Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVIII secolo

1701

Nel 1701 Nunzio La Domita fonda la cappella di masseria Nunzio

La cappella, che risale al 1701, porta sul portale l'epigrafe con il nome del fondatore Nunzio La Domita, primo proprietario storicamente accertato della masseria. Fonte citata dall'autore: Epigrafe sul portale della cappella.

«L'edificio, risalente al 1701, riporta sopra il portale nell'epigrale il nome del suo lon- datore: Nunzio La Domita, primo proprie- lario storicamente accertato della masseria.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Onofrio CAPURSO EMERGENZE DEL TERRITORIO - Lettura storico-architettonica della Masseria Nunzio di Martina, PDF p. 58 · Leggi il passo nel testo

1701

Masseria Nunzio: Nunzio La Domita erige la cappella dell'Assunta

La lapide ricorda la costruzione fin dalle fondamenta nel 1701.

«Afundamentis extru- xit / Anno Domini 1701»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 153 del PDF

1701

Nel 1701 la causa di Noci contro il duca di Martina; nocesi devastano il bosco di Poltri

Nel 1701 seguì la causa dell'Università di Noci col duca di Martina. Nocesi in armi devastarono il bosco feudale di Poltri, dove il duca esercitava il diritto del frutto pendente.

«Seguì nel 1701 la causa col du- ca di Martina. Nocesi in armi devastarono il bo- sco feudale di Poltri»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 11 del PDF

1702

Masseria Carrucola: prima edizione delle tempere della chiesa

Un cartiglio dilavato reca la data 1702 e il nome controverso del committente.

«ossia il controverso nome del committente e la data della pri- ma edizione delle tempere, che rimontano, dunque, al 1702.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 30 del PDF

23 aprile 1702

23 aprile 1702: primo uso noto del toponimo 'Valle d'Idria' in un atto notarile

Nella platea del Capitolo, aggiornamenti successivi alla compilazione (1680-87), alla partita 347 si cita un atto del notaio Cataldo Antonio Rattico del 23 aprile 1702 con la dizione 'La Valle d'Idria, o il Palumbaro'.

«Qui viene citato un atto notarile rogato da Cataldo Antonio Rattico del 23 aprile 1702, in cui si legge: ...in districtu Mar- tinae in loco vulgariter nuncupato La Valle d’I- dria, o il Palumbaro. Fra’ Filippo Bernardi da Firenze»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 40 del PDF

1703

Il Sacro Regio Consiglio invia una commissione per i confini fra Noci, Mottola e Martina

Nel 1703 il Sacro Regio Consiglio decise di inviare una commissione di ricognizione per dirimere controversie su confini, demani e difese nel triangolo Noci-Mottola-Martina; i feudatari erano i Caracciolo di Martina e gli Acquaviva di Conversano.

«Il Sacro Regio Consiglio decideva nel 1703 di inviare una commissione con il compito di effettuare un’attenta ricognizione su questo»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2002 n. 25: Italo PALASCIANO IL TERRITORIO NELLE IMPRESSIONI DEI FORESTIERI - Viaggiatori nella Murgia dei Trulli fra Cinquecento e Ottocento, p. 45 del PDF

1704

Locorotondo, Contrada Serra: cappella rurale ristrutturata

Tra le cappelle devozionali più antiche censite da Guarella nel 1991 vi è quella di contrada Serra, ristrutturata nel 1704.

«quella, ristrutturata nel 1704, in Contrada Serra.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 11 del PDF

6 gennaio 1704 – 25 ottobre 1752

Il ducato di Francesco II Caracciolo (6 gennaio 1704 - 25 ottobre 1752)

Francesco II Caracciolo fu duca di Martina per quarantotto anni, dal 6 gennaio 1704 al 25 ottobre 1752. Era succeduto al padre Petracone V, morto nel 1704, ed ereditò un ingente patrimonio che comprendeva il ducato di Martina e altre signorie.

«Il dominio di Francesco II, che aveva preso in moglie Eleonora Gaetani, figlia del princi- pe di Caserta, durò ben quarantotto anni: dal 6 gennaio 1704 al 25 ottobre 1752.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97 · Leggi il passo nel testo

21 gennaio 1704

I coniugi Merlini vendono Masseria Le Piazze ai Carmelitani con patto di riscatto

Con rogito del 21 gennaio 1704 Orlando Merlini e la moglie vendettero la masseria ai Padri Carmelitani per 300 ducati, con clausola di poterla riscattare in qualsiasi momento.

«Nel rogito notarile, redatto il 21 gennaio 1704, si specificarono minuziosi patti, notevo- li per la conoscenza delle consuetudini agrarie locali»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 62 del PDF

1706

Masseria Palazzo: dipinto firmato da Hieronymus De Iesu nel 1706

La data compare alla base di Sant'Antonio da Padova; il pittore era sacerdote della Collegiata.

