di Ceglie fu intimato 1’11 settembre 1572 di
non carcerare, et far carcerare esso supplicante»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF
1600 – 1601Anno amministrativo 1600-1601: Deseati sindaco di Martina
Il testo precisa che nell'anno amministrativo 1600-1601 Donato Antonio Deseati, difensore delle prerogative dell'Università, era stato sindaco della città.
«Nell'anno amministrativo 1600- 1601, infatti, era stato sindaco della città.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84
ottobre 1612Alla Università di Martina assegnato il servizio di vigilanza costiera (viceré conte di Lemos)
Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera con il relativo aggravio (munizioni, polvere, mantenimento del cavallaro) è assegnato all'Università di Martina e ad altre.
«servizio era stato assegnato con il relativo
aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot-
tobre del 1612 per ordine del vicerè Conte di Le-
mos»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF
29 aprile 1618Due cegliesi giurano a Martina davanti alla Corte Ducale (1618 e 1620)
I cegliesi Lucio Vitali e Ludovico Spiumafori giurarono a Martina rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620; il passo seguente precisa che lo fecero come auditori della Corte Ducale, con lettere sottoscritte dal duca Giovanni Battista II Caracciolo.
«Nel primo ventennio del XVII secolo, inol-
tre, due cegliesi, Lucio Vitali e Ludovico Spiu-
mafori, rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18
aprile 1620, giurarono a Martina in qualità di»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 28 del PDF
1622Dario Colucci sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23
Il dottor fisico Dario Colucci fu sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23 e fece testamento il 24 marzo 1642.
«Dario, dottor fisica e sindaco di Martina nel-
l’anno amministrativo 1622-23, fece testamen-
to per mano del notaio Nicola Antonio Ange-»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF
1647Francesco Caracciolo I duca di Martina luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno
Una nota a un componimento nuziale ricorda che nel 1647, sotto Filippo IV, il duca di Martina Francesco Caracciolo (primo di questo nome) fu costituito luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno di Napoli e mostrò chiare prove di valore.
«Duca
di Martina
Franceſco
Caraccioli Primo di queſto nome ſotto
il Re Filippo IV.
nel 1647. coſtituito Luogotenente , e Vicario Generale»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 15 del PDF
16491649: il viceré Oñate vuole limitare l'autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo
Il passo dice che nel 1649 Oñate, legato alla fazione del duca di Medina, decise di limitare l'ampia autorità del duca di Martina, definito «regolo delle Puglie».
«Francesco Caracciolo, duca di Martina ?3. Perciò l’Ofiate, legato alla fazione del duca di Medina?! nel 1649 aveva deciso di « limitarne una autorità si ampla di questo personaggio » che agiva da « regolo delle ‘Puglie » 25»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 111 del PDF
1649Il viceré Onate vuole limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina
Nel 1649 l'Onate decide di limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina, che agiva da "regolo delle Puglie".
«nel 1649 aveva deciso di « limitarne una autorità si ampla di questo personaggio » che agiva da « regolo delle ‘Puglie »»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 38 del PDF
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