Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XIV secolo

circa 1305

Filippo I d'Angiò promuove la fondazione del Casale di Franca Martina

Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, probabilmente nel 1305, promosse la fondazione del Casale, concedendo ai primi abitanti di edificare su un'area ristretta a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto, che definì l'assetto del centro storico.

«Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, pro- babilmente nel 1305, promosse la fondazione del Casale di Franca Martina»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF

1306

Nel 1306 esiste già un casale di Martina con università e capitano

Secondo l'articolo, nel 1306 Martina era già un casale, cioè un centro abitato aperto e non cinto da mura, dotato di una università e di un capitano. Erano già arrivati i primi abitanti, che avevano trattato con Filippo di Taranto le condizioni del loro trasferimento dai paesi vicini.

«Nel 1306 era già in piedi un casale di Mar- tina, ossia un centro abitato aperto, non cinto da mura, con una università e un capitano.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10

1306

Nel 1306 esiste un casale di Martina con università e capitano

Centro abitato aperto, non cinto da mura, dove erano già affluiti i primi abitatori che avevano patteggiato con Filippo di Taranto le condizioni del trasferimento.

«Nel 1306 era già in piedi un casale di Mar- tina, ossia un centro abitato aperto, non cinto da mura, con una università e un capitano»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF

circa 1310

Privilegi dei principi di Taranto ai coloni di Martina

Secondo l'autore, vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 concessero e confermarono privilegi (esenzione dalla fida) per incrementare di abitanti la neonata comunità di Martina.

«in questi luoghi erano esenti dal pagamento della fida (fitto de- gli erbaggi da versare ai baglivi), in forza di nu- merosi privilegi concessi e confermati da vari principi di Taranto dal 1310 al 1419 per incre- mentare di abitanti la neonata comunità di Martina.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 96 · Leggi il passo nel testo

1310

Fondazione ufficiale di Martina nel 1310 per volere di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto

La data ufficiale della fondazione è il 1310, per volere del principe di Taranto Filippo I d'Angiò, per rendere più sicure le contrade dette statio deserta ferarum; l'autore però ritiene di poter smentire l'episodio, perché già nel 1260 esisteva un castrum Martinae nello stesso sito.

«della fondazione di Martina, ufficialmente avve- nuta solo nel 1310 per volere del principe di Ta- ranto Filippo I d'Angiò al fine di rendere più si- cure quelle contrade»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 36 del PDF

12 agosto 1310 – 15 agosto 1310

Privilegi di Filippo I d'Angiò per gli abitanti della nuova Martina (agosto 1310)

Con due privilegi del 12 e 15 agosto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, indicato come signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che sarebbero andati ad abitare la città in costruzione. Fonte citata dall'autore: Privilegi del 12 e 15 agosto 1310 di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto.

«Infatti con i due privilegi del 12 e 15 ago- sto 1310 Filippo I d'Angiò, principe di Taran- to, signore e fondatore di Martina, concesse numerose grazie agli uomini che andavano ad abitare la edificanda città.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo

12 agosto 1310

Privilegio di Filippo I d'Angiò che garantisce la demanialità perpetua del Casale della Franca Martina

Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò emanò da Napoli un privilegio con cui, secondo il testo, garantì la demanialità perpetua del centro abitato formatosi sulla Murgia sud-orientale. L'articolo lo indica come riconoscimento istituzionale del Casale della Franca Martina, ricordato con il settecentenario del 2010. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Filippo I d'Angiò, principe di Taranto, 12 agosto 1310.

«il quale il 12 agosto 1310 emanò da Napoli un privilegio con cui garantì la demanialità perpetua del centro demico formatosi sulla Murgia sud-orientale.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Redazione, Due pubblicazioni di storia patria per il settecentenario di Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 33, 2010, PDF p. 182 · Leggi il passo nel testo

12 agosto 1310

Privilegio di Filippo I d'Angiò del 12 agosto 1310 a Martina; l'insediamento è detto casale della Franca Martina

Il privilegio è il documento tradizionalmente celebrato come atto di fondazione; nel 1310 arrivano i primi riconoscimenti ufficiali ai nuovi martinesi.

