Storia della città
La storia di Martina Franca raccontata solo con ciò che le fonti documentano. Ogni paragrafo rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice.
Il Seicento
Nel 1602 viene edita a Napoli la Vita di san Martino, opera in versi del poeta e aromatario martinese Cito de Citi, documentato tra il 1577 e il 1596. L'opera è dedicata all'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio. Il 12 settembre 1607 Donato Antonio Desiati è eletto deputato dell'Università di Martina per concordare a Napoli una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che all'epoca risiedeva a Buccino. Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré Conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera, con il relativo aggravio, è assegnato all'Università di Martina e ad altre; secondo Enzo Filomena si tratta di un cavallaro che dalla torre di San Leonardo si recava fino a Martina.[1][2][3]
Secondo Cosimo Francesco Palmisano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33), il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603 contiene quarantanove schede fiscali intestate a bonatenenti di Martina, possessori di beni in territorio di Ceglie. Sul margine delle schede di alcuni di loro è riportata una annotazione del 20 giugno 1603, in base alla quale furono esonerati dal pagamento della bonatenenza a favore dell'Università di Ceglie, già versata nel 1603.[4][5]
Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) ricorda che Donato Antonio Desiati, eletto deputato dell'Università, concordò a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che allora risiedeva a Buccino. Lo stesso autore riferisce che il dottor fisico Dario Colucci fu sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23 e fece testamento il 24 marzo 1642. Per Palmisano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33), i cegliesi Lucio Vitali e Ludovico Spiumafori giurarono a Martina il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620 come auditori della Corte Ducale, con lettere sottoscritte dal duca Giovanni Battista II Caracciolo.[6][7][8]
Il 31 maggio 1608 il dottor Donato Antonio Desiati (scritto Deseati in una delle fonti) è ucciso con un'archibugiata mentre torna dalla sua masseria. Secondo Giovanni Liuzzi, che cita la Platea Desiati (manoscritto stilato nel 1742), fu ucciso per essere stato strenuo difensore dei diritti e delle prerogative dell'Università di Martina. Secondo Angelo Carmelo Bello era stato sindaco di Martina (1600-01) e deputato dell'Università, e fu vittima dell'attentato mentre rientrava dalla Masseria Pozzi delle Case. Il 15 novembre 1608, a Martina, per atti del notaio Pietro Corrente e con l'intervento dell'arcivescovo Ottavio Mirto Frangipane, è redatta la seconda transazione tra la Mensa arcivescovile e l'Università di Martina, appendice alla prima stipulata a Taranto il giorno prima. Secondo Liuzzi, le parti volevano chiudere una lite in corso da oltre un quarto di secolo.[9][10][11]
Tra le donazioni e concessioni religiose, Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27) riporta che con atto del notaio Girolamo Marangi del 27 ottobre 1611 il Capitolo concesse la cisterna in enfiteusi perpetua a Gregorio de Gregorio, con canone annuo di 1 ducato e 50 grana. Secondo Bello, con atto del 14 luglio 1614 Lucio Colucci, confratello dell'Immacolata dei Nobili, donò alla Confraternita un gregge: la rendita serviva ad acquistare tuniche per ventisei fanciulle orfane e indigenti, distribuite dal 1625 almeno fino al 1698. Palmisano aggiunge che nel 1628, per disposizione testamentaria della moglie, Flaminio Colucci donò al Convento dei Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie, poi detta Donna Laura.[12][13][14]
Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera della torre di S. Leonardo fu assegnato con il relativo aggravio (munizioni, polvere, mantenimento del cavallaro) all'Università di Martina e ad altre, scrive Enzo Filomena (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4). Nel 1627 l'Università di Ostuni segnalò la necessità di riparare la torre; l'Università di Martina doveva accollarsi la spesa della torre, essendo il Castello di Villanova riparato da Ostuni.[15][16][17]
Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata da Luigi Antonio Fino, il gesuita martinese Michele Salpa nel 1615 fu nominato rettore dell'Accademia di Vilna e lo rimase fino alla morte. La stessa scheda indica che Salpa, nato a Martina, morì il 20 dicembre 1618 a Vilna, dove era stato professore e rettore dell'Accademia (Università).[18][19]
L'inventario dei notai dell'Archivio di Stato di Taranto (Notai in ordine cronologico) registra per Martina Franca quattro notai: Donato Antonio Caramia (1620-1636), Nicola Antonio De Angelinis (1624-1665), Luca Antonio Gemma (1643-1689) e Francesco Paolo De Cristofaro (1645-1703).[20][21][22][23]
