Storia della città

La storia di Martina Franca raccontata solo con ciò che le fonti documentano. Ogni paragrafo rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice.

L'Ottocento

Nel 1801 il visitatore economico Domenico Acclavio, secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31), confermò le ordinanze del Vivenzio: le operazioni di affrancazione dei demani, interrotte dal tumulto del 1798, ripresero con un nuovo decreto che consentiva l'affrancazione meno la quinta parte, da distribuire ai contadini nullatenenti. La maggior parte degli agrari martinesi chiese l'affrancazione. Secondo Marinosci, un dispaccio del 18 luglio 1801 dichiarò aperto e soggetto al pascolo il territorio demaniale dei martinesi, confermando l'ordinanza di Vivenzio.[1][2][3]

Angelo Carmelo Bello (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32) racconta che i fratelli Giovanni Antonio e Ambrogio Desiati, rei di Stato dopo il 1799 con patrimonio confiscato, rientrarono a Martina solo dopo la pace di Firenze del 26 marzo 1801 fra Francia e Regno di Napoli, che condonò gli inquisiti per l'adesione alla Repubblica Napoletana. Lo stesso autore ricorda che l'8 agosto 1803 Arcangelo Desiati sposò Anna Aprile (1785-1831), nipote ex patre del noto evirato cantore Giuseppe Aprile detto Scirolino (1735-1813).[4][5][6]

Il 1° agosto 1801 Francesco Fedele riprese in fitto la masseria Tamburrello dalla casa ducale di Martina, con atto del notaio Pasquale Semeraro a Mottola, per sei anni e con canone di 500 ducati. Il 27-28 settembre 1801 gli alberi del bosco Tamburrello furono aggiudicati all'asta per 950 ducati, con taglio da completare in sette anni per carboni e legnami.[7][8]

Le iscrizioni raccolte in Ad quaerendas urbis inscriptiones ricordano che un altare di marmo fu terminato con cura nel novembre del 1802, e che un'iscrizione latina del 1803, su un palazzo laterale a quello delle suore agostiniane, ricorda un edificio dedicato alla Vergine, andato in rovina e risorto più felicemente restaurato.[9][10]

Nel 1804 l'Ultima Cena di Domenico Carella, firmata e datata, completa la cappella del Santissimo Sacramento (Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino»). Nel 1806, con la riforma di epoca napoleonica, cessa il ducato dei Caracciolo, che durava dal 1507 (Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)). Revisioni del confine nel 1806 e 1816 alterano l'assetto del territorio tra Martina e Locorotondo (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI). Nel 1827, alla morte di Petracone VIII, la successione passa ai Caracciolo-De Sangro, titolo ormai solo nominale; si estingue il ramo maschile dei Caracciolo (Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale»).[11][12][13][14]

Nell'aprile 1804, dopo l'insurrezione antifrancese scoppiata a Martina, il malcontento minacciava di degenerare in rivolta armata. Il 10 giugno 1804, con l'autorizzazione del comandante Crepard, due membri della banda musicale annessa alle truppe francesi di stanza a Martina resero una testimonianza giurata a favore di Giuseppe Nicola e Vincenzo Selvaggi, padre e figlio, accusati dell'omicidio di Raffaele Fischetti.[15][16]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30) ricostruisce le vicende dei Barnaba: don Francesco Barnaba morì a circa novant'anni il 1° ottobre 1804, lasciando i possessi al nipote Nicola Tommaso. Il giudizio di lesione intentato dal Conti si concluse con la transazione del 4 ottobre 1808, che fissò il prezzo delle masserie in 30.000 ducati, e la sentenza del 10 giugno 1810 del Tribunale di prima istanza di Lecce intimò ai creditori di non turbare il Conti nel possesso se pagava il prezzo per estinguere i debiti. Nicola Tommaso Barnaba, terzo e ultimo conte, nato a Napoli nel 1744, morì a Martina il 31 dicembre 1826 dopo una vita resa infelice dai debiti ereditati.[17][18][19][20]

La Mappa degli animali esistenti nello Stato di Martina per conto del duca Placido Caracciolo, datata 1805, indica: equini 169, bovini 467, bufalini 317, ovini 2.050, caprini 1.443. Il 22 aprile 1805 il sacerdote Francesco Conti acquistò quattro masserie per 36.000 ducati dal conte Nicola Tommaso Barnaba.[21][22]

Nelle masserie, secondo Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51, la chiesa di Sciaio è datata 1805 e la sua iscrizione segna il passaggio dal rococò al neoclassico; la chiesa di Masseria Luco, dedicata nel 1806 secondo una lapide, è la più antica dedicata alla Vergine del Monte Carmelo, mentre un'altra lapide la intitola alla Madonna della Pace; a Risana la chiesa fu costruita nel 1817 secondo il millesimo; a Carrucola l'altare policromo fu realizzato nel 1851. Nel 1829 Francesco Antonio Ciaia, già ambasciatore della Repubblica Napoletana a Parigi, si trasferì a Sciaio, dando origine al toponimo. Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21) data al 1821 la costruzione della chiesa dell'Immacolata di Masseria Sorangelo, opera dell'alberobellese Francesco Paolo Colucci.[23][24][25][26][27][28]

Secondo Giovanni Liuzzi, con l'abolizione della feudalità (1806) la sistematica privatizzazione del territorio demaniale alimentò una sorda lotta tra la borghesia egemone e il proletariato urbano e rurale di Martina. Sempre secondo Liuzzi, fino all'abolizione della feudalità nel 1806 una vasta area ex tarantina, ceduta a Martina nel 1317 e nel 1359, rimase sotto la giurisdizione baiulare dei feudatari Caracciolo. Il 12 ottobre 1809 la Commissione feudale emise la sentenza riguardante il duca Placido Caracciolo, ex feudatario di Martina, di Locorotondo e di Mottola. Il 23 febbraio 1810 la commissione dichiarò di piena proprietà della casa ducale i parchi e fondi descritti nell'apprezzo del 1652 (Tamburello, Lama delle Mele, Cavoto).[29][30][31][32]

Secondo il volume «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), con l'abolizione della feudalità nel 1806 cadde il divieto di innalzare stemmi nobiliari e si diffusero le armi dei nuovi egemoni anche nelle chiese rurali. Lo stesso volume ricorda che nel 1809, con la soppressione degli ordini religiosi sotto Gioacchino Murat, i Conventuali persero Sant'Elia, passata al Regio Demanio e poi a privati di Locorotondo.[33][34]

Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27), fino all'abolizione del feudalesimo nel 1806 il territorio martinese fu ripartito in tre baglive: quella del distretto e quella verso Monopoli, gestite dall'Università, e quella verso Taranto, di competenza dei duchi Caracciolo. Lo stesso Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21) scrive che la situazione per cui il duca esercitava la bagliva fino a La Foggia di Notar Luca, in violazione delle decisioni del 1566, durò fino a quell'abolizione. In un altro numero (2012 n. 35) Liuzzi data al 2 agosto 1806 l'eversione della feudalità, che annullò a Martina la distinzione tra distretto e territorio feudale.[35][36][37]

Nel 1807, scrive Giovanni Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3), con la formazione del catasto ogni terra universale fu definitivamente accatastata ai galantuomini, nonostante sollevazioni e ricorsi. Secondo Liuzzi (1998 n. 21), la rivela del 1807 registra beni del monastero di San Benedetto nei comuni di Martina, Mottola e Noci; in Martina la masseria chiamata Monte del Forno di 156 tomoli. Luigi De Michele (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34) riporta che nel 1806 il reddito imponibile dei beni urbani era di 86.038 ducati a Martina, contro 4.870 a Locorotondo, 3.287 ad Alberobello e 5.311 a Cisternino.[38][39][40]

