Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XIX secolo

13 novembre 1811

Sentenza arbitramentale sulla divisione del Monte di Scio

Il Tribunale Civile di Napoli pronunciò il 13 novembre 1811 la sentenza arbitramentale sulla divisione del Monte di Scio, i cui terreni ricadevano in territorio di Martina.

«La vertenza della divisione del Monte di Scio fu affrontata in ultima istanza dal Tribunale Ci- vile di Napoli, che pronunciò sentenza arbitra- mentale il 13 novembre 1811, dopo aver svolto un estenuante riesame delle leg!»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 47 · Leggi il passo nel testo

19 maggio 1812

Ordinanza Acclavio del 19 maggio 1812 citata da Manfridi per il giardino tra Porta Santa Maria e il Palazzo Ducale

Manfridi propone la reintegra di terre demaniali e del giardino posto tra la porta di Santa Maria e il Palazzo Ducale, secondo l'ordinanza Acclavio del 19 maggio 1812.

«alla reintegra degli ettari F28 32.39 del dema- nio universale posto al di là del raggio di due miglia dall’abitato, e del giardino posto tra la porta di Santa Maria e il Palazzo Ducale, giu- sta l’ordinanza Acclavio del 19 maggio 1812»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 27 del PDF

12 settembre 1813

Morte a Martina del pittore Domenico Carella

Domenico Carella, ritiratosi in tarda età a Martina per lavori pittorici, vi morì il 12 settembre 1813.

«si ritirò in tarda età a Martina per lavori pittorici da eseguire, ove se ne morì il 12 settembre 1813»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 7 del PDF

1814

Vertenza dei Comuni di Martina e Mottola con l'ex feudatario per la divisione del demanio Gaulella, Poltri e S. Antuono

L'inventario dell'Intendenza di Terra d'Otranto registra per il 1814 un incartamento sulla vertenza tra i Comuni di Martina e Mottola e l'ex feudatario per la divisione del demanio.

«1814 Incartamento relativo alla vertenza tra i Comuni di Martina e Mottola e l'ex feudatario per la divisione del demanio Gaulella, Poltri e S. Antuono.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 499, p. 19 del PDF

29 maggio 1814

Il 29 maggio 1814 Giuseppe Fedele e Michele Maffei prendono in fitto la masseria Tamburrello dall'agente del duca di Martina

Atto del notaio Gaetano Dionisio Greco di Martina: contratto sessennale con scadenza al 14 agosto 1820 e canone annuo di lire 1.892; agente generale del duca era Filippo Nirport.

«Infatti il 29 maggio 1814 davanti al notaio Gaetano Dionisio Greco di Martina»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 25 del PDF

6 dicembre 1814 – 3 marzo 1815

Martino Marinosci compone la Statistica di Martina

Il medico e naturalista martinese Martino Marinosci compose la sua Statistica di Martina tra il 6 dicembre 1814 e il 3 marzo 1815; vi indicò sinteticamente i limiti di confine tra Martina e Ceglie sopravvissuti ai suoi tempi. Fonte citata dall'autore: Martino Marinosci, Statistica di Martina (1814-1815).

«Il medico e naturalista martinese Martino Marinosci (1786-1866) nella sua Statistica di Martina, composta tra il 6 dicembre 1814 e il 3 marzo 1815,»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 28 · Leggi il passo nel testo

1815

Impianto del catasto murattiano a Martina Franca

Secondo l'articolo, gli immobili urbani del Conservatorio della Misericordia risultano registrati nel catasto murattiano di Martina Franca, impiantato nel 1815, con un reddito imponibile di 172 ducati.

«Gli immobili urbani risultano regi- strati ancora nel catasto murattiano riguardante Martina Franca e impiantato nel 1815, con un red- dito imponibile di 172 ducati.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2: Bianca D'AMORE DOCUMENTO - ECONOMIA SOCIALE - Il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia [a Martina Franca], PDF p. 48

8 aprile 1815

Morte a Martina del duca Placido Caracciolo (8 aprile 1815)

Secondo Michele Pizzigallo, citato nell'articolo, alla caduta di Gioacchino Murat il duca Placido Caracciolo, scudiero del re, stanco e deluso si ritirò a Martina, dove morì l'8 aprile 1815, appena trentenne. Il titolo passò al figlio undicenne Petracone VIII. Fonte citata dall'autore: Michele Pizzigallo.

«Riferisce, infatti, Michele Pizzigallo che alla caduta di Gioacchino Murat il duca Placido Ca- racciolo, insignito del titolo di scudiero del re, stanco e deluso si ritirò a Martina, dove morì l’8 aprile 1815, appena trentenne.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 122 · Leggi il passo nel testo

1817

Nel 1817 Basile edifica a Martina il palazzo poi detto Palazzo Masella

Sul suolo dell'antica casa dei di Lonardo, nel centro abitato di Martina, il Basile costruì nel 1817 un grande palazzo con lo stemma della sua famiglia, che conserva la denominazione di Palazzo Masella.

