Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVI secolo

10 settembre 1553

Il Capitolo di Martina permuta con atto del 10 settembre 1553 vigne presso Santa Maria de Martina con un orto fuori le mura

Le vigne con palmento erano state donate da don Stefano de Sergio per una eddomada; l'atto fu rogato dal notaio Giovanni de Carolis.

«permutò queste vigne con un orto fuori le mura con atto rogato dal no- taio Giovanni de Carolis il 10 settembre 1553»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 28 del PDF

14 luglio 1554

14 luglio 1554: Giulio III autorizza il Capitolo di Martina a procurarsi denaro per riparare la Chiesa Maggiore

Con bolla il papa incarico l'arciprete di Conversano Scalambrino Tarsia di verificare l'esigenza della Collegiata di San Martino.

«data a Roma apud Sanctum Petrum il 14 lu- glio 1554, il pontefice incaricò l’arciprete di Conversano Scalambrino Tarsia»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF

8 dicembre 1554

8 dicembre 1554: il Capitolo di Martina si riunisce per alienare beni e finanziare le riparazioni

Il Capitolo si radunò nel coro della Collegiata con il vicario foraneo Antonio Marraffa e circa quaranta sacerdoti.

«Ottenuto il consenso papale, 1’8 dicembre 1554 il Capitolo si radunò nel coro della Colle- giata»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF

gennaio 1555

Gennaio 1555: permuta di terre tra il Capitolo di Martina e Iacobo de Fumarola, atto del notaio Dario de Palatio

La permuta fu discussa il 1 gennaio 1555 e l'atto fu rogato il giorno 14 successivo.

«Della permuta si discusse il 1° gennaio 1555 ma l’atto definitivo venne rogato il successivo giorno 14 dal notaio Dario de Palatio»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 41 del PDF

1556

Catasto cinquecentesco di Ceglie del 1556 con i beni di possessori martinesi

Il repertorio del 1603 ricorda almeno quattro catasti cinquecenteschi ormai perduti, uno dei quali del 1556, redatto dal notaio Donato Antonio d'Adamo di Francavilla. Nei catasti di Ceglie i martinesi risultano tra i maggiori possessori di terre. Fonte citata dall'autore: Catasto di Ceglie del 1556 (citato nel catasto del 1603).

«Questi ultimi, ormai perduti, sono citati di so- vente nel repertorio del 1603, nel quale se ne ri- cordano almeno quattro: uno del 1556, redatto dal notaio Donato Antonio d’'Adamo di Franca- villa;»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 31 · Leggi il passo nel testo

1556

Nel 1556 Antonio Vingi ottiene dal duca di Martina di paretare 15 tomoli al Foggiale

Nel 1556 Antonio Vingi chiese e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto, di paretare altri 15 tomoli in località il Foggiale, per evitare danni da parte degli animali che andavano ad abbeverarsi alla foggia.

«Nel 1556 chiese, inoltre, e ottenne dal duca di Martina, titolare della bagliva verso Taranto»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22, p. 59 del PDF

circa 1557

Nascita a Martina del gesuita Michele Salpa

Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata dall'autore, Michele Salpa nacque intorno al 1557 a Martina e divenne professore e rettore dell'Accademia (Università) di Vilna. Fonte citata dall'autore: Lietuviu enciklopedija, vol. XXXVI: Papildymai (Addizioni), Boston, 1969, p. 477.

«SALPA Michele (nato intorno al 1557 a Martina, Puglia, Italia — morto il 20 dicembre 1618 a Vilna, Lituania) professore e rettore dell’Accademia (Universi- tà) di Vilna.»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · Leggi il passo nel testo

1559

Il commissario Manso ispeziona i luoghi appadronati nel territorio di Martina

Nel 1559 fu inviato da Napoli il regio commissario Giovanni Battista Manso per ispezionare i luoghi appadronati e ripristinare il demanio di giurisdizione ducale, nell'ambito della lite fra Università di Martina e Regio Fisco.

«Nel 1559, infatti, da Napoli fu inviato il regio commissario Giovanni Battista Manso per l'i- spezione di questi luoghi appadronati e per il ri- pristino del demanio di giurisdizione ducale.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 40 · Leggi il passo nel testo

1559

Il duca Petracone IV Caracciolo accusa dei martinesi di occupare il demanio (1559)

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi davanti al Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del pubblico demanio, perché gli competeva l'amministrazione della bagliva verso Taranto. L'episodio apre, secondo l'autore, i più gravi contrasti di giurisdizione sul territorio verso Taranto.