Nel 1809 avvenne la soppressione degli ordini monastici possidenti. Il Carmelo di Martina fu soppresso e i Carmelitani si allontanarono. La soppressione pose fine alla presenza dei Francescani neri, e i loro beni furono in parte venduti all'asta alla borghesia agraria cittadina e in parte gestiti dal Demanio Regio; la masseria dei Conventuali passò al Real Demanio in attesa di essere alienata. Il convento dei Cappuccini, sede di un lanificio, conobbe una prima soppressione nel 1811.[41][42][43][44]

Sempre secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30), nel 1809, per la legge di soppressione dei conventi possidenti, la masseria dei Carmelitani venne devoluta allo Stato in attesa di vendita all'asta; nel 1819 La Foggia di Spiano (1 tomolo, 7.984 mq) fu venduta per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Francesca Giudice Caracciolo, vedova di Placido Caracciolo; il 20 giugno 1832 l'atto di vendita statale di Masseria Volza al sacerdote martinese Pietro Antonio Semerari, unico offerente alla subasta di Lecce, fu rogato a Napoli. Dal 1853 Giovanni Semerari mise in atto il diritto di assegnare in enfiteusi le terre di Volsa, e alla sua morte (22 giugno 1862) gran parte della masseria era già quotizzata.[45][46][47][48]

Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21) riferisce che con sentenza del 24 luglio 1810 la Commissione feudale, su azione del Comune di Martina, abolì le decime della Mensa vescovile di Monopoli sull'ex feudo di Santa Maria di Cignano. Il 12 febbraio 1822 a Conversano il monastero di San Benedetto stipulò con Francesco Giacomo Basile l'affitto della masseria di Sisignano per il sessennio 1822-1828 (600 ducati annui). Il 28 maggio 1839 il monastero fece affiggere a Martina l'elenco dei suoi debitori decimali; tre proprietari martinesi si opposero, contestando il diritto di decimare, e la causa fu avviata a Lecce. Nel novembre 1844, ottenuta l'omologazione del Tribunale di Lecce (28 novembre 1843) e il beneplacito regio (1 maggio 1844), i fondi furono ritenuti sciolti dal peso della decima, con canoni in denaro da pagare il 15 agosto. Nel 1822, nella masseria Badessa, le monache cistercensi avevano in catasto solo 35 tomoli di seminativi su 230; il resto era bosco.[49][50][51][52][53]

Il 13 novembre 1811 il Tribunale Civile di Napoli pronunciò la sentenza arbitramentale sulla divisione del Monte di Scio, i cui terreni ricadevano in territorio di Martina. Per il 1814 l'inventario dell'Intendenza di Terra d'Otranto registra un incartamento sulla vertenza tra i Comuni di Martina e Mottola e l'ex feudatario per la divisione del demanio. Il medico e naturalista martinese Martino Marinosci compose la sua Statistica di Martina tra il 6 dicembre 1814 e il 3 marzo 1815.[54][55][56]

Nel 1812, secondo l'ordinanza Acclavio del 19 maggio citata da Manfridi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13), si propone la reintegra di terre demaniali e del giardino tra la porta di Santa Maria e il Palazzo Ducale. Il 29 maggio 1814 Giuseppe Fedele e Michele Maffei presero in fitto la masseria Tamburrello dall'agente del duca di Martina (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12): atto del notaio Gaetano Dionisio Greco, contratto sessennale con scadenza al 14 agosto 1820 e canone annuo di lire 1.892; agente generale del duca era Filippo Nirport. Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8, i Caracciolo si erano estinti nella successione maschile già nel 1827 con Petracone VIII.[57][58][59]

Nel 1815 fu impiantato il catasto murattiano di Martina Franca. Secondo Michele Pizzigallo, citato nell'articolo di Lucrezia Maria Tateo, alla caduta di Gioacchino Murat il duca Placido Caracciolo si ritirò a Martina, dove morì l'8 aprile 1815, appena trentenne; il titolo passò al figlio undicenne Petracone VIII. Il pittore Domenico Carella, ritiratosi in tarda età a Martina per lavori pittorici, vi morì il 12 settembre 1813.[60][61][62]

Secondo Giovanni Liuzzi, nel 1817 Basile edificò a Martina, sul suolo dell'antica casa dei di Lonardo, un grande palazzo con lo stemma della sua famiglia, che conserva la denominazione di Palazzo Masella. Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra (n. 8, 1985), il 27 novembre 1824 Maria Argentina Caracciolo (1805-1849) sposò Riccardo de' Sangro.[63][64]

Nel 1820 gli elenchi di polizia sui settari di Martina indicano Raffaele Grassi e Domenico Desiati, proprietari e carbonari con gradi, come effervescenti. Secondo una lapide, il 1° giugno 1842, per iniziativa dell'arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo, la chiesa di San Martino fu dichiarata vera collegiata dagli esecutori plenipotenziari del Concordato; la stessa fonte aggiunge che Ferdinando II lo confermò il 23 novembre dello stesso anno.[65][66]

Per il 1821-23 l'Archivio di Stato di Lecce (Intendenza di Terra d'Otranto, Demani Comunali, fasc. 537) conserva un fascicolo con una domanda di autorizzazione a stare in giudizio contro i Comuni di Taranto e Martina, definiti usurpatori dei demani. Per il 1829-30 lo stesso archivio (fasc. 504) registra lo stralcio di un'antica causa tra il Comune, il Seminario e la Mensa Vescovile di Taranto contro Casavola, i Domenicani di Martina, Basile e il Capitolo di Martina, per la divisione dei demani Parparo, Cupina e altri.[67][68]

Il catasto provvisorio di Martina del 1822 registra il vigneto su 2.115 tomoli, il 6,87% dei 30.780 tomoli di superficie agraria comunale. Nel confronto con il catasto onciario, il vigneto passa da 1.198 tomoli del 1753 a 2.115 nel 1822. Le due fonti non concordano sull'estensione in ettari: una indica 2.115 tomoli pari a 1.801,22 ettari, l'altra pari a 1.812,13 ettari. Un'altra fonte precisa che lo stesso catasto del 1822 comprende solo i pochi beni rimasti al Real Demanio dopo la soppressione dei Conventuali.[69][70][71]

Secondo il volume «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), nel catasto del 1822 la masseria Carruccio, di 200 tomoli, era intestata a Donato Stefano Carucci con la dizione Donna Marsiglia o Palmerino. Nello stesso catasto l'azienda di Bellosguardo (Chiafele), in contrada Lama del Suovero, risultava di 125 tomoli e intestata ai fratelli Natale e Francesco Chiafele. Nell'area di Luco e Luchicchio erano accatastate tre masserie per circa 200 ettari, e la tenuta di Piscinella nel 1822 era accatastata per 206 tomoli.[72][73][74][75]

Secondo Ad quaerendas urbis inscriptiones, Don Pietro Antonio Casavola curò a proprie spese nel 1822 l'immagine dell'altare della Madonna dei sette dolori, e nel 1854 Aloiso Miani rifece un altare in onore di Gerolamo Emiliani. Sul timpano di un'edicola sulla spianata del convento dei Cappuccini è inciso che Vitus Antonius Fumarola restaurò nell'anno 1850 (Giovanni Liuzzi, Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15). La stessa fonte riporta un ritratto a olio di padre Pietro Carbotti di Giovanni Caroli, del 1837; Chiese delle masserie di Martina Franca (CRSEC TA/51) ricorda che nel 1852 il pittore eseguì una Deposizione nella chiesa di Masseria Guardarello.[76][77][78][79][80]

Luigi De Michele (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34) scrive che dai primi dell'Ottocento al 1822, anno d'impianto del catasto provvisorio, la superficie a vigneto di Martina scese dall'8,11% al 7,2%, mentre a Cisternino e Locorotondo cresceva. Secondo Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, fino al 1840 Martina usò lo stoppello o quartiere e il tomolo (8 stoppelli), e nel 1840 il governo borbonico unificò le misure. Liuzzi (2012 n. 35) indica che la provinciale Martina-Locorotondo-Fasano fu realizzata negli anni 1836-1852.[81][82][83]

