Storia della città

La storia di Martina Franca raccontata solo con ciò che le fonti documentano. Ogni paragrafo rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice.

Il Settecento

Nel 1701 la cappella di masseria Nunzio porta sul portale l'epigrafe con il nome del fondatore Nunzio La Domita, indicato come primo proprietario storicamente accertato della masseria. Nello stesso 1701 seguì la causa dell'Università di Noci con il duca di Martina: nocesi in armi devastarono il bosco feudale di Poltri, dove il duca esercitava il diritto del frutto pendente. Nel 1703 il Sacro Regio Consiglio decise di inviare una commissione di ricognizione per dirimere controversie su confini, demani e difese nel triangolo Noci-Mottola-Martina. I feudatari erano i Caracciolo di Martina e gli Acquaviva di Conversano.[1][2][3]

Secondo il volume Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), nel 1701 Nunzio La Domita eresse dalle fondamenta la cappella dell'Assunta nella masseria Nunzio, come ricorda la lapide. Una data del 1706 compare alla base del dipinto di Sant'Antonio da Padova nella masseria Palazzo, firmato da Hieronymus De Iesu, pittore e sacerdote della Collegiata. Nel 1708 il tenente Vito Antonio Blasi fece costruire nella masseria Mangiato una chiesa più grande, addossata a quella del 1559, che divenne presbiterio-abside. Nel 1709 un'iscrizione indica come autore del ciclo pittorico della masseria Monaci il clericus Generosus Cabballus bituntinus e come anno di esecuzione il 1709.[4][5][6][7]

Nei primi anni del Settecento le fonti registrano date e atti legati al territorio. Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004, un cartiglio dilavato nella chiesa di Masseria Carrucola reca la data 1702 e il nome controverso del committente. Una platea del Capitolo, citata da Giovanni Liuzzi in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, riporta alla partita 347 un atto del notaio Cataldo Antonio Rattico del 23 aprile 1702 con la dizione 'La Valle d'Idria, o il Palumbaro'. Sempre secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), con rogito del 21 gennaio 1704 Orlando Merlini e la moglie vendettero Masseria Le Piazze ai Padri Carmelitani per 300 ducati, con clausola di riscatto in qualsiasi momento.[8][9][10]

Francesco II Caracciolo fu duca di Martina per quarantotto anni, dal 6 gennaio 1704 al 25 ottobre 1752. Era succeduto al padre Petracone V, morto nel 1704, ed ereditò un patrimonio che comprendeva il ducato di Martina e altre signorie. Già nel 1712 la duchessa Aurelia Imperiali, moglie di Petracone V, volle la Conservatoria della Misericordia, istituzione benefica ancora operante al 1979. Secondo l'articolo di Bianca D'Amore, la duchessa Aurelia fu cofondatrice del Conservatorio di S. Maria della Misericordia, di patronato della casa ducale, e l'assenso regio giunse nel 1773.[11][12][13]

Nel 1747 Francesco Chiatante fu mandato sulle aie a raccogliere l'elemosina del grano per la costruzione della nuova chiesa di San Martino, la collegiata in riedificazione. Isidoro Chirulli (1683-1771) pubblicò la Istoria cronologica della Franca Martina in tre volumi: il primo a Napoli nel 1749, il secondo e il terzo a Venezia nel 1752. Il 25 ottobre 1752 si chiude il ducato di Francesco II Caracciolo.[14][15][11]

Nel 1706 i padri Conventuali del secondo monastero di San Francesco d'Assisi di Martina fondarono la Confraternita di Sant'Antonio da Padova (Giovanni Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18). Una lapide del 1707 ricorda Marsilia Fullona, nobildonna rimasta vergine, che fece costruire, ornò e dotò altari in onore dell'Immacolata e di san Francesco (Ad quaerendas urbis inscriptiones). Marsilia Fullone, secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18), morì il 23 agosto 1725 e fu la maggiore benefattrice del convento di San Francesco, lasciando un legato per anniversario, messe e festa dell'Immacolata. Nelle Chiese delle masserie (Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004) si legge che nel 1714 ella donò ai Conventuali la masseria di Notarianno, circa 200 tomoli comprendenti l'attuale Croce Grande e la vicina Croce Chirulla, che i frati tennero fino al 1809.[16][17][18][19]

Secondo Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), nel 1708 Lupolo Volpe, titolare del giuspatronato sulla chiesa di San Donato, fu sepolto nella chiesa dei Cappuccini; il suo testamento, dettato il 12 agosto 1705 al notaio Francesco Paolo Salamina, fu aperto il 4 novembre 1708 e risultò nullo per mancanza di sottoscrizione. Il 5 novembre 1712 i figli Vito Antonio Domenico e Francesco Pietro Volpe dichiararono davanti al notaio Domenico Angelini di accettare il testamento del padre. Lo stesso Bello riferisce che il 16 aprile 1729 morì il primicerio della Collegiata Vito Antonio Domenico Volpe, e che il suo testamento, raccolto dal notaio Angelini, risulta scritto dall'arciprete Isidoro Chirulli.[20][21][22][23]

Nel 1708 Vito Antonio Blasi fece erigere la nuova cappella di masseria Mangiato, innestata su quella cinquecentesca, come attesta l'iscrizione dipinta sull'architrave. Nello stesso anno Nunzio Laddomada fece erigere nella Chiesa dei Paolotti di Martina un altare barocco, interamente in pietra bianca, con la statua lapidea di San Michele Arcangelo. Il chierico bitontino Generoso Cavallo lavorò a Martina fra il 1708 e il 1726, anche nella chiesa conventuale dei Cappuccini e nella chiesa di Masseria Pompeo. Un'iscrizione del 1709 rivela che Cavallo eseguì i dipinti della chiesa di Masseria Monaci, venti anni dopo la sua costruzione. La cappella di masseria Fascillo ha l'interno decorato a tempera con scene di santi datate 1709.[24][25][26][27][28]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) riferisce che il 18 giugno 1708 il martinese Vito Antonio Montanaro acquistò la masseria di 90 tomoli del Capitolo di Locorotondo, in località Li Corrieri o Li Santulli, oggi Contrada Capitolo. Nel 1711, secondo Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004, la platea della Mensa di Taranto cita la masseria Pizzo Mammarella come Chiusura in località Pezza Mammarella, in possesso del canonico Giovanni Battista Caroli, e la masseria Trazzonara nel territorio di Martino Tagliente. Nel 1715 i Domenicani di Monopoli ottennero la licenza apostolica (6 dicembre 1715) e poi la sentenza della Curia di Monopoli (29 marzo 1716) per ripartire terre a censo enfiteutico di 4 carlini a tomolo, per lo più a coloni alberobellesi (Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32).[29][30][31][32]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) racconta che nel 1709 a Vienna il martinese Pietro Antonio Barnaba fu insignito del titolo di conte palatino, trasmissibile ai primogeniti maschi, e che nel 1718 fece edificare ex novo un palazzo presso la chiesa di San Vito dei Greci. Secondo il memorialista Scialpi, citato dallo stesso Liuzzi, il titolo di marchese di Reinzano fu concesso a Tommaso Barnaba, alfiere, il 10 dicembre 1716. Nel 1724 il conte Barnaba volle l'altare in pietra di San Giuseppe nella nuova chiesa di San Francesco d'Assisi dei Conventuali, riservandosi il giuspatronato con sepoltura gentilizia. L'opuscolo anonimo Brevi notizie di Martina, composto nel 1726, cita fra le personalità martinesi don Tommaso Barnaba, alfiere della Compagnia del duca di Calabritto.[33][34][35][36][37]

Altri atti ecclesiastici e di proprietà. Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35) riporta che nel 1710 Maria Antonia Nigri donò un fondo alla Cappella del Santissimo Sacramento per un'ebdomada, e che il 17 maggio 1739 il sacerdote Francesco Domenico Caroli testò a favore del Capitolo un fondo con chiesa rurale. Secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15), il 25 ottobre 1717 fra' Lorenzo da Martina fu eletto provinciale dei Cappuccini. Nel 1742, secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, Isidoro Chirulli riporta la rivela dei beni del duca: una masseria di 180 tomola a Monte del Forno.[38][39][40][41]

Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), un inventario del 15 aprile 1711, la platea dei beni della Mensa arcivescovile di Taranto, cita tre masserie dette di Carabotta, una forse Cuoco, formate nell'antico feudo della Selva Tarentina. La stessa platea registra la masseria Fascillo (Cupina), identificata da Liuzzi, in enfiteusi alla Curia di Taranto e in possesso di Giovanni Lorenzo Galeone. Vi compare anche la masseria Manampola (Malammolò), donata alle Agostiniane di Santa Maria della Purità da Donato Antonio Salamina, che pagava un canone alla Curia. La platea registra inoltre il canone versato dal martinese Giovanni Giacomo Angelini per la masseria Peppuccio (San Giorgio).[42][43][44][45]

Arciprete Isidoro Chirulli, secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20, afferma che nel 1712 il morbo del bestiame vaccino colpì il Regno di Napoli e quasi tutta l'Italia ma risparmiò il territorio di Martina, fatto attribuito alla protezione di san Martino; lo stesso, dice, accadde nel 1737. Secondo l'Emeroteca della Provincia di Brindisi (Japigia 1934), a Martina Franca si invoca santa Comasia per la pioggia, ricordando le piogge di sette giorni continui del 1718.[46][47]

Il 29 giugno 1713 il martinese Giuseppe Agrusta dichiarò sotto giuramento al notaio Domenico Angelini di aver dimorato per trentadue anni nell'Abbadia di Crispiano, coltivando terre con altri immigrati. Nel 1713 nacque l'Arciconfraternita del Carmine: un gruppo di terziari si riunì in preghiera con i carmelitani sotto la guida di Paolo Del Giudice. L'arcivescovo di Taranto Giovanni Battista Stella (1713-1725) dispose l'ampliamento dell'antico luogo di culto di San Michele.[48][49][50]

