Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVII secolo

dicembre 1641

Il duca Francesco I Caracciolo acquista, tramite prestanome, i mulini e la gabella del macinato

Nell'asta di dicembre 1641 Angelo Piccoli fece da prestanome al duca Francesco I Caracciolo per l'acquisto dei molini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi, per favorire il trasferimento del feudatario da Buccino a Martina.

«nell'asta dell’ di- cembre 1641 per l'acquisto dei molini e della ga- bella del macinato, alienati dall'Università su pro- posta del sindaco Pietro Antonio Blasi (1641-42)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF

1642

Il duca Francesco I Caracciolo acquista dall'Università lo ius molendi

Secondo l'autore nel 1642 il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini a ridosso della fortificazione presso la Porta di San Nicola. Da essi prese nome la Torre dei Mulini di San Nicola.

«fatti installare dal duca di Martina Francesco I Caracciolo (1628- 1655) a ridosso della fortificazione, dopo che nel 1642 aveva acquistato il ius molendi dall’U- niversità.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 8 · Leggi il passo nel testo

1642

Il duca Francesco I Caracciolo acquista il ius molendi dall'Università

Nel 1642 il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquistò dall'Università il ius molendi e fece installare nuovi mulini presso la fortificazione, da cui il nome Torre dei Mulini di San Nicola.

«dopo che nel 1642 aveva acquistato il ius molendi dall’U- niversità.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 8 del PDF

1645

Il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquista la terra di Locorotondo per 24.000 ducati

Nel 1645 il barone Francesco Borrassa vendette Locorotondo al duca di Martina Francesco I Caracciolo per 24.000 ducati, con castello e diritti sul feudo.

«Nel 1645 la terra di Locorotondo fu venduta per 24.000 ducati dal barone Francesco Borras- sa (1635-1645) al duca di Martina Francesco I Caracciolo (1628-1655)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 78 del PDF

16 settembre 1646

Il duca di Martina tra i contendenti per la giurisdizione criminale di Cisternino

Un atto notarile del 16 settembre 1646 ricorda la concessione della giurisdizione criminale di Cisternino "non obstante" le pretese del vescovo di Monopoli e del duca di Martina.

«non obstante le pretensioni del Vescovo di Monopoli e del duca di Martina » (ASN Coll. Not. 52, f. 103, 16 sett. 1646)»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 27 del PDF

circa 1647

Il re Filippo IV ringrazia i duchi Caracciolo per la fedeltà durante i tumulti

Fra le carte dell'archivio ducale ci sono lettere con cui il re di Spagna ringrazia Francesco I e Beatrice Caracciolo, duchi di Martina, per la fedeltà alla corona nei tumulti antispagnoli del 1647/48 (le lettere sono nel fondo datato 1648-1848).

«per la fedeltà dimostrata alla corona da parte della famiglia Caracciolo in occasione dei tumulti antispagnoli del 1647/48»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Importanti documenti nell’archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-10)

1653

Nel 1653 il duca di Martina Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola

Il passo ricorda che Francesco Caracciolo acquistò nel 1653 la terra di Mottola, inasprendo le antiche discordie con Noci.

«Duca di Martina » Francesco Caracciolo’ che nel 1653 aveva acquistato la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con quella di Noci»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 117 del PDF

1653

Francesco Caracciolo, duca di Martina, acquista Mottola

Nel 1653 il duca di Martina Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con Noci.

«Francesco Caracciolo’ che nel 1653 aveva acquistato la terra di Mottola, acuendo le antiche discordie con quella di Noci»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 44 del PDF

1653

Nel 1653 Mottola è venduta ai Caracciolo, feudatari del ducato di Martina

Nel 1653 la città di Mottola fu venduta alla famiglia Caracciolo, feudataria del ducato di Martina e non imparentata con i precedenti Caracciolo di Santeramo.

«1653, allorché la città di Mottola veniva di nuovo venduta all’omonima lamiglia Carac- ciolo»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Italo PALASCIANO INEDITI D'ARCHIVIO - La relazione del Gallarano del 1704 per i confini tra Mottola e Noci, p. 38 del PDF

22 agosto 1653

Vendita del feudo di Mottola al duca di Martina Francesco Caracciolo

Il feudo di Mottola, venduto per asta pubblica, passa a Francesco Caracciolo, duca di Martina; l'atto di vendita e apprezzo è rogato a Napoli dal notaio Giovanni Angelo Durante il 22 agosto 1653.

«vendita del feudo della Città di Mottola e del suo apprezzo, rogato da Giovanni Angelo Durante di Napoli il 22 agosto 1653»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 17 del PDF

1655

Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina nel 1655

Il passo indica Petraccone Caracciolo, duca di Martina, come successo al padre Francesco nel 1655.

