Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVII secolo

1602

Pubblicazione a Napoli della Vita di san Martino del martinese Cito de Citi

Il poeta e aromatario martinese Cito de Citi, documentato tra il 1577 e il 1596, è autore della Vita di san Martino, opera in versi edita a Napoli nel 1602 e dedicata all'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio. Fonte citata dall'autore: Cito de Citi, Vita di san Martino, Napoli, 1602.

«Il primo autore da menzionare è il colto aromatario martinese Cito de Citi (documentato fra il 1577 e il 1596), autore della Vita di san Martino, opera in versi edita a Napoli nel 1602 e dedicata all’arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio (1574-1599);»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · Leggi il passo nel testo

1603

Catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: quarantanove schede di bonatenenti martinesi

Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603 contiene quarantanove schede fiscali intestate a bonatenenti di Martina, possessori di beni in territorio di Ceglie.

«Nel catasto di Ceglie del Gaudo del 1603 com- paiono, oltre alle quarantanove schede fiscali dei citati bonatenenti di Martina»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 41 del PDF

20 giugno 1603

Annotazione del 20 giugno 1603: esonero dalla bonatenenza per partite di bonatenenti martinesi

Sul margine delle schede di alcuni bonatenenti martinesi è riportata una annotazione datata 20 giugno 1603, in base alla quale essi furono esonerati dal pagamento della bonatenenza a favore dell'Università di Ceglie (già versata nel 1603).

«Die 20 mensis iunii 1603 ... de praesenti partita nulla in futurum habeatur ratio,»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF

12 settembre 1607

Transazione a Napoli tra l'Università di Martina e il duca G. B. Caracciolo (1607)

Donato Antonio Desiati fu eletto deputato dell'Università di Martina per concordare a Napoli, il 12 settembre 1607, una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che all'epoca risiedeva a Buccino.

«venne eletto deputato dell’Università per concordare a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista Il Caracciolo (1607-1626), che all’epoca risiedeva a Buccino.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · Leggi il passo nel testo

12 settembre 1607

Donato Antonio Desiati deputato a Napoli per una transazione col duca Giovanni Battista II Caracciolo

Eletto deputato dell'Università, concorda a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che allora risiedeva a Buccino.

«venne eletto deputato dell’Università per concordare a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista Il Caracciolo (1607-1626)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 83 del PDF

31 maggio 1608

Il dottor Donato Antonio Deseati è ucciso a colpi d'archibugio (31 maggio 1608)

Secondo il testo citato, il 31 maggio 1608 il dottor Donato Antonio Deseati, mentre tornava dalla sua masseria, fu ucciso con un'archibugiata per essere stato strenuo difensore dei diritti e delle prerogative dell'Università di Martina. Fonte citata dall'autore: Platea Desiati (manoscritto stilato nel 1742).

«Qualche anno dopo, però, a di 31 maggio 1608 nel mentre facea ritorno il dottor Do- nat'Antonio Deseati dalla sua massaria de Pozzi delle Case fu per istrada con archibugia- ta ammazzato per esser stato acerrimo difern- sore de jussi, e prerogative dell'Università di Martina...»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84 · Leggi il passo nel testo

31 maggio 1608

Attentato mortale a Donato Antonio Desiati, già sindaco di Martina (1608)

Secondo il testo, Donato Antonio Desiati, già sindaco di Martina (1600-01) e deputato dell'Università, fu vittima di un attentato mortale il 31 maggio 1608 mentre rientrava dalla sua Masseria Pozzi delle Case.

«Donato Antonio Desiati restò vittima di un attentato mortale il 31 maggio 1608, mentre rientrava dalla sua Masseria Pozzi delle Case;»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · Leggi il passo nel testo

15 novembre 1608

Seconda transazione tra la Mensa arcivescovile di Taranto e Martina sulla Selva Tarentina (15 novembre 1608)

Il 15 novembre 1608, a Martina, per atti del notaio Pietro Corrente e con l'intervento dell'arcivescovo Ottavio Mirto Frangipane, fu redatta la seconda transazione tra la Mensa arcivescovile e l'Università di Martina, appendice alla prima stipulata a Taranto il giorno prima. Secondo l'articolo, le parti volevano chiudere una lite in corso da oltre un quarto di secolo. Fonte citata dall'autore: Atti del notaio Pietro Corrente, Martina, 15 novembre 1608.

