Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVIII secolo

25 ottobre 1717

25 ottobre 1717: Lorenzo da Martina (casa Romanelli) eletto provinciale dei Cappuccini

Fra' Lorenzo da Martina, guardiano e lettore nel 1698, fu eletto provinciale il 25 ottobre 1717.

«sendo guardiano e lettore il provinciale Lorenzo da Martina (casa Romanelli) che poscia nel 1717 fu eletto provinciale li 25 ottob»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 43 del PDF

1718

Piogge di sette giorni nel 1718 e culto di S. Comasia per invocare la pioggia

A Martina Franca si invoca S. Comasia per la pioggia, ricordando le abbondanti piogge di sette giorni continui cadute nel 1718, trasportandosi da Napoli la reliquia o immagine (testo troncato).

«questa Santa quando vogliono la pioggia, memori delle abbondanti piogge — sette giorni continui — cadute nel 1718 trasportandosi da Napoli la»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 167 del PDF

1718

Il conte Pietro Antonio Barnaba fa edificare un palazzo presso San Vito dei Greci

Il conte palatino fece edificare ex novo nel 1718 un palazzo presso la Chiesa di San Vito dei Greci, oggi detto Palazzo del Conte Barnaba.

«il palazzo da lui fatto edifi- care ex 11000 nel 1718 presso la Chiesa di San Vi- to dei Greci, oggi detto Palazzo del Conte Bar- naba.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF

9 giugno 1718

I Conventuali permutano la masseria di Santo Elia

Il 9 giugno 1718, con atto del notaio Donato Antonio Leone alias Flavio, i frati Conventuali permutarono la masseria con 12 tomoli di terre a Cacciagualano, in territorio di Taranto, dove avevano già un'altra masseria. Fonte citata dall'autore: Atto del notaio Donato Antonio Leone alias Flavio, 9 giugno 1718.

«I Conventuali amministrarono la masseria per circa un quarto di secolo ma il9 giugno 1718 con atto del notaio Donato Antonio Leone alias Flavio la permutarono con 12 tomoli di terre a Cacciagualano in territorio di Taranto (oggi di Crispiano), dove avevano già un’altra masseria.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 94

9 giugno 1718

I Conventuali permutano Sant'Elia con terreni di Donato Antonio Angelini

Lo scambio avvenne con terre in contrada Cacciagualano, in territorio di Taranto.

«Il 9 giugno 1718 i Conventuali permutarono questo loro bene»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF

1720

Nel 1720 Leonardo Antonio Olivieri dipinge la tela per l'oratorio dell'Arciconfraternita del Carmine

Secondo la scheda, la Madonna dello Scapolare è proposta per la prima volta a Martina nel 1720 da Leonardo Antonio Olivieri, nella tela per l'oratorio dell'Arciconfraternita del Carmine.

«La tipica Eleusa martinese è quella, siglata MP, del transetto sinistro della chiesa del Car- mine; la Madonna dello Scapolare, invece, è proposta per la prima volta nel 1720 da Leo- nardo Antonio Olivieri nella tela per l'oratorio dell’Arciconfraternita del Carmine.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: REDAZIONALE UdP INIZIATIVE - Iconografia carmelitana a Martina Franca, PDF p. 222

1720

Masseria Lella: lapide di riporto per Leonardo Antonio Casavola

L'epigrafe del 1720 attesta un processo di residenzializzazione avviato oltre un secolo prima delle trasformazioni ottocentesche.

«Ad usum Leonardi Anfoni Casa- vola eiusque eredibus et successoribus. A[nno] D[omini] 1720.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 105 del PDF

1722

Madonna del Soccorso: riedificazione dell'antica chiesa da parte di Pietro Carriero

Secondo la cronaca settecentesca la chiesa, con ambienti per il romito, fu riedificata nel 1722; da allora si celebrò una festa popolare.