Secondo il volumetto sulla chiesa dei Cappuccini, San Giuseppe da Copertino soggiornò nel convento martinese dall'agosto 1620 all'aprile 1621. Nel 1621 l'arcivescovo Antonio d'Aquino eresse la Congrega della Natività, per sollecitudine dei Gesuiti venuti a Martina a predicare la missione; ebbe sede nella chiesa di Santa Croce fino al 1630. Nel 1630, per disposizione dell'arcivescovo Sanchez de Villanova, la Congrega è trasferita sopra una delle case dell'Ospedale. Verso il 1640, con molta probabilità nel 1640, alcuni preti della Regola dei Pii Operai di Napoli costituiscono la Congregazione della Vergine della Misericordia, riservata agli ecclesiastici secolari. Per questi fatti la fonte è «Giorno per Giorno», 30 gennaio 1974.[24][25][26][27]
Nel 1626 Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina; il passo rinvia a studi sul feudo e ai contrasti con il «Guercio di Puglia». Nel 1642, secondo Giovanni Liuzzi, il duca Francesco I Caracciolo acquista dall'Università lo ius molendi e fa installare nuovi mulini a ridosso della fortificazione presso la Porta di San Nicola; da essi prende nome la Torre dei Mulini di San Nicola. Un atto notarile del 16 settembre 1646 ricorda la concessione della giurisdizione criminale di Cisternino «non obstante» le pretese del vescovo di Monopoli e del duca di Martina.[28][29][30][31]
Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) riferisce che il 27 novembre 1635 Camilla e Porsia de Carolis divisero la masseria ereditata, ripartendosi anche il censo perpetuo a favore del Capitolo. Il 26 settembre 1643 Porsia de Carolis sposò Francesco Paolo Motolese senior, portando in dote la sua metà di masseria, gravata da censo perpetuo a favore della Chiesa di San Martino. Lo stesso autore ricorda la morte, nel 1643, del servo di Dio fra' Vito Carrieri, riformato martinese noto per i suoi miracoli, tra cui uno avvenuto nella masseria di Francesco Barnaba.[32][33][34]
Nel 1641, secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), l'Università aumentò di 1 carlino a tomolo l'imposta sul macinato gravante sui martinesi, con l'aumento devoluto in esclusiva al feudatario. Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) precisa che nel dicembre 1641 Angelo Piccoli fece da prestanome al duca Francesco I Caracciolo nell'asta dei molini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi, per favorire il trasferimento del feudatario da Buccino a Martina. Per Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34), nel 1642 il duca acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini presso la fortificazione, da cui il nome Torre dei Mulini di San Nicola.[35][36][37][38]
Nel 1645 il corpo di S. Comasia è donato a Martina Franca da papa Innocenzo X. Con atto del notaio Luca Antonio Gemma del 13 settembre 1647 i Domenicani acquistano per 100 ducati una masseria di 31 tomoli, che resta al convento di San Domenico dal 1647 al 1866. Una nota a un componimento nuziale, nelle Varie composizioni poetiche di F. P. Motolese (1759), ricorda che nel 1647, sotto Filippo IV, il duca di Martina Francesco Caracciolo fu costituito luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno di Napoli. Dopo la sconfitta del movimento di Masaniello, il capopopolo martinese Vitantonio Montanaro, detto Capodiferro, rifiuta l'indulto del 1648 e si dà alla macchia; secondo Vittorio De Michele terrorizza per mesi la Murgia dei Trulli.[39][40][41][42]
Sempre al duca di Martina Francesco I Caracciolo vengono riferiti altri acquisti. Luigi De Michele (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) scrive che nel 1645 il barone Francesco Borrassa gli vendette Locorotondo per 24.000 ducati, con castello e diritti sul feudo. Pasquale Lentini (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8) riferisce che il feudo di Mottola, venduto per asta pubblica, passò a Francesco Caracciolo, duca di Martina, con atto di vendita e apprezzo rogato a Napoli dal notaio Giovanni Angelo Durante il 22 agosto 1653.[43][44]
Il 19 ottobre 1656, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra, n. 22, 1999), i padri Carmelitani di Martina comprarono da Scipione La Bellezza la masseria omonima, con atto del notaio Francesco Paolo Cristofaro. Le schede di «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) segnalano altri passaggi di proprietà: nel 1647 la Masseria Cavaruzzo fu acquistata dai Domenicani di Martina, che la tennero fino alla soppressione; tra il 1679 e il 1683 il Convento del Carmine acquistò la Masseria Monaci; tra il 1690 e il 1692 (la data è incerta) i Conventuali di Martina acquistarono la Masseria Santo Elia dagli eredi Motolese, per 271 ducati e 60 grana, con circa 38 tomoli e una vecchia chiesa.[45][46][47][48]
Fra le carte dell'archivio ducale ci sono lettere con cui il re di Spagna Filippo IV ringrazia Francesco I e Beatrice Caracciolo, duchi di Martina, per la fedeltà alla corona nei tumulti antispagnoli del 1647/48. Le lettere si trovano nel fondo datato 1648-1848. Lo segnala Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, nell'articolo «Importanti documenti nell'archivio Caracciolo – de' Sangro di Martina Franca» (2010-10-10).[49]
