Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1647Francesco Caracciolo I duca di Martina luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno
Una nota a un componimento nuziale ricorda che nel 1647, sotto Filippo IV, il duca di Martina Francesco Caracciolo (primo di questo nome) fu costituito luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno di Napoli e mostrò chiare prove di valore.
«Duca
di Martina
Franceſco
Caraccioli Primo di queſto nome ſotto
il Re Filippo IV.
nel 1647. coſtituito Luogotenente , e Vicario Generale»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 15 del PDF
1647Masseria Cavaruzzo: acquisto da parte dei Domenicani di Martina (1647-1809)
L'azienda restò ai Domenicani fino alla soppressione, poi fu incamerata dal demanio e venduta all'asta.
«dal 1647 al 1809 ai Domenicani di Martina»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 37 del PDF
circa 1647Il re Filippo IV ringrazia i duchi Caracciolo per la fedeltà durante i tumulti
Fra le carte dell'archivio ducale ci sono lettere con cui il re di Spagna ringrazia Francesco I e Beatrice Caracciolo, duchi di Martina, per la fedeltà alla corona nei tumulti antispagnoli del 1647/48 (le lettere sono nel fondo datato 1648-1848).
«per la fedeltà dimostrata alla corona da parte della famiglia Caracciolo in occasione dei tumulti antispagnoli del 1647/48»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Importanti documenti nell’archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-10)
13 settembre 1647I Domenicani di Martina acquistano la masseria di Cavaruzzo (13 settembre 1647)
Con atto del notaio Luca Antonio Gemma del 13 settembre 1647 i Domenicani acquistano per 100 ducati una masseria di 31 tomoli; la masseria resta al convento di San Domenico dal 1647 al 1866. Fonte citata dall'autore: Atto del notaio Luca Antonio Gemma del 13 settembre 1647.
«Queste, a loro volta, la vendettero per 100 ducati con atto del notaio Luca Antonio Gemma del 13 settembre 1647 ai Domeni- cani, che vennero in possesso di una masse- ria formata da 10 tomoli di terre serrate, da 20 di terre aperte e da 8 quartieri di vigne per un totale di 31 tomoli.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 79 · Leggi il passo nel testo
1648Dopo l'indulto del 1648 Vitantonio Montanaro detto Capodiferro si dà alla macchia
Dopo la sconfitta del movimento di Masaniello, il capopopolo martinese Vitantonio Montanaro, detto Capodiferro, rifiuta l'indulto del 1648 e si dà alla macchia; secondo l'autore terrorizza per mesi la Murgia dei Trulli.
«il noto capopopolo marti- nese Vitantonio Montanaro, detto Capodiferro, indomito rivoluzionario repubblicano, dopo la sconfitta del movimento, rifiutò gli accomoda- menti dell'indulto del 1648 e si dette alla mac- chia»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 140 · Leggi il passo nel testo
16491649: il viceré Oñate vuole limitare l'autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo
Il passo dice che nel 1649 Oñate, legato alla fazione del duca di Medina, decise di limitare l'ampia autorità del duca di Martina, definito «regolo delle Puglie».
«Francesco Caracciolo, duca di Martina ?3. Perciò l’Ofiate, legato alla fazione del duca di Medina?! nel 1649 aveva deciso di « limitarne una autorità si ampla di questo personaggio » che agiva da « regolo delle ‘Puglie » 25»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 111 del PDF
1649Il viceré Onate vuole limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina
Nel 1649 l'Onate decide di limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina, che agiva da "regolo delle Puglie".
«nel 1649 aveva deciso di « limitarne una autorità si ampla di questo personaggio » che agiva da « regolo delle ‘Puglie »»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 38 del PDF
1649Iscrizione del 1649 sulla chiesa del Monte Purgatorio
Sull'architrave dell'entrata della chiesa del Monte Purgatorio c'è la scritta «Vos, animae clamant saltem miserae scite, fratres» (1649): le anime infelici chiedono aiuto.