Il rapporto fra il duca di Martina, la città e i feudatari vicini ebbe momenti di tensione. Nel febbraio 1717, secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, il procuratore del duca comparve davanti alla Regia Camera della Sommaria per opporsi alla richiesta del Regio Fisco di pagare, dal 1712, le tasse per l'allistamento delle vacche del duca. Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16) scrive che il contrasto fra il conte di Conversano e il duca giunse a rottura con l'incidente di Traversa del 29 ottobre 1725, che coinvolse il caporale ducale Benedetto Fortuna. Il 5 maggio 1726 il sindaco, dottor Giannoronzo Martucci, e altri membri del governo cittadino firmarono una fede giurata sulle conseguenze negative dell'ingerenza del conte di Conversano nell'area dei beni monastici (Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21).[51][52][53]

Il 9 giugno 1718, con atto del notaio Donato Antonio Leone alias Flavio, i frati Conventuali permutarono la masseria di Sant'Elia con 12 tomoli di terre a Cacciagualano, in territorio di Taranto, dove avevano già un'altra masseria. Nel 1727 Donato Antonio Angelini abbatté la chiesa e ne eresse una nuova nello iazzile; la data 1727 si legge sopra l'architrave della porta, e tre anni dopo egli donò il bene ai frati. Il 13 settembre 1759 i Conventuali raddoppiarono Sant'Elia acquistando 29 tomoli dal Capitolo della Collegiata di San Martino.[54][55][56][57][58]

Nel 1720 Leonardo Antonio Olivieri dipinse la tela per l'oratorio dell'Arciconfraternita del Carmine, nella quale, secondo la scheda, la Madonna dello Scapolare è proposta per la prima volta a Martina. Nel 1727 i Carmelitani abbatterono l'antica chiesa extra moenia di Santa Maria della Misericordia, presso la Torre dei Mulini di San Nicola, per erigere al suo posto la nuova chiesa conventuale in stile rococò. Dopo l'erezione della nuova Chiesa del Carmine, nel 1730, l'altare di giuspatronato della famiglia Colucci fu ricostruito.[59][60][61]

Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004, un'epigrafe del 1720 a Masseria Lella è una lapide di riporto per Leonardo Antonio Casavola; nel 1722 fu riedificata da Pietro Carriero l'antica chiesa della Madonna del Soccorso, con ambienti per il romito, e da allora si celebrò una festa popolare; nel 1726 don Pompeo Blasi donò la masseria al duca Francesco II Caracciolo, con l'obbligo di festeggiare solennemente Santa Maria d'Idria nella chiesa della masseria; nel 1730 Leonardo Antonio Olivieri dipinse la Natività per la Congrega della Natività e Dolori di Maria, modello replicato più volte dai pittori locali.[62][63][64][65]

Nel novembre 1722 il duca di Martina Francesco II Caracciolo si rivolse con un memoriale all'imperatore Carlo VI d'Asburgo. Lamentava che alcuni suoi sudditi, dichiarando alla Dogana di Foggia meno capi di quelli posseduti e affittando terre salde, si sottraessero alla giurisdizione baronale; secondo Palasciano parlava a nome anche di altri baroni. Nel 1724 la Regia Camera della Sommaria gli diede ragione, stabilendo che non gli spettava pagare l'allistamento, la tassa imposta dalla Dogana sugli animali grossi.[66][67]

Nel 1725 Pietro Salvatore Scialpi, noto medico, fu sindaco di Martina Franca e lasciò un manoscritto di Memorie. Nel 1728, per ordine del duca Francesco II Caracciolo, fu compilata la Platea del Ducato di Martina. Il 28 ottobre 1732 nacque a Martina Giuseppe Aprile, cantore e compositore, entrato da giovane nel Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli, dove fu maestro di Domenico Cimarosa. Nel 1735 Nicola Casavola, razionale della casa ducale, fondò la masseria Posillipo, e l'epigrafe sul portale del giardino reca la data 1735.[68][69][70][71]

Per il 1725 e il 1727 le fonti registrano altri atti religiosi. Una lapide ricorda che le messe celebrate agli altari della chiesa di San Francesco per il Pontefice, il cardinale protettore e i frati defunti godono dell'indulto di altare privilegiato per il Breve di Benedetto XIII del 31 gennaio 1725 (Ad quaerendas urbis inscriptiones). Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) scrive che il 25 dicembre 1725 Francesco Paolo Romanelli donò ai Carmelitani la sua masseria di 23 tomoli in Acquarulo, riservandosi l'usufrutto in vita. Nel 1727, secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34), i Carmelitani abbatterono l'antica chiesa extra moenia di Santa Maria della Misericordia per costruire la nuova chiesa conventuale rococò.[72][73][74]

Il 29 ottobre 1725 il caporale del duca di Martina, Benedetto Fortuna, cadde in un agguato teso da oltre cento uomini armati; l'episodio accelerò la conclusione della vertenza tra il duca di Martina e il conte di Conversano. Il decreto del commissario Matteo de Ferrante del 4 giugno 1726 ordinò la dissoluzione delle comunità fra dieci università contermini e la divisione di Poltri: due terzi al duca di Martina, un terzo con il Lago di Traversa al conte di Conversano e al demanio di Noci. Il 30 dicembre 1739 fu stipulato a Napoli l'istrumento di divisione e acquisizione di parte del territorio di Mottola a favore di Noci; fra i contraenti, nel frontespizio dell'edizione 1798, figura il duca di Martina.[75][76][77]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21) scrive che per i confini della bagliva del duca di Martina esiste una sola fonte documentaria, la platea ducale del 1728. Secondo Ad quaerendas urbis inscriptiones, una lapide del Palazzo ducale ricorda invece che l'abate Tommaso Caracciolo ordinò di costruire quella casa a proprie spese nel 1733.[78][79]

Un pittore trasferitosi da Gravina a Martina Franca in cerca di lavoro vi si stabilì e sposò Maria Serra il 22 novembre 1729; si aggregò alla confraternita dell'Immacolata nel 1735. Diverse masserie conservano date degli anni Trenta: una campana del 1733 a masseria Luco, il portale del 1734 a masseria Mongelli Carosito, il fabbricato del 1734 di masseria Masella unito a una chiesetta barocca. Nel 1739 un'iscrizione sopra la porta della masseria Pizzo Mammarella indica il committente, il canonico Giuseppe Maria Caroli, l'anno e il pittore Bonaventura Fighera, gravinese, di cui sono le uniche opere note.[80][81][82][83][84]

Secondo Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), il matrimonio fra Giovanni Antonio Desiati e Antonia Anna Volpe richiese il regio assenso, rilasciato dal Sacro Regio Consiglio il 15 gennaio 1731 per l'intervento della madre della sposa, Laura Lasorte; risolti i problemi, con nuova procura del 24 marzo da Napoli, i capitoli matrimoniali furono firmati a Martina il 29 marzo 1731. Nel 1742, sempre secondo Bello, Desiati compilò la Platea dei beni di famiglia, con aggiunte fino al 1871, e nel 1743 fece fondere una campana con iscrizione che lo ricorda come utriusque iuris doctor. Due grandi tele a olio con lo stemma dei Desiati furono dipinte nel 1741 da Pietro Cataldo Mauro nell'ex chiesa dei Cappuccini.[85][86][87][88][89]

Il notaio Domenico Angelini fu sindaco nell'anno amministrativo 1738-39, alla vigilia dell'estromissione dei ducalisti dalla gestione del Comune. Nel 1740, dopo un lungo contenzioso giudiziario, l'Università fu sottratta alle ingerenze del feudatario e fu eretta un'amministrazione di universalisti sotto la vigilanza del commissario regio Carlo Gaeta; risulta poi eletto sindaco Flavio Leone. Il 4 agosto 1740 scoppiò un tumulto dopo il mancato arresto dell'arciprete Isidoro Chirulli, ordinato dall'arcivescovo di Taranto: diciassette sacerdoti martinesi, fra cui Angelo Michele Desiati, furono processati e scomunicati come sobillatori. Nel 1744 Domenico Desiati senior fu tra i decurioni eletti e poi cassati da un colpo di mano dei ducalisti.[90][91][92][93]

Negli anni cruciali 1740-1744 i fratelli Francesco e Giovanni Antonio Blasi furono protagonisti della svolta politica antiducale della nuova università di Martina. Nel 1740 gli amministratori dell'Università nominarono priore dell'Ospedale di Martina il medico Francesco Paolo Motolese. Nel 1741 Martino Innico Caracciolo dei duchi di Martina, nunzio in Spagna e arcivescovo di Calcedonia, fu ascritto tra gli accademici d'Arcadia. Nel 1747 il duca Francesco Caracciolo si rivolse al Re denunciando che i naturali della terra cercavano di inquietarlo.[94][95][96][97]

Nel 1742 vi fu una controversia tra l'Università e Rocco Goffredo e altri della terra di Martina, i cui beni erano stati indebitamente compresi nel catasto di Ostuni. Il 28 aprile 1751 tre ostunesi attestarono davanti al notaio Baldari che il barone Blasi di Martina, indebitato con il Regio Fisco, voleva vendere la masseria Santo Polo; la vendita andò poi a Lonardantonio Casavola di Martina. Nel 1753 la Confraternita della Natività e Dolori acquistò vignali alle Morelle. Il 9 aprile 1760 il Capitolo concesse la fovea a Tommaso de Serio, in enfiteusi, con atto del notaio Michelangelo Cappellaro. Nel 1766 l'Abbazia di Crispiano concesse in enfiteusi Pretebasile al martinese Giovanni Baratto, che poco dopo lo cedette al canonico martinese Arcangelo Valente, il quale vi edificò le masserie Valente.[98][99][100][101][102]