«riedificata nel 1722 col comodo di un soprano e sottano per lo romito»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 117 del PDF

novembre 1722

Il duca di Martina presenta un memoriale a Carlo VI contro i privilegi della Dogana (novembre 1722)

Nel novembre 1722 il duca di Martina Francesco II Caracciolo si rivolse con un memoriale all'imperatore Carlo VI d'Asburgo. Lamentava che alcuni suoi sudditi, dichiarando alla Dogana di Foggia meno capi di quelli posseduti e affittando terre salde, si sottraessero alla giurisdizione baronale; secondo Palasciano parlava a nome anche di altri baroni. Fonte citata dall'autore: Memoriale del duca Francesco II Caracciolo a Carlo VI, novembre 1722.

«Nel novembre del 1722 il duca di Martina Francesco I1 Caracciolo si rivolgeva con un me- moriale alla Sacra Persona e Cattolica Maestà l’imperatore Carlo VI d'Asburgo.»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Italo Palasciano, Transumanza in Terra d'Otranto - Le proteste del duca di Martina contro i vincoli della Dogana, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 35 · Leggi il passo nel testo

1724

La Regia Camera della Sommaria dà ragione al duca di Martina sull'allistamento (1724)

Nel 1724 la Regia Camera della Sommaria diede ragione al duca di Martina Francesco II Caracciolo, stabilendo che non gli spettava pagare l'allistamento, la tassa imposta dalla Dogana sugli animali grossi. In precedenza la stessa Camera gli aveva fatto consegnare, come locato, il documento necessario per acquistare il sale per le pecore. Fonte citata dall'autore: Regia Camera della Sommaria, 1724.

«In seguito, nel 1724 (la giustizia non era ve- loce nemmeno allora), la Regia Camera della Sommaria diede ragione al duca stabilendo che non gli spettava pagare l’allistamento.»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Italo Palasciano, Transumanza in Terra d'Otranto - Le proteste del duca di Martina contro i vincoli della Dogana, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 40 · Leggi il passo nel testo

1724

Altare di San Giuseppe nella nuova chiesa di San Francesco, voluto dal conte Barnaba

Nel 1724 il conte Pietro Antonio Barnaba volle erigere l'altare in pietra di San Giuseppe nella nuova Chiesa di San Francesco d'Assisi dei Conventuali, riservandosi il giuspatronato con sepoltura gentilizia.

«nel 1724 volle erigere l’altare in pietra, finemente lavorato con decori barocchi, di San Giuseppe nella nuova Chiesa di San Francesco d'Assisi dei France- scani Conventuali»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 148 del PDF

1725

Il medico Salvatore Scialpi sindaco di Martina Franca

Pietro Salvatore Scialpi, noto medico, fu sindaco di Martina Franca nel 1725 e lasciò un manoscritto di Memorie usato dall'Anonimo della Continuazione dell'Istoria della Franca Martina.

«che nel 1725 fu sindaco di Martina Franca, e che lasciò anche manoscritto un libro di Memorie»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 5 del PDF

31 gennaio 1725

Altare privilegiato in San Francesco per Breve di Benedetto XIII, 1725

Una lapide ricorda che le messe celebrate agli altari della chiesa per il Pontefice, il cardinale protettore e i frati defunti godono di indulto di altare privilegiato in forza del Breve di Benedetto XIII del 31 gennaio 1725.

«godono di indulto perpetuo di altare privilegiato in forza del Breve di Benedetto XIII nel giorno 31 gennaio 1725»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 60 del PDF

23 agosto 1725

23 agosto 1725: morte di Marsilia Fullone, benefattrice dei Conventuali

Marsilia Fullone, maggiore benefattrice del convento di San Francesco, morì il 23 agosto 1725 lasciando un legato per anniversario, messe e festa dell'Immacolata.

«dopo la sua morte, avvenuta il 23 agosto 1725, i padri Conventuali, iunxta redditus, celebrasse- ro un anniversario con »

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 32 del PDF

29 ottobre 1725

Il 29 ottobre 1725 agguato mortale al caporale ducale Benedetto Fortuna a Traversa

Il caporale del duca di Martina, Benedetto Fortuna, cadde in un agguato teso da oltre cento uomini armati; l'episodio accelerò la conclusione della vertenza tra il duca di Martina e il conte di Conversano.

