Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XI secolo

1085

1085: Goffredo di Altavilla dona il feudo poi detto Badessa alle benedettine di Conversano

Il feudo, donato nel 1085 da Goffredo di Altavilla alle benedettine di Conversano, prese il nome di Badessa; l'articolo lo collega a Monte del Forno.

«donato da Goffre- do di Altavilla nel 1085, prese il nome di Badessa»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF

1099

Goffredo d'Altavilla dona al monastero benedettino di Conversano il monte Sessaniano

Secondo gli storici citati, nel 1099 il monastero benedettino di Conversano ricevette in dono dal conte Goffredo d'Altavilla il monte detto Sessaniano, nell'area dell'attuale Masseria Badessa Vecchia, nel territorio di Martina. Fonte citata dall'autore: Storici citati: Ughelli, Tarsia, Cassano, Chirulli, Gioia, Morea.

«quando il Monastero benedettino conversanese, fondato nel 957, ebbe in dono nel 1099 da Goffredo d'Altavilla, conte di Con- versano (1068-1106), il montem qui Sessaniano vocatiur,»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, PDF p. 52 · Leggi il passo nel testo

giugno 1099

Il conte Goffredo dona al monastero di San Benedetto di Conversano il Monte di Sessaniano

Il territorio dell'attuale Masella faceva parte di un vasto feudo ecclesiastico dei benedettini di Conversano.

«nel giugno 1099 da Goffredo (1068-1106), conte normanno di quella città»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 135 del PDF

XIII secolo

1269

Martina Franca assume dignità di feudo con i De Tocco

Secondo il passo, Martina Franca, «terra niente antica» per il Giustiniani, assunse solo nel 1269 dignità di feudo, con i De Tocco.

«e che assumeva solo in quell’anno, 1269, dignità di feudo, coi De Tocco»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1958 (1958), p. 18 del PDF

XIV secolo

1317

Concessione del distretto ai coloni della Franca Martina da Filippo I d'Angiò

Il territorio senza vincoli feudali fu concesso nel 1317; vi nacquero masserie come Crocifisso, Cupa Blasi e Delfino.

«concesso senza vincoli feudali nel 1317 ai coloni del nuovo centro demico della Franca Martina dal principe di Taranto Filippo I d'Angiò (1294-1331)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 53 del PDF

1353

Nel 1353 Roberto d'Angiò dona a Pietro del Tocco il feudo di Martina e la Gualda di Taranto

Il principe di Taranto Roberto d'Angiò nel 1353 donò a Pietro del Tocco, oltre al feudo di Martina, la Gualda (jus Gualdae) della città di Taranto.

«Nel 1353 il principe di Taranto Roberto d'An- giò donò a Pietro del Tocco, oltre al feudo di Martina, la Gualda»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 48 del PDF

1359

Roberto d'Angiò concede un territorio ai martinesi e al conte Pietro del Tocco

Il territorio di Le Voccole era appartenuto a Taranto fino al 1359; prima apparteneva all'Abbazia di San Vito del Pizzo.

«fino al 1359, anno in cui il prin- cipe Roberto d'Angiò (1343-1364)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 103 del PDF

1359

La Selva Tarentina compresa nel territorio della Franca Martina

Il vasto comprensorio, già della Mensa arcivescovile di Taranto, viene assegnato al nuovo centro nel 1359.

«nel 1359 compreso nel territorio assegnato al nuovo centro»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 165 del PDF

1359

Roberto d'Angiò assegna un vasto territorio alla neonata terra di Martina

Il principe di Taranto Roberto d'Angiò (1343-1364) assegnò alla neonata terra di Martina un vasto territorio, in parte appartenuto all'Università di Monopoli (la bagliva verso Monopoli).

«1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò (1343-1364) assegnò alla neonata terra di Mar- tina.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 103 del PDF

1390

Giovanni di Lussemburgo dona il feudo di Monte del Forno al monastero benedettino di Conversano

Il feudo di Monte del Forno è distinto da quello di Badessa/Sisignano.

«nel 1390 per donazione di Giovanni di Lussemburgo (1381-1394)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 135 del PDF

1390

1390: il conte di Conversano dona al monastero di San Benedetto la masseria del Furno

Nel 1390 Giovanni di Lussemburgo, conte di Conversano, con la moglie Margherita di Enghien dotò il monastero della masseria Furno, della Regia Corte, posta in misura maggiore nel territorio di Martina e in parte in quello di Mottola.

