Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
circa 1305Fondazione del Casale di Franca Martina (circa 1305)
Secondo l'autore, il principe di Taranto Filippo I d'Angiò promosse, probabilmente nel 1305, la fondazione del Casale di Franca Martina. Ai primi abitanti fu concesso di edificare le case su una ristretta area a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto, che definì nel tempo la configurazione dell'attuale centro storico.
«Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, pro- babilmente nel 1305, promosse la fondazione del Casale di Franca Martina, concedendo ai pri- mi abitanti d’edificare le loro case su una ri- stretta area a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto,»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 30 · Leggi il passo nel testo
circa 1305Filippo I d'Angiò promuove la fondazione del Casale di Franca Martina
Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, probabilmente nel 1305, promosse la fondazione del Casale, concedendo ai primi abitanti di edificare su un'area ristretta a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto, che definì l'assetto del centro storico.
«Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, pro-
babilmente nel 1305, promosse la fondazione
del Casale di Franca Martina»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF
1306Nel 1306 esiste già un casale di Martina con università e capitano
Secondo l'articolo, nel 1306 Martina era già un casale, cioè un centro abitato aperto e non cinto da mura, dotato di una università e di un capitano. Erano già arrivati i primi abitanti, che avevano trattato con Filippo di Taranto le condizioni del loro trasferimento dai paesi vicini.
«Nel 1306 era già in piedi un casale di Mar- tina, ossia un centro abitato aperto, non cinto da mura, con una università e un capitano.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10
1306Nel 1306 esiste un casale di Martina con università e capitano
Centro abitato aperto, non cinto da mura, dove erano già affluiti i primi abitatori che avevano patteggiato con Filippo di Taranto le condizioni del trasferimento.
«Nel 1306 era già in piedi un casale di Mar-
tina, ossia un centro abitato aperto, non cinto
da mura, con una università e un capitano»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
circa 1310Privilegi dei principi di Taranto ai coloni di Martina
Secondo l'autore, vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 concessero e confermarono privilegi (esenzione dalla fida) per incrementare di abitanti la neonata comunità di Martina.
«in questi luoghi erano esenti dal pagamento della fida (fitto de- gli erbaggi da versare ai baglivi), in forza di nu- merosi privilegi concessi e confermati da vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 per incre- mentare di abitanti la neonata comunità di Martina.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 96 · Leggi il passo nel testo
1310Fondazione ufficiale di Martina nel 1310 per volere di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto
La data ufficiale della fondazione è il 1310, per volere del principe di Taranto Filippo I d'Angiò, per rendere più sicure le contrade dette statio deserta ferarum; l'autore però ritiene di poter smentire l'episodio, perché già nel 1260 esisteva un castrum Martinae nello stesso sito.
«della fondazione di Martina, ufficialmente avve-
nuta solo nel 1310 per volere del principe di Ta-
ranto Filippo I d'Angiò al fine di rendere più si-
cure quelle contrade»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 36 del PDF
1310Nel 1310 ai martinesi libertà di pascolo nei territori di Mottola, Massafra e Ostuni
Tra le agevolazioni date ai martinesi è ricordata la concessione nel 1310 della libertà di pascolo nei territori di Mottola, di Massafra e di Ostuni.
«la concessione
nel 1310 della libertà di pascolo nei territori di
Mottola, di Massafra e di Ostuni»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 50 del PDF
12 agosto 1310 – 15 agosto 1310Privilegi di Filippo I d'Angiò per gli abitanti della nuova Martina (agosto 1310)
Con due privilegi del 12 e 15 agosto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, indicato come signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che sarebbero andati ad abitare la città in costruzione. Fonte citata dall'autore: Privilegi del 12 e 15 agosto 1310 di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto.
«Infatti con i due privilegi del 12 e 15 ago- sto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taran- to, signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che andavano ad abitare la edificanda città.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo
12 agosto 1310Privilegio di Filippo I d'Angiò che garantisce la demanialità perpetua del Casale della Franca Martina
Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò emanò da Napoli un privilegio con cui, secondo il testo, garantì la demanialità perpetua del centro abitato formatosi sulla Murgia sud-orientale. L'articolo lo indica come riconoscimento istituzionale del Casale della Franca Martina, ricordato con il settecentenario del 2010. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, 12 agosto 1310.