Secondo l'Archivio Storico Pugliese 1984, nel 1649 il viceré Oñate, legato alla fazione del duca di Medina, decide di limitare l'ampia autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo, definito «regolo delle Puglie». Nel 1653 Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con Noci. Un'altra fonte, Riflessioni – Umanesimo della Pietra (1997, n. 20), dice che nel 1653 Mottola fu venduta ai Caracciolo, feudatari del ducato di Martina e non imparentati con i precedenti Caracciolo di Santeramo. Nel 1655 Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina.[50][51][52][53][54][55][56]
Una scritta sull'architrave dell'entrata della chiesa del Monte Purgatorio, datata 1649, dice «Vos, animae clamant saltem miserae scite, fratres»: le anime infelici chiedono aiuto (Ad quaerendas urbis inscriptiones). La stessa fonte ricorda che, secondo un'iscrizione sull'immagine del primo altare a destra del Carmine, nel 1659 il chierico Vito Antonio Colucci stabilì una messa settimanale nella cappella dell'Addolorata di cui era patrono. Nel 1660, secondo le schede del CRSEC TA/51 (2004), Giovanni Stefano Caramia dipinse la Madonna della Libera per il Carmine di Martina. Per disposizione dell'arcivescovo Tommaso Sarria, nel 1665 la cura della Congrega di Santa Pace passò dai domenicani ai sacerdoti secolari («Giorno per Giorno», 30 gennaio 1974).[57][58][59][60]
Con testamento del 9 marzo 1677 l'abate e canonico Pietro Antonio De Mita assegna alla Congregazione dei Preti di Martina la Masseria Trasconi, perché con la rendita si acquistino zoccane di lana bianca da distribuire a donne povere e nubili, sorteggiate l'11 novembre. Nel 1653, per disposizione di papa Innocenzo X, il primo convento dei Conventuali di Martina era stato soppresso. Dopo 26 anni di assenza i Conventuali tornano a Martina con il favore dell'Università, della Casa ducale e degli ecclesiastici: nel 1680 fondano un ospizio e nel 1684 un convento con sei religiosi, che diventano dodici nel 1726. Tra il 1680 e il 1687 è compilata la Platea del Capitolo di Martina. Un'iscrizione dice che nel 1681 fra Antonio De Siati, domenicano, curò di innalzare una cappella a San Domenico per disposizione testamentaria della madre, Giulia De Blasi.[61][62][63][64][65]
Per le vicende dei Conventuali, Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18) scrive che nel 1653, per disposizione di papa Innocenzo X, che ordinò la chiusura dei conventini con meno di sei religiosi, il primo convento fu soppresso: i beni andarono al monastero femminile di Santa Maria della Purità e chiesa e convento furono demoliti. Dopo 26 anni di assenza i frati tornarono con il favore dell'Università, della Casa ducale e degli ecclesiastici: nel 1680 fondarono un ospizio e nel 1684 un regolare convento con sei religiosi, presso la Porta di San Nicolò. Un atto del 21 novembre 1680 colloca un pozzo, donato dal chierico Pietro di Serio, di fronte al convento che si stava fabbricando fuori Porta San Nicola. Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) aggiunge che il 17 marzo 1680 il Convento dei Padri Carmelitani acquistò una masseria a Monte Tre Carlini, con atto del notaio Francesco Paolo Cristofaro.[66][67][68][69]
Secondo Giovanni Liuzzi, in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30, con atti del 21 e 29 novembre 1658 i fratelli Scialpi vendettero a Francesco Barnaba i beni di Reinzano; nello stesso anno il Barnaba aveva già formato la Masseria Monte Tre Carlini. Il 25 marzo 1669, con atto del notaio Paolo de Cristoforo, Francesco Paolo Motolese assegnò al figlio chierico, Giovanni Giacomo, una masseria di 39 tomoli nel luogo detto Sant'Elia. Il 21 gennaio 1672 la Confraternita del SS. Rosario, eretta nella Chiesa di Santa Pace, concesse 20 ducati al 10% a Giovanni Barnaba e alla madre, ipotecando terre in Acquarulo. Il medico memorialista Scialpi ricorda Francesco Barnaba senior, morto il 14 marzo 1685 a circa settant'anni, nato da massaio e padre del futuro conte palatino.[70][71][72][73]
Secondo Giovanni Liuzzi, in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32, il 15 maggio 1659 Orlando Merlini, di Buccino, medico, gentiluomo di corte e schermitore, sposò a Martina Lucrezia Rodio, che gli portò in dote la Masseria Le Piazze, una vigna e 1.200 ducati. Nell'anno amministrativo 1661-62 il grano si vendeva in Martina e in Locorotondo a 8 carlini il tomolo (circa 44 chilogrammi).[74][75]
Secondo Studi Salentini 1969, nel 1662 la duchessa Aurelia Imperiali, figlia di Michele e Brigida Grimaldi, sposa Petraccone Caracciolo, indicato come VIII duca di Martina Franca; altre fonti lo chiamano Petracone V. Le fonti sul duello con gli Acquaviva non concordano su data e nome. Un documento notarile coevo, studiato da Giovanni Liuzzi, riporta il duello avvenuto a Ostuni il 19 luglio 1665, nel quale perì Cosimo Acquaviva d'Aragona, duca di Noci, di fronte al duca di Martina. Un'altra fonte indica come contendenti Petracone e Innico Caracciolo da una parte e Cosimo con il figlio Giovanni Girolamo Acquaviva dall'altra. Japigia 1936 data lo scontro al 1665 e nomina don Cosma Acquaviva conte di Conversano, mentre Studi Salentini 1980 lo data al 19 luglio 1669, indica Cosmo Acquaviva come conte di Conversano e dice che fu sepolto nella chiesa dei Cappuccini.[76][77][78][79][80]
