Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1518Statua di San Martino di Stefano da Putignano
Lo scultore realizza la statua in pietra policroma del santo patrono, oggi nella nicchia dell’altare maggiore.
«scolpita da Stefano da Putignano nel 1518»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino»
1544Pergamena del 1544 con la più antica riproduzione dello stemma dell'Università di Martina
La didascalia indica una pergamena del 1544 su cui è miniata la più antica riproduzione conosciuta dello stemma dell'Università di Martina.
«La più antica riproduzione dello stemma dell’Università di
Martina, miniato su una pergamena del 1544.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 103 del PDF
1559Cappella a pignon di Masseria Mangiato, capostipite dei modelli rurali
La primitiva cappella costruita nel 1559 a Masseria Mangiato, in territorio di Martina Franca, è considerata capostipite dei modelli liturgici a pignon in ambito rurale.
«In proposito va ricordato che la primitiva
cappella, costruita nel 1559 a Masseria Man-
giato in territorio di Martina Franca, viene con-
siderata come capostipite dei modelli liturgici a
pignon posizionati in ambito rurale.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi MONGIELLO - Giovanni MONGIELLO BIOPSIA DEL TERRITORIO - La religiosità nel parlato architettonico della Murgia dei Trulli, p. 18 del PDF
1559Affreschi della vecchia cappellina di Mangiato datati 1559
Gli affreschi della cappellina della masseria Mangiato recano la data 1559; segue un vuoto di oltre un secolo prima delle costruzioni settecentesche.
«affreschi della vecchia cappellina di Mangiato,
1559»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 5 del PDF
giugno 1559Masseria Mangiato (Cerassano): ciclo di tempere della chiesa di Santa Maria della Croce
Per commissione di Pietro Antonio Marangi un decoratore anonimo concluse il ciclo dipinto della piccola chiesa; è il limite cronologico più antico delle chiese di masseria martinesi.
«1110 giugno 1559 un anonimo decoratore, su commissione di Pietro An-
tonio Marangi, verosimilmente portò a compimento il ciclo di tempere della»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF
1589Tela dell'Assunzione di Donato Antonio d'Orlando datata 1589 nella chiesa dei Cappuccini di Martina
Olio su tela del pittore neretino, oggi pala del settecentesco altare maggiore.
«Assunzione, olio su tela del pittore neretino Donato Anto-
nio d'Orlando, datata 1589»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF
1590Chiesa dei Cappuccini eretta nel 1590; facciata modificata nel 1698
Dal libretto di P. Rutigliano: la chiesa e eretta nel 1590, forse su disegno di fra Angelo da Martina, e la facciata e modificata parzialmente nel 1698.
«eretta la prima nel 1590,
probabilmente su disegno dello stesso fra An-
gelo da Martina, a cui sicuramente si deve la
realizzazione della facciata, modificata parzial-
mente nel 1698.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 23 del PDF
10 luglio 1597Il capitolo di Ceglie incarica il maestro Vito Mighele di Martina Franca di costruire quattro cappelle
Atto del 10/07/1597: il reverendo capitolo di Ceglie stipula un contratto con il maestro Vito Mighele di Martina Franca per quattro cappelle nella chiesa di Santa Maria della Grotta, due per parte, con archi di palmi 16.
«stipula un contratto con il 10/07/1597 maestro Vito Mighele di Martina Franca per la costruzione di quattro cappelle nella chiesa di Santa Maria della Grotta»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1597, p. 7 del PDF
1660Giovanni Stefano Caramia dipinge la Madonna della Libera per il Carmine di Martina
Il quadro, condotto in processione a fine Prima Guerra Mondiale, fu invocato come Madonna della Pace.
«dipinto nel 1660 da Giovanni Stefano Caramia»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
1668Petracone V Caracciolo fa edificare il palazzo ducale di Martina (1668)
Nel 1668 il duca Petracone V Caracciolo fece edificare a Martina il palazzo ducale, definito uno dei più grandiosi edifici dell'Italia meridionale. Secondo Tateo la costruzione, mai completata, richiese ben 60.000 ducati.