Nel 1824 Argentina, sorella di Petracone VIII, sposò il duca Riccardo III de Sangro. Petracone VIII morì a Martina il 3 agosto 1827, non ancora ventitreenne, senza figli; con lui si estinse la linea maschile dei Caracciolo del Leone. Titoli e beni passarono alla sorella Argentina, e il patrimonio fu diviso tra lei e la madre Francesca Giudice Caracciolo.[84][85][86]

Il 22 marzo 1825, alle 20, una bambina di nome Agostina viene trovata abbandonata sull'altare della cappella di Cristo alla grotta: testimonianza dell'uso delle chiesette suburbane per gli esposti (Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23)). Nel 1846 il palazzo di via Mazzini, con affreschi di Carella e appartenuto a Romana Montemurro, viene comprato dal medico e botanico Martino Marinosci (Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09)).[87][88]

Secondo Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004, nella masseria Pilozzo i versi di Raffaele Casavola sono incisi su pietra nel 1826, sulla porta di una rimessa aggiunta alla casa padronale, e due distici sui trulli-stalla sono datati 1857; il poeta vi lasciò due considerazioni meteorologiche incise. La stessa fonte ricorda che la chiesa della masseria Madonna del Soccorso ebbe forse come fondatore, intorno al 1834, Eustachio Santoro, sacerdote del Capitolo di San Martino. La chiesa della masseria Palesi, addossata alla cinta muraria con ingresso interno ed esterno, fu verosimilmente costruita fra il 1840 e il 1850. Nel 1846 una lapide di Vincenzo Delfini sul portale del giardino della masseria Delfino documenta l'uso residenziale come casa di villeggiatura.[89][90][91][92][93]

Secondo Angelo Pais (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3), Giambattista Lanucara, nato a Martina nel 1754, morì novantenne il 13 maggio 1835, e gran parte della sua biblioteca finì nella masseria Posillipo. Rinascenza Salentina (Emeroteca della Provincia di Brindisi) segnala che nel 1831 le coppole alla polacca, moda venuta da Napoli, furono oggetto di segnalazione di polizia perché usate dai giovani a Taranto e a Martina; e che il 3 marzo 1851 alcuni evasi dal carcere furono arrestati nel territorio di Martina Franca dagli urbani in casa di un massaio.[94][95][96]

Dalla documentazione dell'Archivio di Stato di Lecce (Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii) emergono vari legati: il decreto reale del 31 ottobre 1835 autorizzò la Congrega del Carmine ad accettare il legato di Gregorio Ancona (testamento del 30-12-1827); il 3 maggio 1839 un decreto riguardò il legato di Maria Carmela Fedele alla Congrega dell'Assunta; Rosa Cappellari (17 gennaio 1843) e Vitantonio Chiara (11 marzo 1844) lasciarono legati ai poveri; Michele Zigrino (3 giugno 1845) al Monte del Purgatorio; Giambattista Luisi (13 aprile 1846) alla Congrega del Carmine; nel 1847 Pietro Chiatante, Giacinto Confessa e Antonio Di Giuseppe lasciarono legati a varie Congreghe; Giuseppe Ruggieri (7 marzo 1850) per i maritaggi dei poveri; Angelo Vito Semeraro (4 agosto 1851) alla Congrega di S. Antonio di Padova; Vitantonio Colucci (20 ottobre 1853) ai poveri.[97][98][99][100][101][102][103][104][105][106][107]

Giovanni Caroli, pittore, realizza nel 1837 una riproduzione del Venerabile Pietro Carbotti nella Chiesa dei Cappuccini; è ricordata insieme a una Addolorata del 1853 nella basilica di San Martino (Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004). Il 27 giugno 1859 muore a Napoli Maria Teresa Lacarbonara, nata a Martina il 24 febbraio 1782; il figlio Giuseppe Testa ne fece trasferire i resti nel Carmine, dove un'epigrafe dietro l'altare maggiore la ricorda (Ad quaerendas urbis inscriptiones).[108][109]

Secondo Giovanni Liuzzi, nel novembre 1844 si chiuse la lite sulle decime tra il monastero di San Benedetto e i proprietari martinesi: dopo la causa iniziata a Lecce nel 1839, ottenute l'omologazione del Tribunale Civile di Lecce (28 novembre 1843) e il beneplacito regio (1 maggio 1844), i fondi furono dichiarati sciolti dalla decima, con canoni da pagare il 15 agosto di ogni anno.[110]

Secondo Michele Ancona, le occupazioni del territorio demaniale continuarono finché la popolazione martinese trovò sfogo nel tumulto popolare del 1845. Secondo il commento di Giovanni Liuzzi, il 6 febbraio 1845 i vaticali devastarono il bosco della masseria Bellosguardo, dei fratelli Chiafele, rivendicando la riapertura dei demani; seguirono solo arresti e condanne.[111][112]

Una lapide sulla facciata, secondo Giovanni Liuzzi, attesta che la chiesa di masseria Guarini fu edificata nel 1851 da Gioacchino Guarini; il volume «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) la dice neoclassica, dedicata alla Vergine dei Sette Dolori e costruita nel 1851 per volontà dello stesso Guarini. Sempre secondo il volume, nel 1845 Michele Santoro eresse la chiesa della Madonna di Loreto nella sua masseria; il maggiore Santoro fu patriota e comandante della Guardia Nazionale.[113][114][115]

Secondo il volume «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), tra il 6 e l'8 febbraio 1845 una folla armata di contadini e vaticali occupò la masseria Bellosguardo rivendicando i demani; la rivolta fu repressa. Per il 1848 Rinascenza Salentina (1933) riferisce che il sacerdote Vincenzo Lupoli di Martina, non essendo stato investito della mozzetta nell'elezione di quattro preti fatta da Monsignor di Taranto, radunò il popolo, andò in chiesa e investì altri quattro preti dichiarando nulle le nomine dell'arcivescovo. Sempre Rinascenza Salentina (1933) riporta, alla data del 24 marzo 1850, la voce che a Taranto fossero stati arrestati Michele Santoro e altri provenienti da Martina.[116][117][118]

La questione dei demani, che secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31) sembrava superata dopo il ritorno di Ferdinando di Borbone nel 1816, riesplose con l'ordinanza del 16 febbraio 1849 dell'intendente di Terra d'Otranto. Secondo Marinosci, l'intendente dispose di citare gli occupatori iscritti nella mappa topografica e quelli che avevano stipulato un canone col comune, compresi quelli del Parparo e della Cupina. L'ordinanza invitava gli occupatori a presentarsi a Lecce il 18 aprile per dimostrare i titoli, con condanna agli arretrati dei censi e al rilascio della quinta parte; seguiva la verifica del consigliere Benedetto Magno.[119][120][121]

Nel 1850, secondo Liuzzi (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31), alcune decine di martinesi si rivolsero agli avvocati Macchia e Marangi, che nei primi due mesi dell'anno fecero stampare a Lecce tre allegazioni a difesa dei proprietari contro il Comune. Luigi De Michele (stesso numero) cita lo scritto di A. Macchia per i possessori del territorio di Martina contro il Comune davanti all'intendente, Lecce 20 gennaio 1850, seguito da memorie dell'avvocato Marangi del 4 e 6 febbraio. Con l'ordinanza del 18 febbraio 1850 dell'intendente la tesi dei notabili proprietari, secondo cui la concessione del 1359 era riservata ai primi abitanti, fu respinta (Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13).[122][123][124]

Sempre secondo Chiese delle masserie di Martina Franca (a cura del CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), la torre medievale dell'Arisano, che dava nome a un quartiere e forse alla masseria Risana, era ancora esistente nel 1854 e fu abbattuta negli anni Settanta dell'Ottocento. La masseria Lella fu ampliata nel 1821 e nel 1866 e destinata a villeggiatura. Nel 1875 la lapide con l'epigrafe Post fata resurgo ricorda la ristrutturazione della casa padronale della masseria Luco, e nel 1878 il millesimo inciso sul portale attesta la nuova casa padronale della masseria Cavaruzzo. La casa padronale della masseria Palesi fu completata nel 1884, mentre nel 1885 fu data la sistemazione definitiva ai corpi di fabbrica della masseria Madonna del Soccorso, e nel 1886 la nuova casa padronale di masseria Lanzo dilatò la corte originaria. Nel 1888 alla masseria Reinzano furono ritrovate diciannove asce bronzee in un vaso di terracotta tra le radici di una quercia.[125][126][127][128][129][130][131][132]