«completamento dell'iscrizione, indicante l'Anno Domini 1706.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 157 del PDF

1706

Nel 1706 è fondata la Confraternita di Sant'Antonio da Padova

La Confraternita di Sant'Antonio da Padova fu fondata nel 1706 dai padri Conventuali del secondo monastero di San Francesco d'Assisi di Martina.

«Confraternita di Sant'An- tonio da Padova, fondata nel 1706 dai padri Conventuali del secondo monastero di San Francesco d'Assisi»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 18 del PDF

1707

Lapide del 1707 per la nobildonna Marsilia Fullona

I padri conventuali posero nel 1707 una lapide in ricordo di Marsilia Fullona, nobildonna rimasta vergine che fece costruire, ornò e dotò altari in onore dell'Immacolata e di san Francesco.

«Questa nobildonna Marsilia Fullona cercando per sé uno sposo in cielo rimase vergine. Scelse l‘Immacolata Madre di Dio e molto amò il divino Francesco simile a Cristo. In onore di entrambi fece costruire altari, li ornò, li dotò. I padri conventuali posero a ricordo una lapide nell’anno 1707»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 56 del PDF

1708

Nel 1708 Vito Antonio Blasi fa ampliare la cappella di masseria Mangiato

L'iscrizione dipinta sull'architrave attesta che Vito Antonio Blasi fece erigere la nuova cappella nel 1708, innestata su quella cinquecentesca. Fonte citata dall'autore: Iscrizione dipinta nella cappella (1708).

«Vito Antonio Blasi lece erigere la nuova cappella nel 1708, come e attestato dall'iseri- zione dipinta all’interno Ira l'architrave del- la porta d'ingresso e il l'inestrino sovrastan- te: Di nuovo ampliata dal tenente signor / Vi- to Antonio Blasi in anno 1708.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 49 · Leggi il passo nel testo

1708

Altare di San Michele Arcangelo nella Chiesa dei Paolotti (1708)

Nunzio Laddomada fece erigere nel 1708 un altare con la statua lapidea di San Michele Arcangelo nella Chiesa dei Paolotti di Martina. L'altare è di forma barocca, interamente in pietra bianca.

«Particolare dell'ancona con la statua lapidea di San Mi chele Arcangelo dell’altare, fatto erigere nella Chiesa dei Paolotti di Martina da Nunzio Laddomada nel 1708»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 29 · Leggi il passo nel testo

1708

Masseria Mangiato: Vito Antonio Blasi costruisce la nuova chiesa addossata a quella del 1559

Il tenente Blasi fece erigere un luogo di culto più grande, appoggiando la parete di fondo alla facciata della chiesa cinquecentesca, che divenne presbiterio-abside.

«Nel 1708 il sessantatreenne tenente Vito Antonio BIasi, uomo d'armi e agente del duca Petracone V Caracciolo (1655-1704), costruì fra le pertinen-»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF

1708

Generoso Cavallo lavora a Martina fra il 1708 e il 1726

Il chierico bitontino lavorò a Martina fra il 1708 e il 1726 anche nella chiesa conventuale dei Cappuccini e nella chiesa di Masseria Pompeo.

«lavorò a Martina, fra il 1708 e il 1726, anche nella Chiesa conventuale dei Cappuccini e nella Chiesa di Masseria Pompeo»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 144 del PDF

1708

Sepoltura di Lupolo Volpe nel 1708 nella chiesa dei Cappuccini

Lupolo Volpe, titolare del giuspatronato sulla Chiesa extra moenia di San Donato, fu sepolto nel 1708 nella chiesa dei Cappuccini dedicata a Santa Maria d'Itria.

«Lupolo Volpe deteneva, anche, il giuspatro- nato sulla Chiesa extra moenia di San Donato, prossima al complesso conventuale dei Cap- puccini, nella cui chiesa, dedicata a Santa Ma- ria d'Itria, venne sepolto nel 1708.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 89 del PDF

18 giugno 1708

Vito Antonio Montanaro acquista la masseria già del Capitolo di Locorotondo

Il 18 giugno 1708 il martinese Vito Antonio Montanaro acquistò la masseria di 90 tomoli del Capitolo di Locorotondo in località Li Corrieri o Li Santulli, oggi Contrada Capitolo.

«l'azienda in questione fu acqui- stata il 18 giugno 1708 dal martinese Vito An- tonio Montanaro»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 15 del PDF

4 novembre 1708

Apertura del testamento di Lupolo Volpe: nullo per mancanza di firma (4 novembre 1708)

Il testamento dettato il 12 agosto 1705 al notaio Francesco Paolo Salamina fu aperto il 4 novembre 1708 e risultò viziato di nullità per mancanza di sottoscrizione del testatore.