«il duca di Martina Petraccone Caracciolo, successo al padre Francesco nel 1655»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 122 del PDF

1655

Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina

Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco nel 1655. Il passo lo mostra poi impegnato in un duello a Ostuni, con morte di Cosimo Acquaviva.

«il duca di Martina Petraccone Caracciolo, successo al padre Francesco nel 1655»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 49 del PDF

1662

Nel 1662 Aurelia Imperiali sposa Petraccone Caracciolo, VIII duca di Martina Franca

La duchessa Aurelia Imperiali, figlia di Michele e Brigida Grimaldi, sposò nel 1662 Petraccone Caracciolo VIII duca di Martina Franca.

«Duchessa Aurelia Imperiali, figlia di Michele e Brigida Grimaldi, sposata nel 1662 a Petraccone Caracciolo VIII Duca di Martina Franca»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1969 (1969), p. 6 del PDF

1665

Duello mortale tra il duca di Martina Petraccone V Caracciolo e il conte di Conversano Cosma Acquaviva

Un articolo ricorda il duello mortale del 1665 tra Petraccone V Caracciolo, duca di Martina, e don Cosma Acquaviva conte di Conversano, che alimentò una tradizione popolare diversa dalla verità storica.

«il mortale duello che ebbe luogo nel 1665 fra il duca di Martina Petraccone V Caracciolo e il conte di Conversano Don Cosma Acquaviva»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1936 (1936), p. 116 del PDF

19 luglio 1665

Duello di Ostuni: il duca di Martina uccide il duca di Noci

Un documento notarile coevo riporta la cronistoria del duello avvenuto a Ostuni il 19 luglio 1665 nel quale perì Cosimo Acquaviva d'Aragona, duca di Noci, di fronte al duca di Martina. Il testo fu scoperto nell'Archivio di Stato di Brindisi. Fonte citata dall'autore: Archivio di Stato di Brindisi, atti del notaio Antonio Carrone di S. Vito dei Normanni, volume 1664-65, inventario 7087, carte 95-97.

«In un documento coevo la cronistoria del cruento scontro di Ostuni del 19 luglio 1665, in cui periva Cosimo Acquaviva d'Aragona.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Il duello fra il duca di Martina e il duca di Noci, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 6, 1983, PDF p. 103 · Leggi il passo nel testo

19 luglio 1665

Duello a Ostuni tra Petracone e Innico Caracciolo e Cosimo e Giovanni Girolamo Acquaviva

Il 19 luglio 1665 a Ostuni si svolge il noto duello tra Petracone e Innico Caracciolo da una parte e Cosimo con il figlio Giovanni Girolamo Acquaviva dall'altra, noto da una descrizione per testimonianza giurata pubblicata da Giovanni Liuzzi.

«del noto duello, svoltosi il 19 luglio 1665 in Ostuni, fra Petracone e Innico Caracciolo, da una parte. contro Cosimo e suo figlio Giovanni Girolamo Acquaviva»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1983 n. 6, p. 8 del PDF

1668

Demolizione del castello-torrione

Petracone V fece radere al suolo il torrione feudale ormai fatiscente per erigervi il Palazzo Ducale.

«nel 1668, come s’è detto, Petracone V (1655-1704) fece radere al suolo il citato castello-torrione feudale»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)

19 luglio 1669

Duello mortale del 19 luglio 1669 tra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosimo Acquaviva

Cosmo Acquaviva, conte di Conversano e ritenuto il primo spadaccino del Regno, morì nello scontro con il duca di Martina e fu sepolto nella chiesa dei Cappuccini.

«il duello fra Cosmo Acquaviva, conte di Conversano (il truce protagonista dei fatti di Nardò che il Pepe avrebbe riesumati), e il duca di Martina, Petraccone Caracciolo, il 19 luglio 1669»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1980 (1980), p. 5 del PDF

9 maggio 1686

Vendita a don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca della Difesa della Piscina a Ceglie

Don Antonio Sisto di Napoli, figlio della duchessa di Ceglie Caterina Lubrano, vende al reverendo don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca una foresta di tomola 57 con pozzo, detta Difesa della Piscina, corpo feudale del venditore.

«vende al rev. Don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca una foresta e territorio 09/05/1686 chiuso di tomola 57 con pozzo»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1686, p. 15 del PDF

12 maggio 1698

Giulio Ricciardi dona un appezzamento a Petracone V Caracciolo, duca di Martina

Il 12 maggio 1698, con atto del notaio Giuseppe Gigante di Castellaneta, Giulio Ricciardi dona a Petracone V Caracciolo, duca di Martina e signore di Mottola, un appezzamento di cento moggi con pascoli e cripte.

