Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1602Pubblicazione a Napoli della Vita di san Martino del martinese Cito de Citi
Il poeta e aromatario martinese Cito de Citi, documentato tra il 1577 e il 1596, è autore della Vita di san Martino, opera in versi edita a Napoli nel 1602 e dedicata all'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio. Fonte citata dall'autore: Cito de Citi, Vita di san Martino, Napoli, 1602.
«Il primo autore da menzionare è il colto aromatario martinese Cito de Citi (documentato fra il 1577 e il 1596), autore della Vita di san Martino, opera in versi edita a Napoli nel 1602 e dedicata all’arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio (1574-1599);»
Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · Leggi il passo nel testo
1603Catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: quarantanove schede di bonatenenti martinesi
Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603 contiene quarantanove schede fiscali intestate a bonatenenti di Martina, possessori di beni in territorio di Ceglie.
«Nel catasto di Ceglie del Gaudo del 1603 com-
paiono, oltre alle quarantanove schede fiscali
dei citati bonatenenti di Martina»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 41 del PDF
20 giugno 1603Annotazione del 20 giugno 1603: esonero dalla bonatenenza per partite di bonatenenti martinesi
Sul margine delle schede di alcuni bonatenenti martinesi è riportata una annotazione datata 20 giugno 1603, in base alla quale essi furono esonerati dal pagamento della bonatenenza a favore dell'Università di Ceglie (già versata nel 1603).
«Die 20 mensis iunii 1603 ... de
praesenti partita nulla in futurum habeatur ratio,»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF
12 settembre 1607Transazione a Napoli tra l'Università di Martina e il duca G. B. Caracciolo (1607)
Donato Antonio Desiati fu eletto deputato dell'Università di Martina per concordare a Napoli, il 12 settembre 1607, una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che all'epoca risiedeva a Buccino.
«venne eletto deputato dell’Università per concordare a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista Il Caracciolo (1607-1626), che all’epoca risiedeva a Buccino.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · Leggi il passo nel testo
12 settembre 1607Donato Antonio Desiati deputato a Napoli per una transazione col duca Giovanni Battista II Caracciolo
Eletto deputato dell'Università, concorda a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che allora risiedeva a Buccino.
«venne eletto deputato
dell’Università per concordare a Napoli il 12
settembre 1607 una transazione con il duca
Giovanni Battista Il Caracciolo (1607-1626)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 83 del PDF
31 maggio 1608Il dottor Donato Antonio Deseati è ucciso a colpi d'archibugio (31 maggio 1608)
Secondo il testo citato, il 31 maggio 1608 il dottor Donato Antonio Deseati, mentre tornava dalla sua masseria, fu ucciso con un'archibugiata per essere stato strenuo difensore dei diritti e delle prerogative dell'Università di Martina. Fonte citata dall'autore: Platea Desiati (manoscritto stilato nel 1742).
«Qualche anno dopo, però, a di 31 maggio 1608 nel mentre facea ritorno il dottor Do- nat'Antonio Deseati dalla sua massaria de Pozzi delle Case fu per istrada con archibugia- ta ammazzato per esser stato acerrimo difern- sore de jussi, e prerogative dell'Università di Martina...»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84 · Leggi il passo nel testo
31 maggio 1608Attentato mortale a Donato Antonio Desiati, già sindaco di Martina (1608)
Secondo il testo, Donato Antonio Desiati, già sindaco di Martina (1600-01) e deputato dell'Università, fu vittima di un attentato mortale il 31 maggio 1608 mentre rientrava dalla sua Masseria Pozzi delle Case.
«Donato Antonio Desiati restò vittima di un attentato mortale il 31 maggio 1608, mentre rientrava dalla sua Masseria Pozzi delle Case;»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · Leggi il passo nel testo
15 novembre 1608Seconda transazione tra la Mensa arcivescovile di Taranto e Martina sulla Selva Tarentina (15 novembre 1608)
Il 15 novembre 1608, a Martina, per atti del notaio Pietro Corrente e con l'intervento dell'arcivescovo Ottavio Mirto Frangipane, fu redatta la seconda transazione tra la Mensa arcivescovile e l'Università di Martina, appendice alla prima stipulata a Taranto il giorno prima. Secondo l'articolo, le parti volevano chiudere una lite in corso da oltre un quarto di secolo. Fonte citata dall'autore: Atti del notaio Pietro Corrente, Martina, 15 novembre 1608.