Nel 1668 il duca Petracone V Caracciolo avvia la costruzione del Palazzo Ducale. Secondo Angelo Carmelo Bello, il duca si era trasferito a Martina e aveva risieduto per molti anni in una casa del tenente Giovanni Lorenzo Desiati. Secondo Lucrezia Maria Tateo l'edificio, mai completato, richiese ben 60.000 ducati. Il castello orsiniano sopravvisse fino al 1668.[81][82][83]
Sempre secondo la pubblicazione del CRSEC TA/51 (Chiese delle masserie di Martina Franca, 2004), alcuni millesimi datano le masserie: il 1668 a Masseria Lanzo, fatto incidere da Vito Antonio Blasi, che aveva a lungo in fitto le terre dell'Abbazia del Galeso; il 1688 a Masseria Monaci, sulla pietra del campanile, riferito alla costruzione della chiesa e non alla decorazione, più tarda di almeno due decenni; il 1691 a Masseria Reinzano, probabilmente anno di costruzione della chiesa; il 1698 a Masseria dello Scagno, sull'architrave dell'antica casa padronale. Nel 1695 la masseria di 220 tomoli di Masseria Pompeo, con cinque pozzi, foggia, giardino e chiesa, passò in eredità a Pompeo Blasi, e Giulia La Domita sposò Giovanni Domenico Barnaba, ereditando la masseria del Canale Corrieri.[84][85][86][87][88][89]
Nel 1668 Petracone V fece radere al suolo il torrione feudale ormai fatiscente per erigervi il Palazzo Ducale. Lo riporta il Comune di Martina Franca nella «Storia di Martina Franca» (12/03/2025).[90]
Nel 1669 Giovanni Battista Odierna, commissario del Sacro Regio Consiglio, redasse a Taranto il 12 maggio la relazione sui confini; il 4 maggio aveva percorso l'antico confine Taranto-Monopoli partendo dalle mura di Martina (Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21). Leonardo Palmisano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34) riferisce che una specchia di notevoli dimensioni nell'area di Masseria Luchicchio era già menzionata nel 1669 da Odierna. Il 19 luglio 1669, secondo Studi Salentini (Emeroteca della Provincia di Brindisi), sul sagrato della chiesa dei Cappuccini di Ostuni il duca di Martina Petraccone Caracciolo si scontrò in duello con Cosmo Acquaviva, che morì nello scontro e fu sepolto in quella chiesa. Nello stesso anno, il 24 agosto, nacque a Martina il pittore Girolamo Di Gesù (Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51, 2004).[91][92][93][94]
Altre notizie economiche del Capitolo e dei religiosi provengono da Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35): il 15 agosto 1670 la piscina del Capitolo fu concessa in enfiteusi a Pietro Caramia alias Meo con canone annuo di 40 grana, atto del notaio Francesco Paolo delo Russo; il 29 luglio 1691 i Paolotti di Martina concessero un prestito di 300 ducati con censo, atto del notaio Cataldo Antonio Rattico.[95][96]
Sulla porta della sagrestia della chiesetta suburbana di Cristo alla grotta compare la data 1673, forse quella di un restauro. Lo scrive Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, in «Cristo alla grotta» a Martina Franca (2011-04-23).[97]
Il sacerdote pittore Pietro Antonio Di Gesù firmò immagini devozionali nelle chiese di Luchicchio (1674) e Primicerio. Nella Masseria Primicerio l'iscrizione con il nome del pittore e il giorno reca la data 20 giugno 1689 e Lorenzo Domenico De Siati fece eseguire la Santa Caterina. Nel 1688 Di Gesù decorò la chiesa della Masseria Piccoli (Crispiano), in territorio allora tarantino, che apparteneva a una famiglia martinese. Le informazioni vengono da «Chiese delle masserie di Martina Franca», a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004.[98][99][100]
Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) ricorda un manoscritto: il Libro di memoria della famiglia Colucci, incominciato a scrivere nel 1680 da Carlo Colucci (1643-1710) e aggiornato dai discendenti fino alla seconda metà del Settecento.[101]
Dalla Miscellanea di Atti Notarili di Ceglie Messapica dell'Archivio di Stato di Brindisi risultano rapporti di Martina con Ceglie. Il 29 ottobre 1680 il sindaco di Ceglie Francesco Nigro stipula una transazione con alcuni cittadini di Martina Franca, proprietari di beni nel feudo di Ceglie, per la tassa di bonatenenza; all'atto è allegato l'elenco delle proprietà. Il 9 maggio 1686 don Antonio Sisto di Napoli, figlio della duchessa di Ceglie Caterina Lubrano, vende al reverendo don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca una foresta di tomola 57 con pozzo, detta Difesa della Piscina, corpo feudale del venditore.[102][103]
Il millesimo 1688 sul campanile a vela segna, secondo Giovanni Liuzzi, l'anno di costruzione della chiesa della masseria al Monte Tre Carlini, che Oronzo Motolese fece costruire. Secondo Japigia 1934, la statua d'argento di S. Martino, alta due metri, fu fusa dopo che gli abitanti rimasero immuni dalla peste del 1691. Nel 1696 il padre Bruni, gesuita, fa trasferire l'oratorio della Congrega di Santa Croce in un sito di fronte alla chiesa della SS. Annunziata, fuori la porta di S. Maria.[104][105][106]