«Ottavo duca di Martina, Petracone V fece edificare in Martina nel 1668 il palazzo duca- le, uno dei più grandiosi edifici dell’Italia me- ridionale, per la costruzione del quale, peral- tro mai completato, occorsero ben 60.000 du- cati.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97
1668Il duca Petracone V avvia la costruzione del Palazzo Ducale (1668)
Il duca Petracone V Caracciolo, trasferitosi a Martina, risiedette per molti anni in una casa del tenente Giovanni Lorenzo Desiati prima di avviare nel 1668 la costruzione del Palazzo Ducale.
«Appartenente nel 1665 al tenente Giovanni Lorenzo Desiati, in questa casa risiedette per molti anni il duca Petracone V Caracciolo, tra- sferitosi a Martina prima d’avviare nel 1668 la costruzione del Palazzo Ducale;»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 96 · Leggi il passo nel testo
1674Masseria Luchicchio: decorazione barocca firmata da Pietro Antonio Di Gesù
Il sacerdote pittore firmò immagini devozionali nelle chiese di Luchicchio (1674) e Primicerio.
«barocca nelle chiese delle masserie Luchicchio (1674) e Primi cerio (1689);»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 17 del PDF
1688Masseria Piccoli (Crispiano): chiesa decorata da Pietro Antonio Di Gesù
L'opera, in territorio allora tarantino, apparteneva a una famiglia martinese.
«nonché Piccoli (1688), oggi in territorio di Cri-
spiano ma nel XVII secolo in quello di Taranto»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 183 del PDF
20 giugno 1689Masseria Primicerio: trittico firmato dal sacerdote Pietro Antonio Di Gesù
L'iscrizione con il nome del pittore e il giorno reca la data 20 giugno 1689; Lorenzo Domenico De Siati fece eseguire la Santa Caterina.
«Pinctor Anno Domini 1689/ Vie 20 mensis junii.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 183 del PDF
1698Rifacimento della facciata della chiesa dei Cappuccini (1698)
Nel 1698 la facciata della chiesa dei Cappuccini di Martina fu rifatta con conci regolari di pietra di cava, su disegno ed esecuzione del frate Angelo Bruno da Martina, perché il prospetto intonacato era danneggiato dalle gelate invernali. Fonte citata dall'autore: Memorie del convento dei Cappuccini di Martina (Anonimo cappuccino).
«L’opera più rimarchevole fu il rifacimento della facciata, quella attuale, avvenuto nel 1698 su disegno ed esecuzione del frate Angelo Bru- no da Martina, mastro di pietra e architetto.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo
1698Nel 1698 la facciata della chiesa dei Cappuccini è rifatta da fra Angelo Bruno da Martina
Rifacimento della facciata attuale con conci regolari di pietra di cava, su disegno ed esecuzione del frate, mastro di pietra e architetto.
«avvenuto nel 1698
su disegno ed esecuzione del frate Angelo Bru-
no da Martina»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF
1701Nel 1701 Nunzio La Domita fonda la cappella di masseria Nunzio
La cappella, che risale al 1701, porta sul portale l'epigrafe con il nome del fondatore Nunzio La Domita, primo proprietario storicamente accertato della masseria. Fonte citata dall'autore: Epigrafe sul portale della cappella.
«L'edificio, risalente al 1701, riporta sopra il portale nell'epigrale il nome del suo lon- datore: Nunzio La Domita, primo proprie- lario storicamente accertato della masseria.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Onofrio CAPURSO EMERGENZE DEL TERRITORIO - Lettura storico-architettonica della Masseria Nunzio di Martina, PDF p. 58 · Leggi il passo nel testo
1702Masseria Carrucola: prima edizione delle tempere della chiesa
Un cartiglio dilavato reca la data 1702 e il nome controverso del committente.
«ossia il controverso nome del committente e la data della pri-
ma edizione delle tempere, che rimontano, dunque, al 1702.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 30 del PDF
1706Masseria Palazzo: dipinto firmato da Hieronymus De Iesu nel 1706
La data compare alla base di Sant'Antonio da Padova; il pittore era sacerdote della Collegiata.
«completamento dell'iscrizione, indicante l'Anno Domini 1706.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 157 del PDF
1708Nel 1708 Vito Antonio Blasi fa ampliare la cappella di masseria Mangiato
L'iscrizione dipinta sull'architrave attesta che Vito Antonio Blasi fece erigere la nuova cappella nel 1708, innestata su quella cinquecentesca. Fonte citata dall'autore: Iscrizione dipinta nella cappella (1708).