Tra il 1854 e il 1858 i documenti dell'Archivio di Stato di Lecce, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, registrano vari legati a Martina. Il 30-9-1854 Francesco Paolo Filomena lascia un legato alla Congrega di S. Antonio di Padova con testamento olografo depositato presso il notaio Donato Ancona. Il 13-4-1855 l'arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo dispone, con testamento depositato presso il notaio Luca Giovanni Monopoli, un legato a favore, tra gli altri, dei poveri di Martina. Il 2-6-1855 Giulia Caramia dispone un legato per la Congrega dell'Addolorata (notaio Giovanni Ancona) e il 5-9-1855 Luca Pastore ne dispone uno per il Reverendo Capitolo di Martina (notaio Angelo Vincenzo Colucci). Il 23-4-1856 Maddalena Casavola lascia un legato ai poveri di Martina, e il 5-4-1858 Donata Maria Bernardi lo fa per la Congrega della Natività (notaio Matteo Fischetti; il fascicolo è datato 1859).[133][134][135][136][137][138]

Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni - Umanesimo della Pietra, 2015 n. 38), nel 1857 a Martina le fiere si tennero il 2-4 febbraio, il 15 maggio, il 20-21 giugno, il 2-3 agosto e il 10-11 novembre, mentre ogni lunedì era ospitato il mercato settimanale. Dall'Archivio di Stato di Lecce (Intendenza di Finanza, fasc. 5263, 1864) risulta che la masseria Montepelusiello fu venduta dal Demanio a Giuseppe Maria Urgese, con allegato il "Tipo" del caseggiato dell'ing. Luigi Furlano. Sempre Liuzzi (Riflessioni 2007 n. 30) scrive che tra il 1871 e il 1882 molti terreni della residua masseria degli eredi di Nicola Nigri furono quotizzati in settantacinque appezzamenti, ceduti a piccoli coltivatori. Liuzzi (Riflessioni 1998 n. 21) ricorda che nel 1875 la masseria Sorangelo fu sottoposta alla prima radicale divisione, anche dei fabbricati, e la parte scorporata divenne la masseria Scozzola a Suor Angelo. Nel 1899, infine, un fascicolo della Provincia di Terra d'Otranto (Archivio di Stato di Lecce, fasc. 13) contiene il voto del comune di Martina Franca per sussidi ai danneggiati dalla grandine.[139][140][141][142][143]

Il volume Chiese delle masserie di Martina Franca (a cura del CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) ricorda diverse opere e restauri nelle chiese delle masserie. Nel 1860 un'iscrizione indica il restauro di un dipinto di fine Settecento nella masseria Peppuccio, e alla masseria Reinzano una tela con la Vergine del Carmelo, fatta a spese del devoto di Locorotondo Francesco Rodio, copre il soggetto più antico. Il 9 febbraio 1861 alla masseria Madonna del Soccorso fu eseguito, per volere del sacerdote Eustachio Santoro, il restauro delle immagini, come indica l'iscrizione sotto Santa Comasia. Nel 1862 il pittore locorotondese Antonio Semeraro dipinse la Madonna degli Angeli per la chiesa della masseria Miceli. Nel 1865 Giuseppe Di Giuseppe ritrasse il maggiore Michele Santoro, e le tele della chiesa potrebbero essere dello stesso pittore.[144][145][146][147][148]

Nel 1862 la questione dei confini tra Alberobello e Martina Franca fu posta per la prima volta. Nell'aprile 1862 il brigante Domenico Bosco di Gioia del Colle, catturato e processato, dichiarò che in tutte le masserie di Noci, Mottola e Martina i briganti erano favoriti e trovavano da mangiare. Un dispaccio del sottoprefetto Bozzi da Taranto del 4 giugno 1862 riferisce uno scontro tra briganti e Guardia Nazionale di Martina vicino a masseria Marrocco. Il 25 novembre 1862 il brigante Leonardo Miceli evase dal carcere di Martina grazie alla complicità di un secondino, e il 1° dicembre 1862, secondo Francesco Semeraro, la banda del sergente Romano fu assalita presso la masseria Monaci e si disperse.[149][150][151][152][153]

Il 16 gennaio 1863 il soldato sbandato martinese Lorenzo Fragnelli, ventitreenne, fu catturato alla masseria Centrone dalla Guardia Nazionale di Monopoli. Il 9 novembre 1863 i briganti tentarono un colpo contro don Giuseppe Guglielmi nella masseria di Pozzo Carucci. Il 4 gennaio 1864 la Guardia Nazionale di Martina, guidata dal tenente Donato De Felice, scovò il capobanda Cosimo Mazzei detto Pizzichicchio nella masseria Ruggieruddo. Il 6 luglio 1864 l'avvocato Michele Casavola firmò l'elenco di trentadue individui arrestati o uccisi dalla Guardia Nazionale agli ordini del maggiore Michele Santoro. Secondo Vittorio De Michele, quell'elenco è forse uno dei primi atti ufficiali in cui la città è chiamata Martina Franca, con il predicato assunto dopo il regio decreto n. 1704 del 18 febbraio 1864.[154][155][156][157][158]

Secondo Archivio Storico Pugliese (1985), Martino Piccinni di Martina Franca fu autore di un articolo sul Cittadino Leccese del 7 marzo 1863 che invitava il clero all'ordine e all'amore di patria. Un libello anonimo lo prese di mira e si aprì un processo a Lecce. Rinascenza Salentina (1940) riferisce che «L'Argine» di Martina Franca iniziò le pubblicazioni nel settembre 1892 e propugnava la candidatura politica dell'on. Paolo Grassi.[159][160]

Il 14 febbraio 1864 un regio decreto autorizza per il Comune la denominazione Martina Franca, per distinguerla da un omonimo paese ligure (Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)).[161]

Secondo Aldo Montanaro, nel 1865 fu soppresso l'ente Ospedale di Martina, e il 10 luglio 1865 furono incamerati dal Demanio Nazionale del nuovo Regno d'Italia i beni di tutti gli ordini monastici (circa 4.000 tomoli nel territorio di Martina). Con approvazione ministeriale del 6 ottobre 1865 l'ex convento di San Francesco fu alienato dallo Stato alla Congregazione di Carità di Martina. Il 15 maggio 1870 avvenne l'incameramento dei beni del Capitolo di Martina, poi acquistati da numerosissimi proprietari e contadini.[162][163][164][165]

Giovanni Liuzzi (Riflessioni 1995 n. 18) riferisce che l'ex convento di San Francesco fu alienato dallo Stato alla Congregazione di Carità di Martina, con approvazione ministeriale del 6 ottobre 1865. Leonardo Palmisano (Riflessioni 2011 n. 34) scrive che la masseria Badessa fu affittata a vari coloni fino alla soppressione dei monasteri femminili e all'incameramento dei loro beni da parte dello Stato unitario nel 1866. Un decreto del re dato a Torino il 10-7-1868 autorizza la Congregazione di Carità di Martina all'acquisto dell'ex convento dei francescani (Archivio di Stato di Lecce, Legati Pii, fasc. 558). Nel 1881, secondo l'Archivio di Stato di Lecce (Provincia di Terra d'Otranto, fasc. 51), Martina Franca figura tra i Comuni e le Congregazioni di Carità che chiesero sussidi per gli asili d'infanzia alla Provincia di Terra d'Otranto.[166][167][168][169]