Per i Cappuccini, Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15) scrive che la sistemazione della strada dalla Porta di Santa Maria alla chiesa dei Cappuccini, avviata nel 1688 su idea del padre guardiano Francesco da San Vito, fu eseguita da fra' Angelo da Martina. Nel 1698 la facciata della chiesa fu rifatta con conci regolari di pietra di cava, su disegno ed esecuzione del frate Angelo Bruno da Martina, mastro di pietra e architetto, perché il prospetto intonacato era danneggiato dalle gelate invernali; l'autore cita le Memorie del convento dei Cappuccini di Martina (Anonimo cappuccino).[107][108][109]
Nel 1698, secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30), Tommaso Barnaba, alfiere nelle fanterie del duca di Calabritto, fu priore laico dell'Ospedale di Martina. Il 12 maggio 1698, con atto del notaio Giuseppe Gigante di Castellaneta, Giulio Ricciardi donò a Petracone V Caracciolo, duca di Martina e signore di Mottola, un appezzamento di cento moggi con pascoli e cripte, nel territorio di Mottola (area del Tamburrello), come riportato da Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12. In una lettera del 22 novembre 1698, riferisce Archivio Storico Pugliese 1979 (Emeroteca della Provincia di Brindisi), il maestro dell'Ordine scrive al provinciale che priore e padri del convento di Martina chiedono di assegnare loro il converso fra Niccolò di Martina per curare masserie e bestiami.[110][111][112][113]
- 1602 — Pubblicazione a Napoli della Vita di san Martino del martinese Cito de Citi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · originale
- 12 settembre 1607 — Transazione a Napoli tra l'Università di Martina e il duca G. B. Caracciolo (1607). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · originale
- ottobre 1612 — All'Università di Martina e ad altre è assegnato il servizio di vigilanza costiera. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, PDF p. 11 · originale
- 1603 — Catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: quarantanove schede di bonatenenti martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 41 del PDF · originale
- 20 giugno 1603 — Annotazione del 20 giugno 1603: esonero dalla bonatenenza per partite di bonatenenti martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF · originale
- 12 settembre 1607 — Donato Antonio Desiati deputato a Napoli per una transazione col duca Giovanni Battista II Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 83 del PDF · originale
- 1622 — Dario Colucci sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF · originale
- 29 aprile 1618 — Due cegliesi giurano a Martina davanti alla Corte Ducale (1618 e 1620). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 28 del PDF · originale
- 31 maggio 1608 — Il dottor Donato Antonio Deseati è ucciso a colpi d'archibugio (31 maggio 1608). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84 · originale
- 31 maggio 1608 — Attentato mortale a Donato Antonio Desiati, già sindaco di Martina (1608). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · originale
- 15 novembre 1608 — Seconda transazione tra la Mensa arcivescovile di Taranto e Martina sulla Selva Tarentina (15 novembre 1608). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 106 · originale
- 27 ottobre 1611 — Atto del 27 ottobre 1611: il Capitolo concede in enfiteusi perpetua la Foggia Grande a Gregorio de Gregorio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 41 del PDF · originale
- 14 luglio 1614 — Lucio Colucci dona un gregge di pecore alla Confraternita dell'Immacolata dei Nobili. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF · originale
- 1628 — Flaminio Colucci dona ai Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF · originale
- ottobre 1612 — Alla Università di Martina assegnato il servizio di vigilanza costiera (viceré conte di Lemos). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF · originale
- ottobre 1612 — Ottobre 1612: vigilanza costiera assegnata anche a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF · originale
- 1627 — Nel 1627 la spesa della torre di S. Leonardo ricade sull'Università di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF · originale
- 1615 — Michele Salpa nominato rettore dell'Accademia di Vilna. Fonte: Luigi Antonio Fino, Padre Michele Salpa rettore dell’Università di Vilna in Lituania, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 8, 1985, PDF p. 146 · originale
- 20 dicembre 1618 — Morte a Vilna del gesuita martinese Michele Salpa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · originale
- 1620 — Notaio Donato Antonio Caramia attivo a Martina Franca (1620-1636). Fonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 46, p. 3 del PDF · originale
- 1624 — Notaio Nicola Antonio De Angelinis attivo a Martina Franca (1624-1665). Fonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 52, p. 3 del PDF · originale
- 1643 — Notaio Luca Antonio Gemma attivo a Martina Franca (1643-1689). Fonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 69, p. 3 del PDF · originale