«Per curiosità va detto che nel centro abitato di Martina sul suolo dell'antica casa dei di Lo- nardo il Basile edificò nel 1817 un grande palaz- zo con lo stemma della sua famiglia, che oggi conserva la tradizionale denominazione di Pa- lazzo Masella.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 98

1817

Masseria Risana: costruzione della chiesa

Il millesimo inciso ai lati della finestrella sovraporta data la chiesa tardo-rococò e neoclassica.

«La chiesa è stata costruita nel 1817, come si coglie dal millesimo»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 186 del PDF

1819

La Foggia di Spiano venduta per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Giudice Caracciolo

Nel 1819 l'invaso e l'area circostante (1 tomolo, 7.984 mq) furono venduti per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Francesca Giudice Caracciolo, vedova di Placido Caracciolo.

«nel 1819, infine, il tutto fu venduto per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Francesca Giudice Caracciolo»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 129 del PDF

1820

Nel 1820 i carbonari martinesi Raffaele Grassi e Domenico Desiati risultano «effervescenti»

Gli elenchi di polizia sui settari di Martina indicano Raffaele Grassi e Domenico Desiati, proprietari e carbonari con gradi, come effervescenti nel 1820.

«Raffaele Grassi, 93 di Martina, proprietario, settario c.s., carbonaro, occupò gradi. Figurò come effervescente nel 1820. 216. Domenico Desiati, di Martina, proprietario, settario c.s., carbonaro, occupò gradi. Fu effervescente nel 1820.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1967 (1967), p. 31 del PDF

1821

Domanda di autorizzazione a stare in giudizio contro i Comuni di Taranto e Martina, ritenuti usurpatori dei demani

Fascicolo del 1821-23 con una domanda di autorizzazione per stare in giudizio contro i Comuni di Taranto e Martina, definiti usurpatori dei demani.

«1821-23 Domanda di autorizzazione per stare in giudizio contro i Comuni di Taranto e Martina, usurpatori dei demani.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 537, p. 21 del PDF

1821

1821: costruita la chiesa dell'Immacolata di Masseria Sorangelo

La chiesa dell'Immacolata di Masseria Sorangelo fu costruita nel 1821, come indica il millesimo sul paliotto, dall'alberobellese Francesco Paolo Colucci.

«La chiesa, dedicata all'Immacolata, fu co- struita nel 1821, come si rileva dal millesimo scol- pito nel paliotto, dall'alberobellese Francesco Paolo Colucci.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 93 del PDF

1822

Altare della Madonna Addolorata fatto costruire da Pietro Casavola nel 1822

Un'iscrizione nella seconda cappella a destra ricorda che Don Pietro Antonio Casavola, a proprie spese, curò nel 1822 l'immagine dell'altare della Madonna dei sette dolori.

«a sue spese Don Pietro Antonio Casavola, in maniera pia e religiosa, curò di edificare qui nell’anno della Salvezza 1822»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 28 del PDF

1822

Masseria Carruccio iscritta a Donato Stefano Carucci nel catasto

Nel catasto la masseria di 200 tomoli era intestata a Carucci con la dizione Donna Marsiglia o Palmerino.

«nel catasto del 1822 questa mas- seria, estesa 200 tomoli e 2 stoppelli, era iscritta a Donato Stefano Carucci»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 31 del PDF

1822

Masseria Bellosguardo (Chiafele) accatastata ai fratelli Natale e Francesco Chiafele

Nel catasto del 1822 l'azienda risultava di 125 tomoli in contrada Lama del Suovero.

«nel 1822 l'azienda, detta anche Bellosguardo ma situata in contrada Lama del Suovero»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF

1822

Catasto: tre masserie in località Lugo estese 237 tomoli

Nell'area di Luco e Luchicchio erano accatastate tre masserie per circa 200 ettari.

«nel 1822 in località Lugo o Il Lugo, toponimo di remota e incerta origine, erano accatastate tre masserie»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 107 del PDF

1822

Masseria Piscinella pervenuta ai Nardone di Alberobello

Nel 1822 la tenuta era accatastata per 206 tomoli.

«nel 1822 pervenne ai Nardone di Alberobello»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 170 del PDF

1822

Catasto provvisorio di Martina: 2.115 tomoli di vigneto, 6,87% della superficie agraria

Nel catasto provvisorio di Martina del 1822 il vigneto occupa 2.115 tomoli (1.801,22 ettari) su 30.780 tomoli (20.213,56 ettari) di superficie agraria comunale, il 6,87%, in lotti molto frazionati e per lo più di proprietà contadina.