Il terremoto del 1743 portò alla decisione di ricostruire la chiesa di San Martino in forma rococò. L'arciprete Isidoro Chirulli pose la prima pietra dell'attuale tempio il 5 maggio 1747. Le reliquie di Santa Comasia furono traslate il 5 novembre 1764 nell'altare di pietra eretto nello stesso anno. Nel 1768 il Capitolo abbatté la cuspide e l'ultimo piano del campanile, danneggiati da terremoti e fulmini. Dopo quasi trent'anni di lavori la nuova fabbrica fu consacrata il 22 ottobre 1775 da Francesco Saverio Stabile. Nel 1745 ebbe inizio anche la costruzione della chiesa barocca di San Domenico, sull'area di una chiesa medievale di San Pietro Martire demolita da un terremoto; nella chiesa si trova la tela della Madonna del Rosario di Carella, firmata e datata 1776.[103][104][105][106][107][108][109]

Nel 1745 monsignor Spinelli, arcivescovo di Napoli dal 1735 e già cardinale, venne a Martina, reduce dalla visita alle sue tenute di Sant'Angelo de Grecis. Nel 1749 a masseria Casavola un altare rococò fu voluto da Nicola Casavola, con un altorilievo dell'Ecce homo. Gli altari intarsiati della chiesa dei Cappuccini sono realizzati intorno al 1750, come indica la data intarsiata sulla balaustra del coretto. Il 10 giugno 1750, con atto del notaio Serra, il sacerdote Martino Antonio Marinosci dichiarò di voler erigere una cappella nella sua masseria in contrada Trito e la dotò con i frutti di una vigna per tre messe annuali estive. Una tela con il cieco Belisario, firmata «Carella imitavit» e datata 1750, è tra i primi lavori noti del pittore.[110][111][112][113][114]

Secondo Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), il 20 marzo 1748, dopo il trasferimento a Taranto del barone di Statte Francesco Blasi, Giovanni Antonio Desiati lo sostituì nella commissione per il catasto onciario e divenne avvocato dell'Università nella causa contro il duca Francesco II; tornò così a essere uno dei riferimenti politici della fazione universalista. Nel 1751 dovette difendere a Lecce l'elezione a sindaco di Angelo Magli, nella cui amministrazione (1751-52) il fratellastro Domenico Desiati senior era camerlengo. Il 9 maggio 1752 Giovanni Antonio Desiati, capo degli universalisti, fu sepolto nella tomba di famiglia nella chiesa dei Cappuccini, cinque mesi prima della morte del duca Francesco II Caracciolo.[115][116][117][118]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni 2007 n. 30) ricorda che il conte palatino Pietro Antonio Barnaba, nato il 3 ottobre 1664, morì ottantacinquenne a Napoli il 22 dicembre 1749. Il millesimo 1750, sotto lo stemma comitale, sul portale di Masseria Monte Tre Carlini prova che Francesco Barnaba si impossessò subito della masseria, prima dell'esito del piato. Nel 1754 i giudici napoletani ritennero valido il testamento del conte e gli eredi designati giunsero a transazione sulla divisione dei beni. Nel 1751 i quattro germani Motolese fondarono un legato di messe sulla masseria, nominando erede il nipote Pietro Paolo Basile; nel 1759 stabilirono che le messe si celebrassero in qualsiasi chiesa e che il bene andasse al Convento di San Domenico di Martina se il nipote fosse morto senza eredi.[119][120][121][122][123]

Una lapide ricorda che l'altare del Santissimo Crocifisso in San Francesco ebbe nel 1751 un privilegio quotidiano, perpetuo e libero per i defunti, in forza di un Breve papale del 4 ottobre 1751, confermato dal ministro generale dei Conventuali il 9 marzo 1753. Nel 1754 Francesco Saverio Stabile, canonico della Collegiata di San Martino, divenne vescovo di Venafro. Nel 1757 una grande tempera datata ricorda l'impianto della chiesa di masseria La Lamiola. Il messale romano della chiesa di masseria Trazzonara fu stampato a Napoli nel 1758.[124][125][126][127]

Nel 1752, secondo Bello (Riflessioni 2009 n. 32), fu stampato il secondo tomo della Istoria cronologica del Chirulli, per la quale il medico e poeta Francesco Paolo Motolese compose un sonetto in lode dell'arciprete. L'8 ottobre 1759 lo stesso Motolese firmò a Martina la dedica delle «Varie composizioni poetiche» a Stefanina Pignatelli, contessa di Buccino, elogiando i Caracciolo duchi di Martina, «invitti in pace, e in guerra» (F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759).[128][129]

Con decreto del 15 gennaio 1753 Petracone VI Caracciolo divenne decimo duca di Martina; il suo fedecommesso comprendeva Martina, Locorotondo, San Basilio, Buccino, Cosentino, Gugliano e Guglianello e la masseria dei Monti. Secondo il catasto onciario del 1753, riportato da Michele Pizzigallo, Martina contava 8.966 anime, di cui 715 massari e addetti al bestiame. Secondo Giovanni Liuzzi, lo stesso catasto è l'unica fonte utile per conoscere, sia pure per difetto, il patrimonio zootecnico di Martina a metà del Settecento: al primo posto per numero vi erano ovini e caprini, 28.961 capi. Il 7 marzo 1756, a Napoli, la Scrittura IV difese i creditori e legatari del fu duca Francesco Caracciolo e i creditori dell'allora duca Petracone.[130][131][132][133]

Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), Pietro Cataldo Mauro lavorò a Martina in più occasioni. Nel 1753 Nicola Casavola gli affidò la decorazione a tempera della chiesa della masseria Casavola, con una Assunzione firmata e datata sulla parete di fondo. Tra il 1760 e il 1765 eseguì la pala della Vergine del Carmelo per il Carmine di Martina, poi copiata in formato ridotto per la chiesa di San Paolo. Nel 1775 firmò come De Mauro l'intero ciclo a tempera della masseria Gnignero. Giovanni Liuzzi («Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 35, 2012) attribuisce a Mauro, di Francavilla e naturalizzato martinese, il dipinto di San Cataldo con i santi Francesco da Paola e Amalia, datato 1756, nella chiesa di San Cataldo della Padula.[134][135][136][137]

Nel settembre 1756 il notaio Domenico Angelini, sindaco ad interim di Martina, fu costretto a dimettersi per lotte interne alla fazione degli universalisti che lo aveva eletto. La confraternita dell'Immacolata degli Artigiani ebbe il regio assenso il 30 gennaio 1760, prima degli altri pii sodalizi di Martina, e il Reale Dispaccio del 13 giugno 1778 le riconobbe il diritto assoluto di precedenza nelle pubbliche processioni. Sulla Porta di Santo Stefano un cartiglio reca la scritta «Aere publico, A.D. 1764», cioè «con il denaro pubblico». Nel febbraio 1765 la Regia Giunta pubblicò un Laudum nella causa del duca di Martina. Secondo l'Anonimo, cronista martinese, nell'anno amministrativo 1768-69 l'Università di Martina ebbe ragione sulle pretese del duca di Ceglie, che voleva impedire ai martinesi l'antico possesso di far pascolare animali nel territorio di Ceglie.[138][139][140][141][142][143]

Sempre secondo Bello (Riflessioni 2009 n. 32), intorno al 1763 la rivalità tra Giovanni Lorenzo Desiati, rientrato da Napoli, e lo zio Domenico senior diede origine alla rottura clamorosa del partito universalista. Domenico Desiati senior era stato camerlengo nel 1751-52 e fu sindaco nel 1758-59; nell'anno del suo primo sindacato fece deliberare l'abbattimento e la ricostruzione del Palazzo dell'Università. Nella tornata 1766-67 i contrasti tra zio e nipote si riaccesero per l'elezione a sindaco di Giuseppe Ruggieri. Liuzzi (Riflessioni 2009 n. 32) aggiunge che nel settembre 1756 il notaio Domenico Angelini, sindaco ad interim, dovette dimettersi per lotte interne agli universalisti che pure lo avevano eletto.[144][145][146][147]

Per Giovanni Liuzzi (Riflessioni 1995 n. 18 e 2007 n. 30), nel 1759 i frati Conventuali acquistarono parte della masseria Sant'Elia. Il 5 agosto 1759 gli eredi degli Angelini detti La Volza vendettero la masseria ai Domenicani di Martina per 1.713 ducati e 33 grana. Il 7 maggio 1762 i Conventuali cedettero la masseria Cacciagualano a Nicola Casavola per 821 ducati, 98 grani e 10 cavalli, con atto del notaio Francesco Paolo Chiara. Il 18 febbraio 1769 Martino Romanelli cedette la masseria Romanelli al Convento di Santa Maria del Carmine, rappresentato dal priore Michele Maria Marinosci.[148][149][150][151]

Dal 1759 al 1768, secondo i conti del cassiere Filippo d'Errico, il duca Petracone VI spendeva ogni anno 3 ducati e 17 grana per la festa della Madonna d'Itria nella masseria Blasi, con i Cappuccini. Nel 1771, alla morte di Petracone VI, il figlio Francesco III Caracciolo, marito di Stefania Pignatelli, divenne duca di Martina. Francesco III Caracciolo fece realizzare l'ala orientale del Palazzo Ducale, e un cartiglio sulla balconata laterale ricorda la data 1773.[152][153][154]

Nel 1761 un'iscrizione in sagrestia ricorda l'arciconfraternita della Madonna del Monte Carmelo sotto la reale protezione. Il 27 giugno 1761 lo statuto dell'Arciconfraternita ottenne il Regio Assenso di Ferdinando IV di Borbone. Nel 1770 il dottor di leggi Ettore Blasi fu salvato da un cinghiale inferocito nei boschi di Comiteo per intercessione della Vergine del Carmelo e lasciò un quadro ex voto nella chiesa del Carmine di Martina. Nel 1772 fra Piertommaso Martucci, priore dei Carmelitani di Martina, chiese di erigere una cappella nella masseria San Simone; la cappella della masseria Carmine fu realizzata nel 1773.[155][156][157][158]