«Nel 1390, infatti, un altro conte di Conversa- no, Giovanni di Lussemburgo (1381-1394), si- gnore di Beaurevoir e conte di Ligny, insieme alla moglie Margherita di Enghien, dotò il Mo- nastero della masseria Furno»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 85 del PDF

XV secolo

1464

Definizione dei confini del tenimento di Taranto; Pietro di Tocco signore di Martina

Il fascicolo ricorda Pietro di Tocco signore di Martina e la definizione dei confini del tenimento di Taranto (1464).

«Pietro di Tocco signore di Martina. Definizione dei confini del tenimento di Taranto (1464).»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, Scritture delle Università e Feudi. Atti diversi di Taranto, fasc. 10/1 (1470), p. 7 del PDF

1487

Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona signore di Martina (1487-1495): usurpazioni sulla bagliva verso Monopoli

I suoi ufficiali, al limite della legalità, affidavano animali di forestieri usurpando i diritti della Regia Dogana di Monopoli.

«quando divenne si- gnore di Martina Andrea Matteo Ill Acqua- viva d'Aragona (1487-1495)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 16 del PDF

1488

Petricone Caracciolo, duca di Martina, gran cancelliere del Regno

Il Pacichelli, nell'elenco dei gran cancellieri del Regno di Napoli, ricorda Petricone Caracciolo con il titolo di duca di Martina e conte di Buccino, cancelliere nel 1488.

«Petricone Caracciolo Duca di Martina, e Conte di Bucino Cancell. sotto lo stesso Re, nel 1488.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Pacichelli, Giovanni Battista, Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703, parte III, elenco dei gran cancellieri, PDF p. 265 (vol. 3)

5 ottobre 1495

Concessione di Federico d'Aragona per le pergolene a Martina

Solo dopo questa concessione fu ufficialmente possibile sopraelevare le abitazioni esistenti.

«solo dopo il 5 ot- tobre 1495, data della specifica concessione di Federico d'Aragona»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 12 del PDF

XVI secolo

1507

Petracone Caracciolo ottiene la terra di Martina col titolo di duca (1507)

Nel 1507 Petracone Caracciolo, già conte di Buccino dal 1472 e di Caggiano dal 1499, ottenne la terra di Martina col titolo di duca in cambio della contea di Caggiano. Secondo l'articolo, nel nuovo feudo cercò di consolidare il suo potere prendendo in appalto le rendite regie del fisco sul sale per trecento ducati l'anno.

«Que- sti, conte di Buccino dal 1472 e di Caggiano dal 1499, ottenne nel 1507, in cambio di que- st’ultima contea, la terra di Martina col titolo di duca.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 96

1507

Martina Franca infeudata ai Caracciolo nel 1507

Marinò divide la storia di Martina in un periodo «demaniale» e uno «ducale», quest'ultimo successivo all'infeudamento della città sotto i Caracciolo nel 1507.

«« demaniale » e « ducale », quest’ultimo successivo all’infeudamento della città sotto i Caracciolo nel 1507»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1970 (1970), p. 16 del PDF

1507

I Caracciolo ottengono Martina Franca: Petraccone III primo duca di Martina

Nel 1507 Petraccone III, conte di Buccino e di Brienza, diventa primo duca di Martina, avendone avuto il possesso dal re Ferdinando il Cattolico in cambio di un debito di 6.000 ducati.

«Essi acquisirono Martina Franca nel 1507, quando Petraccone III, conte di Buccino e di Brienza, divenne I duca di Martina, avendone ottenuto il possesso dal re Ferdinando il Cattolico in cambio di un debito di 6.000 ducati»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 2000 (2000), p. 193 del PDF

3 gennaio 1507

Martina diventa ducato dei Caracciolo

Il feudo fu assegnato per la prima volta con titolo di ducato a Petracone III Caracciolo, conte di Buccino.

«Il 3 gennaio 1507 Martina fu assegnata in feudo, per la prima volta con il titolo di ducato, a Petracone III Caracciolo»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)

1542

Lite 1542-1571 tra l'Università di Martina e il Regio Fisco per i territori occupati nella bagliva verso Taranto

Gran parte del versante martinese di Comiteo fu coinvolta nella lite fra l'Università di Martina e il Regio Fisco, dal 1542 al 1571, quando il duca Petracone IV Caracciolo chiese la reintegra dei territori occupati abusivamente.