Secondo Michele Pizzigallo, dopo il 1870 vi fu a Martina una rinascita edilizia, favorita dall'azione amministrativa di Alessandro Fighera. Nel 1870 risale la diffusione del vitigno bianco di Alessano nelle Murge martinesi, secondo Del Gaudio e Nico. Nel 1887 Cosimo De Giorgi notò con rammarico che pochi indossavano ancora il vestito tradizionale di fustagno turchino cupo. Il 6 gennaio 1895 nacque la prima Cooperativa Vinicola di Martina.[170][171][172][173]

Il volume «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) attribuisce agli anni 1870-1875 un boom della viticoltura a Martina: la distruzione dei vigneti francesi per la fillossera provocò una vera febbre della vite e un mutamento economico e sociale. Secondo Archivio Storico Pugliese (1975), le Società Operaie di Mutuo Soccorso di varie città pugliesi, tra cui Martina Franca, rimasero estranee ai tentativi insurrezionali del 1874.[174][175]

Secondo il Liuzzi, nel 1872 la proprietaria Caterina Chiafele ristrutturò e ingrandì i fabbricati della masseria, erigendo un nuovo stabile su tre livelli simile ai palazzi neoclassici che sorgevano in città. Un'iscrizione sulla scalinata, riportata in «Ad quaerendas urbis inscriptiones», ricorda che Caterina Chiafele, moglie di Carlo Colucci, costruì nel 1872 a proprie spese, nella sua proprietà, un edificio posto sotto la protezione della Vergine e di san Martino. Il volume «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004) riferisce una lapide con lo stesso senso e osserva che il corpo di fabbrica diede il nome alla masseria.[176][177][178]

Nel 1878 l'immagine della Madonna della Libera, sul primo altare a sinistra nella chiesa del Carmine, fu restaurata a spese dell'arciconfraternita, come ricorda una scritta (Ad quaerendas urbis inscriptiones). Nello stesso anno il pittore locorotondese Antonio Semeraro dipinge Santa Filomena per l'altare del Carmine di Martina, su commissione di Giovanni Basile (Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004). Nel 1882, sotto l'arciprete Silvestro Bello e gli uomini notabili della città, il tempio «in onore di Cristo spirante» fu restaurato con le offerte dei fedeli, come ricorda una lapide (Ad quaerendas urbis inscriptiones).[179][180][181]

Sul fronte dei demani, l'Archivio di Stato di Lecce (Demani Comunali, fasc. 49) registra per il 1881-1882 lo scioglimento di promiscuità tra il Capitolo di Taranto e i Comuni di Martina e Mottola, con atti compilati nel 1875 e la loro descrizione. Riflessioni 1990 n. 13 ricorda la relazione del 31 agosto 1900 dei periti Galeone, de Introna, Fedele e Barberio sull'estensione degli usi civici, richiamata nella relazione Manfridi. Secondo Giovanni Liuzzi (Riflessioni 2008 n. 31), nel settembre 1900 i comuni di Martina e Mottola decisero lo scioglimento di promiscuità su 8.580 ettari nelle contrade mottolesi di Poltri, Murgia, Pentima, Pandaro e Santantuono.[182][183][184]

Il giornale Giorno per Giorno (Martina Franca, anno 3 n. 3, 15 marzo 1974) ricorda, per voce di Michele Pizzigallo, Michelangelo La Sorte, nato a Martina Franca nel 1882 e morto a Genova nel 1951, noto per i romanzi (Il Caporizzo) e per gli scritti pedagogici.[185]

In territorio di Martina Franca molti proprietari lottizzarono le masserie in quote di circa un tomolo, concesse in enfiteusi: 320 fondi nel 1890 e 468 nel 1906. Nel settembre 1900 i comuni di Martina e di Mottola decisero in modo conclusivo lo scioglimento della promiscuità su 8.580 ettari.[186][187]

Nel 1893, secondo Chiese delle masserie di Martina Franca (a cura del CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004), la pala di Giuseppe Di Giuseppe nella masseria Madonna del Soccorso, con le bambine Santoro, è firmata e datata dal pittore. Nello stesso anno Antonio Semeraro dipinse le tempere della cappelletta di Monte Tre Carlini, cappella pubblica al confine tra Martina e Locorotondo.[188][189]