«il quale il 12 agosto 1310 emanò da Napoli un privilegio con cui garantì la demanialità perpetua del centro demico formatosi sulla Murgia sud-orientale.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Redazione, Due pubblicazioni di storia patria per il settecentenario di Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 33, 2010, PDF p. 182 · Leggi il passo nel testo
12 agosto 1310Privilegio di Filippo I d'Angiò del 12 agosto 1310 a Martina; l'insediamento è detto casale della Franca Martina
Il privilegio è il documento tradizionalmente celebrato come atto di fondazione; nel 1310 arrivano i primi riconoscimenti ufficiali ai nuovi martinesi.
«privilegio del 12 ago-
sto 1310 concesso dal principe di Taranto Fi-
lippo 1 d'Angiò»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 5 del PDF
15 agosto 1310Secondo privilegio del 1310 sui pascoli
Filippo d’Angiò assicurò agli abitanti l’esenzione dai diritti di fida dovuti ai baglivi di Ostuni, Mottola e Massafra per il bestiame sui demani.
«Il 15 agosto 1310, inoltre, Filippo d’Angiò emanò un altro privilegio»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1315Nel 1315 l'università di Monopoli riesuma l'Instrumentum del 1260 contro l'esproprio subito da Martina
Monopoli reagì al primo esproprio di territorio; per il secondo del 1317 si rivolse all'autorità regia e nel 1321 la controversia languiva ancora a Napoli.
«Già nel 1315
l'università monopolitana aveva riesumato l’In-
strumentum executionis mandati regii del 1260»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
1315Causa di Monopoli contro i martinesi
L’Università di Monopoli avviò un’azione giudiziaria per l’occupazione abusiva del proprio territorio da parte dei martinesi, attratti dai pascoli gratuiti.
«un’azione giudiziaria intentata nel 1315 dall’Università di Monopoli per l’abusiva occupazione del proprio territorio da parte dei martinesi»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1317Concessione del distretto circolare di due miglia a Martina (1317)
Nel 1317 il principe di Taranto concesse agli abitanti del casale un territorio circolare, il distretto, intorno al centro urbano con raggio di due miglia. Secondo Liuzzi più di un quarto del circuito apparteneva a Monopoli e a Ostuni, che ne subirono la perdita; Monopoli protestò e la controversia languiva ancora a Napoli nel 1321.
«Nel 1317 gli abitanti del casale furono gra- tificati dal principe della concessione di un ter- ritorio circolare (il distretto) intorno al centro urbano dal raggio di due miglia, ossia di km 3,700 circa con una superficie di kmq 43 cir- ca, corrispondenti a 4.278 ettari.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10 · Leggi il passo nel testo
1317Nel 1317 Filippo d'Angiò concede ai cittadini di Martina un distretto di due miglia
Secondo l'autore, parte del territorio demaniale di Monopoli fu assegnata a Martina in due momenti: nel 1317 il principe di Taranto Filippo d'Angiò concesse in uso privato ai cittadini un distretto del raggio di due miglia intorno al centro abitato.
«nel 1317, quando il principe di Taranto Filippo | d'Angiò concesse in uso privato ai cittadi- ni un distretto del raggio di 2 miglia intorno al centro abitato»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 35 · Leggi il passo nel testo
1317Concessione del distretto ai coloni della Franca Martina da Filippo I d'Angiò
Il territorio senza vincoli feudali fu concesso nel 1317; vi nacquero masserie come Crocifisso, Cupa Blasi e Delfino.