«privilegio del 12 ago- sto 1310 concesso dal principe di Taranto Fi- lippo 1 d'Angiò»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 5 del PDF

circa 1358

Intorno al 1358 Roberto d'Angiò revoca in demanio i territori; i martinesi e Pietro del Tocco ottengono conferma dei privilegi

Il principe Roberto d'Angiò dispose intorno al 1358 la revoca in demanio dei territori del principato; i martinesi e il loro dominus Pietro del Tocco ottennero la conferma dei privilegi e nuove immunità, confermate dalla regina Giovanna I nel 1358.

«dispose intorno al 1358 la revoca in demanio di tutti i territori delle città e delle terre del principato per potervi forestam exerceri; la ri- sposta dei martinesi e del loro dominus, Pietro del Tocco»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 49 del PDF

1371

Con l'estinzione nel 1371 del ramo angioino di Taranto Martina perde il dominio sulla giurisdizione del territorio

Per l'autore il periodo epico della crescita martinese si esaurisce rapidamente per la mancanza di altri protettori di rango.

«Estintosi nel 1371, con Filippo II, il ramo angioino dei principi di Taranto e iniziatosi il lungo periodo delle lotte intestine nel regno di Napoli, Martina perse il dominio della giuri- sdizione sul suo territorio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF

1388

Nel 1388 Raimondo Orsini erige il grande castello di Martina, demolito nel 1668

Il castello sorgeva in capo alla ruga medievale, probabilmente nell'area dell'attuale piazza Roma.

«nel 1388 fu eret- to da Raimondo Orsini, futuro principe di Ta- ranto, un grande castello»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF

XV secolo

1463

Dal 1463 al 1481 Martina è dichiarata demaniale e amministrata da ufficiali locali

Dopo la morte di Giovanni Antonio Orsini (1463) Monopoli ottenne la conferma dei confini del 1260 ma non l'esercizio effettivo della bagliva di Martina tra il 1463 e il 1481.

«fra il 1463 e il 1481, in quanto Martina, dichiarata demaniale come Monopoli»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 16 del PDF

6 luglio 1478

Il Sacro Regio Consiglio spedisce all'Università di Martina il Capitolare sul buon governo

Il 6 luglio 1478 il Sacro Regio Consiglio, sedente a Lecce, per ordine del re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, spedì all'Università di Martina il Capitolare sull'ordinamento del buon governo. Il suo articolo XVIII regolava la validità delle sedute del parlamento cittadino. Fonte citata dall'autore: Capitolare dell'Università di Martina, 6 luglio 1478.

«come previsto dall'articolo XVIII del Capi- tolare sull'ordinamento del buon governo di Martina, spedito all’Università il 6 luglio 1478 dal Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce, per ordine del re di Napoli Ferdinando I d'Ara- gona (1458-1494).»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 7 · Leggi il passo nel testo

6 luglio 1478

Capitolare dell'Università di Martina spedito dal Sacro Regio Consiglio

Il Capitolare sull'ordinamento del buon governo di Martina fu spedito all'Università il 6 luglio 1478 dal Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce, per ordine di Ferdinando I d'Aragona; l'articolo XVIII fissava il numero legale del Parlamento (24 su 36 consiglieri).

«tolare sull'ordinamento del buon governo di Martina, spedito all’Università il 6 luglio 1478 dal Sacro Regio Consiglio, sedente in Lecce»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 7 del PDF

5 ottobre 1495

Placet di Federico d'Aragona ai Capitoli e Grazie di Martina (5 ottobre 1495)

Con il placet di Federico d'Aragona del 5 ottobre 1495, concesso quando era principe di Altamura e confermato come re di Napoli il 28 agosto 1497, il territorio di Martina rimase di natura regia. Il capitolo IV dei Capitoli e Grazie dava a ogni cittadino la facoltà di recintare i propri terreni nel tenimento di Martina, e fu poi oggetto di controversia sulla sua interpretazione. Fonte citata dall'autore: Capitoli e Grazie concessi a Martina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona.