«in- cidente di Traversa del 29 ottobre 1725, allor- chè il caporale ducale Benedetto Fortuna cadde in un agguato mortale tesogli da oltre cento uo- mini armati»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF

29 ottobre 1725

29 ottobre 1725: grave incidente a Traversa tra gli uomini del duca di Martina e quelli di Noci

Il contrasto tra il conte di Conversano e il duca di Martina giunse al punto di rottura con l'incidente di Traversa del 29 ottobre 1725 che coinvolse il caporale ducale Benedetto Fortuna.

«sopraggiunse, infatti, il gravissimo in- cidente di Traversa del 29 ottobre 1725, allor- chè il caporale ducale Benedett»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF

25 dicembre 1725

Francesco Paolo Romanelli dona ai Carmelitani la sua masseria in Acquarulo

Il 25 dicembre 1725 Romanelli donò ai Carmelitani la masseria (23 tomoli), riservandosi l'usufrutto in vita.

«donato ai Carmelitani, sin dal 25 dicembre 1725 per atto del notaio Giovanni Battista Rat- tico, la sua masseria»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 154 del PDF

1726

Composizione dell'opuscolo anonimo "Brevi notizie di Martina"

L'opuscolo anonimo Brevi notizie di Martina, composto nel 1726, cita tra le personalità martinesi il signor don Tommaso Barnaba alfiere della Compagnia del duca di Calabritto.

«opuscolo Brevi notizie di Martina, composto nel 1726»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF

5 maggio 1726

Fede giurata del 5 maggio 1726 del sindaco di Martina sulle ingerenze del conte di Conversano

Il 5 maggio 1726 il sindaco di Martina, dottor Giannoronzo Martucci, e altri membri del governo cittadino firmarono una fede giurata sulle conseguenze negative dell'ingerenza del conte di Conversano nell'area dei beni monastici.

«fede giurata del 5 maggio 1726, firmata dal dottor Giannoronzo Martucci, sindaco di Martina, e da altri membri del gover- no cittadino, compilata per richiesta del regio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 86 del PDF

4 giugno 1726

Decreto de Ferrante del 4 giugno 1726: due terzi di Poltri al duca di Martina

Il decreto del commissario Matteo de Ferrante ordinò la dissoluzione delle comunità fra dieci università contermini e la divisione di Poltri: due terzi al duca di Martina (e quindi a Mottola), un terzo con il Lago di Traversa al conte di Conversano e al demanio di Noci.

«emanato il de- creto di Matteo de Ferrante del 4 giugno 1726, con cui si ordinò la dissoluzione di ogni tipo di comunità fra dieci università contermini, che da secoli vantavano diritti, nonchè la divisio- ne di Poltri: due terzi al duca di Martina»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF

3 novembre 1726

Don Pompeo Blasi dona la masseria al duca Francesco II Caracciolo

La donazione, in segno di riconoscenza, imponeva di festeggiare solennemente Santa Maria d'Idria nella chiesa della masseria.

«con atto di donazione del 3 novembre 1726 gli assegnò questa masseria»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF

1727

Costruzione della chiesa di Masseria Sant'Elia

La chiesa della masseria fu costruita da Donato Antonio Angelini e reca la data 1727 sopra l'architrave della porta d'accesso.

«Nello spiazzo a una decina di metri di distan- za dall'abitazione, infatti, si erge la chiesa, co- struita da Donato Antonio Angelini e datata 1727, indicazione rilevata al di sopra dell’archi- trave della porta d'accesso.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 96 · Leggi il passo nel testo

1727

I Carmelitani abbattono la chiesa di Santa Maria della Misericordia per costruire la nuova chiesa conventuale

L'antica chiesa extra moenia di Santa Maria della Misericordia, presso la Torre dei Mulini di San Nicola, fu abbattuta nel 1727 dai Carmelitani per erigere al suo posto la nuova chiesa conventuale in stile rococò.