«TESTO: VOS, ANIMAE CLAMANT
SALTEM
MISERAE
SCITE,
FRATRES. 1649
TRADUZIONE:Le anime infelici vi
chiedono
aiuto,
sappiatelo
almeno. 1649
UBICAZIONE:La scritta è posta
sull’
architrave dell’
entrata
della
chiesa
del
Monte
Purgatorio»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 19 del PDF
1653Soppressione del primo convento dei Conventuali di Martina
Nel 1653, per disposizione di papa Innocenzo X che ordinò la chiusura dei conventini con meno di sei religiosi, il primo convento viene soppresso. I beni vanno al monastero di Santa Maria della Purità, mentre chiesa e convento sono demoliti.
«Abitato da pochi frati nella metà del Seicen- to, il primo convento fu soppresso nel 1653 per disposizione del papa Innocenzo X, che ordinò la chiusura di tutti i conventini italiani di ogni ordine regolare, con meno di sei reli- giosi.»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, PDF p. 19
1653Nel 1653 il duca di Martina Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola
Il passo ricorda che Francesco Caracciolo acquistò nel 1653 la terra di Mottola, inasprendo le antiche discordie con Noci.
«Duca di Martina » Francesco Caracciolo’ che nel 1653 aveva acquistato la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con quella di Noci»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 117 del PDF
1653Francesco Caracciolo, duca di Martina, acquista Mottola
Nel 1653 il duca di Martina Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con Noci.
«Francesco Caracciolo’ che nel 1653 aveva acquistato la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con quella di Noci»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 44 del PDF
1653Nel 1653 Mottola è venduta ai Caracciolo, feudatari del ducato di Martina
Nel 1653 la città di Mottola fu venduta alla famiglia Caracciolo, feudataria del ducato di Martina e non imparentata con i precedenti Caracciolo di Santeramo.
«1653, allorché la città di Mottola veniva di
nuovo venduta all’omonima lamiglia Carac-
ciolo»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Italo PALASCIANO INEDITI D'ARCHIVIO - La relazione del Gallarano del 1704 per i confini tra Mottola e Noci, p. 38 del PDF
1653Nel 1653 è soppresso il primo convento dei Conventuali di Martina
Per disposizione di papa Innocenzo X, che ordinò la chiusura dei conventini con meno di sei religiosi, il primo convento fu soppresso; i beni andarono al monastero femminile di Santa Maria della Purità e chiesa e convento furono demoliti.
«il primo convento fu soppresso nel 1653
per disposizione del papa Innocenzo X, che
ordinò la chiusura di tutti i conventini italiani»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF
22 agosto 1653Vendita del feudo di Mottola al duca di Martina Francesco Caracciolo
Il feudo di Mottola, venduto per asta pubblica, passa a Francesco Caracciolo, duca di Martina; l'atto di vendita e apprezzo è rogato a Napoli dal notaio Giovanni Angelo Durante il 22 agosto 1653.
«vendita del feudo della
Città di Mottola e del suo apprezzo, rogato da
Giovanni Angelo Durante di Napoli il 22 agosto
1653»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 17 del PDF
1655Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina nel 1655
Il passo indica Petraccone Caracciolo, duca di Martina, come successo al padre Francesco nel 1655.
«il duca di Martina Petraccone Caracciolo, successo al padre Francesco nel 1655»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 122 del PDF
1655Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina
Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco nel 1655. Il passo lo mostra poi impegnato in un duello a Ostuni, con morte di Cosimo Acquaviva.
«il duca di Martina Petraccone Caracciolo, successo al padre Francesco nel 1655»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 49 del PDF
19 ottobre 1656I Carmelitani di Martina acquistano la masseria La Bellezza
Il 19 ottobre 1656 i padri Carmelitani di Martina comprarono da Scipione La Bellezza la masseria omonima, con atto del notaio Francesco Paolo Cristofaro. Fonte citata dall'autore: Atto del notaio Francesco Paolo Cristofaro, 19 ottobre 1656.