«catasto provvisorio di Martina del 1822: il vi gneto a quell'epoca occupava tomoli 2.115 pa ri ad ettari 1.801,22 su una superficie agraria comunale censita in tomoli 30.780 pari ad etta ri 20.213.56., cioè il 6,87% del totale»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 9 del PDF

1822

La superficie a vigneto di Martina passa da 1.198 tomoli (1753) a 2.115 (1822)

Secondo il confronto con il catasto onciario, in sessantanove anni il vigneto martinese passò da 1.198 tomoli (1.026 ettari) del 1753 a 2.115 tomoli (1.812,13 ettari) nel 1822.

«Per Martina Franca il confronto può essere eseguito con i dati del catasto onciario: in ses- santanove anni la superficie a vigneto ebbe un notevolissimo incremento, passando da 1.198 tomoli (1.026 ettari) del 1753 a 2.115 (1.812.13 ettari) nel 1822»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 29 del PDF

1822

1822: a Badessa solo 35 tomoli seminativi su 230, il resto bosco

Nel 1822 nella masseria Badessa le monache cistercensi avevano in catasto solo 35 tomoli di seminativi su 230 totali; il resto era ricoperto da bosco, oggi perduto.

«Si consideri che nel 1822 nella masseria Bades- sa le monache Cistercensi avevano in catasto so- lo 35 tomoli di seminativi su un'estensione tota- le di 230 tomoli»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 95 del PDF

1822

Vigneto a Martina in calo dai primi dell'Ottocento al 1822

Dai primi dell'Ottocento al 1822, anno d'impianto del catasto provvisorio, la superficie a vigneto di Martina scese dall'8,11% al 7,2%, mentre a Cisternino e Locorotondo cresceva.

«A Martina, invece, dai primi dell’Ottocento al 1822, anno d'impianto del catasto provvisorio, la superficie a vigneto subì un decremento, passando dall’8,11% al 7,2%»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO - Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d'Itria, p. 26 del PDF

12 febbraio 1822

Contratto del 12 febbraio 1822 per l'affitto di Sisignano a Francesco Giacomo Basile

Il 12 febbraio 1822 a Conversano il monastero di San Benedetto stipulò con Francesco Giacomo Basile l'affitto della masseria di Sisignano, tenimento di Martina, per il sessennio 1822-1828 (600 ducati annui).

«Questo contratto fu stipulato in Conversano il 12 febbraio 1822 dal notaio Giambattista Co- laleo dinanzi alla grata ferrea»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 88 del PDF

1824

Argentina Caracciolo sposa il duca Riccardo III de Sangro

Nel 1824 Argentina, sorella dell'ultimo discendente maschio della casata ducale di Martina Petracone VIII, sposò il duca Riccardo III de Sangro; dopo la morte di Petracone (1827) il patrimonio fu diviso tra lei e la madre Francesca Giudice Caracciolo.

«alla morte del- l’ultimo discendente maschio della casata du- cale, Petracone VIII (1804-1827), esso andò di- viso tra la di lui madre, Francesca Giudice Ca- racciolo, e la sorella Argentina (1805-1849), che nel 1824 aveva sposato il duca Riccardo III de Sangro (1803-1861).»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2005 n. 28: Italo PALASCIANO CURIOSITÀ D'ARCHIVIO - Il viaggio del 1832 della duchessa di Martina da Napoli a Masseria Casalrotto di Mottola, PDF p. 74

22 marzo 1825

Una bambina esposta trovata sull'altare di Cristo alla grotta

Il 22 marzo 1825, alle 20, una bambina di nome Agostina viene trovata abbandonata sull'altare della cappella: testimonianza dell'uso delle chiesette suburbane per gli esposti.

«una certa Agostina, trovata il 22 marzo 1825 alle ore 20 sopra l’altare esistente nella cappella del Crocifisso»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23)

1826

Masseria Pilozzo: versi di Raffaele Casavola incisi su pietra nel 1826

I versi sono sulla porta di una rimessa aggiunta alla casa padronale.

«Si rende almen più lie- ve / A [nno] D[omini] /1826.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 167 del PDF

31 dicembre 1826

Morte a Martina di Nicola Tommaso Barnaba, ultimo conte

Nicola Tommaso Barnaba, terzo e ultimo conte, nato a Napoli nel 1744, morì a Martina il 31 dicembre 1826 dopo una vita resa infelice dai debiti ereditati.