«concesso senza vincoli feudali nel 1317 ai coloni del nuovo centro demico
della Franca Martina dal principe di Taranto Filippo I d'Angiò (1294-1331)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 53 del PDF
1317Nel 1317 Filippo I concede agli abitanti di Martina un distretto circolare di raggio due miglia
Territorio di circa 43 kmq (4.278 ettari, raggio di circa 3,7 km) intorno al centro urbano; oltre un quarto del circuito apparteneva a Monopoli e a Ostuni.
«Nel 1317 gli abitanti del casale furono gra-
tificati dal principe della concessione di un ter-
ritorio circolare (il distretto) intorno al centro
urbano dal raggio di due miglia»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
1317Territori ex monopolitano e ostunese passati a Martina nel 1317 e nel 1359
Liuzzi ricorda che gli ex territori monopolitano e ostunese a nord e nord-est passarono a Martina nel 1317 e nel 1359.
«ex territori monopolitano e ostunese, pas-
sati a Martina nel 1317 e nel 1359»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 42 del PDF
15 gennaio 1317Filippo I d'Angiò dota Martina di un distretto di due miglia di raggio
Con privilegio del 15 gennaio 1317 il principe di Taranto Filippo I d'Angiò dotò il centro abitato di un distretto, cioè un circuito di due miglia di raggio (circa 3,7 km) intorno all'abitato. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Filippo I d'Angiò, 15 gennaio 1317.
«Con privilegio del 15 gennaio 1317 il principe di Taranto Filippo I d’Angiò (1294-1331) dotò il centro demico di un distretto, ossia un circuito di due miglia di raggio (km 3,7) intorno all’abitato.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 143 · Leggi il passo nel testo
15 gennaio 1317Privilegio di Filippo I d'Angiò: distretto di 2 miglia attorno all'abitato
Con privilegio del 15 gennaio 1317 il principe concesse alla comunità martinese, ancora priva di territorio, un'area circolare di raggio 2 miglia (circa 3,7 km) detta districtum, ricadente in parte nell'agro di Monopoli, in parte di Ostuni e in parte di Taranto. Ai martinesi fu riconosciuta proprietà privata, senza censi o terraggi.
«Con privilegio del 15 gennaio 1317 Filippo l
d'Angiò concesse alla comunità martinese, an-
cora priva di un proprio territorio, un’area cir-
colare intorno al centro urbano del raggio di 2
miglia»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF
15 gennaio 1317Concessione del distretto circolare di 4.278 ettari
Filippo I assegnò un territorio di due miglia attorno all’abitato, tolto a Monopoli, Ostuni e Taranto, in allodio e senza tasse feudali.
«assegnando il 15 gennaio 1317 un territorio circolare intorno al centro urbano di due miglia circum circa»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1335Dal 1335 Martina è castrum, abitato cinto da mura
Fino al 1335 Martina era un borgo aperto (casale), ancora a trent'anni dalla rifondazione; l'ipotesi di un luogo fortificato fin dall'inizio non regge.
«Dal 1335 Martina è castrum, ossia un abita-
to circoscritto da mura di cinta e dal 1353 è»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 12 del PDF
1343Privilegio di Roberto principe di Taranto (1343) all'Università di Franca Martina per la comunità d'acqua
Il passo elenca privilegi di Roberto (1343) e del padre Filippo (1310 e 1317) a favore dell'Università di Franca Martina per la comunità d'acqua con Ostuni, Mottola e altre terre.
«Privilegi di Roberto principe di Taranto (1343) nonché di suo 1478. 1531. padre Filippo (1310 e 1317) in favore dell'Università di Franca Martina per la comunità d’acqua con le terre di Ostuni, Mottola»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1971 (1971), p. 64 del PDF
1353Dal 1353 scompare per sempre l'appellativo «franca» da Martina
L'autore vi vede il segno che era scaduto il tempo delle generose esenzioni concesse ai vassalli per incrementare l'afflusso di abitanti.
«l'appel-
lativo di franca scompare, però, per sempre a
partire dal 1353»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
1353Nel 1353 Roberto d'Angiò dona a Pietro del Tocco il feudo di Martina e la Gualda di Taranto
Il principe di Taranto Roberto d'Angiò nel 1353 donò a Pietro del Tocco, oltre al feudo di Martina, la Gualda (jus Gualdae) della città di Taranto.