«Il 12 maggio 1698, con atto del notaro Giu- seppe Gigante di Castellaneta, Giulio Ricciardi donava a Petracone V, Caracciolo duca di Mar- tina e signore di Mottola»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 22 del PDF

12 maggio 1698

Il 12 maggio 1698 Giulio Ricciardi dona a Petracone V Caracciolo un appezzamento di cento moggi a Mottola

Atto del notaio Giuseppe Gigante di Castellaneta: pascoli, cripte e altre pertinenze nel territorio di Mottola (area del Tamburrello).

«Il 12 maggio 1698, con atto del notaro Giu- seppe Gigante di Castellaneta, Giulio Ricciardi donava a Petracone V, Caracciolo duca di Mar- tina e signore di Mottola»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 22 del PDF

XVIII secolo

1701

Nel 1701 la causa di Noci contro il duca di Martina; nocesi devastano il bosco di Poltri

Nel 1701 seguì la causa dell'Università di Noci col duca di Martina. Nocesi in armi devastarono il bosco feudale di Poltri, dove il duca esercitava il diritto del frutto pendente.

«Seguì nel 1701 la causa col du- ca di Martina. Nocesi in armi devastarono il bo- sco feudale di Poltri»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 11 del PDF

6 gennaio 1704 – 25 ottobre 1752

Il ducato di Francesco II Caracciolo (6 gennaio 1704 - 25 ottobre 1752)

Francesco II Caracciolo fu duca di Martina per quarantotto anni, dal 6 gennaio 1704 al 25 ottobre 1752. Era succeduto al padre Petracone V, morto nel 1704, ed ereditò un ingente patrimonio che comprendeva il ducato di Martina e altre signorie.

«Il dominio di Francesco II, che aveva preso in moglie Eleonora Gaetani, figlia del princi- pe di Caserta, durò ben quarantotto anni: dal 6 gennaio 1704 al 25 ottobre 1752.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97 · Leggi il passo nel testo

10 dicembre 1716

Concessione del titolo di marchese di Reinzano a Tommaso Barnaba

Secondo il memorialista Scialpi, il titolo nobiliare fu concesso il 10 dicembre 1716 con cedola reale giunta a Martina, su supplica dell'alfiere Tommaso Barnaba, che chiedeva di infeudare i suoi territori.

«concessione del titolo nobiliare, datata 10 di- cembre 1716, pervenne a Martina cedola reale spedita a supplica dell’alfiere Tommaso Barnaba»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF

29 ottobre 1725

Il 29 ottobre 1725 agguato mortale al caporale ducale Benedetto Fortuna a Traversa

Il caporale del duca di Martina, Benedetto Fortuna, cadde in un agguato teso da oltre cento uomini armati; l'episodio accelerò la conclusione della vertenza tra il duca di Martina e il conte di Conversano.

«in- cidente di Traversa del 29 ottobre 1725, allor- chè il caporale ducale Benedetto Fortuna cadde in un agguato mortale tesogli da oltre cento uo- mini armati»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF

29 ottobre 1725

29 ottobre 1725: grave incidente a Traversa tra gli uomini del duca di Martina e quelli di Noci

Il contrasto tra il conte di Conversano e il duca di Martina giunse al punto di rottura con l'incidente di Traversa del 29 ottobre 1725 che coinvolse il caporale ducale Benedetto Fortuna.

«sopraggiunse, infatti, il gravissimo in- cidente di Traversa del 29 ottobre 1725, allor- chè il caporale ducale Benedett»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF

4 giugno 1726

Decreto de Ferrante del 4 giugno 1726: due terzi di Poltri al duca di Martina

Il decreto del commissario Matteo de Ferrante ordinò la dissoluzione delle comunità fra dieci università contermini e la divisione di Poltri: due terzi al duca di Martina (e quindi a Mottola), un terzo con il Lago di Traversa al conte di Conversano e al demanio di Noci.

«emanato il de- creto di Matteo de Ferrante del 4 giugno 1726, con cui si ordinò la dissoluzione di ogni tipo di comunità fra dieci università contermini, che da secoli vantavano diritti, nonchè la divisio- ne di Poltri: due terzi al duca di Martina»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Giovanni LIUZZI ANTICHI CONFINI DELLA MURGIA - Alberobello le radici di un toponimo, p. 13 del PDF

3 novembre 1726

Don Pompeo Blasi dona la masseria al duca Francesco II Caracciolo

La donazione, in segno di riconoscenza, imponeva di festeggiare solennemente Santa Maria d'Idria nella chiesa della masseria.