«La seconda transazione, redatta formalmente in Martina il giorno successivo, 15 novembre 1608, per atti del notaio locale Pietro Corren- te e con l’intervento dello stesso monsignor Mirto Frangipane, nonché dei due suddetti rappresentanti #niversali, costituì una specie di appendice alla prima.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 106 · Leggi il passo nel testo
27 ottobre 1611Atto del 27 ottobre 1611: il Capitolo concede in enfiteusi perpetua la Foggia Grande a Gregorio de Gregorio
Il Capitolo concesse la cisterna in enfiteusi perpetua a Gregorio de Gregorio con canone annuo di 1 ducato e 50 grana, con atto del notaio Girolamo Marangi del 27 ottobre 1611.
«concesse tale ci-
sterna in enfiteusi perpetua a Gregorio de Gre-
Lorio con il canone annuale di 1 ducato e 50 gra-
na con atto del notaio Girolamo Marangi del 27
ottobre 1611.»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 41 del PDF
ottobre 1612All'Università di Martina e ad altre è assegnato il servizio di vigilanza costiera
Secondo l'articolo, il servizio di vigilanza costiera (un cavallaro che dalla torre di San Leonardo si recava fino a Martina) fu assegnato, con il relativo aggravio, all'Università di Martina e ad altre nell'ottobre 1612, per ordine del viceré Conte di Lemos.
«Que- sto ultimo servizio era stato assegnato con il relativo aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot- tobre del 1612 per ordine del vicerè Conte di Le- mos!4.»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, PDF p. 11
ottobre 1612Alla Università di Martina assegnato il servizio di vigilanza costiera (viceré conte di Lemos)
Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera con il relativo aggravio (munizioni, polvere, mantenimento del cavallaro) è assegnato all'Università di Martina e ad altre.
«servizio era stato assegnato con il relativo
aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot-
tobre del 1612 per ordine del vicerè Conte di Le-
mos»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF
ottobre 1612Ottobre 1612: vigilanza costiera assegnata anche a Martina
Il servizio di vigilanza della torre di S. Leonardo fu assegnato con relativo aggravio all'Università di Martina e ad altre nell'ottobre 1612.
«servizio era stato assegnato con il relativo
aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot-
tobre del 1612»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF
14 luglio 1614Lucio Colucci dona un gregge di pecore alla Confraternita dell'Immacolata dei Nobili
Con atto del 14 luglio 1614 Lucio Colucci, confratello dell'Immacolata dei Nobili, dona alla Confraternita un gregge: la rendita serve ad acquistare tuniche per ventisei fanciulle orfane e indigenti, distribuite dal 1625 almeno fino al 1698.
«con atto del 14 luglio 1614 per
notaio Fabio de Cristofaro aveva donato alla»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF
1615Michele Salpa nominato rettore dell'Accademia di Vilna
Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata dall'autore, il gesuita martinese Michele Salpa nel 1615 fu nominato rettore dell'Accademia di Vilna e lo rimase fino alla morte. Fonte citata dall'autore: Lietuviu enciklopedija, vol. XXXVI: Papildymai (Addizioni), Boston, 1969, p. 477.
«Nel 1615 fu nominato di essa rettore e lo rimase fino alla sua morte!.»
Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Luigi Antonio Fino, Padre Michele Salpa rettore dell’Università di Vilna in Lituania, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 8, 1985, PDF p. 146
29 aprile 1618Due cegliesi giurano a Martina davanti alla Corte Ducale (1618 e 1620)
I cegliesi Lucio Vitali e Ludovico Spiumafori giurarono a Martina rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620; il passo seguente precisa che lo fecero come auditori della Corte Ducale, con lettere sottoscritte dal duca Giovanni Battista II Caracciolo.
«Nel primo ventennio del XVII secolo, inol-
tre, due cegliesi, Lucio Vitali e Ludovico Spiu-
mafori, rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18
aprile 1620, giurarono a Martina in qualità di»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 28 del PDF
20 dicembre 1618Morte a Vilna del gesuita martinese Michele Salpa
Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata dall'autore, Michele Salpa, nato a Martina, morì il 20 dicembre 1618 a Vilna, dove era stato professore e rettore dell'Accademia (Università). Fonte citata dall'autore: Lietuviu enciklopedija, vol. XXXVI: Papildymai (Addizioni), Boston, 1969, p. 477.
«SALPA Michele (nato intorno al 1557 a Martina, Puglia, Italia — morto il 20 dicembre 1618 a Vilna, Lituania) professore e rettore dell’Accademia (Universi- tà) di Vilna.»
Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · Leggi il passo nel testo
1620Notaio Donato Antonio Caramia attivo a Martina Franca (1620-1636)
L'inventario dei notai dell'Archivio di Stato di Taranto indica per Martina Franca il notaio Donato Antonio Caramia, 1620-1636.