- 1645 — Notaio Francesco Paolo De Cristofaro attivo a Martina Franca (1645-1703). Fonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 71, p. 3 del PDF · originale
- agosto 1620 — San Giuseppe da Copertino a Martina dall'agosto 1620 all'aprile 1621. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 24 del PDF
- 1621 — Nel 1621 l'arcivescovo d'Aquino erige la Congrega della Natività a Santa Croce. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
- 1630 — Nel 1630 la Congrega della Natività trasferita presso l'Ospedale. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 8 del PDF
- circa 1640 — Verso il 1640 nasce la Congregazione della Vergine della Misericordia dei preti. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
- 1626 — Nel 1626 Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 88 del PDF · originale
- 1626 — Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 15 del PDF · originale
- 1642 — Il duca Francesco I Caracciolo acquista dall'Università lo ius molendi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 8 · originale
- 16 settembre 1646 — Il duca di Martina tra i contendenti per la giurisdizione criminale di Cisternino. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 27 del PDF · originale
- 27 novembre 1635 — Le sorelle de Carolis dividono la masseria delle Nere. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 136 del PDF · originale
- 26 settembre 1643 — Matrimonio di Porsia de Carolis con Francesco Paolo Motolese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF · originale
- 1643 — Morte del francescano riformato martinese fra' Vito Carrieri. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF · originale
- 1641 — L'Università aumenta di un carlino a tomolo l'imposta sul macinato, devoluto al feudatario. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF · originale
- dicembre 1641 — Asta dei molini e della gabella del macinato per favorire il trasferimento del duca da Buccino a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF · originale
- dicembre 1641 — Il duca Francesco I Caracciolo acquista, tramite prestanome, i mulini e la gabella del macinato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF · originale
- 1642 — Il duca Francesco I Caracciolo acquista il ius molendi dall'Università. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 8 del PDF · originale
- 1645 — Innocenzo X dona a Martina Franca il corpo di S. Comasia. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 155 del PDF · originale
- 13 settembre 1647 — I Domenicani di Martina acquistano la masseria di Cavaruzzo (13 settembre 1647). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 79 · originale
- 1647 — Francesco Caracciolo I duca di Martina luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno. Fonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 15 del PDF
- 1648 — Dopo l'indulto del 1648 Vitantonio Montanaro detto Capodiferro si dà alla macchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 140 · originale
- 1645 — Il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquista la terra di Locorotondo per 24.000 ducati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 78 del PDF · originale
- 22 agosto 1653 — Vendita del feudo di Mottola al duca di Martina Francesco Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 17 del PDF · originale
- 19 ottobre 1656 — I Carmelitani di Martina acquistano la masseria La Bellezza. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 98 · originale
- 1647 — Masseria Cavaruzzo: acquisto da parte dei Domenicani di Martina (1647-1809). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 37 del PDF
- 1679 — Il Convento del Carmine acquista Masseria Monaci (1679-1683). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 144 del PDF
- 1690 — I Conventuali di Martina acquistano Masseria Santo Elia dagli eredi Motolese. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
- circa 1647 — Il re Filippo IV ringrazia i duchi Caracciolo per la fedeltà durante i tumulti. Fonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Importanti documenti nell’archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-10) · originale
- 1649 — 1649: il viceré Oñate vuole limitare l'autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 111 del PDF · originale
- 1649 — Il viceré Onate vuole limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 38 del PDF · originale
- 1653 — Nel 1653 il duca di Martina Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 117 del PDF · originale
- 1653 — Francesco Caracciolo, duca di Martina, acquista Mottola. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 44 del PDF · originale
- 1653 — Nel 1653 Mottola è venduta ai Caracciolo, feudatari del ducato di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Italo PALASCIANO INEDITI D'ARCHIVIO - La relazione del Gallarano del 1704 per i confini tra Mottola e Noci, p. 38 del PDF · originale
- 1655 — Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina nel 1655. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 122 del PDF · originale
- 1655 — Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 49 del PDF · originale
