Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1260Confini del 1260 fra Taranto e Monopoli sul versante settentrionale di Martina
Il passo parla di una linea di demarcazione dei confini del 1260 fra Taranto e Monopoli, lungo la quale correvano i possedimenti del versante nord della città.
«lungo la linea di
demarcazione dei confini del 1260 fra Taranto e
Monopoli.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 63 del PDF
1260Un documento del 1260 attesta la Torre di Luco (Lucidiano) come confine tra Monopoli e Taranto
Secondo Liuzzi la Torre di Luco, in localita Lucidiano, era un caposaldo monopolitano attestato come confine tra i territori di Monopoli e Taranto in un documento del 1260.
«come un caposaldo monopolita-
10 in località Lucidiano, attestato come confine
tra il territorio di Monopoli e quello di Taranto
in un documento del 1260»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 87 del PDF
1260Nel 1260 il territorio di Sant'Angelo de Grecis toccava il castello di Martina, edificato in territorio tarantino
Il territorio di Sant'Angelo de Grecis (Monopoli), ancora nel 1260 toccava il muro perimetrale orientale del castello di Martina, edificato dentro il territorio di Taranto.
«territorio, ancora nel 1260, toccava il mu-
ro perimetrale orientale del castello di Marti-
na, edificato dentro il territorio di Taranto»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 26 del PDF
15 luglio 1260Atto del 15 luglio 1260 sui confini tra Monopoli, Taranto e Ostuni
Secondo l'autore, il punto di partenza della questione dei demani di Martina è l'Instrumentum executionis mandati regi del 15 luglio 1260, rogato dal notaio monopolitano Angelo de Leone per ordine di re Manfredi di Svevia. Da questo atto l'autore ricava la linea di demarcazione tra i territori di Monopoli, Taranto e Ostuni, all'interno dei quali sarebbe poi sorta Martina. Fonte citata dall'autore: Instrumentum executionis mandati regi del 15 luglio 1260, notaio Angelo de Leone di Monopoli.
«Il punto di partenza dev'essere considerato l'Instrumentum executionis mandati regi del 15 luglio 1260, rogato dal notaio monopolitano Angelo de Leone per ordine di re Manfredi di Svevia (1258-1266).»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 29
15 luglio 1260Instrumentum executionis mandati regii: prima attestazione documentaria di Martina (castrum Martine)
Atto redatto al tempo di Manfredi di Svevia, pubblicato da Marco Lanera nel 1979, sui confini del territorio di Monopoli; secondo l'autore prova l'esistenza di Martina prima della cosiddetta fondazione angioina.
«Instrumentum executio-
nis mandati regii del 15 luglio 1260 redatto al
tempo del re Manfredi di Svevia»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 5 del PDF
15 luglio 1260Atto del 15 luglio 1260 sui confini di Monopoli, Taranto e Ostuni, con il Castrum Martinae sul confine
L'Instrumentum executionis mandati regi fu rogato dal notaio monopolitano Angelo de Leone per ordine di re Manfredi di Svevia e confermò i confini del territorio di Monopoli rispetto a Taranto e Ostuni. Secondo il passo, il Castrum Martinae sorgeva sul confine, in territorio di Taranto.
«l'Instrumentum executionis mandati regi del 15
luglio 1260, rogato dal notaio monopolitano
Angelo de Leone per ordine di re Manfredi di
Svevia (1258-1266).»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 29 del PDF
15 luglio 1260Il Castrum Martinae nel mandato regio del 1260
Il più antico documento che attesta un centro abitato medievale nell’area è un rogito che cita un Castrum Martinae, forse una torre militare su un’altura sulla Valle d’Itria.
«Il documento più antico che attesta la presenza di un centro demico nel Medioevo, invece, è l’Instrumentum executionis mandati regii del 15 luglio 1260.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1294Filippo I d'Angiò, prin- cipe di Taranto dal 1294, decide di rifondare Martina e ne incarica il vicario Francesco di Monteleone
Il castrum di Martina era decaduto e disabitato a fine Duecento; il confine nord di Taranto era sguarnito, perciò il principe decise la rifondazione con un diverso assetto urbanistico.
«prin-
cipe di Taranto dal 1294, prese la decisione di
rifondare Martina con un più ampio e diverso
assetto urbanistico, dandone incarico al suo vi-
cario Francesco di Monteleone»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 9 del PDF
circa 1305Fondazione del Casale di Franca Martina (circa 1305)
Secondo l'autore, il principe di Taranto Filippo I d'Angiò promosse, probabilmente nel 1305, la fondazione del Casale di Franca Martina. Ai primi abitanti fu concesso di edificare le case su una ristretta area a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto, che definì nel tempo la configurazione dell'attuale centro storico.