«Martina Franca 1620-1636 CARAMIA Donato Antonio 16»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 46, p. 3 del PDF
agosto 1620San Giuseppe da Copertino a Martina dall'agosto 1620 all'aprile 1621
Il volumetto sulla chiesa dei Cappuccini ricorda che S. Giuseppe da Copertino soggiorno nel convento martinese dall'agosto 1620 all'aprile 1621.
«S. Giuseppe da Copertino, che
qui soggiornó dall'agosto 1620 all'aprile del
1621»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 24 del PDF
1621Nel 1621 l'arcivescovo d'Aquino erige la Congrega della Natività a Santa Croce
La Congrega della Natività, eretta nel 1621 dall'arcivescovo Antonio d'Aquino per sollecitudine dei Gesuiti venuti a Martina a predicare la missione, ebbe sede nella chiesa di Santa Croce fino al 1630.
«eretta il
1621 dall’arcivescovo Antonio d'Aquino, per
sollecitudine dei Gesuiti, venuti a Martina a»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
1622Dario Colucci sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23
Il dottor fisico Dario Colucci fu sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23 e fece testamento il 24 marzo 1642.
«Dario, dottor fisica e sindaco di Martina nel-
l’anno amministrativo 1622-23, fece testamen-
to per mano del notaio Nicola Antonio Ange-»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF
1624Notaio Nicola Antonio De Angelinis attivo a Martina Franca (1624-1665)
Nell'inventario dei notai di Taranto, Nicola Antonio De Angelinis è registrato per Martina Franca negli anni 1624-1665.
«Martina Franca 1624-1665 DE ANGELINIS Nicola Antonio 50»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 52, p. 3 del PDF
1626Nel 1626 Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina
Il passo rinvia per Francesco Caracciolo, successo al padre Giambattista nel 1626, a studi sul feudo e ai contrasti con il «Guercio di Puglia».
«per Francesco Caracciolo successo al padrè Giambattista nel 1626»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 88 del PDF
1626Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina
Un rimando bibliografico indica che Francesco Caracciolo successe al padre Giambattista nel 1626.
«per Francesco Caracciolo successo al padrè Giambattista nel 1626»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 15 del PDF
1627Nel 1627 la spesa della torre di S. Leonardo ricade sull'Università di Martina
Nel 1627 l'Università di Ostuni segnala la necessità di riparare la torre di S. Leonardo; l'Università di Martina deve accollarsi la spesa della torre, essendo il Castello di Villanova riparato da Ostuni.
«Ecco perché nel 1627 l'Università di Ostuni segna-
lava la necessità della riparazione della torre di S.
Leonardo'!3. E, siccome l’Università di Ceglie provve-
deva alla riparazione della torre di Pozzelle, così l'U-
niversità di Martina doveva accollarsi la spesa della
torre di $. Leonardo»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF
1628Flaminio Colucci dona ai Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie
Nel 1628, per disposizione testamentaria della moglie, Flaminio Colucci donò al Convento dei Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie, poi detta Donna Laura.
«Flaminio Colucci nel 1628 donò al Convento
dei Carmelitani di Martina una masseria in ter-
ritorio di Ceglie»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF
1630Nel 1630 la Congrega della Natività trasferita presso l'Ospedale
Per disposizione dell'arcivescovo Sanchez de Villanova la Congrega della Natività e trasferita sopra una delle case dell'Ospedale.
«Il 1630, per disposizio-
ne dell’arcivescovo Francesco Sanchez de Vil
lanova, la Congrega della Natività venne tra-
sferita « sopra una delle case dell’Ospedale »»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 8 del PDF
27 novembre 1635Le sorelle de Carolis dividono la masseria delle Nere
Camilla e Porsia de Carolis divisero la masseria ereditata con atto del 27 novembre 1635, ripartendosi anche il censo perpetuo a favore del Capitolo.
«cedettero alla divisione del bene ereditato con
atto del 27 novembre 1635 per notar Nicola An-
tonio de Angelinis»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 136 del PDF
circa 1640Verso il 1640 nasce la Congregazione della Vergine della Misericordia dei preti
La Congregazione, riservata agli ecclesiastici secolari, e costituita nella prima meta del Seicento, con molta probabilita nel 1640, da alcuni preti della Regola dei Pii Operai di Napoli.
«prima metà del secolo XVII, con
molta probabilità nel 1640, «da alcuni preti
di vita esemplare »»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
1641L'Università aumenta di un carlino a tomolo l'imposta sul macinato, devoluto al feudatario
Nel 1641 l'Università aumentò di 1 carlino a tomolo l'imposta sul macinato gravante sui martinesi; l'aumento era devoluto in esclusiva al feudatario.