«La seconda transazione, redatta formalmente in Martina il giorno successivo, 15 novembre 1608, per atti del notaio locale Pietro Corren- te e con l’intervento dello stesso monsignor Mirto Frangipane, nonché dei due suddetti rappresentanti #niversali, costituì una specie di appendice alla prima.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 106 · Leggi il passo nel testo

27 ottobre 1611

Atto del 27 ottobre 1611: il Capitolo concede in enfiteusi perpetua la Foggia Grande a Gregorio de Gregorio

Il Capitolo concesse la cisterna in enfiteusi perpetua a Gregorio de Gregorio con canone annuo di 1 ducato e 50 grana, con atto del notaio Girolamo Marangi del 27 ottobre 1611.

«concesse tale ci- sterna in enfiteusi perpetua a Gregorio de Gre- Lorio con il canone annuale di 1 ducato e 50 gra- na con atto del notaio Girolamo Marangi del 27 ottobre 1611.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 41 del PDF

ottobre 1612

All'Università di Martina e ad altre è assegnato il servizio di vigilanza costiera

Secondo l'articolo, il servizio di vigilanza costiera (un cavallaro che dalla torre di San Leonardo si recava fino a Martina) fu assegnato, con il relativo aggravio, all'Università di Martina e ad altre nell'ottobre 1612, per ordine del viceré Conte di Lemos.

«Que- sto ultimo servizio era stato assegnato con il relativo aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot- tobre del 1612 per ordine del vicerè Conte di Le- mos!4.»

Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, PDF p. 11

ottobre 1612

Alla Università di Martina assegnato il servizio di vigilanza costiera (viceré conte di Lemos)

Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera con il relativo aggravio (munizioni, polvere, mantenimento del cavallaro) è assegnato all'Università di Martina e ad altre.

«servizio era stato assegnato con il relativo aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot- tobre del 1612 per ordine del vicerè Conte di Le- mos»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF

ottobre 1612

Ottobre 1612: vigilanza costiera assegnata anche a Martina

Il servizio di vigilanza della torre di S. Leonardo fu assegnato con relativo aggravio all'Università di Martina e ad altre nell'ottobre 1612.

«servizio era stato assegnato con il relativo aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot- tobre del 1612»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF

14 luglio 1614

Lucio Colucci dona un gregge di pecore alla Confraternita dell'Immacolata dei Nobili

Con atto del 14 luglio 1614 Lucio Colucci, confratello dell'Immacolata dei Nobili, dona alla Confraternita un gregge: la rendita serve ad acquistare tuniche per ventisei fanciulle orfane e indigenti, distribuite dal 1625 almeno fino al 1698.

«con atto del 14 luglio 1614 per notaio Fabio de Cristofaro aveva donato alla»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF

1615

Michele Salpa nominato rettore dell'Accademia di Vilna

Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata dall'autore, il gesuita martinese Michele Salpa nel 1615 fu nominato rettore dell'Accademia di Vilna e lo rimase fino alla morte. Fonte citata dall'autore: Lietuviu enciklopedija, vol. XXXVI: Papildymai (Addizioni), Boston, 1969, p. 477.

«Nel 1615 fu nominato di essa rettore e lo rimase fino alla sua morte!.»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Luigi Antonio Fino, Padre Michele Salpa rettore dell’Università di Vilna in Lituania, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 8, 1985, PDF p. 146

29 aprile 1618

Due cegliesi giurano a Martina davanti alla Corte Ducale (1618 e 1620)

I cegliesi Lucio Vitali e Ludovico Spiumafori giurarono a Martina rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620; il passo seguente precisa che lo fecero come auditori della Corte Ducale, con lettere sottoscritte dal duca Giovanni Battista II Caracciolo.

«Nel primo ventennio del XVII secolo, inol- tre, due cegliesi, Lucio Vitali e Ludovico Spiu- mafori, rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620, giurarono a Martina in qualità di»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 28 del PDF

20 dicembre 1618

Morte a Vilna del gesuita martinese Michele Salpa

Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata dall'autore, Michele Salpa, nato a Martina, morì il 20 dicembre 1618 a Vilna, dove era stato professore e rettore dell'Accademia (Università). Fonte citata dall'autore: Lietuviu enciklopedija, vol. XXXVI: Papildymai (Addizioni), Boston, 1969, p. 477.