«Lupolo Volpe aveva dettato il suo ultimo te- stamento il 12 agosto 1705 al notaio Francesco Paolo Salamina ma alla sua apertura, il 4 no- vembre 1708, esso risultò viziato di nullità per mancanza di sottoscrizione del testatore.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 90 del PDF

1709

Masseria Monaci: ciclo pittorico del clericus Generosus Cabballus bituntinus

L'iscrizione indica l'autore e l'anno di esecuzione, 1709.

«il clericus Generosus Cabballus bituntinus, e l'anno di esecuzione dello stesso, ossia il 1709.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 145 del PDF

1709

Tempere del 1709 nella cappella di masseria Fascillo e opere coeve di Generoso Cavallo

La cappella di masseria Fascillo ha l'interno decorato a tempera con scene di santi datate 1709; stile simile a masseria Mangiato (1708) e masseria Monaci (1709) di Generoso Cavallo, pittore bitontino.

«medaglioni e scene di vita di santi, datati 1709. Questo ingenuo ciclo pittorico per affinità sti- listiche è assai vicino a quello dell’ampliamento settecentesco della cappella di masseria Man- giato, datato 1708, e a quello firmato e data- to nel 1709 nella chiesetta di masseria Mona- ci»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 42 del PDF

1709

Dipinti della chiesa di Masseria Monaci di Generoso Cavallo da Bitonto

Un'iscrizione data 1709 e il priore padre Domenico De Luca rivelano che il chierico Generoso Cavallo da Bitonto eseguì i dipinti della chiesa, venti anni dopo la sua costruzione.

«Cl[ericus] Ge- nerosus Cabballo bituntinus... / Tempore prioratus patris Dominici De Luca / ... fecit 1709.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 144 del PDF

1709

Pietro Antonio Barnaba insignito a Vienna del titolo di conte palatino

Nel 1709 nella capitale dell'Impero il martinese Pietro Antonio Barnaba fu insignito del titolo di conte palatino, trasmissibile ai discendenti primogeniti maschi.

«nel 1709 nella capitale dell'Impero venne insignito del titolo di conte palatino»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF

15 aprile 1711

Platea dei beni della Mensa arcivescovile di Taranto: masserie di Carabotta

Un inventario del 15 aprile 1711 cita tre masserie dette di Carabotta, una forse Cuoco, formate nell'antico feudo della Selva Tarentina.

«citate in un inventario organico dei beni della Mensa arcivescovile di Taranto (platea), redatto il 15 aprile 1711»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 55 del PDF

15 aprile 1711

Masseria Fascillo (Cupina) in possesso di Giovanni Lorenzo Galeone nella platea del 1711

Liuzzi la identifica con la masseria Cupina, detenuta in enfiteusi dalla Curia di Taranto.

«redatto il 15 aprile 1711; all'epoca era posse- duta dal martinese Giovanni Lorenzo Galeone»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 75 del PDF

15 aprile 1711

Masseria Manampola: platea della Mensa di Taranto, possesso delle Agostiniane di Santa Maria della Purità

La masseria (Malammolò) era stata donata alle suore da Donato Antonio Salamina e pagava un canone alla Curia.

«redatto il 15 aprile 1711; all'epoca era posseduta dal- le Suore Agostiniane»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 126 del PDF

15 aprile 1711

Masseria Peppuccio (San Giorgio) in enfiteusi a Giovanni Giacomo Angelini nel 1711

La platea della Mensa di Taranto registra il canone versato dal martinese.

«redatto il 15 aprile 1711; all' epoca era posseduta dal martinese Giovanni Giacomo Angelini»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF

15 aprile 1711

Masseria Pizzo Mammarella: possesso del canonico Giovanni Battista Caroli nel 1711

La platea della Mensa di Taranto la cita come Chiusura in località Pezza Mammarella.

«redatto il 15 aprile 1711; all'epoca era posseduta dal sacerdote Giovanni Battista Caroli»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 174 del PDF

15 aprile 1711

Masseria Trazzonara nella platea di Taranto: territorio di Martino Tagliente

Il Liuzzi la identifica con La Trazzonara, nel feudo della Selva Tarentina.

«inventario organico dei beni della Mensa arcivescovile di Taranto (platea), redatto il 15 aprile 1711»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 204 del PDF

1712

Nel 1712 il territorio di Martina resta esente dall'epidemia del bestiame vaccino

Secondo l'arciprete Isidoro Chirulli, nel 1712 il morbo epidemico del bestiame vaccino colpì il Regno di Napoli e quasi tutta l'Italia, ma risparmiò il territorio di Martina; il fatto è attribuito alla protezione di san Martino. Lo stesso, dice, accadde nel 1737. Fonte citata dall'autore: Isidoro Chirulli, Vita di san Martino, seconda edizione, Napoli 1752.