«terzo e ultimo conte Barnaba (nato a Na- poli nel 1744 e morto a Martina il 31 dicembre 1826)»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF

1827

Morto senza prole Petracone VIII Caracciolo, il titolo di duca di Martina passa alla sorella Argentina

Nel 1827 muore senza figli Petracone VIII Caracciolo; il titolo di duca di Martina e i beni privati passano alla sorella Argentina.

«Essendo morto senza prole Petraco ne VIII Caracciolo nel 1827, il titolo di duca di e | (foto Pasquale Lentini) Martina e i beni privati passarono alla sorella Argentina»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 19 del PDF

1827

1827: i Caracciolo si estinguono nella linea maschile con Petracone VIII

I Caracciolo si erano estinti nella successione maschile già nel 1827 con Petracone VIII.

«nella successione maschile, già nel 1827 con Petracone VIII»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8, p. 4 del PDF

1827

Si estingue il ramo maschile dei Caracciolo

Alla morte di Petracone VIII la successione passa ai Caracciolo-De Sangro, titolo ormai solo nominale.

«Nel 1827, inoltre, si estinse il ramo maschile della casata Caracciolo con la morte di Petracone VIII»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale»

3 agosto 1827

Morte di Petracone VIII ed estinzione della linea maschile dei Caracciolo del Leone (3 agosto 1827)

Con la morte a Martina, il 3 agosto 1827, del non ancora ventitreenne Petracone VIII si estinse la linea maschile dei Caracciolo del Leone, che secondo l'articolo per tre secoli aveva avuto un ruolo determinante nella storia di Martina. Titoli e beni passarono alla sorella Argentina, sposata dal 1824 con il duca Riccardo de' Sangro.

«Con la morte del non ancora ventitreenne Pe- tracone VIII (Martina 3 agosto 1827) si estingue- va la linea maschile della famiglia Caracciolo del Leone, che per tre secoli aveva avuto un ruolo determinante nella storia di Martina.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 122

1829

Stralcio di antica causa per la divisione dei demani Parparo e Cupina: coinvolti Domenicani e Capitolo di Martina

Per il 1829-30 il fascicolo contiene lo stralcio di un'antica causa tra il Comune, il Seminario e la Mensa Vescovile di Taranto contro Casavola, i Domenicani di Martina, Basile e il Capitolo di Martina, per la divisione dei demani Parparo, Cupina e altri.

«1829-30 Stralcio di antica causa tra il Comune, il Seminario e la Mensa Vescovile di Taranto, contro Casavola, i Domenicani di Martina, Basile e il Capitolo di Martina»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, Intendenza di Terra d'Otranto, poi Prefettura di Terra d'Otranto - Demani Comunali, fasc. 504, p. 19 del PDF

1829

Francesco Antonio Ciaia si trasferisce a Martina (Masseria di Sciaio)

Già ambasciatore della Repubblica Napoletana a Parigi, diede origine al toponimo.

«nel 1829 si trasferì e si accasò Francesco Antonio Ciaia»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF

1831

Le «coppole alla polacca» segnalate a Martina e a Taranto

Le coppole alla polacca, moda venuta da Napoli, furono oggetto di segnalazione di polizia perché usate dai giovani a Taranto e a Martina nel 1831.

«« coppole alla polacca » che i giovani, seguendo una moda venuta da Napoli, usavano a Taranto. e a Martina nel 1831»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1938 (1938), p. 9 del PDF

20 giugno 1832

Vendita statale di Masseria Volza al sacerdote martinese Pietro Antonio Semerari

Il sacerdote martinese Pietro Antonio Semerari risultò unico offerente alla subasta di Lecce; l'atto di vendita fu rogato a Napoli il 20 giugno 1832.

«nale istromento di vendita, rogato a Napoli il 20 giugno 1832 dal notaio Raffaele Servillo»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 158 del PDF

1834

Masseria Madonna del Soccorso: fondazione ipotetica della chiesa ottocentesca da parte di Eustachio Santoro

Il sacerdote del Capitolo di San Martino ne fu forse fondatore intorno al 1834.

«Fondatore della chiesa sarà stato, forse intorno al 1834, un sacerdote del Capito- lo di San Martino»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 118 del PDF

13 maggio 1835

Morte di Giambattista Lanucara, scienziato e letterato martinese

Secondo l'autore, Giambattista Lanucara, nato a Martina nel 1754, morì novantenne il 13 maggio 1835; gran parte della sua biblioteca finì nella masseria Posillipo.

«Giambattista Lanucara mori novantenne il 13 maggio del 1835, e gran parte del suo patrimonio librario fini nella biblioteca di Posillipo.»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3: Angelo PAIS MASSERIE ED ENFITEUSI - La difesa di Ficazzano nel XVIII secolo [territorio di Ostuni], PDF p. 19

Ringraziamenti e fonti principali

Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.

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