«Il principe di Taranto Filippo I d'Angiò, pro- babilmente nel 1305, promosse la fondazione del Casale di Franca Martina, concedendo ai pri- mi abitanti d’edificare le loro case su una ri- stretta area a cavallo del confine tra Monopoli e Taranto,»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 30 · Leggi il passo nel testo
1315Nel 1315 l'università di Monopoli riesuma l'Instrumentum del 1260 contro l'esproprio subito da Martina
Monopoli reagì al primo esproprio di territorio; per il secondo del 1317 si rivolse all'autorità regia e nel 1321 la controversia languiva ancora a Napoli.
«Già nel 1315
l'università monopolitana aveva riesumato l’In-
strumentum executionis mandati regii del 1260»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
1315Causa di Monopoli contro i martinesi
L’Università di Monopoli avviò un’azione giudiziaria per l’occupazione abusiva del proprio territorio da parte dei martinesi, attratti dai pascoli gratuiti.
«un’azione giudiziaria intentata nel 1315 dall’Università di Monopoli per l’abusiva occupazione del proprio territorio da parte dei martinesi»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1317Concessione del distretto circolare di due miglia a Martina (1317)
Nel 1317 il principe di Taranto concesse agli abitanti del casale un territorio circolare, il distretto, intorno al centro urbano con raggio di due miglia. Secondo Liuzzi più di un quarto del circuito apparteneva a Monopoli e a Ostuni, che ne subirono la perdita; Monopoli protestò e la controversia languiva ancora a Napoli nel 1321.
«Nel 1317 gli abitanti del casale furono gra- tificati dal principe della concessione di un ter- ritorio circolare (il distretto) intorno al centro urbano dal raggio di due miglia, ossia di km 3,700 circa con una superficie di kmq 43 cir- ca, corrispondenti a 4.278 ettari.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 10 · Leggi il passo nel testo
1317Nel 1317 Filippo d'Angiò concede ai cittadini di Martina un distretto di due miglia
Secondo l'autore, parte del territorio demaniale di Monopoli fu assegnata a Martina in due momenti: nel 1317 il principe di Taranto Filippo d'Angiò concesse in uso privato ai cittadini un distretto del raggio di due miglia intorno al centro abitato.
«nel 1317, quando il principe di Taranto Filippo | d'Angiò concesse in uso privato ai cittadi- ni un distretto del raggio di 2 miglia intorno al centro abitato»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 35 · Leggi il passo nel testo
1317Nel 1317 Filippo I concede agli abitanti di Martina un distretto circolare di raggio due miglia
Territorio di circa 43 kmq (4.278 ettari, raggio di circa 3,7 km) intorno al centro urbano; oltre un quarto del circuito apparteneva a Monopoli e a Ostuni.
«Nel 1317 gli abitanti del casale furono gra-
tificati dal principe della concessione di un ter-
ritorio circolare (il distretto) intorno al centro
urbano dal raggio di due miglia»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 10 del PDF
1317Territori ex monopolitano e ostunese passati a Martina nel 1317 e nel 1359
Liuzzi ricorda che gli ex territori monopolitano e ostunese a nord e nord-est passarono a Martina nel 1317 e nel 1359.
«ex territori monopolitano e ostunese, pas-
sati a Martina nel 1317 e nel 1359»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 42 del PDF
15 gennaio 1317Filippo I d'Angiò dota Martina di un distretto di due miglia di raggio
Con privilegio del 15 gennaio 1317 il principe di Taranto Filippo I d'Angiò dotò il centro abitato di un distretto, cioè un circuito di due miglia di raggio (circa 3,7 km) intorno all'abitato. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Filippo I d'Angiò, 15 gennaio 1317.
«Con privilegio del 15 gennaio 1317 il principe di Taranto Filippo I d’Angiò (1294-1331) dotò il centro demico di un distretto, ossia un circuito di due miglia di raggio (km 3,7) intorno all’abitato.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 143 · Leggi il passo nel testo
15 gennaio 1317Privilegio di Filippo I d'Angiò: distretto di 2 miglia attorno all'abitato
Con privilegio del 15 gennaio 1317 il principe concesse alla comunità martinese, ancora priva di territorio, un'area circolare di raggio 2 miglia (circa 3,7 km) detta districtum, ricadente in parte nell'agro di Monopoli, in parte di Ostuni e in parte di Taranto. Ai martinesi fu riconosciuta proprietà privata, senza censi o terraggi.