«È anche ammirabile che, correndo nell'an- no 1712 negli animali vaccini il morbo epide- mico, che ne fece stragge generale non solo in tutto il Regno di Napoli, ma quasi per tutta l'Italia, solo il territorio di Martina ne restò esente e totalmente libero»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: REDAZIONALE ANNO MARTINIANO - Stupendi miracoli di san Martino a beneficio dei massari di Martina, PDF p. 237 · Leggi il passo nel testo

1712

Istituita la Conservatoria della Misericordia, voluta dalla duchessa Aurelia Imperiali

La Conservatoria della Misericordia, istituzione benefica ancora operante al 1979, è voluta già nel 1712 dalla duchessa Aurelia Imperiali, moglie di Petracone V. È indicata come esempio dei rapporti tra centro urbano e agro nella società martinese del Settecento.

«istituzione benefica voluta già nel 1712 dalla Duches- sa Aurelia Imperiali, moglie di Petracone V»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2: Giuseppe CAROLI DIBATTITO - Masserie: un problema di recupero alla scala territoriale, p. 7 del PDF

5 novembre 1712

5 novembre 1712: i fratelli Volpe accettano il testamento paterno davanti al notaio Angelini

Il 5 novembre 1712 Vito Antonio Domenico e Francesco Pietro Volpe si presentarono davanti al notaio Domenico Angelini e dichiararono di accettare il testamento del padre Lupolo.

«e Francesco Pietro Volpe si presentarono davan- ti al notaio Domenico Angelini il 5 novembre 1712 e dichiararono di accettare il testamento del padre.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 90 del PDF

circa 1713

L'arcivescovo Stella dispone l'ampliamento della chiesa di San Michele

L'arcivescovo di Taranto Giovanni Battista Stella (1713-1725) dispose nei primi anni del Settecento l'ampliamento dell'antico luogo di culto di San Michele.

«L arcivescovo di Taranto Giovanni Battista Stella (1713-1725), dunque, nei primi anni del Settecento dispose l'ampliamento dell’antico luogo di culto.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi MONGIELLO - Giovanni MONGIELLO BIOPSIA DEL TERRITORIO - La religiosità nel parlato architettonico della Murgia dei Trulli, p. 20 del PDF

29 giugno 1713

Dichiarazione del 29 giugno 1713: il martinese Giuseppe Agrusta dimora da trentadue anni nell'Abbazia di Crispiano

Il 29 giugno 1713 il martinese Giuseppe Agrusta dichiarò sotto giuramento al notaio Domenico Angelini di aver dimorato per trentadue anni nell'Abbadia di Crispiano, coltivando terre con altri immigrati.

«una dichiarazione raccolta il 29 giugno 1713 dal notaio Domenico Angelini di Martina.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 111 del PDF

1714

Marsilia Fullone dona ai Conventuali di Martina la masseria di Notarianno

La donazione di circa 200 tomoli comprendeva l'attuale Croce Grande e la vicina Croce Chirulla; i frati la tennero fino al 1809.

«Nel 1714, come rivela lo storico Giovanni Liuzzi, la pia benefattrice Mar- silia Fullone donò ai frati francescani Conventuali»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 51 del PDF

6 dicembre 1715

I Domenicani di Monopoli ottengono la licenza di concedere in enfiteusi le terre presso Malvisco

Ottenuta la licenza apostolica il 6 dicembre 1715 e la sentenza della Curia di Monopoli il 29 marzo 1716, i Domenicani ripartirono in centinaia di unità, a censo enfiteutico di 4 carlini a tomolo, terre macchiose in gran parte monopolitane e in parte martinesi, per lo più a coloni alberobellesi.

«Ottenuti, pertanto, la licenza e l'assenso apo- stolico da Roma il 6 dicembre 1715, nonché la sentenza definitiva della Curia Vescovile di Mo- nopoli il 29 marzo 1716»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 70 del PDF

10 dicembre 1716

Concessione del titolo di marchese di Reinzano a Tommaso Barnaba

Secondo il memorialista Scialpi, il titolo nobiliare fu concesso il 10 dicembre 1716 con cedola reale giunta a Martina, su supplica dell'alfiere Tommaso Barnaba, che chiedeva di infeudare i suoi territori.

«concessione del titolo nobiliare, datata 10 di- cembre 1716, pervenne a Martina cedola reale spedita a supplica dell’alfiere Tommaso Barnaba»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF

febbraio 1717

Febbraio 1717: il procuratore del duca si oppone alla Sommaria al pagamento dell'allistamento

Il procuratore del duca di Martina compare nel febbraio 1717 davanti alla Regia Camera della Sommaria per opporsi alla richiesta del Regio Fisco di pagamento, dal 1712, di tasse per l'allistamento delle vacche del duca.

«nel febbraio 1717, il procurato- re del duca era comparso dinanzi alla Regia Ca- mera della Sommaria»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 38 del PDF

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