- 1649 — Iscrizione del 1649 sulla chiesa del Monte Purgatorio. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 19 del PDF
- 1659 — Messa settimanale fondata nel 1659 dal chierico Vito Antonio Colucci. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 49 del PDF
- 1660 — Giovanni Stefano Caramia dipinge la Madonna della Libera per il Carmine di Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
- 1665 — Nel 1665 la Congrega di Santa Pace passa ai sacerdoti secolari. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
- 9 marzo 1677 — Legato dell'abate De Mita: Masseria Trasconi alla Congregazione dei Preti per dotare donne povere di zoccane di lana. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · originale
- 1653 — Soppressione del primo convento dei Conventuali di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, PDF p. 19 · originale
- 1680 – 1684 — I frati Conventuali tornano a Martina: ospizio nel 1680, convento nel 1684. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, PDF p. 19 · originale
- 1680 — Platea del Capitolo di Martina compilata tra il 1680 e il 1687. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 27 del PDF · originale
- 1681 — Cappella a San Domenico fatta erigere da fra Antonio De Siati, 1681. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 39 del PDF
- 1653 — Nel 1653 è soppresso il primo convento dei Conventuali di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF · originale
- 1680 — Nel 1680 i Conventuali tornano a Martina; convento regolare nel 1684. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF · originale
- 21 novembre 1680 — 21 novembre 1680: il convento di San Francesco dei Conventuali è in costruzione fuori le mura. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 25 del PDF · originale
- 17 marzo 1680 — Il Convento dei Carmelitani acquista una masseria a Monte Tre Carlini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 142 del PDF · originale
- novembre 1658 — I fratelli Scialpi vendono terre a Reinzano a Francesco Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF · originale
- 25 marzo 1669 — Patrimonio sacro assegnato al chierico Giovanni Giacomo Motolese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF · originale
- 21 gennaio 1672 — Prestito della Confraternita del Rosario di Santa Pace a Giovanni Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 153 del PDF · originale
- 14 marzo 1685 — Morte di Francesco Barnaba senior. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF · originale
- 15 maggio 1659 — Orlando Merlini sposa la martinese Lucrezia Rodio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 60 del PDF · originale
- 1661 — Prezzo del grano a Martina e Locorotondo: 8 carlini il tomolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF · originale
- 1662 — Nel 1662 Aurelia Imperiali sposa Petraccone Caracciolo, VIII duca di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1969 (1969), p. 6 del PDF · originale
- 19 luglio 1665 — Duello di Ostuni: il duca di Martina uccide il duca di Noci. Fonte: Giovanni Liuzzi, Il duello fra il duca di Martina e il duca di Noci, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 6, 1983, PDF p. 103 · originale
- 19 luglio 1665 — Duello a Ostuni tra Petracone e Innico Caracciolo e Cosimo e Giovanni Girolamo Acquaviva. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1983 n. 6, p. 8 del PDF · originale
- 1665 — Duello mortale tra il duca di Martina Petraccone V Caracciolo e il conte di Conversano Cosma Acquaviva. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1936 (1936), p. 116 del PDF · originale
- 19 luglio 1669 — Duello mortale del 19 luglio 1669 tra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosimo Acquaviva. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1980 (1980), p. 5 del PDF · originale
- 1668 — Petracone V Caracciolo fa edificare il palazzo ducale di Martina (1668). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97 · originale
- 1668 — Il duca Petracone V avvia la costruzione del Palazzo Ducale (1668). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 96 · originale
- 1668 — Nel 1668 Petracone V Caracciolo ordina la demolizione del castello per costruire il Palazzo del Duca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF · originale
- 1668 — Masseria Lanzo: millesimo 1668 fatto incidere da Vito Antonio Blasi. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 99 del PDF
- 1688 — Masseria Monaci: millesimo 1688 sulla pietra del campanile. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 145 del PDF
- 1691 — Masseria Reinzano: data 1691 sulla chiesa. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 184 del PDF
- 1698 — Masseria dello Scagno: millesimo 1698 sull'architrave dell'antica casa padronale. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 62 del PDF
- 1695 — Masseria Pompeo pervenuta in eredità a don Pompeo Blasi. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF
- 1695 — Matrimonio di Giulia La Domita con Giovanni Domenico Barnaba. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 153 del PDF