«Nel 1353 il principe di Taranto Roberto d'An-
giò donò a Pietro del Tocco, oltre al feudo di
Martina, la Gualda»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 48 del PDF
1358Nel 1358 estesa la libertà di pascolo a Taranto, Monopoli, Noja, Matera e Brindisi
La libertà di pascolo concessa nel 1310 fu estesa nel 1358 ai territori di Taranto, Monopoli, Noja (Noicattaro), Matera e Brindisi.
«successiva-
mente estesa nel 1358 anche a quelli di Taranto,
di Monopoli, di Noja (Noicattaro), di Matera, di
Brindisi»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 50 del PDF
circa 1358Intorno al 1358 Roberto d'Angiò revoca in demanio i territori; i martinesi e Pietro del Tocco ottengono conferma dei privilegi
Il principe Roberto d'Angiò dispose intorno al 1358 la revoca in demanio dei territori del principato; i martinesi e il loro dominus Pietro del Tocco ottennero la conferma dei privilegi e nuove immunità, confermate dalla regina Giovanna I nel 1358.
«dispose intorno al 1358 la revoca in
demanio di tutti i territori delle città e delle terre
del principato per potervi forestam exerceri; la ri-
sposta dei martinesi e del loro dominus, Pietro
del Tocco»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 49 del PDF
1359Roberto d'Angiò concede un territorio ai martinesi e al conte Pietro del Tocco
Il territorio di Le Voccole era appartenuto a Taranto fino al 1359; prima apparteneva all'Abbazia di San Vito del Pizzo.
«fino al 1359, anno in cui il prin-
cipe Roberto d'Angiò (1343-1364)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 103 del PDF
1359La Selva Tarentina compresa nel territorio della Franca Martina
Il vasto comprensorio, già della Mensa arcivescovile di Taranto, viene assegnato al nuovo centro nel 1359.
«nel 1359 compreso nel territorio assegnato al nuovo centro»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF
1359Nel 1359 il principe Roberto concede il territorio alla nuova Martina, trasformando i confini con Monopoli e Taranto
Il territorio di Martina, nel 1260 diviso tra Monopoli, Taranto e Ostuni, fu radicalmente trasformato nel 1359 dalla concessione del principe Roberto a favore della nuova Martina. Luoghi come Pentima Vetrana, Pentimella e Guardiola divennero martinesi a tutti gli effetti.
«radical-
mente trasformata nel 1359 con la concessio-
ne del principe Roberto a favore della nuova»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 9 del PDF
1359Il territorio ex tarantino passa a Martina
Il passo colloca nel 1359 il passaggio a Martina del territorio già tarantino, di competenza giurisdizionale del feudatario della città.
«ex tarantino, passato a Martina nel 1359»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF
1359Roberto d'Angiò dona a Martina nel 1359 un territorio immenso
Roberto d'Angiò, secondo principe di Taranto, per accondiscendere ai martinesi dona nel 1359 un territorio immenso, ritagliato in gran parte dai territori di Monopoli e Taranto e in misura minore di Ostuni (oltre 410 kmq secondo Ancona).
«giò, secondo principe di Taranto, volendo ac-
condiscendere alle richieste dei martinesi, do-
nò nel 1359 un territorio immenso»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 11 del PDF
1359Le Pianelle appartengono dal 1359 al Comune di Martina
Il bosco delle Pianelle appartiene al Comune di Martina sin dal 1359 e gli abitanti vi hanno esercitato gli usi civici (legnatico, ghiandatico, erbatico).
«Le Pianelle appartengono sin dal 1359
al Comune di Martina, i cui abitanti hanno qui
da sempre esercitato gli »
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 35 del PDF
1359Roberto d'Angiò assegna un vasto territorio alla neonata terra di Martina
Il principe di Taranto Roberto d'Angiò (1343-1364) assegnò alla neonata terra di Martina un vasto territorio, in parte appartenuto all'Università di Monopoli (la bagliva verso Monopoli).