«Nel 1559, per primo, il duca di Martina Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1576) accusò alcu- ni martinesi nel Sacro Regio Consiglio per aver occupato diverse parti del pubblico demanio, in quanto gli competeva l’amministrazione della bagliva verso Taranto.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33

1559

Dal 1559 al 1571 contenzioso tra il duca Petracone IV Caracciolo e l'università di Martina per l'usurpazione del demanio

Il duca accusò al Sacro Regio Consiglio i vassalli di aver usurpato il demanio e chiese la demolizione dei parchi abusivi; nel territorio verso Taranto furono contati 96 occupatori.

«di Martina e l’università nel 1559, protraendosi fino al 1571 nel Sacro Regio Consiglio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF

1559

Cappella a pignon di Masseria Mangiato, capostipite dei modelli rurali

La primitiva cappella costruita nel 1559 a Masseria Mangiato, in territorio di Martina Franca, è considerata capostipite dei modelli liturgici a pignon in ambito rurale.

«In proposito va ricordato che la primitiva cappella, costruita nel 1559 a Masseria Man- giato in territorio di Martina Franca, viene con- siderata come capostipite dei modelli liturgici a pignon posizionati in ambito rurale.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi MONGIELLO - Giovanni MONGIELLO BIOPSIA DEL TERRITORIO - La religiosità nel parlato architettonico della Murgia dei Trulli, p. 18 del PDF

1559

Il duca Petracone IV Caracciolo accusa alcuni martinesi di aver occupato il demanio

Nel 1559 il duca di Martina Petracone IV Caracciolo accusò alcuni martinesi nel Sacro Regio Consiglio di aver occupato parti del demanio, poiché a lui spettava l'amministrazione della bagliva verso Taranto.

«Nel 1559, per primo, il duca di Martina Pe- tracone IV Caracciolo (1524-1576) accusò alcu- ni martinesi nel Sacro Regio Consiglio»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

1559

Affreschi della vecchia cappellina di Mangiato datati 1559

Gli affreschi della cappellina della masseria Mangiato recano la data 1559; segue un vuoto di oltre un secolo prima delle costruzioni settecentesche.

«affreschi della vecchia cappellina di Mangiato, 1559»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 5 del PDF

1559

Nel 1559 il regio commissario Giovanni Battista Manso ispeziona i luoghi occupati

Nel 1559 fu inviato da Napoli il regio commissario Giovanni Battista Manso per ispezionare i luoghi appadronati e ripristinare il demanio di giurisdizione ducale.

«Nel 1559, infatti, da Napoli fu inviato il regio commissario Giovanni Battista Manso per l'i- spezione di questi luoghi appadronati»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF

giugno 1559

Masseria Mangiato (Cerassano): ciclo di tempere della chiesa di Santa Maria della Croce

Per commissione di Pietro Antonio Marangi un decoratore anonimo concluse il ciclo dipinto della piccola chiesa; è il limite cronologico più antico delle chiese di masseria martinesi.

«1110 giugno 1559 un anonimo decoratore, su commissione di Pietro An- tonio Marangi, verosimilmente portò a compimento il ciclo di tempere della»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF

1564

Primi atti di carcerazione ordinati dal Sanseverino signore di Ceglie nella lite con i martinesi

I primi atti di carcerazione fatti eseguire da Giangiacomo Sanseverino sono datati nel biennio 1564-1565, subito dopo il pagamento del relevio del feudo di Ceglie; il contesto è la lite con alcuni martinesi sull'uso del territorio.

«I primi atti di carcerazione fatti eseguire dal Sanseverino sono datati nel biennio 1564-1565,»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 29 del PDF

17 marzo 1565

Sentenza del regio commissario De Caro: i cittadini di Martina possono tagliare legname per uso proprio

Il 17 marzo 1565, con sentenza del regio commissario Costanzo De Caro, i cittadini di Martina ottennero esplicitamente di poter tagliare e lavorare legname per uso proprio.