  1. 1801 — Il visitatore Acclavio conferma le ordinanze Vivenzio sui demani (1801). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 21 · originale
  2. 1801 — Ispezione del visitatore Domenico Acclavio sui demani. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF · originale
  3. 18 luglio 1801 — Dispaccio che dichiara aperto il territorio demaniale dei martinesi. Fonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · originale
  4. 26 marzo 1801 — Pace di Firenze: i rivoluzionari martinesi Desiati possono rientrare a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 116 del PDF · originale
  5. 26 marzo 1801 — Pace di Firenze del 26 marzo 1801: i Desiati inquisiti nel 1799 rientrano a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 116 del PDF · originale
  6. 8 agosto 1803 — Si sposano Arcangelo Desiati e Anna Aprile, nipote del cantore Giuseppe Aprile. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano · originale
  7. 1 agosto 1801 — Il 1° agosto 1801 Francesco Fedele riprende in fitto la masseria Tamburrello dalla casa ducale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF · originale
  8. 27 settembre 1801 — Incanto del 27-28 settembre 1801 per la vendita degli alberi del bosco Tamburrello a mastro Pietro di Lonardo, martinese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF · originale
  9. novembre 1802 — Altare di marmo del Santissimo Sacramento terminato a novembre 1802. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 34 del PDF
  10. 1803 — Iscrizione del 1803 su un palazzo accanto alle suore agostiniane. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 16 del PDF
  11. 1804 — Ultima Cena di Domenico Carella nel Cappellone. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  12. 1806 — Eversione della feudalità e fine del ducato. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  13. 1806 — Revisioni del confine nel 1806 e 1816 alterano l'assetto del territorio tra Martina e Locorotondo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 49 del PDF · originale
  14. 1827 — Si estingue il ramo maschile dei Caracciolo. Fonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale» · originale
  15. aprile 1804 — Insurrezione antifrancese scoppiata a Martina nell'aprile 1804. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1966 (1966), p. 391 del PDF · originale
  16. 10 giugno 1804 — La banda musicale delle truppe francesi a Martina. Fonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 150: ASTa, notaio Greco Gaetano Dionisio, Martina, 1804, scheda 303, cc. 91r-93r, doc. 150, PDF p. 168
  17. 1 ottobre 1804 — Morte di don Francesco Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 149 del PDF · originale
  18. 4 ottobre 1808 — Transazione che fissa il prezzo delle masserie Barnaba-Conti a 30.000 ducati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF · originale
  19. 10 giugno 1810 — Sentenza del Tribunale di Lecce sul contenzioso Conti-Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF · originale
  20. 31 dicembre 1826 — Morte a Martina di Nicola Tommaso Barnaba, ultimo conte. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF · originale
  21. 1805 — Mappa degli animali dello Stato di Martina del duca Placido Caracciolo. Fonte: Italo Palasciano, Il patrimonio zootecnico dei duchi di Martina fra il '700 e l'800, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 4, 1981, PDF p. 54 · originale
  22. 22 aprile 1805 — Il sacerdote Francesco Conti acquista quattro masserie dal conte Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, PDF p. 150 · originale
  23. 1805 — Masseria di Sciaio: chiesa datata 1805 con iscrizione a tempera. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF
  24. 1806 — Masseria Luco: la chiesa più antica dedicata alla Vergine del Monte Carmelo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
  25. 1817 — Masseria Risana: costruzione della chiesa. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 186 del PDF
  26. 1851 — Masseria Carrucola: altare lapideo con millesimo MDCCCLI. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 30 del PDF
  27. 1829 — Francesco Antonio Ciaia si trasferisce a Martina (Masseria di Sciaio). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF
  28. 1821 — 1821: costruita la chiesa dell'Immacolata di Masseria Sorangelo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 93 del PDF · originale
  29. 1806 — Abolizione della feudalità e privatizzazione del demanio martinese. Fonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · originale
  30. 1806 — Abolizione della feudalità nel 1806: fine della giurisdizione baiulare dei Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 26 · originale
  31. 12 ottobre 1809 — La Commissione feudale emette la sentenza sul duca Placido Caracciolo (12 ottobre 1809). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 121 · originale
  32. 23 febbraio 1810 — Sentenza del 23 febbraio 1810: il duca di Martina non può esercitare il diritto di fida nei territori di Mottola. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF · originale
  33. 1806 — Abolizione della feudalità e moltiplicarsi degli stemmi nelle masserie. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 16 del PDF
  34. 1809 — Soppressione degli ordini religiosi sotto Gioacchino Murat. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
  35. 1806 — Fino all'abolizione del feudalesimo (1806) il territorio martinese è ripartito in tre baglive. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 39 del PDF · originale
  36. 1806 — 1806: abolizione del feudalesimo, fine della bagliva ducale estesa a nord. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 78 del PDF · originale
  37. 2 agosto 1806 — 2 agosto 1806: eversione della feudalita annulla a Martina la distinzione tra distretto e territorio feudale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 44 del PDF · originale
  38. 1807 — Catasto del 1807: terre universali accatastate ai galantuomini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 4 del PDF · originale
  39. 1807 — Rivela del 1807: masseria Monte del Forno di 156 tomoli in Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 87 del PDF · originale
  40. 1806 — Nel 1806 il reddito imponibile dei beni urbani a Martina è di 86.038 ducati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO - Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d'Itria, p. 21 del PDF · originale
  41. 1809 — I Carmelitani lasciano Martina nel 1809. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: REDAZIONALE UdP INIZIATIVE - Iconografia carmelitana a Martina Franca, PDF p. 221 · originale
  42. 1809 — Soppressione degli ordini monastici possidenti e devoluzione della masseria di Sant'Elia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 95 · originale
  43. 1809 — Soppressione muratiana del 1809 dei Conventuali di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 37 del PDF · originale
  44. 1811 — Prima soppressione del Convento dei Cappuccini di Martina, già sede di un lanificio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 152 · originale
  45. 1809 — Soppressione dei conventi: la masseria dei Carmelitani di Martina passa allo Stato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 143 del PDF · originale
  46. 1819 — La Foggia di Spiano venduta per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Giudice Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 129 del PDF · originale
  47. 20 giugno 1832 — Vendita statale di Masseria Volza al sacerdote martinese Pietro Antonio Semerari. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 158 del PDF · originale
  48. 1853 — Avvio delle concessioni in enfiteusi delle terre di Volsa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 159 del PDF · originale
  49. 24 luglio 1810 — Sentenza del 24 luglio 1810 della Commissione feudale a favore del Comune di Martina contro la Mensa di Monopoli. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 91 del PDF · originale
  50. 12 febbraio 1822 — Contratto del 12 febbraio 1822 per l'affitto di Sisignano a Francesco Giacomo Basile. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 88 del PDF · originale
  51. 28 maggio 1839 — 28 maggio 1839: affisso a Martina l'elenco dei debitori decimali del monastero. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 91 del PDF · originale
  52. novembre 1844 — Novembre 1844: i fondi martinesi sciolti dal peso della decima. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 92 del PDF · originale
  53. 1822 — 1822: a Badessa solo 35 tomoli seminativi su 230, il resto bosco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 95 del PDF · originale
  54. 13 novembre 1811 — Sentenza arbitramentale sulla divisione del Monte di Scio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 47 · originale
  55. 1814 — Vertenza dei Comuni di Martina e Mottola con l'ex feudatario per la divisione del demanio Gaulella, Poltri e S. Antuono. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 499, p. 19 del PDF · originale
  56. 6 dicembre 1814 – 3 marzo 1815 — Martino Marinosci compone la Statistica di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 28 · originale
  57. 19 maggio 1812 — Ordinanza Acclavio del 19 maggio 1812 citata da Manfridi per il giardino tra Porta Santa Maria e il Palazzo Ducale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 27 del PDF · originale
  58. 29 maggio 1814 — Il 29 maggio 1814 Giuseppe Fedele e Michele Maffei prendono in fitto la masseria Tamburrello dall'agente del duca di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 25 del PDF · originale
  59. 1827 — 1827: i Caracciolo si estinguono nella linea maschile con Petracone VIII. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8, p. 4 del PDF · originale
  60. 1815 — Impianto del catasto murattiano a Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2: Bianca D'AMORE DOCUMENTO - ECONOMIA SOCIALE - Il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia [a Martina Franca], PDF p. 48 · originale
  61. 8 aprile 1815 — Morte a Martina del duca Placido Caracciolo (8 aprile 1815). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 122 · originale
  62. 12 settembre 1813 — Morte a Martina del pittore Domenico Carella. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 7 del PDF · originale
  63. 1817 — Nel 1817 Basile edifica a Martina il palazzo poi detto Palazzo Masella. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 98 · originale
  64. 27 novembre 1824 — Argentina Caracciolo sposa il duca Riccardo de' Sangro. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 19 del PDF · originale