«Qui nei terreni di Scipione de Lo Scialpo, cen- siti dal commissario Gaona in località Lo Puzzo della Noce, si costituì la masseria La Bellezza, che il 19 ottobre 1656 fu comprata dai padri Carme- litani di Martina da Scipione La Bellezza con at- to del notaio Francesco Paolo Cristofaro.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 98 · Leggi il passo nel testo
novembre 1658I fratelli Scialpi vendono terre a Reinzano a Francesco Barnaba
Con atti del 21 e 29 novembre 1658 i fratelli Scialpi vendettero a Francesco Barnaba i beni di Reinzano; nello stesso anno il Barnaba aveva già formato la Masseria Monte Tre Carlini.
«Con atti del 21 e del 29 novembre 1658, ri-
spettivamente rogati dai notai Francesco Pao-
lo de Cristofaro e Luca Antonio Gemma, tali
beni furono, infatti, venduti al Barnaba dai fra-
telli Scialpi»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF
1659Messa settimanale fondata nel 1659 dal chierico Vito Antonio Colucci
Un'iscrizione sull'immagine del primo altare a destra del Carmine ricorda che nel 1659 il chierico Vito Antonio Colucci stabilì una messa settimanale nella cappella dell'Addolorata di cui era patrono.
«Nell’ anno del Signore 1659 il chierico
Vito Antonio Colucci, antenato, in questa
cappelletta che godeva del suo patronato, dedicat
alla Madre di Dio Addolorata, stabilì che si
celebrasse una messa ogni settimana»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 49 del PDF
15 maggio 1659Orlando Merlini sposa la martinese Lucrezia Rodio
Il 15 maggio 1659 Orlando Merlini, di Buccino, medico, gentiluomo di corte e schermitore, sposò a Martina Lucrezia Rodio, che gli portò in dote la Masseria Le Piazze, una vigna e 1.200 ducati.
«si stabilì definitivamente in città
per avervi sposato il 15 maggio 1659 la marti-
nese Lucrezia Rodio (1638-1715)»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 60 del PDF
1660Giovanni Stefano Caramia dipinge la Madonna della Libera per il Carmine di Martina
Il quadro, condotto in processione a fine Prima Guerra Mondiale, fu invocato come Madonna della Pace.
«dipinto nel 1660 da Giovanni Stefano Caramia»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
1661Prezzo del grano a Martina e Locorotondo: 8 carlini il tomolo
Nell'anno amministrativo 1661-62 il grano si vendeva in Martina e in Locorotondo a 8 carlini il tomolo (circa 44 chilogrammi).
«Nell'anno amministrativo 1661-62, conclu-
de il Calianno, il grano si vendeva in Martina e
in Locorotondo a 8 carlini il tomolo»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF
1662Nel 1662 Aurelia Imperiali sposa Petraccone Caracciolo, VIII duca di Martina Franca
La duchessa Aurelia Imperiali, figlia di Michele e Brigida Grimaldi, sposò nel 1662 Petraccone Caracciolo VIII duca di Martina Franca.
«Duchessa Aurelia Imperiali, figlia di Michele e Brigida Grimaldi, sposata nel 1662 a Petraccone Caracciolo VIII Duca di Martina Franca»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1969 (1969), p. 6 del PDF
1665Duello mortale tra il duca di Martina Petraccone V Caracciolo e il conte di Conversano Cosma Acquaviva
Un articolo ricorda il duello mortale del 1665 tra Petraccone V Caracciolo, duca di Martina, e don Cosma Acquaviva conte di Conversano, che alimentò una tradizione popolare diversa dalla verità storica.
«il mortale duello che ebbe luogo nel 1665 fra il duca di Martina Petraccone V Caracciolo e il conte di Conversano Don Cosma Acquaviva»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1936 (1936), p. 116 del PDF
1665Nel 1665 la Congrega di Santa Pace passa ai sacerdoti secolari
Per disposizione dell'arcivescovo Tommaso Sarria, nel 1665 la cura della Congrega di Santa Pace passa dai domenicani ai sacerdoti secolari.