Le fonti sulle masserie ricordano alcuni millesimi settecenteschi. Nel volume Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, 2004) compaiono il portale rococò di Masseria Palesi con millesimo 1764, il cartiglio 'Qui non si gode asilo' di Masseria Fanelli (1782), il portalino di Masseria Lanzo (1784) e il cartiglio di Masseria Pilozzo con millesimo 1784, dove la chiesa fu costruita in pieno rococò locale. Per Lanzo e Fanelli il testo richiama il concordato del 1741 sui luoghi di culto privati. Nello stesso volume si legge che nel 1773 Pietro Simeone fece erigere l'altare maggiore della Collegiata di San Martino.[159][160][161][162][163]

Nel 1776 Domenico Carella eseguì i grandi affreschi della Galleria del Palazzo Ducale di Martina, tra cui una scena arcadica con il presunto ritratto del duca Francesco III e della duchessa Stefanina Pignatelli. Il 25 aprile 1780 morì don Pietro Simeone, che dotava fanciulle, aiutava poveri e infermi e restaurava chiese e altari. Il 22 ottobre 1785 Francesco Saverio Stabile, vescovo di Venafro, consacrò il tempio di San Martino, costruito dalle fondamenta per devozione del Capitolo e dei cittadini. Nel 1786 nacque a Martina Franca il medico e botanico Martino Marinosci, la cui Flora Salentina fu pubblicata postuma nel 1870.[164][165][166][167]

Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004, nel 1782 la casa padronale della Masseria Colucci ospitava una vera cappella, e la chiesa è al primo piano. Nel 1787 la Masseria Pompeo era ancora proprietà della Casa ducale; nel 1822 apparteneva ai Piccinni di Martina, che la tennero fino a fine Ottocento. Nel 1788 il portale rococò della Masseria Pizza Rossa ricorda con un'epigrafe Franciscus Paulus Cristofaro, proprietario settecentesco. Alla Masseria Cuoco la chiesa sorge subito dopo una stalla costruita nel 1791.[168][169][170][171]

Nel 1785, secondo Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09), il pittore firmò e datò gli affreschi dei ventagli del cupolino nel cappellone del Santissimo della chiesa parrocchiale di San Martino, con i quattro Evangelisti. Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23), segnala sulla parete destra della chiesa affreschi del pittore martinese Carella, datati 1791. Mimmo Mongelli, Fondazione Terra d'Otranto, «Una tela di Domenico Antonio Carella nella chiesa del Purgatorio a Putignano» (2022-11-11), riporta una tela di Putignano firmata e datata 1795; secondo l'articolo, Carella si ritirò a Martina e vi morì decorando il Palazzo Ducale.[172][173][174]

Un'iscrizione del Cappellone, secondo Ad quaerendas urbis inscriptiones, dice che la cappella del Santissimo Sacramento fu demolita e ricostruita in forma più elegante nel 1786. Dal 17 novembre 1792, secondo Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23), viene concessa l'indulgenza plenaria a chi visita la chiesetta di Cristo alla grotta e recita preghiere in date stabilite; la concessione richiama molti pellegrini.[175][176]

Nel 1787, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni 2008 n. 31), il Governo del Regno di Napoli avviò un'indagine statistica in tutti i comuni e impose la redazione della Mappa, destinata ad accertare l'estensione dei demani al fine di liberalizzarli e preparare l'editto del 1792. A Martina essa portò alla Mappa topografica del territorio, compilata nel giugno-luglio 1787. La Relazione dell'Università al re porta la data del 27 luglio 1787 ed è sottoscritta dai deputati ecclesiastici Giacomo Grassi e Arcangiolo Valente, dai deputati civili Teodoro Martucci e Domenico Deseati e dal perito Tommaso Lucarella. Giuseppe Cito certificò che la sera del 3 agosto 1787, per ordine del sindaco Francesco Antonio Ruggieri, fu posto nella pubblica balice un plico diretto al Supremo Tribunale delle Finanze con la mappa e la relazione. Un documento del 1787 con questo titolo indica 32.000 capi di bestiame minuto, un aumento rispetto all'onciario (Liuzzi, Riflessioni 2015 n. 38).[177][178][179][180][181]

Una nota in Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32 (Giovanni LIUZZI, Il territorio nel Cinquecento - VI parte) cita la Mappa Topografica di Martina del 1787 in relazione alla secolare questione dei demani. Agli inizi di aprile del 1789, secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2002 n. 25 (Italo PALASCIANO), mons. Capecelatro, diretto a Taranto, partì da Napoli con il conte de Salis; giunsero a San Basilio, dove li attendeva il duca Francesco III Caracciolo con la madre Isabella d'Avalos. Nel 1790, secondo Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Uno scrigno di preziose informazioni: l'Archivio Caracciolo – de' Sangro di Martina Franca» (2010-10-05), l'archivista Giuseppe Petter ordinò la documentazione della Casa ducale di Martina; fu il primo di vari riordini delle carte Caracciolo-de' Sangro, oggi in biblioteca.[182][183][184]

Secondo Martino Marinosci («Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989), un real editto del 1792 prescriveva la censuazione dei demani universali e l'affrancazione della servitù di pascolo. Secondo Giovanni Liuzzi («Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 31, 2008), l'esemplare originale della Mappa topografica conservato negli atti dell'Università di Martina fu probabilmente distrutto nell'incendio dell'Archivio Comunale, avvenuto durante il tumulto del 26 settembre 1798.[185][186]

Il 23 febbraio 1792 il Governo napoletano promulgò un editto per abrogare i diritti d'uso collettivo sulle terre demaniali e imporre un canone annuo a favore delle università; secondo Liuzzi (Riflessioni 2008 n. 31) la Mappa del 1787 era servita a prepararlo. Sempre Liuzzi (Riflessioni 1995 n. 18) scrive che in virtù del regio editto del 1792 le terre demaniali dei Conventuali furono recintate e sottratte al diritto civico di pascolo, mediante transazione con l'Università di Martina. Secondo lo storico martinese Michele Pizzigallo, citato nello stesso numero 31, la legge agraria del 1792 non fu applicata a Martina, e il ceto dei civili ne approfittò per impadronirsi delle terre demaniali recintandole senza pagare censi.[187][188][189]

Negli ultimi anni del Settecento diverse masserie del territorio portano date precise. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18), nel 1793 fu murata sul portale d'ingresso della casa di masseria Sant'Elia l'arma dei Conventuali; anche Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) ricorda sul portale lo stemma dell'Ordine e la data 1793. Nel 1796, sempre secondo il volume del CRSEC TA/51, la grande pala sopra l'altare della masseria Grassi, una tempera di Francesco Carella, reca firma e anno. Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12 indica che la chiesetta barocca della masseria Masella fu costruita nel 1796, con pitture della scuola di Domenico Carella, mentre il fabbricato della masseria è datato 1734. Il CRSEC TA/51 aggiunge che a masseria Fanelli palmento e locali della vigna furono costruiti tra il 1797 e il 1800, e che a masseria Colucci un portalino tardo barocco reca il millesimo 1798.[190][191][192][193][194][195]

Nel 1795 la casa ducale affittò una masseria. Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12 riferisce che il 22 agosto 1795, presso la Regia Corte della Bagliva di Lecce, fu stipulato l'affitto della masseria e difensa del Tamburello (scritta anche Tamborrello) tra l'erario ducale Giandomenico Barnaba di Martina e il conduttore martinese Francesco Fedele; il contratto vale sei anni dal 15 agosto 1795 e il duca è Petracone Caracciolo, settimo di questo nome. Secondo Italo Palasciano (Riflessioni – Umanesimo della Pietra, n. 4, 1981), che cita un conto dell'archivio ducale, dal 1° settembre 1795 al 31 ottobre 1796 gli introiti del duca furono di 17.707 ducati, di cui 1.070 dai bufali, 191 dalle giumente, 1.458 dalle vacche, 1.154 dalle capre e 1.859 dalle pecore. Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) indica Placido Caracciolo come ultimo signore feudale di Martina e di Locorotondo, con date 1796-1806.[196][197][198][199]

Nel 1798 si pose la questione dei demani. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31), il marchese Nicola Vivenzio giunse in città, riconobbe quasi tutto il territorio posseduto dai cittadini come demaniale aperto e con ordinanze del 14 luglio e del 4 agosto 1798 dispose di procedere all'affrancazione. Martino Marinosci (Riflessioni – Umanesimo della Pietra, n. 12, 1989) descrive le stesse ordinanze come l'affrancazione della servitù di pascolo dei terreni appadronati, con possibilità di chiuderli purché si lasciasse libera la quinta parte. Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3 ricorda che nel 1798 fu imposta la cessione del quinto delle terre universali a favore dei poveri, ma i galantuomini non cedettero nulla, e che vi fu analogo rifiuto nel 1801 su nuovo ordine del re, sollecitato da sollevazioni popolari. Per Liuzzi le operazioni di affrancazione non furono mai avviate a causa del tumulto popolare del 26 settembre 1798 e della successiva esperienza rivoluzionaria del 1799.[200][201][202][203]

Nel 1799 a Martina, secondo il registro dei «rei di Stato» compilato dal marchese della Valva, una parte della popolazione aderì alla Repubblica: si piantò l'albero, si «democratizzò» il paese e si formò una municipalità. Vacca indica tra i capi più autorevoli Giacinto Martucci, Vito Antonio Scatigna e Francesco Saverio Casavola. Il 14 marzo 1799 Nicola Mignozza di Mottola portò a Martina tre proclami e fu arrestato dagli ufficiali della municipalità rivoluzionaria. Francesco Semeraro (1750-1804), arciprete, seppe interpretare e placare le presunte istanze giacobine dei martinesi.[204][205][206]

Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), il 16 marzo 1799 circa millecinquecento armati delle truppe regie, comandati da De Cesare, si concentrarono a Masseria Maggi e, dopo aver razziato le masserie vicine, il giorno seguente irruppero a Martina, fedele alla Repubblica. Lo stesso volume afferma che Martina, aderente alla Repubblica, fu saccheggiata dalle truppe legittimiste. Un articolo di Rinascenza Salentina del 1939 narra di un Giuseppe Capodieci di Latiano tra le orde dei Corsi che saccheggiarono Martina nel 1799: entrato per primo in una casa, risparmiò la famiglia. Secondo Archivio Storico Pugliese (1983), tra rivoluzione e reazione, giacobini e sanfedisti, l'arcivescovo di Taranto si destreggiò tra Taranto, Martina e Napoli.[207][208][209][210]

Il 1799 vide a Martina l'esperienza repubblicana. Secondo Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32), Giovanni Antonio e Ambrogio Desiati aderirono alla Repubblica e furono eletti componenti del governo locale l'11 febbraio 1799; il 24 febbraio Angelo Martino Desiati, repubblicano, partecipò all'azione con cui fu sgominata una banda di briganti a Masseria San Domenico, oggi in agro di Crispiano. Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35) ricorda che nel 1799 il frate Raffaele Tagliente, padre maestro dei Conventuali di Martina, fu avversario dei repubblicani locali.[211][212][213]

Nel marzo 1799 Martina subì assedio e sacco. Rinascenza Salentina 1933 (Emeroteca della Provincia di Brindisi) parla di una città che resiste a lungo alla repubblica e, dopo un assedio cruento, subisce un saccheggio da orde capeggiate da avventurieri corsi. Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4 racconta che i martinesi costruirono un cannone di legno che esplose, e ne ritirarono uno vero dalla torre di San Leonardo (ora Torre di Pilone). Secondo Angelo Pais (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3), durante l'assedio sanfedista la masseria Posillipo fu occupata dagli assalitori, che vi piazzarono bocche da fuoco. La data del sacco è il 17 marzo 1799: lo dicono i documenti dell'Archivio di Stato di Taranto («Siam liberi in fine…», 1999), che citano la testimonianza resa il 6 giugno 1799 davanti al notaio Chirulli da Michele e Francesco Casavola, secondo cui il notaio Donato Antonio Chiara aveva patito il sacco nella sua casa, e un atto del 10 maggio 1800 su dodici animali provenienti dal saccheggio delle campagne martinesi messi in vendita a Taranto da un tenente dei Cacciatori. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) la città fu saccheggiata dalle milizie realiste e da predatori non in uniforme, e il 18 marzo gli ufficiali corsi ordinarono l'arresto di esponenti della breve stagione repubblicana. Per Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) il 17 marzo Angelo Martino Desiati fu ucciso da un'archibugiata mentre cercava di arginare l'irruzione delle forze legittimiste, e il fratello Arcangelo uccise l'agente del duca Michele Gorza, che aveva fatto entrare gli invasori da un ingresso secondario del Palazzo Ducale.[214][215][216][217][218][219]

Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4, nel marzo 1799 Martina subì l'assedio e poi il sacco delle orde; il passo ricorda anche un cannone di legno esploso contro gli assedianti. Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32 (Angelo Carmelo BELLO), il 17 marzo Angelo Martino Desiati, protagonista dell'esperienza repubblicana del 1799, morì colpito da un'archibugiata mentre cercava di arginare l'irruzione in città delle forze legittimiste. Il fratello Arcangelo ne vendicò la morte uccidendo l'agente del duca Michele Gorza, che aveva fatto entrare gli invasori da un ingresso secondario del Palazzo Ducale.[220][221]

Dopo il sacco, secondo gli Studi Salentini 1988 (Emeroteca della Provincia di Brindisi), che rimandano a Filomena, l'8 aprile 1799 a Martina Franca l'albero della libertà fu ripiantato. Il 20 aprile, secondo l'atto del notaio Eustachio Santoro edito in «Siam liberi in fine…» (Archivio di Stato di Taranto, 1999), saputo dell'arrivo a Taranto delle truppe di Ferdinando IV, la popolazione, il Capitolo e il clero regolare, riuniti sul cimitero della chiesa matrice di San Martino, decisero di eleggere una deputazione che dichiarasse l'ubbidienza di Martina al sovrano, nonostante le miserevoli condizioni economiche dei cittadini. Lo stesso volume riporta un atto del notaio Gaetano Dionisio Greco: il 24 maggio 1799 alcuni martinesi attestano che a Taranto fu loro vietato l'accesso perché ritenuti giacobini, e che lo stesso era accaduto in aprile ad altri, accusati tutti di essere giacobini e repubblicani.[222][223][224]

Il 16 gennaio 1800 il sacerdote Giacomo Varrone, canonico di Martina, depose a Taranto nelle «cause di Stato» sulla permanenza a Martina dell'arcivescovo Giuseppe Capecelatro quando fu piantato l'albero della libertà (documenti dell'Archivio di Stato di Taranto, «Siam liberi in fine…», 1999, n. 108). Disse di non sapere se il prelato avesse predicato contro il sovrano, di aver solo sentito che parlò al popolo di «Religione e coraggio», e che quelle parole, secondo lui, si riferivano alla difesa dei cittadini contro i soldati in massa che da Taranto e da Fasano correvano ad invadere Martina.[225]

Il 29 gennaio 1800, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18), dopo il regio editto del 1792 i frati Conventuali liberarono il terreno ex demaniale di Notarianno dal diritto civico di pascolo con una transazione con l'Università di Martina, e si impegnarono a versarle un tributo annuo di 4 ducati e 80 grani ogni 15 agosto.[226]