«SALPA Michele (nato intorno al 1557 a Martina, Puglia, Italia — morto il 20 dicembre 1618 a Vilna, Lituania) professore e rettore dell’Accademia (Universi- tà) di Vilna.»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · Leggi il passo nel testo

agosto 1620

San Giuseppe da Copertino a Martina dall'agosto 1620 all'aprile 1621

Il volumetto sulla chiesa dei Cappuccini ricorda che S. Giuseppe da Copertino soggiorno nel convento martinese dall'agosto 1620 all'aprile 1621.

«S. Giuseppe da Copertino, che qui soggiornó dall'agosto 1620 all'aprile del 1621»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 24 del PDF

1621

Nel 1621 l'arcivescovo d'Aquino erige la Congrega della Natività a Santa Croce

La Congrega della Natività, eretta nel 1621 dall'arcivescovo Antonio d'Aquino per sollecitudine dei Gesuiti venuti a Martina a predicare la missione, ebbe sede nella chiesa di Santa Croce fino al 1630.

«eretta il 1621 dall’arcivescovo Antonio d'Aquino, per sollecitudine dei Gesuiti, venuti a Martina a»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF

1622

Dario Colucci sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23

Il dottor fisico Dario Colucci fu sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23 e fece testamento il 24 marzo 1642.

«Dario, dottor fisica e sindaco di Martina nel- l’anno amministrativo 1622-23, fece testamen- to per mano del notaio Nicola Antonio Ange-»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF

1626

Nel 1626 Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina

Il passo rinvia per Francesco Caracciolo, successo al padre Giambattista nel 1626, a studi sul feudo e ai contrasti con il «Guercio di Puglia».

«per Francesco Caracciolo successo al padrè Giambattista nel 1626»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 88 del PDF

1627

Nel 1627 la spesa della torre di S. Leonardo ricade sull'Università di Martina

Nel 1627 l'Università di Ostuni segnala la necessità di riparare la torre di S. Leonardo; l'Università di Martina deve accollarsi la spesa della torre, essendo il Castello di Villanova riparato da Ostuni.

«Ecco perché nel 1627 l'Università di Ostuni segna- lava la necessità della riparazione della torre di S. Leonardo'!3. E, siccome l’Università di Ceglie provve- deva alla riparazione della torre di Pozzelle, così l'U- niversità di Martina doveva accollarsi la spesa della torre di $. Leonardo»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF

1628

Flaminio Colucci dona ai Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie

Nel 1628, per disposizione testamentaria della moglie, Flaminio Colucci donò al Convento dei Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie, poi detta Donna Laura.

«Flaminio Colucci nel 1628 donò al Convento dei Carmelitani di Martina una masseria in ter- ritorio di Ceglie»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF

1630

Nel 1630 la Congrega della Natività trasferita presso l'Ospedale

Per disposizione dell'arcivescovo Sanchez de Villanova la Congrega della Natività e trasferita sopra una delle case dell'Ospedale.

«Il 1630, per disposizio- ne dell’arcivescovo Francesco Sanchez de Vil lanova, la Congrega della Natività venne tra- sferita « sopra una delle case dell’Ospedale »»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 8 del PDF

27 novembre 1635

Le sorelle de Carolis dividono la masseria delle Nere

Camilla e Porsia de Carolis divisero la masseria ereditata con atto del 27 novembre 1635, ripartendosi anche il censo perpetuo a favore del Capitolo.

«cedettero alla divisione del bene ereditato con atto del 27 novembre 1635 per notar Nicola An- tonio de Angelinis»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 136 del PDF

circa 1640

Verso il 1640 nasce la Congregazione della Vergine della Misericordia dei preti

La Congregazione, riservata agli ecclesiastici secolari, e costituita nella prima meta del Seicento, con molta probabilita nel 1640, da alcuni preti della Regola dei Pii Operai di Napoli.

«prima metà del secolo XVII, con molta probabilità nel 1640, «da alcuni preti di vita esemplare »»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF

1641

L'Università aumenta di un carlino a tomolo l'imposta sul macinato, devoluto al feudatario

Nel 1641 l'Università aumentò di 1 carlino a tomolo l'imposta sul macinato gravante sui martinesi; l'aumento era devoluto in esclusiva al feudatario.