«i cittadini di Martina avevano, infatti, esplicitamente ottenuto di poter tagliar legami e lavorarli per uso proprio il 17 marzo 1565 con sen- tenza del regio commissario Costanzo De Caro.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF

1566

Nel 1566 accordo di Bernardino de Santa Cruz con le università sul territorio della Selva di Monopoli

La Regia Corte invia nel 1566 il presidente della Sommaria Bernardino de Santa Cruz per stipulare un accordo definitivo con le cinque università (Martina, Castellana, Cisternino, Fasano, Locorotondo) cui si aggiunge Monopoli; la giurisdizione è ripartita per numero di fuochi. Fonte citata dall'autore: Manoscritto detto Il Santacroce (Archivio Comunale di Monopoli).

«Nel 1566, pertanto, la Regia Corte inviò il presidente della Regia Camera della Som- maria, Bernardino de Santa Cruz, per stipu- Inve un accordo definitivo con le cinque università, a cui si aggiunse anche quella di Monopoli.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - I PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Cerassano, PDF p. 36 · Leggi il passo nel testo

1566

Dal 1566 a Martina tre diverse gestioni della bagliva

A partire dal 1566 a Martina si introducono tre gestioni della bagliva: quella del distretto e quella verso Monopoli, spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ciascuna con propria corte di giustizia.

«A partire dal 1566, pertanto, a Martina s'in- trodussero tre diverse gestioni della bagliva: quella del distretto, quella verso Monopoli, en- trambe spettanti all'Università, e quella verso Taranto, di competenza del feudatario, ognuna con propria corte di giustizia.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 77 · Leggi il passo nel testo

1566

Atto del 1566 sul demanio regio di Monopoli e le terre di Martina, Castellana, Locorotondo, Cisternino e Fasano

Primo documento originale sul demanio: porta alla ripartizione di 43.137 tomoli fra le sei università e segna l'inizio della distribuzione fondiaria ancora riconoscibile.

«Il primo documento originale, riguardante il demanio regio della città di Monopoli e le terre di Martina, di Castellana, dî Locoroton- do, di Cisternino e di Fasano, risale al 1566»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 10 del PDF

1566

Il toponimo Monte del Forno compare in un atto del 1566 del notaio Idrosio di Ostuni

È indicato come il documento più antico finora noto che riporti il toponimo.

«il semantico toponimo Monte del Forno, che compare in un atto del 1566 del notaio Idro- sio di Ostuni»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 12 del PDF

1566

L'Università di Martina acquista la bagliva verso Monopoli

Il passo ricorda che la bagliva verso Monopoli fu acquistata dall'Università di Martina nel 1566 e che comprendeva i possedimenti feudali e privati del versante settentrionale della città.

«Nella bagliva verso Monopoli, acquistata dal- l'Università di Martina nel 1566»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 63 del PDF

1566

Il commissario Baldassarre Gaona misura le masserie della Selva di Monopoli (1566-1568)

Dalla fine del 1566 ai primi mesi del 1568 Baldassarre Gaona, uomo d'arme spagnolo residente a Martina, delegato da Bernardino de Santa Cruz, misurò masserie e fondi della Selva di Monopoli. All'autore risultano per Martina poco più di 11.000 tomoli, di cui 9.934 demaniali e 1.105 di mezzane.

«Dalla fine del 1566 ai primi mesi del 1568 questi procedette alla reale misurazione di tut- te le masserie»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF

1566

Il demanio assegnato all'università di Martina e comprato nel 1566 risulta occupato da centinaia di proprietari

Qualche centinaio di proprietari avevano occupato in quegli anni circa 13.400 tomoli del demanio assegnato all'università di Martina e comprato nel 1566.

«qualche centinaio di proprietari avevano occu- pato in quegli anni ben 13.400 tomoli circa di demanio assegnato all'università di Martina, comprato nel 1566»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 22 del PDF

1566

Atto del 1566: ripartizione del territorio demaniale tra le sei università, tra cui Martina

L'atto del 1566 fu fondamentale per la storia e l'economia di Locorotondo, Cisternino e Martina perché segnò il principio della distribuzione fondiaria basata sulla proprietà come diritto esclusivo.