  1. 1701 — Nel 1701 Nunzio La Domita fonda la cappella di masseria Nunzio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Onofrio CAPURSO EMERGENZE DEL TERRITORIO - Lettura storico-architettonica della Masseria Nunzio di Martina, PDF p. 58 · originale
  2. 1701 — Nel 1701 la causa di Noci contro il duca di Martina; nocesi devastano il bosco di Poltri. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 11 del PDF · originale
  3. 1703 — Il Sacro Regio Consiglio invia una commissione per i confini fra Noci, Mottola e Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2002 n. 25: Italo PALASCIANO IL TERRITORIO NELLE IMPRESSIONI DEI FORESTIERI - Viaggiatori nella Murgia dei Trulli fra Cinquecento e Ottocento, p. 45 del PDF · originale
  4. 1701 — Masseria Nunzio: Nunzio La Domita erige la cappella dell'Assunta. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 153 del PDF
  5. 1706 — Masseria Palazzo: dipinto firmato da Hieronymus De Iesu nel 1706. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 157 del PDF
  6. 1708 — Masseria Mangiato: Vito Antonio Blasi costruisce la nuova chiesa addossata a quella del 1559. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF
  7. 1709 — Masseria Monaci: ciclo pittorico del clericus Generosus Cabballus bituntinus. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 145 del PDF
  8. 1702 — Masseria Carrucola: prima edizione delle tempere della chiesa. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 30 del PDF
  9. 23 aprile 1702 — 23 aprile 1702: primo uso noto del toponimo 'Valle d'Idria' in un atto notarile. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 40 del PDF · originale
  10. 21 gennaio 1704 — I coniugi Merlini vendono Masseria Le Piazze ai Carmelitani con patto di riscatto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 62 del PDF · originale
  11. 6 gennaio 1704 – 25 ottobre 1752 — Il ducato di Francesco II Caracciolo (6 gennaio 1704 - 25 ottobre 1752). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97 · originale
  12. 1712 — Istituita la Conservatoria della Misericordia, voluta dalla duchessa Aurelia Imperiali. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2: Giuseppe CAROLI DIBATTITO - Masserie: un problema di recupero alla scala territoriale, p. 7 del PDF · originale
  13. 1773 — Assenso regio al Conservatorio di Santa Maria della Misericordia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2: Bianca D'AMORE DOCUMENTO - ECONOMIA SOCIALE - Il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia [a Martina Franca], PDF p. 47 · originale
  14. 1747 — Nel 1747 si raccoglie grano nelle masserie per la fabbrica della nuova chiesa di San Martino. Fonte: Redazione Umanesimo della Pietra, Stupendi miracoli di san Martino a beneficio dei massari di Martina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 20, 1997, PDF p. 238 · originale
  15. 1749 — Isidoro Chirulli pubblica la Istoria cronologica della Franca Martina (1749-1752). Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1969 (1969), p. 147 del PDF · originale
  16. 1706 — Nel 1706 è fondata la Confraternita di Sant'Antonio da Padova. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 18 del PDF · originale
  17. 1707 — Lapide del 1707 per la nobildonna Marsilia Fullona. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 56 del PDF
  18. 23 agosto 1725 — 23 agosto 1725: morte di Marsilia Fullone, benefattrice dei Conventuali. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 32 del PDF · originale
  19. 1714 — Marsilia Fullone dona ai Conventuali di Martina la masseria di Notarianno. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 51 del PDF
  20. 1708 — Sepoltura di Lupolo Volpe nel 1708 nella chiesa dei Cappuccini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 89 del PDF · originale
  21. 4 novembre 1708 — Apertura del testamento di Lupolo Volpe: nullo per mancanza di firma (4 novembre 1708). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 90 del PDF · originale
  22. 5 novembre 1712 — 5 novembre 1712: i fratelli Volpe accettano il testamento paterno davanti al notaio Angelini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 90 del PDF · originale
  23. 16 aprile 1729 — Morte del primicerio Vito Antonio Domenico Volpe; il testamento è scritto dall'arciprete Chirulli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 91 del PDF · originale
  24. 1708 — Nel 1708 Vito Antonio Blasi fa ampliare la cappella di masseria Mangiato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 49 · originale
  25. 1708 — Altare di San Michele Arcangelo nella Chiesa dei Paolotti (1708). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 29 · originale
  26. 1708 — Generoso Cavallo lavora a Martina fra il 1708 e il 1726. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 144 del PDF · originale
  27. 1709 — Dipinti della chiesa di Masseria Monaci di Generoso Cavallo da Bitonto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 144 del PDF · originale
  28. 1709 — Tempere del 1709 nella cappella di masseria Fascillo e opere coeve di Generoso Cavallo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 42 del PDF · originale
  29. 18 giugno 1708 — Vito Antonio Montanaro acquista la masseria già del Capitolo di Locorotondo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 15 del PDF · originale
  30. 15 aprile 1711 — Masseria Pizzo Mammarella: possesso del canonico Giovanni Battista Caroli nel 1711. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 174 del PDF
  31. 15 aprile 1711 — Masseria Trazzonara nella platea di Taranto: territorio di Martino Tagliente. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 204 del PDF
  32. 6 dicembre 1715 — I Domenicani di Monopoli ottengono la licenza di concedere in enfiteusi le terre presso Malvisco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 70 del PDF · originale
  33. 1709 — Pietro Antonio Barnaba insignito a Vienna del titolo di conte palatino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF · originale
  34. 1718 — Il conte Pietro Antonio Barnaba fa edificare un palazzo presso San Vito dei Greci. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF · originale
  35. 10 dicembre 1716 — Concessione del titolo di marchese di Reinzano a Tommaso Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF · originale
  36. 1724 — Altare di San Giuseppe nella nuova chiesa di San Francesco, voluto dal conte Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF · originale
  37. 1726 — Composizione dell'opuscolo anonimo "Brevi notizie di Martina". Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF · originale
  38. 1710 — Nel 1710 donazione di Maria Antonia Nigri alla Cappella del Santissimo Sacramento. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 47 del PDF · originale
  39. 17 maggio 1739 — 17 maggio 1739: testamento del sacerdote Francesco Domenico Caroli a favore del Capitolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 46 del PDF · originale
  40. 25 ottobre 1717 — 25 ottobre 1717: Lorenzo da Martina (casa Romanelli) eletto provinciale dei Cappuccini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 43 del PDF · originale
  41. 1742 — Rivela del 1742 dei beni del duca di Martina: masseria di 180 tomola a Monte del Forno. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF · originale
  42. 15 aprile 1711 — Platea dei beni della Mensa arcivescovile di Taranto: masserie di Carabotta. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 55 del PDF
  43. 15 aprile 1711 — Masseria Fascillo (Cupina) in possesso di Giovanni Lorenzo Galeone nella platea del 1711. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 75 del PDF
  44. 15 aprile 1711 — Masseria Manampola: platea della Mensa di Taranto, possesso delle Agostiniane di Santa Maria della Purità. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 126 del PDF
  45. 15 aprile 1711 — Masseria Peppuccio (San Giorgio) in enfiteusi a Giovanni Giacomo Angelini nel 1711. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF
  46. 1712 — Nel 1712 il territorio di Martina resta esente dall'epidemia del bestiame vaccino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: REDAZIONALE ANNO MARTINIANO - Stupendi miracoli di san Martino a beneficio dei massari di Martina, PDF p. 237 · originale
  47. 1718 — Piogge di sette giorni nel 1718 e culto di S. Comasia per invocare la pioggia. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 167 del PDF · originale
  48. 29 giugno 1713 — Dichiarazione del 29 giugno 1713: il martinese Giuseppe Agrusta dimora da trentadue anni nell'Abbazia di Crispiano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 111 del PDF · originale
  49. 1713 — Nasce l’Arciconfraternita del Carmine. Fonte: Comune di Martina Franca, «Chiesa dell'Annunziata sede dell'Arciconfraternita del Carmine» · originale
  50. circa 1713 — L'arcivescovo Stella dispone l'ampliamento della chiesa di San Michele. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi MONGIELLO - Giovanni MONGIELLO BIOPSIA DEL TERRITORIO - La religiosità nel parlato architettonico della Murgia dei Trulli, p. 20 del PDF · originale
  51. febbraio 1717 — Febbraio 1717: il procuratore del duca si oppone alla Sommaria al pagamento dell'allistamento. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 38 del PDF · originale
  52. 29 ottobre 1725 — 29 ottobre 1725: grave incidente a Traversa tra gli uomini del duca di Martina e quelli di Noci. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF · originale
  53. 5 maggio 1726 — Fede giurata del 5 maggio 1726 del sindaco di Martina sulle ingerenze del conte di Conversano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 86 del PDF · originale
  54. 9 giugno 1718 — I Conventuali permutano la masseria di Santo Elia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 94 · originale
  55. 9 giugno 1718 — I Conventuali permutano Sant'Elia con terreni di Donato Antonio Angelini. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
  56. 1727 — Costruzione della chiesa di Masseria Sant'Elia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 96 · originale
  57. 1727 — Demolizione dell'antica chiesa di Sant'Elia e costruzione di una nuova. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
  58. 13 settembre 1759 — I Conventuali raddoppiano Sant'Elia acquistando 29 tomoli dal Capitolo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
  59. 1720 — Nel 1720 Leonardo Antonio Olivieri dipinge la tela per l'oratorio dell'Arciconfraternita del Carmine. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: REDAZIONALE UdP INIZIATIVE - Iconografia carmelitana a Martina Franca, PDF p. 222 · originale
  60. 1727 — I Carmelitani abbattono la chiesa di Santa Maria della Misericordia per costruire la nuova chiesa conventuale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 9 · originale
  61. 1730 — Costruzione della nuova Chiesa del Carmine (1730). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 51 · originale
  62. 1720 — Masseria Lella: lapide di riporto per Leonardo Antonio Casavola. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 105 del PDF
  63. 1722 — Madonna del Soccorso: riedificazione dell'antica chiesa da parte di Pietro Carriero. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 117 del PDF
  64. 3 novembre 1726 — Don Pompeo Blasi dona la masseria al duca Francesco II Caracciolo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF
  65. 1730 — Leonardo Antonio Olivieri dipinge la Natività per la Congrega della Natività e Dolori di Maria. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 159 del PDF
  66. novembre 1722 — Il duca di Martina presenta un memoriale a Carlo VI contro i privilegi della Dogana (novembre 1722). Fonte: Italo Palasciano, Transumanza in Terra d'Otranto - Le proteste del duca di Martina contro i vincoli della Dogana, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 35 · originale
  67. 1724 — La Regia Camera della Sommaria dà ragione al duca di Martina sull'allistamento (1724). Fonte: Italo Palasciano, Transumanza in Terra d'Otranto - Le proteste del duca di Martina contro i vincoli della Dogana, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 40 · originale
  68. 1725 — Il medico Salvatore Scialpi sindaco di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 5 del PDF · originale
  69. 1728 — Compilazione della Platea del Ducato di Martina per ordine di Francesco II Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · originale
  70. 28 ottobre 1732 — Nasce a Martina Giuseppe Aprile, cantore e compositore. Fonte: Vacca, Nicola, I rei di Stato salentini del 1799, PDF p. 177
  71. 1735 — Fondazione della masseria Posillipo presso Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3: Nicola MARTURANO MARTINA: UNA MASSERIA URBANIZZATA - Masseria Posillipo e Giambattista Lanucara [a Martina Franca], PDF p. 18 · originale
  72. 31 gennaio 1725 — Altare privilegiato in San Francesco per Breve di Benedetto XIII, 1725. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 60 del PDF