«1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò
(1343-1364) assegnò alla neonata terra di Mar-
tina.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 103 del PDF
gennaio 1359Permuta di terre in località Le Vocche tra il tarantino Berlingerio de Stayta e il martinese Chicco de Antonio
Un documento del gennaio 1359, contratto di permuta tra il tarantino Berlingerio de Stayta e il martinese Chicco de Antonio, riguarda terre in località Le Vocche in territorio di Martina; è una copia autenticata di inizio Seicento.
«ma un documento del gennaio del
1359 schiude alla ricerca una prospettiva diver-
sa, quella della vita pratica quotidiana.
Si tratta di un contratto di permuta, sotto-
scritto fra il tarantino Berlingerio (o Mringerio)
de Stayta e il martinese Chicco de Antonio.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 51 del PDF
15 aprile 1359Il principe Roberto d'Angiò concede a Martina un vasto territorio (15 aprile 1359)
Con la concessione del 15 aprile 1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò assegnò a Martina un territorio immenso, ricavato in gran parte da quelli di Monopoli, Taranto e Ostuni, per oltre 410 kmq (450 con il distretto del 1317). Secondo l'autore la concessione fu poi parzialmente rivista negli anni successivi per ricorsi di ordini monastici, del vescovo di Monopoli e di Ostuni, ma la documentazione della revisione non è pervenuta.
«In primo luogo, alla concessione del 15 aprile 1359 seguì una parziale revisione della stessa, negli anni immediatamente seguenti, relativa- mente ad alcuni tenimenti feudali o universali appartenenti a Monopoli e ad Ostuni, impro- priamente ceduti a Martina.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 14 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359: nuovo territorio ai martinesi
Roberto d'Angiò, divenuto nel 1356 anche signore di Monopoli, assegnò agli abitanti di Martina un ampio e nuovo territorio con il noto privilegio del 15 aprile 1359. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359.
«Questi, infatti, divenuto nel 1356 anche si- gnore di Monopoli, non più città regia, volle gratificare gli abitanti di Martina, assegnando loro un ampio e nuovo territorio con il noto pri- vilegio del 15 aprile 1359.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 75 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò: vasto territorio demaniale a Martina (15 aprile 1359)
Il principe di Taranto Roberto d'Angiò concesse con privilegio del 15 aprile 1359 un vasto territorio demaniale all'Università di Martina e al suo feudatario Pietro di Tocco. Secondo l'autore, il privilegio sconvolse l'antica confinazione tra Monopoli e Taranto fissata nel 1260 e fonda il demanio martinese. Fonte citata dall'autore: Privilegio del 15 aprile 1359 (pergamena nell'Archivio Caracciolo de Sangro, Biblioteca Comunale di Martina Franca).
«Privilegio del 15 aprile 1359, con il quale il principe di Taranto Roberto d'Angiò concesse un vasto territorio demaniale al- l'Università di Martina e al suo feudatario Pietro di Tocco.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 5 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò che delimita il vasto territorio di Martina
Con privilegio del 15 aprile 1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò, figlio di Filippo I, delineò il vasto territorio di Martina, che in seguito fu notevolmente ridotto nella parte nord-orientale. Il documento fissava anche i confini con la terra di Ceglie. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Roberto d'Angiò, principe di Taranto, 15 aprile 1359.
«Il vasto territorio di Martina fu disegnato, sebbene in seguito notevolmente decurtato nel- la parte nord-orientale, con privilegio del 15 apri- le 1359 dal principe di Taranto Roberto d'Angio (1343-1364), figlio di Filippo I.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Concessione di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359: vasto territorio demaniale a Martina
Il principe di Taranto dona a Martina un territorio immenso ritagliato da Monopoli, Taranto e Ostuni (oltre 410 kmq, con gli attuali agri di Alberobello, Cisternino e Locorotondo); seguì una parziale revisione.
«alla concessione del 15 aprile
1359 seguì una parziale revisione della stessa»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF
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