«sul macinato gravante sui martinesi, da sempre versata all’Università, che nel 1641 l'aveva au- mentata di 1 carlino a tomolo, devoluto in esclu- siva al feudatario.»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF

dicembre 1641

Asta dei molini e della gabella del macinato per favorire il trasferimento del duca da Buccino a Martina

Nel dicembre 1641 Angelo Piccoli fa da prestanome al duca Francesco I Caracciolo nell'asta dei molini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi, per favorire il trasferimento del feudatario da Buccino a Martina.

«aveva fatto da prestanome al duca Fran- cesco | Caracciolo (1628-1655) nell'asta dell’ di- cembre 1641 per l'acquisto dei molini e della ga- bella del macinato»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF

dicembre 1641

Il duca Francesco I Caracciolo acquista, tramite prestanome, i mulini e la gabella del macinato

Nell'asta di dicembre 1641 Angelo Piccoli fece da prestanome al duca Francesco I Caracciolo per l'acquisto dei molini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi, per favorire il trasferimento del feudatario da Buccino a Martina.

«nell'asta dell’ di- cembre 1641 per l'acquisto dei molini e della ga- bella del macinato, alienati dall'Università su pro- posta del sindaco Pietro Antonio Blasi (1641-42)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF

1642

Il duca Francesco I Caracciolo acquista dall'Università lo ius molendi

Secondo l'autore nel 1642 il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini a ridosso della fortificazione presso la Porta di San Nicola. Da essi prese nome la Torre dei Mulini di San Nicola.

«fatti installare dal duca di Martina Francesco I Caracciolo (1628- 1655) a ridosso della fortificazione, dopo che nel 1642 aveva acquistato il ius molendi dall’U- niversità.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 8 · Leggi il passo nel testo

1642

Il duca Francesco I Caracciolo acquista il ius molendi dall'Università

Nel 1642 il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini presso la fortificazione, da cui il nome Torre dei Mulini di San Nicola.

«dopo che nel 1642 aveva acquistato il ius molendi dall’U- niversità.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 8 del PDF

1643

Morte del francescano riformato martinese fra' Vito Carrieri

La cronaca settecentesca ricorda il servo di Dio fra' Vito Carrieri, riformato martinese morto nel 1643 e noto per i suoi miracoli, tra cui uno avvenuto nella masseria di Francesco Barnaba.

«scano riformato martinese fra’ Vito Carrieri, il servo di Dio morto nel 1643»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF

26 settembre 1643

Matrimonio di Porsia de Carolis con Francesco Paolo Motolese

Il 26 settembre 1643 Porsia de Carolis sposò Francesco Paolo Motolese senior, portando in dote la sua metà di masseria, gravata da censo perpetuo a favore della Chiesa di San Martino.

«Il 26 settembre 1643, infatti, Porsia de Caro- lis contrasse matrimonio con Francesco Paolo Motolese senior, portando in dote la sua nuova proprietà»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF

1645

Innocenzo X dona a Martina Franca il corpo di S. Comasia

Il corpo di S. Comasia fu donato a Martina Franca da papa Innocenzo X nel 1645.

«il corpo di S. Comasia donato a Martina Franca da Innocenzo X (1645)»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 155 del PDF

1645

Il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquista la terra di Locorotondo per 24.000 ducati

Nel 1645 il barone Francesco Borrassa vendette Locorotondo al duca di Martina Francesco I Caracciolo per 24.000 ducati, con castello e diritti sul feudo.

«Nel 1645 la terra di Locorotondo fu venduta per 24.000 ducati dal barone Francesco Borras- sa (1635-1645) al duca di Martina Francesco I Caracciolo (1628-1655)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 78 del PDF

16 settembre 1646

Il duca di Martina tra i contendenti per la giurisdizione criminale di Cisternino

Un atto notarile del 16 settembre 1646 ricorda la concessione della giurisdizione criminale di Cisternino "non obstante" le pretese del vescovo di Monopoli e del duca di Martina.

«non obstante le pretensioni del Vescovo di Monopoli e del duca di Martina » (ASN Coll. Not. 52, f. 103, 16 sett. 1646)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 27 del PDF

Ringraziamenti e fonti principali

Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.

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