  73. 25 dicembre 1725 — Francesco Paolo Romanelli dona ai Carmelitani la sua masseria in Acquarulo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 154 del PDF · originale
  74. 1727 — I Carmelitani abbattono la chiesa di Santa Maria della Misericordia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 9 del PDF · originale
  75. 29 ottobre 1725 — Il 29 ottobre 1725 agguato mortale al caporale ducale Benedetto Fortuna a Traversa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF · originale
  76. 4 giugno 1726 — Decreto de Ferrante del 4 giugno 1726: due terzi di Poltri al duca di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF · originale
  77. 30 dicembre 1739 — Istrumento del 1739 tra il duca di Martina, il conte di Conversano e le università di Noci e Mottola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2000 n. 23: Pasquale GENTILE TRASFORMAZIONI STORICHE DEL TERRITORIO - Questione territoriale e questione demaniale a Noci dal XV secolo agli inizi del Novecento, p. 43 del PDF · originale
  78. 1728 — Platea ducale del 1728, unica fonte sui confini della bagliva del duca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 82 del PDF · originale
  79. 1733 — Iscrizione del 1733 sull'edificio fatto costruire dall'abate Tommaso Caracciolo. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 13 del PDF
  80. 22 novembre 1729 — Un pittore di Gravina si stabilisce a Martina Franca e sposa Maria Serra. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 8 del PDF · originale
  81. 1733 — Masseria Luco: campana datata 1733 e lapide Maria della Pace. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
  82. 1734 — Masseria Mongelli Carosito: portale con millesimo 1734. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 147 del PDF
  83. 1734 — Fabbricato di masseria Masella datato 1734. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF · originale
  84. 1739 — Masseria Pizzo Mammarella: ciclo di Bonaventura Fighera per il canonico Giuseppe Maria Caroli. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 175 del PDF
  85. 15 gennaio 1731 — Regio assenso del 15 gennaio 1731 per i capitoli matrimoniali Desiati-Volpe. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 95 del PDF · originale
  86. 29 marzo 1731 — Firma a Martina dei capitoli matrimoniali Desiati-Volpe. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 97 del PDF · originale
  87. 1742 — Giovanni Antonio Desiati compila la sua Platea dei beni. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF · originale
  88. 1743 — Giovanni Antonio Desiati fa fondere una campana nel 1743. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 100 del PDF · originale
  89. 1741 — Due grandi tele a olio con lo stemma dei Desiati dipinte nel 1741. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 82 del PDF · originale
  90. 1738 — Il notaio Domenico Angelini sindaco di Martina nel 1738-39, alla vigilia dell'estromissione dei ducalisti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 65 del PDF · originale
  91. 1740 — L'Università sottratta alle ingerenze del feudatario: amministrazione di universalisti sotto il commissario regio Carlo Gaeta. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 98 del PDF · originale
  92. 4 agosto 1740 — Tumulto a Martina per il mancato arresto dell'arciprete Isidoro Chirulli (Questione dell'Indulto). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 112 del PDF · originale
  93. 1744 — 1744: Domenico Desiati senior tra i decurioni eletti e cassati dai ducalisti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 113 del PDF · originale
  94. 1740 – 1744 — Svolta politica antiducale della nuova università di Martina (1740-1744). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 50 · originale
  95. 1740 — Francesco Paolo Motolese nominato priore dell'Ospedale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, PDF p. 141 · originale
  96. 1741 — Martino Innico Caracciolo ascritto all'Arcadia. Fonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 17 del PDF
  97. 1747 — Il duca Francesco Caracciolo denuncia al Re i naturali di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1965 (1965), p. 100 del PDF · originale
  98. 1742 — 1742: lite sui beni di cittadini di Martina compresi nel catasto di Ostuni. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1971 (1971), p. 12 del PDF · originale
  99. 28 aprile 1751 — 28 aprile 1751: il barone Blasi di Martina vuole vendere la masseria Santo Polo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Maria Antonietta MORO EVOLUZIONE DEL PAESAGGIO AGRARIO - Masserie di terre nella Selva di Ostuni, p. 55 del PDF · originale
  100. 1753 — Nel 1753 la Confraternita della Natività e Dolori acquista vignali alle Morelle. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 45 del PDF · originale
  101. 9 aprile 1760 — 9 aprile 1760: il Capitolo concede la fovea a Tommaso de Serio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 43 del PDF · originale
  102. 1766 — Nel 1766 l'Abbazia di Crispiano concede in enfiteusi Pretebasile al martinese Giovanni Baratto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 39 del PDF · originale
  103. 1743 — Terremoto e decisione di ricostruire San Martino. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  104. 5 maggio 1747 — Prima pietra della nuova chiesa rococò di San Martino. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  105. 5 novembre 1764 — Traslazione delle reliquie di Santa Comasia. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  106. 1768 — Mozzato il campanile di San Martino. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  107. 22 ottobre 1775 — Consacrazione della Chiesa di San Martino. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  108. circa 1745 — Costruzione della chiesa di San Domenico (1745-1750). Fonte: Comune di Martina Franca, «Parrocchia San Domenico» · originale
  109. 1776 — Pala del Rosario di Carella in San Domenico. Fonte: Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09) · originale
  110. 1745 — Nel 1745 monsignor Spinelli, cardinale, viene a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 29 del PDF · originale
  111. 1749 — Masseria Casavola: altare rococò voluto da Nicola Casavola. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 33 del PDF
  112. circa 1750 — Altari della chiesa dei Cappuccini realizzati intorno al 1750. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 24 del PDF
  113. 10 giugno 1750 — Atto del notaio Serra: don Marinosci dota una cappella di San Martino in contrada Trito. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 15 del PDF
  114. 1750 — Prime opere di Carella: la tela del Belisario. Fonte: Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09) · originale
  115. 20 marzo 1748 — Desiati entra nella commissione del catasto onciario al posto di Francesco Blasi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 98 del PDF · originale
  116. 20 marzo 1748 — Dopo il trasferimento a Taranto del barone di Statte, Giovanni Antonio Desiati guida di nuovo gli universalisti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 98 del PDF · originale
  117. 1751 — Desiati difende a Lecce l'elezione a sindaco di Angelo Magli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 99 del PDF · originale
  118. 9 maggio 1752 — Sepoltura di Giovanni Antonio Desiati nella chiesa dei Cappuccini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 99 del PDF · originale
  119. 22 dicembre 1749 — Morte a Napoli del conte palatino Pietro Antonio Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF · originale
  120. 1750 — Francesco Barnaba incide il millesimo 1750 sul portale di Masseria Monte Tre Carlini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 149 del PDF · originale
  121. 1754 — Transazione fra gli eredi del conte Pietro Antonio Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 149 del PDF · originale
  122. 1751 — I quattro fratelli Motolese fondano un legato di messe sulla masseria di Monte Tre Carlini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 139 del PDF · originale
  123. 1759 — I Motolese modificano il legato di messe e dispongono a favore del Convento di San Domenico. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 139 del PDF · originale
  124. 4 ottobre 1751 — Privilegio dell'altare del Crocifisso in San Francesco, 1751. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 54 del PDF
  125. 1754 — Francesco Saverio Stabile vescovo di Venafro dal 1754. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 200 del PDF
  126. 1757 — Masseria La Lamiola: grande tempera datata 1757 nella chiesa. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 95 del PDF
  127. 1758 — Masseria Trazzonara: Messale Romano stampato a Napoli nel 1758. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 205 del PDF
  128. 1752 — Stampa del secondo tomo dell'Istoria cronologica della Franca Martina di Isidoro Chirulli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 99 del PDF · originale
  129. 8 ottobre 1759 — Dedica da Martina della raccolta di Francesco Paolo Motolese alla contessa di Buccino. Fonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 10 del PDF
  130. 15 gennaio 1753 — Petracone VI Caracciolo diventa decimo duca di Martina (15 gennaio 1753). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97 · originale
  131. 1753 — Dati del catasto onciario di Martina del 1753. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 97 · originale
  132. 1753 — Il Catasto onciario del 1753 documenta il patrimonio zootecnico di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · originale
  133. 7 marzo 1756 — 7 marzo 1756: scrittura per i creditori del defunto duca Francesco e del duca Petracone Caracciolo. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1981 (1981), p. 99 del PDF · originale
  134. 1753 — Masseria Casavola: Pietro Cataldo Mauro decora la chiesa a tempera. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 34 del PDF
  135. 1760 — Pala della Vergine del Carmelo di Pietro Cataldo Mauro per il Carmine di Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 18 del PDF
  136. 1775 — Masseria Gnignero: arredo pittorico di Pietro Cataldo Mauro datato 1775. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 83 del PDF
  137. 1756 — Dipinto di San Cataldo, del 1756, attribuito a Pietro Cataldo Mauro. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 27 · originale
  138. settembre 1756 — Il notaio Angelini lascia la carica di sindaco ad interim (settembre 1756). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 65 · originale
  139. 30 gennaio 1760 — Regio assenso alla confraternita dell'Immacolata degli Artigiani. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 16 del PDF · originale
  140. 13 giugno 1778 — Precedenza nelle processioni all'Immacolata degli Artigiani. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 16 del PDF · originale
  141. 1764 — Iscrizione «AERE PUBLICO» sulla Porta di Santo Stefano, 1764. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 10 del PDF
  142. febbraio 1765 — Febbraio 1765: lodo della Regia Giunta nella causa del duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1981 (1981), p. 99 del PDF · originale
  143. 1768 – 1769 — Nell'anno amministrativo 1768-69 l'Università di Martina ha ragione sulle pretese del duca di Ceglie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 31 · originale
  144. settembre 1756 — Il sindaco ad interim Domenico Angelini costretto a dimettersi per lotte fra gli universalisti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 65 del PDF · originale
  145. 1758 — Domenico Desiati senior sindaco nel 1758-59: delibera l'abbattimento e la ricostruzione del Palazzo dell'Università. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 113 del PDF · originale
  146. circa 1763 — Intorno al 1763 rivalità interna ai Desiati e rottura tra gli universalisti. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 114 del PDF · originale
  147. 1766 — Elezione a sindaco di Giuseppe Ruggieri nella tornata 1766-67. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 115 del PDF · originale
  148. 1759 — Nel 1759 i Conventuali acquistano parte della masseria Sant'Elia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF · originale
  149. 5 agosto 1759 — Domenicani di Martina acquistano la masseria Volza per 1.713 ducati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 158 del PDF · originale
  150. 7 maggio 1762 — 7 maggio 1762: i Conventuali cedono la masseria Cacciagualano a Nicola Casavola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 29 del PDF · originale
  151. 18 febbraio 1769 — Il Convento del Carmine di Martina acquisisce la masseria Romanelli in Acquarulo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 154 del PDF · originale
  152. 1759 — Dal 1759 al 1768 il duca Petracone VI spende ogni anno per la festa della Madonna d'Itria. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 40 del PDF · originale