«Con privilegio del 15 gennaio 1317 Filippo l
d'Angiò concesse alla comunità martinese, an-
cora priva di un proprio territorio, un’area cir-
colare intorno al centro urbano del raggio di 2
miglia»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 30 del PDF
15 gennaio 1317Concessione del distretto circolare di 4.278 ettari
Filippo I assegnò un territorio di due miglia attorno all’abitato, tolto a Monopoli, Ostuni e Taranto, in allodio e senza tasse feudali.
«assegnando il 15 gennaio 1317 un territorio circolare intorno al centro urbano di due miglia circum circa»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1335Dal 1335 Martina è castrum, abitato cinto da mura
Fino al 1335 Martina era un borgo aperto (casale), ancora a trent'anni dalla rifondazione; l'ipotesi di un luogo fortificato fin dall'inizio non regge.
«Dal 1335 Martina è castrum, ossia un abita-
to circoscritto da mura di cinta e dal 1353 è»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 12 del PDF
1343Privilegio di Roberto principe di Taranto (1343) all'Università di Franca Martina per la comunità d'acqua
Il passo elenca privilegi di Roberto (1343) e del padre Filippo (1310 e 1317) a favore dell'Università di Franca Martina per la comunità d'acqua con Ostuni, Mottola e altre terre.
«Privilegi di Roberto principe di Taranto (1343) nonché di suo 1478. 1531. padre Filippo (1310 e 1317) in favore dell'Università di Franca Martina per la comunità d’acqua con le terre di Ostuni, Mottola»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1971 (1971), p. 64 del PDF
1359Nel 1359 il principe Roberto concede il territorio alla nuova Martina, trasformando i confini con Monopoli e Taranto
Il territorio di Martina, nel 1260 diviso tra Monopoli, Taranto e Ostuni, fu radicalmente trasformato nel 1359 dalla concessione del principe Roberto a favore della nuova Martina. Luoghi come Pentima Vetrana, Pentimella e Guardiola divennero martinesi a tutti gli effetti.
«radical-
mente trasformata nel 1359 con la concessio-
ne del principe Roberto a favore della nuova»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 9 del PDF
1359Il territorio ex tarantino passa a Martina
Il passo colloca nel 1359 il passaggio a Martina del territorio già tarantino, di competenza giurisdizionale del feudatario della città.
«ex tarantino, passato a Martina nel 1359»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF
1359Roberto d'Angiò dona a Martina nel 1359 un territorio immenso
Roberto d'Angiò, secondo principe di Taranto, per accondiscendere ai martinesi dona nel 1359 un territorio immenso, ritagliato in gran parte dai territori di Monopoli e Taranto e in misura minore di Ostuni (oltre 410 kmq secondo Ancona).
«giò, secondo principe di Taranto, volendo ac-
condiscendere alle richieste dei martinesi, do-
nò nel 1359 un territorio immenso»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 11 del PDF
1359Le Pianelle appartengono dal 1359 al Comune di Martina
Il bosco delle Pianelle appartiene al Comune di Martina sin dal 1359 e gli abitanti vi hanno esercitato gli usi civici (legnatico, ghiandatico, erbatico).
«Le Pianelle appartengono sin dal 1359
al Comune di Martina, i cui abitanti hanno qui
da sempre esercitato gli »
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Domenico BLASI SUPERSTIZIONI E LEGGENDE IN VALLE D'ITRIA - Masciari e monacelli nel folklore di Martina Franca, p. 35 del PDF
15 aprile 1359Il principe Roberto d'Angiò concede a Martina un vasto territorio (15 aprile 1359)
Con la concessione del 15 aprile 1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò assegnò a Martina un territorio immenso, ricavato in gran parte da quelli di Monopoli, Taranto e Ostuni, per oltre 410 kmq (450 con il distretto del 1317). Secondo l'autore la concessione fu poi parzialmente rivista negli anni successivi per ricorsi di ordini monastici, del vescovo di Monopoli e di Ostuni, ma la documentazione della revisione non è pervenuta.
«In primo luogo, alla concessione del 15 aprile 1359 seguì una parziale revisione della stessa, negli anni immediatamente seguenti, relativa- mente ad alcuni tenimenti feudali o universali appartenenti a Monopoli e ad Ostuni, impro- priamente ceduti a Martina.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 14 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359: nuovo territorio ai martinesi
Roberto d'Angiò, divenuto nel 1356 anche signore di Monopoli, assegnò agli abitanti di Martina un ampio e nuovo territorio con il noto privilegio del 15 aprile 1359. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359.