«ma il
1665, per disposizione dell’arcivescovo Tom-
maso Sarria, passó «ai sacerdoti secolari sen-
za ingerenza alcuna de' frati domenicani »»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
19 luglio 1665Duello di Ostuni: il duca di Martina uccide il duca di Noci
Un documento notarile coevo riporta la cronistoria del duello avvenuto a Ostuni il 19 luglio 1665 nel quale perì Cosimo Acquaviva d'Aragona, duca di Noci, di fronte al duca di Martina. Il testo fu scoperto nell'Archivio di Stato di Brindisi. Fonte citata dall'autore: Archivio di Stato di Brindisi, atti del notaio Antonio Carrone di S. Vito dei Normanni, volume 1664-65, inventario 7087, carte 95-97.
«In un documento coevo la cronistoria del cruento scontro di Ostuni del 19 luglio 1665, in cui periva Cosimo Acquaviva d'Aragona.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Il duello fra il duca di Martina e il duca di Noci, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 6, 1983, PDF p. 103 · Leggi il passo nel testo
19 luglio 1665Duello a Ostuni tra Petracone e Innico Caracciolo e Cosimo e Giovanni Girolamo Acquaviva
Il 19 luglio 1665 a Ostuni si svolge il noto duello tra Petracone e Innico Caracciolo da una parte e Cosimo con il figlio Giovanni Girolamo Acquaviva dall'altra, noto da una descrizione per testimonianza giurata pubblicata da Giovanni Liuzzi.
«del noto duello, svoltosi il 19 luglio 1665 in Ostuni, fra Petracone e Innico Caracciolo, da una parte.
contro Cosimo e suo figlio Giovanni Girolamo Acquaviva»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1983 n. 6, p. 8 del PDF
1668Petracone V Caracciolo fa edificare il palazzo ducale di Martina (1668)
Nel 1668 il duca Petracone V Caracciolo fece edificare a Martina il palazzo ducale, definito uno dei più grandiosi edifici dell'Italia meridionale. Secondo Tateo la costruzione, mai completata, richiese ben 60.000 ducati.
«Ottavo duca di Martina, Petracone V fece edificare in Martina nel 1668 il palazzo duca- le, uno dei più grandiosi edifici dell’Italia me- ridionale, per la costruzione del quale, peral- tro mai completato, occorsero ben 60.000 du- cati.»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97
1668Il duca Petracone V avvia la costruzione del Palazzo Ducale (1668)
Il duca Petracone V Caracciolo, trasferitosi a Martina, risiedette per molti anni in una casa del tenente Giovanni Lorenzo Desiati prima di avviare nel 1668 la costruzione del Palazzo Ducale.
«Appartenente nel 1665 al tenente Giovanni Lorenzo Desiati, in questa casa risiedette per molti anni il duca Petracone V Caracciolo, tra- sferitosi a Martina prima d’avviare nel 1668 la costruzione del Palazzo Ducale;»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 96 · Leggi il passo nel testo
1668Masseria Lanzo: millesimo 1668 fatto incidere da Vito Antonio Blasi
Il primitivo nucleo del XVII secolo è datato dal portale interno; Blasi aveva a lungo in fitto le terre dell'Abbazia del Galeso.
«come si rileva dal millesimo 1668, fatto inci-
dere su un portale interno da Vito Antonio Blasi»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 99 del PDF
1668Nel 1668 Petracone V Caracciolo ordina la demolizione del castello per costruire il Palazzo del Duca
Il castello orsiniano sopravvisse fino al 1668.
«sopravvissuto fino
al 1668, quando Petracone V Caracciolo ne or-
dinò la demolizione per far posto al Palazzo
del Duca»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF
1668Demolizione del castello-torrione
Petracone V fece radere al suolo il torrione feudale ormai fatiscente per erigervi il Palazzo Ducale.
«nel 1668, come s’è detto, Petracone V (1655-1704) fece radere al suolo il citato castello-torrione feudale»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1669La specchia del Luco presso Martina e citata nel 1669 da Giovanni Battista Odierna
Nell'area di Masseria Luchicchio insisteva una specchia di notevoli dimensioni, gia menzionata nel 1669 da Odierna, che passo per la strada fuori le mura di Martina.