«Vito Antonio Blasi lece erigere la nuova cappella nel 1708, come e attestato dall'iseri- zione dipinta all’interno Ira l'architrave del- la porta d'ingresso e il l'inestrino sovrastan- te: Di nuovo ampliata dal tenente signor / Vi- to Antonio Blasi in anno 1708.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 49 · Leggi il passo nel testo
1708Generoso Cavallo lavora a Martina fra il 1708 e il 1726
Il chierico bitontino lavorò a Martina fra il 1708 e il 1726 anche nella chiesa conventuale dei Cappuccini e nella chiesa di Masseria Pompeo.
«lavorò a Martina, fra il 1708 e il 1726,
anche nella Chiesa conventuale dei Cappuccini
e nella Chiesa di Masseria Pompeo»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 144 del PDF
1709Masseria Monaci: ciclo pittorico del clericus Generosus Cabballus bituntinus
L'iscrizione indica l'autore e l'anno di esecuzione, 1709.
«il clericus Generosus Cabballus
bituntinus, e l'anno di esecuzione dello stesso, ossia il 1709.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 145 del PDF
1709Tempere del 1709 nella cappella di masseria Fascillo e opere coeve di Generoso Cavallo
La cappella di masseria Fascillo ha l'interno decorato a tempera con scene di santi datate 1709; stile simile a masseria Mangiato (1708) e masseria Monaci (1709) di Generoso Cavallo, pittore bitontino.
«medaglioni e scene di vita di santi, datati 1709.
Questo ingenuo ciclo pittorico per affinità sti-
listiche è assai vicino a quello dell’ampliamento
settecentesco della cappella di masseria Man-
giato, datato 1708, e a quello firmato e data-
to nel 1709 nella chiesetta di masseria Mona-
ci»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 42 del PDF
1709Dipinti della chiesa di Masseria Monaci di Generoso Cavallo da Bitonto
Un'iscrizione data 1709 e il priore padre Domenico De Luca rivelano che il chierico Generoso Cavallo da Bitonto eseguì i dipinti della chiesa, venti anni dopo la sua costruzione.
«Cl[ericus] Ge-
nerosus Cabballo bituntinus... / Tempore prioratus
patris Dominici De Luca / ... fecit 1709.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 144 del PDF
1718Il conte Pietro Antonio Barnaba fa edificare un palazzo presso San Vito dei Greci
Il conte palatino fece edificare ex novo nel 1718 un palazzo presso la Chiesa di San Vito dei Greci, oggi detto Palazzo del Conte Barnaba.
«il palazzo da lui fatto edifi-
care ex 11000 nel 1718 presso la Chiesa di San Vi-
to dei Greci, oggi detto Palazzo del Conte Bar-
naba.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF
1720Nel 1720 Leonardo Antonio Olivieri dipinge la tela per l'oratorio dell'Arciconfraternita del Carmine
Secondo la scheda, la Madonna dello Scapolare è proposta per la prima volta a Martina nel 1720 da Leonardo Antonio Olivieri, nella tela per l'oratorio dell'Arciconfraternita del Carmine.
«La tipica Eleusa martinese è quella, siglata MP, del transetto sinistro della chiesa del Car- mine; la Madonna dello Scapolare, invece, è proposta per la prima volta nel 1720 da Leo- nardo Antonio Olivieri nella tela per l'oratorio dell’Arciconfraternita del Carmine.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: REDAZIONALE UdP INIZIATIVE - Iconografia carmelitana a Martina Franca, PDF p. 222
1724Altare di San Giuseppe nella nuova chiesa di San Francesco, voluto dal conte Barnaba
Nel 1724 il conte Pietro Antonio Barnaba volle erigere l'altare in pietra di San Giuseppe nella nuova Chiesa di San Francesco d'Assisi dei Conventuali, riservandosi il giuspatronato con sepoltura gentilizia.
«nel 1724 volle
erigere l’altare in pietra, finemente lavorato con
decori barocchi, di San Giuseppe nella nuova
Chiesa di San Francesco d'Assisi dei France-
scani Conventuali»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF
22 novembre 1729Un pittore di Gravina si stabilisce a Martina Franca e sposa Maria Serra
Un modesto pittore, trasferitosi da Gravina a Martina Franca in cerca di lavoro, vi si stabilì e sposò Maria Serra il 22 novembre 1729; si era aggregato alla confraternita dell'Immacolata nel 1735.