«L’atto del 1566 fu fondamentale per la sto- ria e l’economia di Locorotondo, di Cisterni- no e di Martina perchè segnò il principio della distribuzione fondiaria che, con successivi ag- giustamenti nel tempo, comportò ed espresse le caratteristiche c»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 11 del PDF

1566

I martinesi conservano il territorio del 1359 nonostante le sentenze, rese vane nel 1566 e nel 1589

Le rivendicazioni di Monopoli e Taranto nel XVI secolo non ebbero successo: i martinesi conservarono il territorio ricevuto nel 1359 nonostante sentenze sfavorevoli dei tribunali napoletani, rese vane nel 1566 e nel 1589 da accordi.

«riuscirono, tuttavia, a conservare a loro vantaggio il territorio ricevuto nel 1359, nono- stante varie sentenze sfavorevoli emanate dai tribunali napoletani, rese vane nel 1566 e nel 1589 per accordi intercorsi.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 39 del PDF

1566

Transazione Santa Cruz: Martina mantiene il territorio concesso nel 1359, dietro pagamento alla Regia Corte

Una transazione proposta nel 1566 dal presidente della Regia Camera della Sommaria Bernardino de Santa Cruz permise a Martina di mantenere il territorio concessole nel 1359, dietro un ingente esborso di denaro.

«nel 1566 dal presidente della Regia Camera della Sommaria Bernardino de Santa Cruz (detto Santacroce), permise, tuttavia, a Martina il mantenimento giurisdizionale del territorio concessole nel 1359, dietro un ingente esborso di denaro a favore della Regia Corte»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 130 del PDF

1566

Confinazione del territorio fra Martina e Monopoli

Nel 1566 fu stabilita la confinazione fra Martina e Monopoli sul limite settentrionale dell'area della Contrada Il Capitolo, con toponimi come Gravina del Sale, Gravina del Signore Janno e La Cavallerizza.

«Nella confinazione stabilita nel 1566 fra Martina e Monopoli, relativa al limite setten- trionale dell’area studiata»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 70 del PDF

21 luglio 1566

Accordo di Conversano tra Martina e Monopoli (21 luglio 1566)

La lunga vertenza giudiziaria sul possesso del territorio tra le università di Monopoli e di Martina si compose con l'accordo sottoscritto a Conversano il 21 luglio 1566. Secondo l'autore, seguì l'atto di acquisto del territorio dal Regio Fisco, stipulato il 28 settembre 1566. Fonte citata dall'autore: Accordo di Conversano del 21 luglio 1566 (edito da Isidoro Chirulli, Istoria cronologica della Franca Martina).

«Questa complessa vertenza giudiziaria si compose, finalmente, con l'accordo sottoscrit- to a Conversano il 21 luglio 1566.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 32 · Leggi il passo nel testo

21 luglio 1566

Capitolazione che chiude la vertenza sulla parte dell'antica Selva monopolitana assegnata a Martina

La lunga vicenda giuridica della parte dell'antica Selva monopolitana, iniziata nei primi decenni del XIV secolo, si concluse secondo l'autore con la capitolazione del 21 luglio 1566 e con le integrazioni successive. Quella parte di territorio era stata assegnata a Martina nel 1359. Fonte citata dall'autore: Capitolazione del 21 luglio 1566.

«La complicata vicenda storico-giuridica di questa parte dell'antica Selvn monopolitana, protrattasi dai primi decenni del XIV secolo, si concluse con la capitolazione del 21 luglio 1566 e con le integrazioni a essa conseguenti.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 5

21 luglio 1566

Le università di Monopoli, Martina, Castellana, Locorotondo, Fasano e Putignano ratificano i capitoli per il demanio ex monopolitano

Le sei università ratificarono appositi capitoli il 21 luglio 1566 a Conversano e il 9 ottobre 1566 a Monopoli, per l'acquisto e la suddivisione del territorio demaniale ex monopolitano.

«appositi capitoli il 21 luglio 1566 in Conversano e il 9 ottobre 1566 in Monopoli, mentre l'atto di acquisto dalla Regia Corte e la suddivisione del territorio demaniale ex monopolitano fu rogato dal notaio ostunese Francesco Idrosio il 28 set-»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF

21 luglio 1566

Accordo di Conversano: la Regia Corte vende la Selva di Monopoli a sei università

Con l'accordo sottoscritto a Conversano il 21 luglio 1566 la Regia Corte vendette i diritti sull'intera Selva di Monopoli a sei università (tra cui Martina) per 16.000 ducati, ripartiti in base al numero dei fuochi.