«una specchia di notevoli dimensioni, già men-
zionata nel 1669 da Giovanni Battista Odierna»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 87 del PDF
25 marzo 1669Patrimonio sacro assegnato al chierico Giovanni Giacomo Motolese
Con atto del notaio Paolo de Cristoforo del 25 marzo 1669 Francesco Paolo Motolese assegnò al figlio chierico una masseria di 39 tomoli nel luogo detto Sant'Elia.
«del 25 marzo 1669, con il quale
Francesco Paolo Motolese, fu Angelo, assegnò
come patrimonio sacro al figlio chierico Gio-
vanni Giacomo (1646-1701) una masseria»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF
12 maggio 1669Relazione Odierna sui confini del territorio di Taranto (12 maggio 1669)
Il 12 maggio 1669 Giovanni Battista Odierna, commissario del Sacro Regio Consiglio, redasse a Taranto la relazione sui confini; il 4 maggio aveva percorso l'antico confine Taranto-Monopoli partendo dalle mura di Martina.
«Il primo documento è la relazione sui confini
del territorio di Taranto, redatta nella città bi-
mare il 12 maggio 1669 da Giovanni Battista
Odierna, commissario del Sacro Regio Consi-
glio»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 78 del PDF
19 luglio 1669Duello mortale del 19 luglio 1669 tra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosimo Acquaviva
Cosmo Acquaviva, conte di Conversano e ritenuto il primo spadaccino del Regno, morì nello scontro con il duca di Martina e fu sepolto nella chiesa dei Cappuccini.
«il duello fra Cosmo Acquaviva, conte di Conversano (il truce protagonista dei fatti di Nardò che il Pepe avrebbe riesumati), e il duca di Martina, Petraccone Caracciolo, il 19 luglio 1669»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1980 (1980), p. 5 del PDF
19 luglio 1669Duello fra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosmo Acquaviva, conte di Conversano
Il 19 luglio 1669, sul sagrato della chiesa dei Cappuccini di Ostuni, il duca di Martina Petraccone Caracciolo si scontrò in duello con Cosmo Acquaviva, che morì nello scontro e fu sepolto in quella chiesa.
«e il duca di Martina, Petraccone Ca-
racciolo, il 19 luglio 1669.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi: Studi Salentini
24 agosto 1669Nascita del pittore Girolamo Di Gesù
Figlio di Donato Antonio di Giesù e Donata Silvia Scatigna, nacque a Martina.
«nacque il 24 agosto
1669 da Donato Antonio di Giesù e Donata Silvia Scatigna»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 157 del PDF
15 agosto 167015 agosto 1670: piscina del Capitolo concessa in enfiteusi a Pietro Caramia alias Meo
Canone annuo di 40 grana, atto del notaio Francesco Paolo delo Russo.
«Detta piscina venne, in seguito, concessa in
enfiteusi perpetua dal Capitolo a Pietro Cara-
mia, alias Meo, con il canone annuo di 40 grana
per atto del notaio Francesco Paolo delo Russo
del 15 agosto 1670»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 43 del PDF
21 gennaio 1672Prestito della Confraternita del Rosario di Santa Pace a Giovanni Barnaba
Con atto del 21 gennaio 1672 la Confraternita del SS. Rosario, eretta nella Chiesa di Santa Pace, concesse 20 ducati al 10% a Giovanni Barnaba e alla madre, ipotecando terre in Acquarulo.
«del 21 gennaio 1672, infatti, si ricava che la
Confraternita del Santissimo Rosario, eretta
nella Chiesa di Santa Pace, concesse 20 ducati
al censo annuo del 10% a Giovanni Barnaba»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 153 del PDF
Ogni evento rimanda alla fonte da cui è tratto. «Certezza» dice di che tipo è la fonte: documento originale, studio che lo cita, sito, ricordo o ipotesi. Se trovi un errore o una fonte migliore, segnalalo.