  65. 1820 — Nel 1820 i carbonari martinesi Raffaele Grassi e Domenico Desiati risultano «effervescenti». Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1967 (1967), p. 31 del PDF · originale
  66. 1 giugno 1842 — La chiesa di San Martino dichiarata vera collegiata, 1 giugno 1842. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 36 del PDF
  67. 1821 — Domanda di autorizzazione a stare in giudizio contro i Comuni di Taranto e Martina, ritenuti usurpatori dei demani. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 537, p. 21 del PDF · originale
  68. 1829 — Stralcio di antica causa per la divisione dei demani Parparo e Cupina: coinvolti Domenicani e Capitolo di Martina. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 504, p. 19 del PDF · originale
  69. 1822 — Catasto provvisorio di Martina: 2.115 tomoli di vigneto, 6,87% della superficie agraria. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 9 del PDF · originale
  70. 1822 — La superficie a vigneto di Martina passa da 1.198 tomoli (1753) a 2.115 (1822). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 29 del PDF · originale
  71. 1822 — Catasto provvisorio di Martina del 1822. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF · originale
  72. 1822 — Masseria Carruccio iscritta a Donato Stefano Carucci nel catasto. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 31 del PDF
  73. 1822 — Masseria Bellosguardo (Chiafele) accatastata ai fratelli Natale e Francesco Chiafele. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
  74. 1822 — Catasto: tre masserie in località Lugo estese 237 tomoli. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 107 del PDF
  75. 1822 — Masseria Piscinella pervenuta ai Nardone di Alberobello. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 170 del PDF
  76. 1822 — Altare della Madonna Addolorata fatto costruire da Pietro Casavola nel 1822. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 28 del PDF
  77. 1854 — Altare rifatto da Aloiso Miani nel 1854. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 32 del PDF
  78. 1850 — Nel 1850 Vito Antonio Fumarola restaura l'edicola sulla spianata del convento. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 35 del PDF · originale
  79. 1837 — Ritratto a olio di padre Pietro Carbotti di Giovanni Caroli, 1837. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 31 del PDF · originale
  80. 1852 — Masseria Guardarello: Deposizione di Giovanni Caroli. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 18 del PDF
  81. 1822 — Vigneto a Martina in calo dai primi dell'Ottocento al 1822. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO - Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d'Itria, p. 26 del PDF · originale
  82. 1840 — Fino al 1840 Martina usa stoppello/quartiere e tomolo come misure agrarie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 16 del PDF · originale
  83. 1836 — Provinciale Martina-Locorotondo-Fasano realizzata negli anni 1836-1852. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 43 del PDF · originale
  84. 1824 — Argentina Caracciolo sposa il duca Riccardo III de Sangro. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2005 n. 28: Italo PALASCIANO CURIOSITÀ D'ARCHIVIO - Il viaggio del 1832 della duchessa di Martina da Napoli a Masseria Casalrotto di Mottola, PDF p. 74 · originale
  85. 1827 — Morto senza prole Petracone VIII Caracciolo, il titolo di duca di Martina passa alla sorella Argentina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 19 del PDF · originale
  86. 3 agosto 1827 — Morte di Petracone VIII ed estinzione della linea maschile dei Caracciolo del Leone (3 agosto 1827). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 122 · originale
  87. 22 marzo 1825 — Una bambina esposta trovata sull'altare di Cristo alla grotta. Fonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23) · originale
  88. 1846 — Palazzo di via Mazzini acquistato dal botanico Martino Marinosci. Fonte: Giuseppe Grassi (1929), a cura di Angelo Sgura, Fondazione Terra d'Otranto, «Il Pittore Dominicus Carella» (2021-08-09) · originale
  89. 1826 — Masseria Pilozzo: versi di Raffaele Casavola incisi su pietra nel 1826. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 167 del PDF
  90. 1857 — Masseria Pilozzo: distici sui trulli-stalla datati 1857. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 167 del PDF
  91. 1834 — Masseria Madonna del Soccorso: fondazione ipotetica della chiesa ottocentesca da parte di Eustachio Santoro. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 118 del PDF
  92. 1840 — Masseria Palesi: chiesa verosimilmente costruita fra il 1840 e il 1850. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 158 del PDF
  93. 1846 — Masseria Delfino: lapide di Vincenzo Delfini sul portale del giardino. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 59 del PDF
  94. 13 maggio 1835 — Morte di Giambattista Lanucara, scienziato e letterato martinese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3: Angelo PAIS MASSERIE ED ENFITEUSI - La difesa di Ficazzano nel XVIII secolo [territorio di Ostuni], PDF p. 19 · originale
  95. 1831 — Le «coppole alla polacca» segnalate a Martina e a Taranto. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1938 (1938), p. 9 del PDF · originale
  96. 3 marzo 1851 — Evasi dal carcere arrestati nel territorio di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1935 (1935), p. 2 del PDF · originale
  97. 31 ottobre 1835 — Decreto reale per l'accettazione del legato di Gregorio Ancona alla Congrega del Carmine. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 453, p. 61 del PDF · originale
  98. 3 maggio 1839 — Decreto reale per il legato di Maria Carmela Fedele alla Congrega dell'Assunta. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 455, p. 62 del PDF · originale
  99. 17 gennaio 1843 — Testamento di Rosa Cappellari con legato ai poveri di Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 462, p. 63 del PDF · originale
  100. 11 marzo 1844 — Testamento di Vitantonio Chiara con legato ai poveri. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 469, p. 63 del PDF · originale
  101. 3 giugno 1845 — Legato di Michele Zigrino al Monte del Purgatorio. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 476, p. 64 del PDF · originale
  102. 13 aprile 1846 — Legato di Giambattista Luisi alla Congrega del Carmine. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 481, p. 65 del PDF · originale
  103. 1847 — Legati del 1847 alle Congreghe del Purgatorio e del SS. Crocifisso (Chiatante e Confessa). Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 18, p. 117 del PDF · originale
  104. 2 settembre 1847 — Legato di Antonio Di Giuseppe alle Congreghe della Natività e dell'Addolorata. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 487, p. 66 del PDF · originale
  105. 7 marzo 1850 — Legato di Giuseppe Ruggieri a favore dei poveri per maritaggi. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 494, p. 67 del PDF · originale
  106. 4 agosto 1851 — Legato di Angelo Vito Semeraro alla Congrega di S. Antonio di Padova. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 500, p. 68 del PDF · originale
  107. 20 ottobre 1853 — Legato di Vitantonio Colucci a favore dei poveri. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 507, p. 69 del PDF · originale
  108. 1837 — Giovanni Caroli: riproduzione del Venerabile Pietro Carbotti nella Chiesa dei Cappuccini. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 90 del PDF
  109. 27 giugno 1859 — Morte a Napoli di Maria Teresa Lacarbonara, nata a Martina, e traslazione dei resti. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 47 del PDF
  110. novembre 1844 — Nel novembre 1844 si chiude la lite sulle decime tra il monastero di San Benedetto e i proprietari martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 92 · originale
  111. 1845 — Il tumulto popolare del 1845 per i demani di Martina. Fonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 30 · originale
  112. 6 febbraio 1845 — Devastazione del bosco di masseria Bellosguardo da parte dei vaticali. Fonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · originale
  113. 1851 — Edificazione della chiesa di Masseria Guarini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 99 · originale
  114. 1851 — Masseria Guarini: costruzione della chiesa della Vergine dei Sette Dolori. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 91 del PDF
  115. 1845 — Masseria Santoro: Michele Santoro erige la chiesa della Madonna di Loreto. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 193 del PDF
  116. 6 febbraio 1845 — Masseria Bellosguardo occupata da contadini poveri nei torbidi del 1845. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
  117. 1848 — Il sacerdote Vincenzo Lupoli investe quattro preti dopo l'elezione fatta dall'arcivescovo. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1933 (1933), p. 9 del PDF · originale
  118. 24 marzo 1850 — Voce dell'arresto a Taranto di Michele Santoro e altri di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1933 (1933), p. 4 del PDF · originale
  119. 16 febbraio 1849 — Ordinanza dell'Intendente che riapre la questione dei demani (16 febbraio 1849). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 21 · originale
  120. 16 febbraio 1849 — L'intendente dispone la citazione degli occupatori dei demani. Fonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · originale
  121. 16 febbraio 1849 — Ordinanza dell'intendente di Terra d'Otranto contro gli occupatori di terre demaniali a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF · originale
  122. 1850 — Gli avvocati Macchia e Marangi fanno stampare tre allegazioni a Lecce. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF · originale
  123. 20 gennaio 1850 — Memorie a stampa dei proprietari del territorio di Martina contro il Comune (Lecce, 1850). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 64 del PDF · originale
  124. 18 febbraio 1850 — Ordinanza del 18 febbraio 1850 dell'intendente di Terra d'Otranto sulle tesi dei notabili proprietari. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 30 del PDF · originale
  125. 1854 — Torre dell'Arisano a Martina ancora esistente nel 1854. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 186 del PDF
  126. 1866 — Masseria Lella: ampliamenti del 1821 e del 1866 come villeggiatura. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 105 del PDF
  127. 1875 — Masseria Luco: facciata neoclassica con epigrafe Post fata resurgo 1875. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 110 del PDF
  128. 1878 — Masseria Cavaruzzo: nuova casa padronale costruita nel 1878. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 37 del PDF