«lunga lite fra l’Università di Martina e il Regio Fisco, du- rata dal 1542 al 1571, allorquando il duca Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1573) chiese la reintegra dei territori occupati abusivamente»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF

1550

Battista Caracciolo, duca di Martina, cancelliere sotto Carlo V

Nello stesso elenco il Pacichelli indica Battista Caracciolo, duca di Martina, come cancelliere sotto l'imperatore Carlo V nel 1550.

«Battista Caracciolo Duca di Martina Cancelliero sotto lo steffo Imperatore, nel 1550.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Pacichelli, Giovanni Battista, Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703, parte III, elenco dei gran cancellieri, PDF p. 265 (vol. 3)

1556

Nel 1556 Antonio Vingi ottiene dal duca di Martina di paretare 15 tomoli al Foggiale

Nel 1556 Antonio Vingi chiese e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto, di paretare altri 15 tomoli in località il Foggiale, per evitare danni da parte degli animali che andavano ad abbeverarsi alla foggia.

«Nel 1556 chiese, inoltre, e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 59 del PDF

1559

Il duca Petracone IV Caracciolo accusa dei martinesi di occupare il demanio (1559)

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi davanti al Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del pubblico demanio, perché gli competeva l'amministrazione della bagliva verso Taranto. L'episodio apre, secondo l'autore, i più gravi contrasti di giurisdizione sul territorio verso Taranto.

«Nel 1559, per primo, il duca di Martina Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1576) accusò alcu- ni martinesi nel Sacro Regio Consiglio per aver occupato diverse parti del pubblico demanio, in quanto gli competeva l’amministrazione della bagliva verso Taranto.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33

1559

Il duca Petracone IV Caracciolo accusa alcuni martinesi di aver occupato il demanio

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi nel Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del demanio, poiché a lui spettava l'amministrazione della bagliva verso Taranto.

«Nel 1559, per primo, il duca di Martina Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1576) accusò alcu- ni martinesi nel Sacro Regio Consiglio»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

marzo 1567

Masseria Chiafele: la commissione Gaona percorre la contrada Bello Sguardo e le terre di Lattanzio de Leone

Nel 1567 Lattanzio de Leone possedeva 550 tomoli; una commissione governativa verificò le usurpazioni demaniali e concesse le mezzane a chi aveva fatto migliorie.

«nel 1567 possedeva 550 tomoli nella contrada anticamente detta Bel- lo Sguardo seu Puzzo Frascaro. 115 marzo di quell'anno»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF

19 novembre 1567

Masseria Pompeo: terre di Graziano Blasi percorse dalla commissione Gaona

Nel 1567 Graziano Blasi possedeva 120 tomoli nella contrada Lo Fumo, confinante con il feudo delle monache di Conversano.

«il quale nel 1567 possedeva 120 tomo- li nella contrada anticamente detta Lo Fumo»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF

1568

Commissione Gaona determina il limite orientale del distretto presso Luchicchio e Luco

Il compassatore misurò l'arco del distretto fissandone il termine con una specchia presso la località Luco.

«venne determinato nuovamente nel 1568 dalla speciale commissione governa- tiva, presieduta dallo spagnolo Baldassarre Gaona»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 107 del PDF

10 aprile 1568

Masseria Guarini: la commissione Gaona percorre la contrada Lo Grasso e assegna una mezzana ad Alessandro de Angelino

Nel 1568 il de Angelino possedeva 30 tomoli; gli spettò una mezzana di 3 tomoli.

«Il 10 aprile 1568, infatti, una speciale commissione governativa»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 91 del PDF

10 aprile 1568

Masseria Sant'Elia: la commissione Gaona e le terre di Francesco de Angelino

Nel 1568 de Angelino possedeva 35 tomoli presso la chiesa di Sant'Elia, dove la commissione si riuniva più volte.

«Il 10 aprile 1568, infatti, una speciale commissione governativa, presieduta dal-»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF

1 ottobre 1571

Sentenza di Napoli che conclude la lite sui parchi (1° ottobre 1571)

Secondo l'autore la lite tra il duca e l'Università di Martina sui parchi oltre le Due Miglia si concluse il 1° ottobre 1571 (e non il 1° ottobre 1581, come indicato in una documentazione del 1972), con sentenza emanata a Napoli dal consigliere Giovanni Felice Scalaleone. Fonte citata dall'autore: Sentenza del Sacro Regio Consiglio, consigliere Giovanni Felice Scalaleone.