«si compose, finalmente, con l'accordo sottoscrit- to a Conversano il 21 luglio 1566.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF

21 luglio 1566

Capitolazioni tra le sei università per dividere il demanio monopolitano

Le capitolazioni (patti) tra i rappresentanti delle sei università sono sottoscritte a Conversano il 21 luglio 1566 e perfezionate a Monopoli il 9 ottobre dello stesso anno, per via di alcune controversie.

«a Conversano il 21 luglio 1566, perfezionate più tardi a Monopoli il 9 ottobre dello stesso anno»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 22 del PDF

21 luglio 1566

Capitoli del 21 luglio e 9 ottobre 1566 per la spartizione del demanio monopolitano

Le università di Monopoli, Martina, Castellana, Locorotondo, Fasano e Putignano ratificarono appositi capitoli il 21 luglio 1566 a Conversano e il 9 ottobre 1566 a Monopoli.

«avevano ratificato appositi capitoli il 21 luglio 1566 in Conversano e il 9 ottobre 1566 in Monopoli»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF

28 settembre 1566

Atto di acquisto del demanio di Monopoli da parte delle sei università, tra cui Martina (28 settembre 1566)

Il 28 settembre 1566, nella località il Bajulo presso Martina, fu stilato l'atto definitivo con cui le università di Monopoli, Martina, Castellana, Cisternino, Fasano e Locorotondo acquistarono dal Regio Fisco il territorio demaniale monopolitano. Le capitolazioni erano state sottoscritte a Conversano il 21 luglio e perfezionate a Monopoli il 9 ottobre 1566; la quota assegnata a Martina fu poi misurata nel 1568. Fonte citata dall'autore: Atto del notaio Francesco Idrosio di Ostuni, 28 settembre 1566.

«Com'è noto, l’at- to definitivo dell'acquisto del territorio comu- nale monopolitano dal Regio Fisco fu stilato in località il Bajulo, presso Martina, il 28 set- tembre 1566 per mano del notaio Francesco Idrosio di Ostuni.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 22 · Leggi il passo nel testo

28 settembre 1566 – 30 settembre 1566

Consegna delle quote di territorio ex monopolitano alle università, tra cui Martina

Gli esperti Iacobo Caputo e Angelo de Mola suddivisero il territorio in questione e il 28 e 30 settembre 1566 consegnarono formalmente le quote, già confinate, ai sindaci o ai procuratori comunali. Tra le sei università acquirenti dal Regio Fisco vi era Martina. Fonte citata dall'autore: Istromento di Francesco Idrosio, 28 e 30 settembre 1566, trascritto da Isidoro Chirulli.

«con consegna forma- le, avvenuta il 28 e il 30 settembre 1566, delle quote ripartite e opportunamente confinate ai sindaci o ai procuratori comunali,»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 20 · Leggi il passo nel testo

28 settembre 1566

Rogito dell'acquisto del demanio ex monopolitano in località Il Bajulo (Barbasciulo), agro di Martina

L'atto di acquisto dalla Regia Corte e la suddivisione del territorio demaniale ex monopolitano fu rogato dal notaio ostunese Francesco Idrosio il 28 settembre 1566 in località Il Bajulo seu Barbasciulo, in agro di Martina.

«appositi capitoli il 21 luglio 1566 in Conversano e il 9 ottobre 1566 in Monopoli, mentre l'atto di acquisto dalla Regia Corte e la suddivisione del territorio demaniale ex monopolitano fu rogato dal notaio ostunese Francesco Idrosio il 28 set-»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF

28 settembre 1566

L'Università di Martina acquista la bagliva nel territorio verso Monopoli

Il 28 settembre 1566 l'Università acquistò dalla Regia Corte la custodia (bagliva) del territorio verso Monopoli, poi affittata all'asta per 60-100 ducati annui.

«l'acquisto della ba- gliva nel territorio verso Monopoli da parte del- l’Università il 28 settembre 1566»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 22 del PDF

28 settembre 1566

28 settembre 1566: stabilito il punto iniziale del confine tra Martina e Locorotondo

Il punto iniziale del confine era costituito dalle vigne del martinese Iacobo Fumarola, con fabbricati separati tra i due territori.

«Il punto iniziale del confine fra Martina e Lo- corotondo, stabilito il 28 settembre 1566»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 40 del PDF

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