  129. 1884 — Masseria Palesi: casa padronale completata nel 1884. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 158 del PDF
  130. 1885 — Masseria Madonna del Soccorso: sistemazione definitiva dei corpi di fabbrica. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 117 del PDF
  131. 1886 — Masseria Lanzo: nuova casa padronale del 1886. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 99 del PDF
  132. 1888 — Masseria Reinzano: ritrovamento di diciannove asce bronzee. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 184 del PDF
  133. 30 settembre 1854 — Legato di Francesco Paolo Filomena alla Congrega di S. Antonio di Padova. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 519, p. 70 del PDF · originale
  134. 13 aprile 1855 — Legato dell'arcivescovo Raffaele Blundo ai poveri di Taranto, Grottaglie e Martina. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 18, p. 122 del PDF · originale
  135. 2 giugno 1855 — Legato di Giulia Caramia alla Congrega dell'Addolorata. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 525, p. 71 del PDF · originale
  136. 5 settembre 1855 — Legato di Luca Pastore al Reverendo Capitolo di Martina. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 532, p. 72 del PDF · originale
  137. 23 aprile 1856 — Legato di Maddalena Casavola a favore dei poveri di Martina. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 539, p. 73 del PDF · originale
  138. 5 aprile 1858 — Legato di Donata Maria Bernardi alla Congrega della Natività. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 546, p. 74 del PDF · originale
  139. 1857 — Calendario delle fiere di Martina nel 1857 e mercato settimanale del lunedì. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 153 · originale
  140. 1864 — Vendita della masseria Montepelusiello dal Demanio a Giuseppe Maria Urgese, con tipo dell'ing. Luigi Furlano. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Finanza, Intendenza di Finanza, fasc. 5263 (1864), p. 379 del PDF · originale
  141. 1871 — Quotizzazione di terreni della Masseria Nigri (1871-1882). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 134 del PDF · originale
  142. 1875 — 1875: prima radicale divisione di Masseria Sorangelo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 93 del PDF · originale
  143. 1899 — Voto del Comune di Martina Franca per sussidi ai danneggiati dalla grandine. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, fasc. 13 (1899), p. 82 del PDF · originale
  144. 1860 — Masseria Peppuccio: restauro della Deposizione dell'ancona. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF
  145. 1860 — Masseria Reinzano: tela commissionata da Francesco Rodio. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 185 del PDF
  146. 9 febbraio 1861 — Masseria Madonna del Soccorso: restauro delle immagini a cura del sacerdote Eustachio Santoro. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 119 del PDF
  147. 1862 — Masseria Miceli: Madonna degli Angeli di Antonio Semeraro. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 18 del PDF
  148. 1865 — Giuseppe Di Giuseppe ritrae il maggiore Michele Santoro. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 194 del PDF
  149. 1862 — Posta per la prima volta nel 1862 la questione territoriale tra Alberobello e Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1988 n. 11, p. 8 del PDF · originale
  150. aprile 1862 — Aprile 1862: il brigante Bosco dichiara di essere stato favorito nelle masserie di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Italo PALASCIANO CIVILTÀ CONTADINA - Massari e masserie nella Puglia di ieri e di oggi, p. 13 del PDF · originale
  151. 4 giugno 1862 — Dispaccio: scontro tra briganti e Guardia Nazionale di Martina presso masseria Marrocco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 26 del PDF · originale
  152. 25 novembre 1862 — Evade dal carcere di Martina il brigante Leonardo Miceli (25 novembre 1862). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 143 · originale
  153. 1 dicembre 1862 — Scontro alla masseria Monaci con la banda del sergente Romano. Fonte: Francesco Semeraro, Briganti, galantuomini e masserie, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 1, 1978, PDF p. 19 · originale
  154. 16 gennaio 1863 — Cattura del brigante martinese Lorenzo Fragnelli alla masseria Centrone (16 gennaio 1863). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 146 · originale
  155. 9 novembre 1863 — 9 novembre 1863: assalto dei briganti alla masseria Pozzo Carucci. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 156 · originale
  156. 4 gennaio 1864 — 4 gennaio 1864: la Guardia Nazionale di Martina cattura il capo brigante Pizzichicchio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 157 · originale
  157. 6 luglio 1864 – 26 agosto 1864 — Stato dei briganti arrestati o uccisi dalla Guardia Nazionale di Martina, firmato da Michele Casavola (6 luglio 1864). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 138 · originale
  158. 18 febbraio 1864 — Regio decreto n. 1704 del 18 febbraio 1864: la città assume il nome «Martina Franca». Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 138 · originale
  159. 7 marzo 1863 — Martino Piccinni di Martina Franca scrive sul «Cittadino Leccese»; libello contro di lui. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1985 (1985), p. 289 del PDF · originale
  160. settembre 1892 — «L'Argine» di Martina Franca sostiene la candidatura dell'on. Paolo Grassi. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 30 del PDF · originale
  161. 14 febbraio 1864 — Il Comune assume il nome di Martina Franca. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
  162. 1865 — Soppresso a Martina l'ente Ospedale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1987 n. 10: Aldo MONTANARO MARTINA NEL CATASTO MURATTIANO - Proprietà ecclesiastiche dalla Restaurazione all'Unità [a Martina Franca], PDF p. 54 · originale
  163. 10 luglio 1865 — Incamerate dal Demanio le proprietà degli ordini monastici a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1987 n. 10: Aldo MONTANARO MARTINA NEL CATASTO MURATTIANO - Proprietà ecclesiastiche dalla Restaurazione all'Unità [a Martina Franca], PDF p. 54 · originale
  164. 6 ottobre 1865 — L'ex convento di San Francesco passa dallo Stato alla Congregazione di Carità di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, PDF p. 21 · originale
  165. 15 maggio 1870 — Incameramento dei beni del Capitolo di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1987 n. 10: Aldo MONTANARO MARTINA NEL CATASTO MURATTIANO - Proprietà ecclesiastiche dalla Restaurazione all'Unità [a Martina Franca], PDF p. 54 · originale
  166. 6 ottobre 1865 — Il 6 ottobre 1865 l'ex convento di San Francesco passa alla Congregazione di Carità di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 21 del PDF · originale
  167. 1866 — 1866: incameramento statale dei beni dei monasteri femminili, tra cui la masseria Badessa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 60 del PDF · originale
  168. 10 luglio 1868 — Decreto reale autorizza la Congregazione di Carità di Martina ad acquistare l'ex convento dei francescani. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, Consiglio Generale degli Ospizi: Legati Pii, fasc. 558, p. 76 del PDF · originale
  169. 1881 — Richiesta di sussidio per gli asili di infanzia da parte di Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, fasc. 51 (1881), p. 71 del PDF · originale
  170. circa 1870 — Rinascita edilizia a Martina dopo il 1870 con Alessandro Fighera. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 13 del PDF
  171. circa 1870 — Diffusione del bianco di Alessano nelle Murge martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 35 del PDF · originale
  172. 1887 — 1887: Cosimo De Giorgi descrive il costume tradizionale di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1976 (1976), p. 370 del PDF · originale
  173. 6 gennaio 1895 — 6 gennaio 1895: la prima cooperativa vinicola di Martina. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 2, 28 febbraio 1974, p. 10 del PDF
  174. 1870 — Boom della viticoltura a Martina negli anni 1870-1875. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 14 del PDF
  175. 1874 — Le Società Operaie di Mutuo Soccorso, anche di Martina Franca, estranee ai moti del 1874. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1975 (1975), p. 512 del PDF · originale
  176. 1872 — Caterina Chiafele erige un nuovo stabile nella masseria. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 92 · originale
  177. 1872 — Cappella della masseria Chiafele costruita da Caterina Chiafele nel 1872. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 84 del PDF
  178. 1872 — Masseria Chiafele: Caterina Chiafele fa costruire il palazzo di campagna. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
  179. 1878 — Restauro del 1878 a spese dell'arciconfraternita (Madonna della Libera). Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 45 del PDF
  180. 1878 — Antonio Semeraro dipinge Santa Filomena per l'altare del Carmine di Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 141 del PDF
  181. 1882 — Restauro del 1882 sotto l'arciprete Silvestro Bello. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 58 del PDF
  182. 1881 — Scioglimento di promiscuità tra il Capitolo di Taranto e i Comuni di Martina e Mottola. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 49, p. 57 del PDF · originale
  183. 31 agosto 1900 — Relazione del 31 agosto 1900 dei periti Galeone, de Introna, Fedele e Barberio sui demani di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 28 del PDF · originale
  184. settembre 1900 — Martina e Mottola sciolgono la promiscuità su 8.580 ettari. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 25 del PDF · originale
  185. 1882 — Michelangelo La Sorte, narratore e pedagogista, nato a Martina Franca nel 1882. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 3, 15 marzo 1974, p. 13 del PDF
  186. 1890 — Lottizzazioni in enfiteusi nel territorio di Martina: 320 fondi nel 1890 e 468 nel 1906. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 33 del PDF · originale
  187. settembre 1900 — Martina e Mottola sciolgono la promiscuità su 8.580 ettari (settembre 1900). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 25 · originale
  188. 1893 — Masseria Madonna del Soccorso: pala di Giuseppe Di Giuseppe datata 1893. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 118 del PDF
  189. 1893 — Antonio Semeraro dipinge le tempere della cappelletta di Monte Tre Carlini. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 141 del PDF
Ringraziamenti e fonti principali

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