«quest’antico luogo di culto extra moenia fu abbattuto nel 1727 dai Carmelitani per eri- gere al suo posto la nuova chiesa conventuale in stile rococò.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 9

1727

Demolizione dell'antica chiesa di Sant'Elia e costruzione di una nuova

Donato Antonio Angelini abbatté la chiesa e ne eresse una nuova nello iazzile; tre anni dopo donò il bene ai frati.

«Nel 1727 l'Angelini abbattè l'antica chiesa di Sant'Elia per costruirne una nuo-»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF

1727

I Carmelitani abbattono la chiesa di Santa Maria della Misericordia

Nel 1727 i Carmelitani abbatterono l'antica chiesa extra moenia di Santa Maria della Misericordia per costruire al suo posto la nuova chiesa conventuale in stile rococò.

«quest’antico luogo di culto extra moenia fu abbattuto nel 1727 dai Carmelitani per eri- gere al suo posto la nuova chiesa conventuale»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 9 del PDF

1728

Compilazione della Platea del Ducato di Martina per ordine di Francesco II Caracciolo

Nel 1728, per ordine del duca Francesco II Caracciolo, fu compilata la Platea del Ducato di Martina, che rende in volgare e precisa il passo del privilegio angioino sui confini con Ceglie. Fonte citata dall'autore: Platea del Ducato di Martina del 1728.

«Nella Platea del Ducato di Martina, compilata nel 1728 per ordine del duca Francesco ll Ca- racciolo (1704-1752), il passo del citato privile- gio angioino è così reso e meglio specificato in volgare:»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo

1728

Platea ducale del 1728, unica fonte sui confini della bagliva del duca

Sui confini della bagliva del duca di Martina, forse ampliati nel XVII secolo, esiste una sola fonte documentaria: la platea ducale del 1728.

«esiste una sola fonte documentaria: la platea du- cale del 1728.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 82 del PDF

16 aprile 1729

Morte del primicerio Vito Antonio Domenico Volpe; il testamento è scritto dall'arciprete Chirulli

Il 16 aprile 1729 muore il primicerio della Collegiata Vito Antonio Domenico Volpe; il notaio Angelini ne raccoglie il testamento, che risulta scritto dall'arciprete Isidoro Chirulli.

«spirato il 16 aprile 1729, per riceverne il testamento olografo»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 91 del PDF

22 novembre 1729

Un pittore di Gravina si stabilisce a Martina Franca e sposa Maria Serra

Un modesto pittore, trasferitosi da Gravina a Martina Franca in cerca di lavoro, vi si stabilì e sposò Maria Serra il 22 novembre 1729; si era aggregato alla confraternita dell'Immacolata nel 1735.

«sposandovi una Maria Serra il 22 novembre 1729»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 8 del PDF

1730

Costruzione della nuova Chiesa del Carmine (1730)

Dopo l'erezione della nuova Chiesa del Carmine nel 1730, l'altare di giuspatronato della famiglia Colucci fu ricostruito. Nel 1806 il canonico Vito Antonio Colucci lo rinnovò, secondo il testo.

«Eretta nel 1730 la nuova Chiesa del Carmine, l’altare di giuspatronato dei Colucci fu rico- struito.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 51 · Leggi il passo nel testo

1730

Leonardo Antonio Olivieri dipinge la Natività per la Congrega della Natività e Dolori di Maria

Il modello fu replicato più volte dai pittori locali.

«che nel 1730 dipinse per l'oratorio della Congrega della Natività e Dolori di»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 159 del PDF

15 gennaio 1731

Regio assenso del 15 gennaio 1731 per i capitoli matrimoniali Desiati-Volpe

Per il matrimonio tra Giovanni Antonio Desiati e Antonia Anna Volpe fu necessario il regio assenso, rilasciato dal Sacro Regio Consiglio il 15 gennaio 1731, per l'intervento della madre della sposa, Laura Lasorte.