«Con il placet di Federico d'Aragona del 5 ot- tobre 1495 il territorio di Martina rimase di natura regia.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 29 · Leggi il passo nel testo

5 ottobre 1495

Capitoli e Grazie concessi a Martina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona

Il capitolo IV dava ad ogni cittadino la facoltà di recintare i propri terreni nel tenimento; rilasciato in un momento critico, mentre i martinesi, datisi a Carlo VIII di Francia, passavano ai primi di ottobre sotto le bandiere d'Aragona.

«capitolo IV dei Capitoli e Grazie concessi a Mar tina il 5 ottobre 1495 da Federico d'Aragona, principe di Altamura e luogotenente del re Fer- dinando Il cui successe al trono»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF

28 agosto 1497

Il placet di Federico d'Aragona è confermato come re di Napoli (28 agosto 1497)

Il placet concesso nel 1495, quando Federico era principe di Altamura, viene confermato alla data del 28 agosto 1497, quando divenne re di Napoli; restano in vigore gli altri privilegi e capitoli dell'università di Martina.

«Detto placet, concesso quando Fe- derico era principe di Altamura, venne confer- mato quando questi divenne re di Napoli in data 28 agosto 1497»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 29 del PDF

XVI secolo

1540

Deputati eletti a difesa dell'Università contro le ingerenze del duca Petracone IV

Nel 1540 l'avvocato Francesco Antonio Colucci è eletto, con altri quattro, deputato per la difesa dell'Università contro le ingerenze giurisdizionali del duca Petracone IV Caracciolo.

«nel 1540 era stato eletto, insieme a Filippo Turnone, a Ni- cola Antonio Filomena, ad Angelillo De Mita e a Nicola Antonio del quondam Antonaccio Fa- nelli, deputato per la difesa dell’Università con- tro le ingerenze giurisdizionali del duca Petra- cone IV Caracciolo (1524-1576)»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 85 del PDF

1559

Dal 1559 al 1571 contenzioso tra il duca Petracone IV Caracciolo e l'università di Martina per l'usurpazione del demanio

Il duca accusò al Sacro Regio Consiglio i vassalli di aver usurpato il demanio e chiese la demolizione dei parchi abusivi; nel territorio verso Taranto furono contati 96 occupatori.

«di Martina e l’università nel 1559, protraendosi fino al 1571 nel Sacro Regio Consiglio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF

1559

Nel 1559 il regio commissario Giovanni Battista Manso ispeziona i luoghi occupati

Nel 1559 fu inviato da Napoli il regio commissario Giovanni Battista Manso per ispezionare i luoghi appadronati e ripristinare il demanio di giurisdizione ducale.

«Nel 1559, infatti, da Napoli fu inviato il regio commissario Giovanni Battista Manso per l'i- spezione di questi luoghi appadronati»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF

1566

Dal 1566 a Martina tre diverse gestioni della bagliva

A partire dal 1566 a Martina si introducono tre gestioni della bagliva: quella del distretto e quella verso Monopoli, spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ciascuna con propria corte di giustizia.

«A partire dal 1566, pertanto, a Martina s'in- trodussero tre diverse gestioni della bagliva: quella del distretto, quella verso Monopoli, en- trambe spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ognuna con propria corte di giustizia.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 77 · Leggi il passo nel testo

21 luglio 1566

Capitoli del 21 luglio e 9 ottobre 1566 per la spartizione del demanio monopolitano

Le università di Monopoli, Martina, Castellana, Locorotondo, Fasano e Putignano ratificarono appositi capitoli il 21 luglio 1566 a Conversano e il 9 ottobre 1566 a Monopoli.