«La lite si concluse il 1° ottobre 1571 e non il 1° ottobre 1581, com'è indicato nel 1972 nella documentazione prodotta dal Commissariato per la Liquidazione degli Usi Civici, con sen- tenza emanata in Napoli da Giovanni Felice Scalaleone.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo

1 ottobre 1571

Sentenza dello Scalaleone sui parchi entro le due miglia

La lite fra il duca e alcuni martinesi si concluse il 1° ottobre 1571 con sentenza di Giovanni Felice Scalaleone: i parchi entro le due miglia restavano, quelli oltre le due miglia costruiti dopo il privilegio di Federico d'Aragona dovevano essere distrutti.

«La lite si concluse il 1° ottobre 1571 e non il 1° ottobre 1581»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

18 novembre 1571

Seconda sentenza dello Scalaleone: divieto di nuovi parchi entro le due miglia

Con sentenza del 18 novembre 1571 Scalaleone accolse il ricorso del duca, vietando in futuro di parcorare entro le due miglia.

«Lo stesso regio consigliere Scalaleone con sen- tenza del 18 novembre 1571 accettò la richiesta del feudatario»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

1584

Lodo del duca Carlo I Caracciolo del 1584 sul demanio di Martina

Secondo l'autore i civili, corrotto il duca con un donativo di cinquemila ducati, si divisero un demanio pubblico di circa trecento kmq recintando ciascuno la propria parte.

«e, infine, dal vergognoso lodo del duca di Martina Carlo I Caracciolo nel 1584»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF

20 marzo 1584

Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'università di Martina

Con il lodo del 20 marzo 1584 furono composte le differenze tra l'università di Martina e il duca Carlo Caracciolo. Secondo l'articolo, l'articolo terzo permise ai possessori di terreni demaniali nel distretto delle due miglia di recintarli, e i martinesi divennero così padroni assoluti del distretto. Fonte citata dall'autore: Lodo del 20 marzo 1584.

«Con il duca Carlo Caracciolo (1583-1607) tutte le dif- ferenze ancora in corso fra l'università di Mar tina e il feuda itario furono composte con il lo do del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 18 · Leggi il passo nel testo

20 marzo 1584

Lodo tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina (20 marzo 1584)

Tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso mediante il lodo del 20 marzo 1584. Secondo l'autore, esso permise la definizione di parchi nel distretto e portò alla totale privatizzazione del distretto. Fonte citata dall'autore: Lodo del 20 marzo 1584.

«Tale divieto, tuttavia, non durò a lungo, in quanto fra il duca Carlo Caracciolo e l’Univer- sità di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso, mediante il lodo del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo

20 marzo 1584

Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università

Il lodo conciliò le discordie tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università e permise i parchi nel distretto ex tarantino, contrariamente alla seconda sentenza del 1571, con la totale privatizzazione del distretto.

«fra il duca Carlo Caracciolo e l’Univer- sità di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso, mediante il lodo del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

XVII secolo

12 settembre 1607

Transazione a Napoli tra l'Università di Martina e il duca G. B. Caracciolo (1607)

Donato Antonio Desiati fu eletto deputato dell'Università di Martina per concordare a Napoli, il 12 settembre 1607, una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che all'epoca risiedeva a Buccino.

«venne eletto deputato dell’Università per concordare a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista Il Caracciolo (1607-1626), che all’epoca risiedeva a Buccino.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · Leggi il passo nel testo

12 settembre 1607

Donato Antonio Desiati deputato a Napoli per una transazione col duca Giovanni Battista II Caracciolo

Eletto deputato dell'Università, concorda a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che allora risiedeva a Buccino.

«venne eletto deputato dell’Università per concordare a Napoli il 12 settembre 1607 una transazione con il duca Giovanni Battista Il Caracciolo (1607-1626)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 83 del PDF

1626

Nel 1626 Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina

Il passo rinvia per Francesco Caracciolo, successo al padre Giambattista nel 1626, a studi sul feudo e ai contrasti con il «Guercio di Puglia».

«per Francesco Caracciolo successo al padrè Giambattista nel 1626»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 88 del PDF

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