«re il regio assenso, rilasciato dal Sacro Regio Con- siglio il 15 gennaio 1731»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 95 del PDF

29 marzo 1731

Firma a Martina dei capitoli matrimoniali Desiati-Volpe

Il 29 marzo 1731, risolti i problemi (regio assenso del 15 gennaio e nuova procura del 24 marzo da Napoli), si firmano i capitoli matrimoniali fra Giovanni Antonio Desiati e Antonia Anna Volpe.

«il 29 marzo 1731 si poté procedere alla firma dei capitoli matrimo- niali»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 97 del PDF

28 ottobre 1732

Nasce a Martina Giuseppe Aprile, cantore e compositore

Nel registro dei «rei di Stato» del 1799 Vacca ricorda Giuseppe Aprile, figlio del notaio Fortunato e di Anna Vita Cervellera, nato a Martina il 28 ottobre 1732: il noto cantore evirato e compositore, entrato da giovane nel Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli, dove fu maestro di Domenico Cimarosa.

«È questi il famoso cantore evirato e compositore di musica, D. Giuseppe Aprile figlio di notar Fortunato e Anna Vita Cervellera, nato in Martina il 28 ottobre 1732. Entrato in tenera età nel Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli, riuscì a meraviglia nel canto; fu maestro di Domenico Cimarosa.»

Musica e bandaCitato da uno studioFonte: Vacca, Nicola, I rei di Stato salentini del 1799, PDF p. 177

1733

Iscrizione del 1733 sull'edificio fatto costruire dall'abate Tommaso Caracciolo

Una lapide del Palazzo ducale, presso la stanza degli uffici del Festival della Valle d'Itria, ricorda che l'abate Tommaso Caracciolo ordinò di costruire quella casa a proprie spese, nel 1733.

«Tommaso Caracciolo abate ordinò di costruire questa casa. Quest’ opera molto bella risulta costruita a proprie spese. Nessuna meraviglia se l’ abitazione si vede essere costruita in questo modo, ciò si realizzò affinché potesse usufruire di comodità. Anno del Signore 1733»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 13 del PDF

1733

Masseria Luco: campana datata 1733 e lapide Maria della Pace

Il campanile a vela porta una campana del 1733, sotto la quale è la lapide novecentesca.

«campanile a vela in ferro battuto con una campana, datata 1733»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF

1734

Masseria Mongelli Carosito: portale con millesimo 1734

Il portale, sormontato da una statua di San Michele, data il nucleo settecentesco.

«grande portale, su cui è inciso il millesimo 1734»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 147 del PDF

1734

Fabbricato di masseria Masella datato 1734

Il fabbricato di masseria Masella, datato 1734, è unito a una chiesetta barocca.

«Il fabbricato della masseria, datato 1734, è unito a una leggiadra chiesetta»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF

1735

Fondazione della masseria Posillipo presso Martina

Secondo l'autore, la masseria Posillipo fu fondata nel 1735 da Nicola Casavola, razionale (amministratore) della casa ducale, che il duca Francesco II aveva portato con sé da Napoli; l'epigrafe sul portale del giardino reca la data 1735.

«Posillipo viene fondata nel 1735 dai magnifico Nicola Casavola, razionale, ossia amministratore cella casa ducale, che il duca Francesco Il si era portato dietro direttamente da Napoli.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3: Nicola MARTURANO MARTINA: UNA MASSERIA URBANIZZATA - Masseria Posillipo e Giambattista Lanucara [a Martina Franca], PDF p. 18 · Leggi il passo nel testo

1735

Masseria Mongelli-Carosito, datata al 1735, nel territorio di Martina

La masseria Mongelli-Carosito, in territorio di Martina Franca, è datata al 1735 e portata ad esempio di articolazione architettonica funzionale.

«masseria Mongelli-Carosito in territorio di Martina Franca, datata al 1735»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Luigi MONGIELLO RIFLESSIONI SULL'ARCHITETTURA - Il disegno dei tamburi di pietra [architettura rurale della Murgia dei Trulli], p. 8 del PDF

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