«avevano ratificato appositi capitoli il 21 luglio 1566 in Conversano e il 9 ottobre 1566 in Monopoli»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF

ottobre 1566

Bernardino de Santa Cruz delega Baldassarre Gaona come commissario regio

Nell'ottobre 1566 Bernardino de Santa Cruz, dovendo tornare a Napoli, delegò Baldassarre Gaona a compiere le operazioni di demolizione delle recinzioni e definizione delle mezzane.

«ottobre del 1566, dovendo ritornare a Napoli per attendere ai suoi compi- ti istituzionali, delegò Baldassarre Gaona, in qualità di commissario regio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 76 del PDF

29 novembre 1567

Lettera commissionale di Gaona da Martina che delega l'agrimensore de Mola

Il presidente Gaona, indisposto, ordinò con lettera datata Martina 29 novembre 1567 ad Angelo de Mola di continuare a misurare i terreni e assegnare le mezzane, riservandosi di convalidare gli atti al ritorno.

«come si evince da una sua lettera commissionale, datata Martina 29 novembre 1567.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF

23 marzo 1568

Delibera del Parlamento universale di Martina sulla misurazione del distretto

Il 23 marzo 1568, nell'aula pubblica dell'Università, al suono della campana, si riunirono i decurioni davanti al capitano Nicola Antonio de Parinis; il sindaco Marco de Gregorio presentò la richiesta al commissario regio Gaona.

«Delibera del Parlamento universale di Martina del 23 marzo 1568»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 12 del PDF

25 marzo 1568

Il parlamento cittadino stabilisce che nessun forestiero governi l'Università senza vent'anni di fuoco

Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, deve registrare nel Libro Russo la conclusione del parlamento: nessun forestiero entri al governo dell'Università se non è numerato a fuoco da vent'anni.

«Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati è ricordato come cancelliere (actuaritus) dell’Università di Martina, allorché gli fu ordi- nato che metta e descriva nello Libro Russo»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF

25 marzo 1568

Il cancelliere dell'Università ordina di registrare nel Libro Russo la regola sull'ingresso dei forestieri al governo

Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, ebbe l'ordine di descrivere nel Libro Russo la conclusione del parlamento cittadino secondo cui nessun forestiero entra al governo dell'Università se non numerato a fuoco per vent'anni.

«Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati è ricordato come cancelliere (actuaritus) dell’Università di Martina, allorché gli fu ordi- nato che metta e descriva nello Libro Russo la con- clusione del parlamento cittadino»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF

30 marzo 1568

La commissione Gaona riconvocata a Reinzano: lettura di relazioni e verbali

La commissione al completo fu riconvocata per il 30 marzo 1568, quando Gaona fece leggere relazioni e verbali compilati in sua assenza.

«La commissione al completo fu riconvocata per il 30 marzo 1568, quando il Gaona fece leg- gere relazioni e verbali compilati in sua assen- za»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF

1 ottobre 1571

Sentenza del Sacro Regio Consiglio del 1° ottobre 1571 sui parchi del demanio di Martina

Si decretò che i parchi nel distretto delle due miglia si conservassero e quelli costruiti oltre il distretto dopo il 1495 fossero distrutti; pochi giorni dopo il duca presentò ricorso.

«Dopo dodici anni, finalmente, il 1° ottobre 1571 fu emessa la sentenza definitiva dal Sa- cro Regio Consiglio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF

13 novembre 1571

Supplemento di sentenza: leciti i parchi per case, vigne, orti, illeciti quelli per pascolo

Su ricorso del duca, il Sacro Regio Consiglio il 13 novembre 1571 ritiene leciti i parchi eretti per case, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne, illeciti quelli da erigersi in futuro per il pascolo.