«sposandovi una Maria Serra il 22 novembre 1729»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 8 del PDF
1730Leonardo Antonio Olivieri dipinge la Natività per la Congrega della Natività e Dolori di Maria
Il modello fu replicato più volte dai pittori locali.
«che nel 1730 dipinse per l'oratorio della Congrega della Natività e Dolori di»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 159 del PDF
1733Masseria Luco: campana datata 1733 e lapide Maria della Pace
Il campanile a vela porta una campana del 1733, sotto la quale è la lapide novecentesca.
«campanile a vela in ferro battuto con una campana, datata 1733»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
1734Fabbricato di masseria Masella datato 1734
Il fabbricato di masseria Masella, datato 1734, è unito a una chiesetta barocca.
«Il fabbricato della masseria, datato 1734, è
unito a una leggiadra chiesetta»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF
1735Masseria Mongelli-Carosito, datata al 1735, nel territorio di Martina
La masseria Mongelli-Carosito, in territorio di Martina Franca, è datata al 1735 e portata ad esempio di articolazione architettonica funzionale.
«masseria Mongelli-Carosito
in territorio di Martina Franca, datata al 1735»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Luigi MONGIELLO RIFLESSIONI SULL'ARCHITETTURA - Il disegno dei tamburi di pietra [architettura rurale della Murgia dei Trulli], p. 8 del PDF
1739Masseria Pizzo Mammarella: ciclo di Bonaventura Fighera per il canonico Giuseppe Maria Caroli
Un'iscrizione sopra la porta indica committente, anno 1739 e pittore; sono le uniche opere note dell'artista gravinese.
«il millesimo 1739,
relativo all'anno di realizzazione»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 175 del PDF
17411741: data incisa sulla campana di Masseria Sorangelo
La parte più antica di Masseria Sorangelo risale al XVIII secolo, come indica la data 1741 incisa sulla piccola campana del campanile a vela.
«la data 1741, incisa sul-
la piccola campana nel campanile a vela»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 93 del PDF
1741Due grandi tele a olio con lo stemma dei Desiati dipinte nel 1741
Lo stemma dei Desiati compare in due grandi tele a olio dipinte nel 1741 dal pittore Pietro Cataldo Mauro, nell'ex chiesa conventuale dei Cappuccini.
«Quest’arma è tuttora visibile in città: in due
tre doviziose famiglie martinesi. grandi tele a olio, dipinte nel 1741 dal pittore»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 82 del PDF
1743Giovanni Antonio Desiati fa fondere una campana nel 1743
Nel 1743 Giovanni Antonio Desiati fece fondere una campana, forse destinata a Masseria Il Porcile o a Masseria Menzane, con iscrizione che lo ricorda come utriusque iuris doctor.
«Nel 1743 Giovanni Antonio Desiati fece fon-
dere una campana, forse destinata a Masseria
Il Porcile o a Masseria Menzane»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 100 del PDF
circa 1745Costruzione della chiesa di San Domenico (1745-1750)
La chiesa barocca sorge sull’area di una chiesa medievale di San Pietro Martire demolita da un terremoto.
«fra il 1745 e il 1750 sull’antico sito della chiesa medievale dedicata a San Pietro Martire»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Parrocchia San Domenico»
1749Masseria Casavola: altare rococò voluto da Nicola Casavola
L'altorilievo dell'Ecce homo reca l'iscrizione del committente e la data.
«Magnificus Nicolaus Casavolafierifecit /1749.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 33 del PDF
circa 1750Altari della chiesa dei Cappuccini realizzati intorno al 1750
Gli altari intarsiati sono realizzati intorno al 1750, come indica la data intarsiata sulla balaustra del coretto.
«Gli altari furo-
no realizzati intorno al 1750, come viene chia-
ramente indicato dalla data intarsiata sulla ba-
laustra del coretto.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 24 del PDF
Ogni evento rimanda alla fonte da cui è tratto. «Certezza» dice di che tipo è la fonte: documento originale, studio che lo cita, sito, ricordo o ipotesi. Se trovi un errore o una fonte migliore, segnalalo.