«Questi, infatti, divenuto nel 1356 anche si- gnore di Monopoli, non più città regia, volle gratificare gli abitanti di Martina, assegnando loro un ampio e nuovo territorio con il noto pri- vilegio del 15 aprile 1359.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 75 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò: vasto territorio demaniale a Martina (15 aprile 1359)
Il principe di Taranto Roberto d'Angiò concesse con privilegio del 15 aprile 1359 un vasto territorio demaniale all'Università di Martina e al suo feudatario Pietro di Tocco. Secondo l'autore, il privilegio sconvolse l'antica confinazione tra Monopoli e Taranto fissata nel 1260 e fonda il demanio martinese. Fonte citata dall'autore: Privilegio del 15 aprile 1359 (pergamena nell'Archivio Caracciolo de Sangro, Biblioteca Comunale di Martina Franca).
«Privilegio del 15 aprile 1359, con il quale il principe di Taranto Roberto d'Angiò concesse un vasto territorio demaniale al- l'Università di Martina e al suo feudatario Pietro di Tocco.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 5 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò che delimita il vasto territorio di Martina
Con privilegio del 15 aprile 1359 il principe di Taranto Roberto d'Angiò, figlio di Filippo I, delineò il vasto territorio di Martina, che in seguito fu notevolmente ridotto nella parte nord-orientale. Il documento fissava anche i confini con la terra di Ceglie. Fonte citata dall'autore: Privilegio di Roberto d'Angiò, principe di Taranto, 15 aprile 1359.
«Il vasto territorio di Martina fu disegnato, sebbene in seguito notevolmente decurtato nel- la parte nord-orientale, con privilegio del 15 apri- le 1359 dal principe di Taranto Roberto d'Angio (1343-1364), figlio di Filippo I.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo
15 aprile 1359Concessione di Roberto d'Angiò del 15 aprile 1359: vasto territorio demaniale a Martina
Il principe di Taranto dona a Martina un territorio immenso ritagliato da Monopoli, Taranto e Ostuni (oltre 410 kmq, con gli attuali agri di Alberobello, Cisternino e Locorotondo); seguì una parziale revisione.
«alla concessione del 15 aprile
1359 seguì una parziale revisione della stessa»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF
15 aprile 1359Privilegio di Roberto d'Angiò: vasto territorio concesso a Martina
Su richiesta dei martinesi e del feudatario Pietro di Tocco, il principe Roberto concesse con privilegio del 15 aprile 1359 un territorio molto ampio, per lo più corrispondente a quello attuale, sottraendo terre a Monopoli, Taranto e Ostuni.
«concesse con privilegio
del 15 aprile 1359 uno smisurato territorio, per-
lopiù corrispondente a quello attuale»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 31 del PDF
4 maggio 1360Inventario di Ostuni del 4 maggio 1360: quattordici abusivi martinesi spossessati
Su ordine del principe di Taranto Ostuni inventariò i beni demaniali in trentadue luoghi; in sette località si erano insediati quattordici occupanti martinesi, spossessati e condannati a pagare la decima.
«atto notarile
del 4 maggio 1360, ci informa che in quello
stesso anno il principe di Taranto»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF
4 maggio 1360Atto notarile del 4 maggio 1360 sui recuperi di terre occupate lungo il confine di Martina
Una copia cinquecentesca di un atto del 4 maggio 1360 informa che il principe di Taranto, tornando sulle sue decisioni, ordinò di recuperare terre occupate illecitamente anche lungo il confine di Martina, appartenenti a Ostuni; la documentazione sulla revisione della concessione del 1359 non è pervenuta.
«contenente un atto notarile
del 4 maggio 1360, ci informa che in quello
stesso anno il principe di Taranto, tornando
sulle sue decisioni, aveva diramato ordini ten-
denti a recuperare delle terre occupate illeci-
tamente da alcuni privati anche lungo il con-
fine di Martina»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 15 del PDF
1374Martina «terra» murata con quattro porte
Nel 1374 l’insediamento è ricordato come terra di Martina, con cinta muraria, torri, quattro porte e fossati.
«L’insediamento conservò il toponimo fino al 1374, anno in cui venne ricordato come terra di Martina»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1388Torrione (castrum novum) di Raimondello del Balzo Orsini
Fu eretto un torrione, il castrum novum, poi abbattuto nel 1668 per costruire il Palazzo Ducale.
«il torrione eretto nel 1388 da Raimondello del Balzo Orsini»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
Ogni evento rimanda alla fonte da cui è tratto. «Certezza» dice di che tipo è la fonte: documento originale, studio che lo cita, sito, ricordo o ipotesi. Se trovi un errore o una fonte migliore, segnalalo.