«sul macinato gravante sui martinesi, da sempre
versata all’Università, che nel 1641 l'aveva au-
mentata di 1 carlino a tomolo, devoluto in esclu-
siva al feudatario.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF
dicembre 1641Asta dei molini e della gabella del macinato per favorire il trasferimento del duca da Buccino a Martina
Nel dicembre 1641 Angelo Piccoli fa da prestanome al duca Francesco I Caracciolo nell'asta dei molini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi, per favorire il trasferimento del feudatario da Buccino a Martina.
«aveva fatto da prestanome al duca Fran-
cesco | Caracciolo (1628-1655) nell'asta dell’ di-
cembre 1641 per l'acquisto dei molini e della ga-
bella del macinato»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF
dicembre 1641Il duca Francesco I Caracciolo acquista, tramite prestanome, i mulini e la gabella del macinato
Nell'asta di dicembre 1641 Angelo Piccoli fece da prestanome al duca Francesco I Caracciolo per l'acquisto dei molini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi, per favorire il trasferimento del feudatario da Buccino a Martina.
«nell'asta dell’ di-
cembre 1641 per l'acquisto dei molini e della ga-
bella del macinato, alienati dall'Università su pro-
posta del sindaco Pietro Antonio Blasi (1641-42)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF
1642Il duca Francesco I Caracciolo acquista dall'Università lo ius molendi
Secondo l'autore nel 1642 il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini a ridosso della fortificazione presso la Porta di San Nicola. Da essi prese nome la Torre dei Mulini di San Nicola.
«fatti installare dal duca di Martina Francesco I Caracciolo (1628- 1655) a ridosso della fortificazione, dopo che nel 1642 aveva acquistato il ius molendi dall’U- niversità.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 8 · Leggi il passo nel testo
1642Il duca Francesco I Caracciolo acquista il ius molendi dall'Università
Nel 1642 il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini presso la fortificazione, da cui il nome Torre dei Mulini di San Nicola.
«dopo che
nel 1642 aveva acquistato il ius molendi dall’U-
niversità.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 8 del PDF
1643Notaio Luca Antonio Gemma attivo a Martina Franca (1643-1689)
Nell'inventario dei notai di Taranto, Luca Antonio Gemma è registrato per Martina Franca negli anni 1643-1689.
«Martina Franca 1643-1689 GEMMA Luca Antonio 20»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 69, p. 3 del PDF
1643Morte del francescano riformato martinese fra' Vito Carrieri
La cronaca settecentesca ricorda il servo di Dio fra' Vito Carrieri, riformato martinese morto nel 1643 e noto per i suoi miracoli, tra cui uno avvenuto nella masseria di Francesco Barnaba.
«scano riformato martinese fra’ Vito Carrieri,
il servo di Dio morto nel 1643»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF
26 settembre 1643Matrimonio di Porsia de Carolis con Francesco Paolo Motolese
Il 26 settembre 1643 Porsia de Carolis sposò Francesco Paolo Motolese senior, portando in dote la sua metà di masseria, gravata da censo perpetuo a favore della Chiesa di San Martino.
«Il 26 settembre 1643, infatti, Porsia de Caro-
lis contrasse matrimonio con Francesco Paolo
Motolese senior, portando in dote la sua nuova
proprietà»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF
1645Notaio Francesco Paolo De Cristofaro attivo a Martina Franca (1645-1703)
Nell'inventario dei notai di Taranto, Francesco Paolo De Cristofaro è registrato per Martina Franca negli anni 1645-1703.
«Martina Franca 1645-1703 DE CRISTOFARO Francesco Paolo 57»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Taranto – Notai in ordine cronologico, Notai in ordine cronologico, fasc. 71, p. 3 del PDF
1645Innocenzo X dona a Martina Franca il corpo di S. Comasia
Il corpo di S. Comasia fu donato a Martina Franca da papa Innocenzo X nel 1645.
«il corpo di S. Comasia donato a Martina Franca da Innocenzo X (1645)»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 155 del PDF
1645Il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquista la terra di Locorotondo per 24.000 ducati
Nel 1645 il barone Francesco Borrassa vendette Locorotondo al duca di Martina Francesco I Caracciolo per 24.000 ducati, con castello e diritti sul feudo.
«Nel 1645 la terra di Locorotondo fu venduta
per 24.000 ducati dal barone Francesco Borras-
sa (1635-1645) al duca di Martina Francesco I
Caracciolo (1628-1655)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 78 del PDF
16 settembre 1646Il duca di Martina tra i contendenti per la giurisdizione criminale di Cisternino
Un atto notarile del 16 settembre 1646 ricorda la concessione della giurisdizione criminale di Cisternino "non obstante" le pretese del vescovo di Monopoli e del duca di Martina.
«non obstante le pretensioni del Vescovo di Monopoli e del duca di Martina » (ASN Coll. Not. 52, f. 103, 16 sett. 1646)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 27 del PDF
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