- 1668 — Demolizione del castello-torrione. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
- 12 maggio 1669 — Relazione Odierna sui confini del territorio di Taranto (12 maggio 1669). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 78 del PDF · originale
- 1669 — La specchia del Luco presso Martina e citata nel 1669 da Giovanni Battista Odierna. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 87 del PDF · originale
- 19 luglio 1669 — Duello fra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosmo Acquaviva, conte di Conversano. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi: Studi Salentini · originale
- 24 agosto 1669 — Nascita del pittore Girolamo Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 157 del PDF
- 15 agosto 1670 — 15 agosto 1670: piscina del Capitolo concessa in enfiteusi a Pietro Caramia alias Meo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 43 del PDF · originale
- 29 luglio 1691 — 29 luglio 1691: i Paolotti di Martina concedono un prestito di 300 ducati con censo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 48 del PDF · originale
- 1673 — Data sulla sagrestia della chiesa di Cristo alla grotta. Fonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23) · originale
- 1674 — Masseria Luchicchio: decorazione barocca firmata da Pietro Antonio Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 17 del PDF
- 20 giugno 1689 — Masseria Primicerio: trittico firmato dal sacerdote Pietro Antonio Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 183 del PDF
- 1688 — Masseria Piccoli (Crispiano): chiesa decorata da Pietro Antonio Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 183 del PDF
- 1680 — Carlo Colucci avvia nel 1680 il Libro di memoria della famiglia Colucci. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 100 del PDF · originale
- 29 ottobre 1680 — Transazione tra l'Università di Ceglie e cittadini di Martina Franca per la tassa di bonatenenza. Fonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1680, p. 14 del PDF · originale
- 9 maggio 1686 — Vendita a don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca della Difesa della Piscina a Ceglie. Fonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1686, p. 15 del PDF · originale
- 1688 — Costruzione della chiesa di una masseria al Monte Tre Carlini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, PDF p. 143 · originale
- circa 1691 — Statua d'argento di S. Martino fusa dopo lo scampato pericolo della peste del 1691. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 156 del PDF · originale
- 1696 — Nel 1696 l'oratorio della Congrega di Santa Croce trasferito fuori porta S. Maria. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 8 del PDF
- 1688 — Dal 1688 si sistema la strada dalla Porta di Santa Maria alla chiesa dei Cappuccini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 34 del PDF · originale
- 1698 — Rifacimento della facciata della chiesa dei Cappuccini (1698). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, PDF p. 33 · originale
- 1698 — Nel 1698 la facciata della chiesa dei Cappuccini è rifatta da fra Angelo Bruno da Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF · originale
- 1698 — Tommaso Barnaba priore laico dell'Ospedale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF · originale
- 12 maggio 1698 — Giulio Ricciardi dona un appezzamento a Petracone V Caracciolo, duca di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 22 del PDF · originale
- 12 maggio 1698 — Il 12 maggio 1698 Giulio Ricciardi dona a Petracone V Caracciolo un appezzamento di cento moggi a Mottola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 22 del PDF · originale
- 22 novembre 1698 — Il convento di Martina chiede un converso per la cura di masserie e bestiame (lettera del 22-11-1698). Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1979 (1979), p. 280 del PDF · originale
Ringraziamenti e fonti principali
Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.
- «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» (1978–2015) e il suo Centro culturale: tutti gli autori degli articoli sono citati accanto agli eventi.
- «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004): Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente, con la prefazione e la consulenza storico-artistica di Domenico Blasi.
- Archivi di Stato di Lecce, Taranto, Bari e Brindisi, che pubblicano online i loro inventari.
- Fondazione Terra d'Otranto (articoli di Lucia Lopriore, Dora Liuzzi, Giuseppe Grassi con la cura di Angelo Sgura e altri), Festival della Valle d'Itria (archivio delle edizioni), Comune di Martina Franca (pagine di storia e schede dei luoghi, licenza CC-BY 4.0) ed Ecomuseo di Valle d'Itria.
- Emeroteca della Provincia di Brindisi, che rende consultabili riviste e quotidiani.
- «Giorno per Giorno», periodico di Martina Franca, e gli studiosi e le riviste citati nelle note (Studi Salentini, Archivio Storico Pugliese, Japigia, Brundisii Res e altre).
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