  153. 1771 — Francesco III Caracciolo succede al padre come duca di Martina. Fonte: Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09) · originale
  154. 1773 — Ala orientale del Palazzo Ducale. Fonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale» · originale
  155. 1761 — Arciconfraternita della Madonna del Carmelo sotto la reale protezione, 1761. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 51 del PDF
  156. 27 giugno 1761 — Regio Assenso allo statuto dell’Arciconfraternita. Fonte: Comune di Martina Franca, «Chiesa dell'Annunziata sede dell'Arciconfraternita del Carmine» · originale
  157. 1770 — Nel 1770 Ettore Blasi si salva da un cinghiale invocando la Madonna del Carmine. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 43 del PDF · originale
  158. 1772 — Nel 1772 fra Piertommaso Martucci, priore dei Carmelitani di Martina, chiede di erigere una cappella nella masseria San Simone. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 35 del PDF · originale
  159. 1764 — Masseria Palesi: portale rococò con millesimo 1764. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 158 del PDF
  160. 1782 — Masseria Fanelli: costruzione della chiesa con cartiglio 'Qui non si gode asilo'. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 73 del PDF
  161. 1784 — Masseria Lanzo: portalino rococò con la scritta 'Qui non si gode asilo' del 1784. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 99 del PDF
  162. 1784 — Masseria Pilozzo: cartiglio con il millesimo 1784 e Qui non si gode asilo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 167 del PDF
  163. 1773 — Pietro Simeone fa erigere l'altare maggiore della Collegiata di San Martino. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 147 del PDF
  164. 1776 — Domenico Carella esegue gli affreschi della Galleria del Palazzo Ducale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 18 del PDF · originale
  165. 25 aprile 1780 — Morte di Pietro Simeone, benefattore, 25 aprile 1780. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 82 del PDF
  166. 22 ottobre 1785 — Consacrazione del tempio di San Martino da parte del vescovo di Venafro Francesco Saverio Stabile, 1785. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 30 del PDF
  167. 1786 — Nasce a Martina Franca il medico e botanico Martino Marinosci. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 4, p. 18 del PDF · originale
  168. 1782 — Masseria Colucci: cappella ospitata in una stanza della casa padronale. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 45 del PDF
  169. 1787 — Masseria Pompeo ancora proprietà della Casa ducale nel 1787. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF
  170. 1788 — Masseria Pizza Rossa: epigrafe di Franciscus Paulus Cristofaro. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 172 del PDF
  171. 1791 — Masseria Cuoco: costruzione della grande stalla accanto alla chiesa. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 55 del PDF
  172. 1785 — Carella affresca i quattro Evangelisti nella chiesa di San Martino. Fonte: Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09) · originale
  173. 1791 — Affreschi di Carella in Cristo alla grotta. Fonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23) · originale
  174. 1795 — Tela firmata da Carella nel 1795 (Putignano). Fonte: Mimmo Mongelli, Fondazione Terra d'Otranto, «Una tela di Domenico Antonio Carella nella chiesa del Purgatorio a Putignano» (2022-11-11) · originale
  175. 1786 — Ricostruzione della cappella del Santissimo Sacramento nel 1786. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 34 del PDF
  176. 17 novembre 1792 — Indulgenza plenaria ai visitatori di Cristo alla grotta. Fonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23) · originale
  177. 1787 — Il Governo borbonico avvia l'indagine statistica sui territori comunali (1787). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 7 · originale
  178. 1787 — Il governo borbonico impone ai comuni la redazione della Mappa del 1787. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 20 del PDF · originale
  179. 27 luglio 1787 — Relazione dell'Università di Martina al re sulla Mappa del territorio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 42 del PDF · originale
  180. 3 agosto 1787 — Spedito il plico con la Mappa del territorio di Martina al Tribunale delle Finanze. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 63 del PDF · originale
  181. 1787 — La Mappa topografica del territorio di Martina del 1787 registra circa 32.000 capi di bestiame minuto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 152 · originale
  182. 1787 — Mappa Topografica di Martina del 1787 legata alla questione dei demani. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 75 del PDF · originale
  183. aprile 1789 — Capecelatro e il conte de Salis visitano il duca di Martina a San Basilio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2002 n. 25: Italo PALASCIANO IL TERRITORIO NELLE IMPRESSIONI DEI FORESTIERI - Viaggiatori nella Murgia dei Trulli fra Cinquecento e Ottocento, p. 40 del PDF · originale
  184. 1790 — Primo riordino dell'archivio dei duchi, affidato a Giuseppe Petter. Fonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Uno scrigno di preziose informazioni: l’Archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-05) · originale
  185. 1792 — Real editto sulla censuazione dei demani universali. Fonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · originale
  186. 26 settembre 1798 — Tumulto del 26 settembre 1798 e incendio dell'Archivio Comunale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 5 · originale
  187. 23 febbraio 1792 — Editto napoletano sugli usi collettivi delle terre demaniali (23 febbraio 1792). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 20 · originale
  188. 1792 — Regio editto del 1792: paretazione delle terre demaniali e transazione con l'Università di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 32 del PDF · originale
  189. 1792 — Secondo Pizzigallo la legge agraria del 1792 non fu applicata a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 20 del PDF · originale
  190. 1793 — Masseria Sant'Elia: stemma dei Conventuali e millesimo 1793 sul portale. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
  191. 1793 — Arma dei Conventuali murata nel 1793 sulla masseria Sant'Elia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 17 del PDF · originale
  192. 1796 — Masseria Grassi: tempera di Francesco Carella datata 1796. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 87 del PDF
  193. 1796 — Chiesetta barocca della masseria Masella costruita nel 1796 con pitture della scuola di Domenico Carella. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF · originale
  194. 1797 — Masseria Fanelli: palmento e locali della vigna costruiti tra 1797 e 1800. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 73 del PDF
  195. 1798 — Masseria Colucci: portalino tardo barocco con millesimo 1798. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 45 del PDF
  196. 22 agosto 1795 — Contratto alla Bagliva di Lecce per la masseria Tamburello tra l'erario ducale di Martina e un massaro. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 23 del PDF · originale
  197. 22 agosto 1795 — Contratto del 22 agosto 1795 tra la casa ducale di Martina e Francesco Fedele per la masseria Tamborrello. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 23 del PDF · originale
  198. 1 settembre 1795 – 31 ottobre 1796 — Conto delle entrate zootecniche del duca di Martina (1795-1796). Fonte: Italo Palasciano, Il patrimonio zootecnico dei duchi di Martina fra il '700 e l'800, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 4, 1981, PDF p. 54 · originale
  199. 1796 — Placido Caracciolo, ultimo signore feudale di Martina (1796-1806). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 129 del PDF · originale
  200. 1798 — Il marchese Vivenzio a Martina ordina l'affrancazione dei demani. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 20 del PDF · originale
  201. 14 luglio 1798 – 4 agosto 1798 — Ordinanze Vivenzio sull'affrancazione dei terreni appadronati. Fonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · originale
  202. 1798 — 1798: il re impone la cessione del quinto delle terre universali ai poveri. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 4 del PDF · originale
  203. 26 settembre 1798 — Tumulto popolare del 26 settembre 1798 a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF · originale
  204. 1799 — A Martina si pianta l'albero della libertà e si forma la municipalità repubblicana. Fonte: Vacca, Nicola, I rei di Stato salentini del 1799, PDF pp. 20, 41, 174
  205. 14 marzo 1799 — Un messo con proclami è arrestato dalla municipalità repubblicana di Martina. Fonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 51: ASTa, notaio Chirulli Bonaventura, Martina, 1799, scheda 309, cc. 56v-58r, doc. 51, PDF p. 81
  206. 1799 — L'arciprete Francesco Semeraro placa le presunte istanze giacobine dei martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1984 n. 7, p. 8 del PDF · originale
  207. 16 marzo 1799 — Truppe regie si concentrano a Masseria Maggi prima del saccheggio di Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 122 del PDF
  208. 1799 — Ignazio Ciaia giustiziato a Napoli dopo la riconquista borbonica. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF
  209. 1799 — Le orde dei Corsi sanfedisti saccheggiano Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1939 (1939), p. 11 del PDF · originale
  210. 1799 — Nel 1799 l'arcivescovo di Taranto tiene una condotta ambigua tra Taranto, Martina e Napoli. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1983 (1983), p. 326 del PDF · originale
  211. 11 febbraio 1799 — Giovanni Antonio e Ambrogio Desiati eletti nel governo locale repubblicano di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 116 del PDF · originale
  212. 24 febbraio 1799 — Sgominata una banda di briganti a Masseria San Domenico. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 115 del PDF · originale
  213. 1799 — Nel 1799 il frate Raffaele Tagliente avversario dei repubblicani locali. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 45 del PDF · originale
  214. marzo 1799 — Assedio e saccheggio di Martina Franca, unica città a resistere alla repubblica. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1933 (1933), p. 1 del PDF · originale
  215. marzo 1799 — Assedio e sacco di Martina da parte delle orde sanfediste. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4, p. 5 del PDF · originale
  216. 1799 — La masseria Posillipo occupata dai sanfedisti durante l'assedio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3: Angelo PAIS MASSERIE ED ENFITEUSI - La difesa di Ficazzano nel XVIII secolo [territorio di Ostuni], PDF p. 19 · originale
  217. 17 marzo 1799 — Il sacco di Martina. Fonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, nn. 53 e 54: ASTa, notaio Chirulli Bonaventura, Martina, 1799, scheda 309, cc. 42r-45r; ASTa, notaio de Quarto Pasquale, Taranto, 1800, scheda 324, cc. 129r-132r, doc. 53, PDF p. 82; doc. 54, PDF p. 84
  218. 17 marzo 1799 — Il sacco di Martina ad opera delle milizie realiste (17 marzo 1799). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 57 · originale
  219. 17 marzo 1799 — Sacco di Martina: irruzione dei legittimisti, morte di Angelo Martino Desiati; il fratello Arcangelo uccide l'agente ducale Michele Gorza. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 115 del PDF · originale
  220. marzo 1799 — Marzo 1799: assedio e sacco di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4, p. 5 del PDF · originale
  221. 17 marzo 1799 — 17 marzo 1799: irruzione dei legittimisti a Martina; muore Angelo Martino Desiati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 115 del PDF · originale
  222. 8 aprile 1799 — A Martina Franca viene ripiantato l'albero della liberta. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1988 (1988), p. 7 del PDF · originale
  223. 20 aprile 1799 — I martinesi dichiarano ubbidienza al re. Fonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 64: ASTa, notaio Santoro Eustacchio, Martina, 1799, scheda 264, cc. 65v-66v, doc. 64, PDF p. 88
  224. 24 maggio 1799 — A Taranto i martinesi sono respinti perché accusati di giacobinismo. Fonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 76: ASTa, notaio Greco Gaetano Dionisio, Martina, 1799, scheda 303, cc. 34v-36r, doc. 76, PDF p. 96
  225. 16 gennaio 1800 — L'arcivescovo Capecelatro a Martina al tempo della Repubblica. Fonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 108: ASTa, notaio Ancona Angelo Michele, Martina, 1800, scheda 295, cc. 24v-26r, doc. 108, PDF p. 129
  226. 29 gennaio 1800 — Il 29 gennaio 1800 transazione fra i Conventuali e l'Università di Martina sul diritto civico di pascolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 33 del PDF · originale
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