«Sacro Regio Consiglio il 13 novembre 1571 emise un supplemento di sentenza, ritenendo leciti i parchi eretti per ca- se, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne, ille- citi quelli da erigersi in futuro a scopo di pascolo»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF

circa marzo 1572

Il notaio martinese Carlo di Carolo, carcerato dal feudatario di Ceglie, viene scarcerato dopo il 20 marzo 1572

Il notaio Carlo di Carolo di Martina, inviato a intimare le provvisioni al signore di Ceglie, fu da questi carcerato; fu scarcerato dopo il 20 marzo 1572.

«il malcapitato notaio venne in seguito scarcerato, dopo il 20 marzo 1572.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF

11 settembre 1572

Intimazione al signore di Ceglie di non carcerare il martinese Caputo e il suo pleggio

L'11 settembre 1572 fu intimato al signore di Ceglie di non carcerare, né far carcerare, il supplicante martinese (Antonio di Janno Caputo) e il suo pleggio, sotto pena della regia disgrazia e di mille ducati.

«re di Ceglie fu intimato 1’11 settembre 1572 di non carcerare, et far carcerare esso supplicante»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF

1600 – 1601

Anno amministrativo 1600-1601: Deseati sindaco di Martina

Il testo precisa che nell'anno amministrativo 1600-1601 Donato Antonio Deseati, difensore delle prerogative dell'Università, era stato sindaco della città.

«Nell'anno amministrativo 1600- 1601, infatti, era stato sindaco della città.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84

XVII secolo

ottobre 1612

Alla Università di Martina assegnato il servizio di vigilanza costiera (viceré conte di Lemos)

Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera con il relativo aggravio (munizioni, polvere, mantenimento del cavallaro) è assegnato all'Università di Martina e ad altre.

«servizio era stato assegnato con il relativo aggravio all’Univesità di Martina e ad altre già nell’ot- tobre del 1612 per ordine del vicerè Conte di Le- mos»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF

29 aprile 1618

Due cegliesi giurano a Martina davanti alla Corte Ducale (1618 e 1620)

I cegliesi Lucio Vitali e Ludovico Spiumafori giurarono a Martina rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620; il passo seguente precisa che lo fecero come auditori della Corte Ducale, con lettere sottoscritte dal duca Giovanni Battista II Caracciolo.

«Nel primo ventennio del XVII secolo, inol- tre, due cegliesi, Lucio Vitali e Ludovico Spiu- mafori, rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620, giurarono a Martina in qualità di»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 28 del PDF

1622

Dario Colucci sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23

Il dottor fisico Dario Colucci fu sindaco di Martina nell'anno amministrativo 1622-23 e fece testamento il 24 marzo 1642.

«Dario, dottor fisica e sindaco di Martina nel- l’anno amministrativo 1622-23, fece testamen- to per mano del notaio Nicola Antonio Ange-»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF

1647

Francesco Caracciolo I duca di Martina luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno

Una nota a un componimento nuziale ricorda che nel 1647, sotto Filippo IV, il duca di Martina Francesco Caracciolo (primo di questo nome) fu costituito luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno di Napoli e mostrò chiare prove di valore.

«Duca di Martina Franceſco Caraccioli Primo di queſto nome ſotto il Re Filippo IV. nel 1647. coſtituito Luogotenente , e Vicario Generale»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 15 del PDF

1649

1649: il viceré Oñate vuole limitare l'autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo

Il passo dice che nel 1649 Oñate, legato alla fazione del duca di Medina, decise di limitare l'ampia autorità del duca di Martina, definito «regolo delle Puglie».

«Francesco Caracciolo, duca di Martina ?3. Perciò l’Ofiate, legato alla fazione del duca di Medina?! nel 1649 aveva deciso di « limitarne una autorità si ampla di questo personaggio » che agiva da « regolo delle ‘Puglie » 25»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 111 del PDF

1649

Il viceré Onate vuole limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina

Nel 1649 l'Onate decide di limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina, che agiva da "regolo delle Puglie".

«nel 1649 aveva deciso di « limitarne una autorità si ampla di questo personaggio » che agiva da « regolo delle ‘Puglie »»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 38 del PDF

Ringraziamenti e fonti principali

Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.

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