«con atto di donazione del 3 novembre 1726 gli assegnò questa masseria»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF

1728

Compilazione della Platea del Ducato di Martina per ordine di Francesco II Caracciolo

Nel 1728, per ordine del duca Francesco II Caracciolo, fu compilata la Platea del Ducato di Martina, che rende in volgare e precisa il passo del privilegio angioino sui confini con Ceglie. Fonte citata dall'autore: Platea del Ducato di Martina del 1728.

«Nella Platea del Ducato di Martina, compilata nel 1728 per ordine del duca Francesco ll Ca- racciolo (1704-1752), il passo del citato privile- gio angioino è così reso e meglio specificato in volgare:»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 25 · Leggi il passo nel testo

1728

Platea ducale del 1728, unica fonte sui confini della bagliva del duca

Sui confini della bagliva del duca di Martina, forse ampliati nel XVII secolo, esiste una sola fonte documentaria: la platea ducale del 1728.

«esiste una sola fonte documentaria: la platea du- cale del 1728.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 82 del PDF

1733

Iscrizione del 1733 sull'edificio fatto costruire dall'abate Tommaso Caracciolo

Una lapide del Palazzo ducale, presso la stanza degli uffici del Festival della Valle d'Itria, ricorda che l'abate Tommaso Caracciolo ordinò di costruire quella casa a proprie spese, nel 1733.

«Tommaso Caracciolo abate ordinò di costruire questa casa. Quest’ opera molto bella risulta costruita a proprie spese. Nessuna meraviglia se l’ abitazione si vede essere costruita in questo modo, ciò si realizzò affinché potesse usufruire di comodità. Anno del Signore 1733»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 13 del PDF

1742

Rivela del 1742 dei beni del duca di Martina: masseria di 180 tomola a Monte del Forno

Riportata da Isidoro Chirulli nell'Istoria cronologica della Franca Martina (tomo III, Venezia 1752); l'estensione corrisponde a quella delle attuali Masella e Badessa insieme.

«riportare una rivela del 1742 riguardante i be- ni del duca di Martina elenca pure una massa- ria di tomola 180»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF

1747

Il duca Francesco Caracciolo denuncia al Re i naturali di Martina Franca

Nel 1747 il duca Francesco Caracciolo, feudatario di Martina Franca, si rivolse al Re denunciando che i naturali della terra cercavano di inquietarlo.

«Il feudatario di Martina Franca, duca Francesco Caracicolo, fu costretto nel 1747 a rivolgersi al Re»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1965 (1965), p. 100 del PDF

15 gennaio 1753

Petracone VI Caracciolo diventa decimo duca di Martina (15 gennaio 1753)

Con decreto del 15 gennaio 1753 Petracone VI Caracciolo divenne decimo duca di Martina. Il suo fedecommesso comprendeva Martina, Locorotondo, San Basilio, Buccino, Cosentino, Gugliano e Guglianello e la masseria dei Monti, al confine tra il territorio di Martina e quello di Taranto. Fonte citata dall'autore: Decreto del 15 gennaio 1753.

«Intanto, con decreto del 15 gennaio 1753, Petracone VI Caracciolo di- venne decimo duca di Martina:»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97

7 marzo 1756

7 marzo 1756: scrittura per i creditori del defunto duca Francesco e del duca Petracone Caracciolo

A Napoli, il 7 marzo 1756, la Scrittura IV difende i creditori e legatari del fu duca di Martina Francesco Caracciolo e i creditori dell'allora duca Petracone.

«Per lo ceto de” creditori, e legatarj del fu Duca di Martina D. Francesco Caracciolo e per li creditori dell’odierno Signor Duca D. Petracone Caracciolo. Scrittura IV, Napoli, 7 marzo 1756»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1981 (1981), p. 99 del PDF

1759

Dal 1759 al 1768 il duca Petracone VI spende ogni anno per la festa della Madonna d'Itria

I conti del cassiere Filippo d'Errico dal 1759 al 1768 mostrano che il duca Petracone VI spendeva ogni anno 3 ducati e 17 grana per la festa della Madonna d'Itria nella masseria Blasi, con i Cappuccini.

«dai conti del cassiere di Martina Filippo d’Errico dal 1759 al 1768 sì rileva che anche il duca Petracone VI nutriva una parti- colare devozione per questa Madonna, spen- dendo ogni anno 3 d»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 40 del PDF

febbraio 1765

Febbraio 1765: lodo della Regia Giunta nella causa del duca di Martina

Il passo cita un Laudum pubblicato nel febbraio 1765 dalla Regia Giunta, eretta per ordine del re, nella causa dell'Ill. Duca di Martina.

«Laudum publicatum sub die mensis februarii 1765 per Regiam Junctam, ordine S. R. M. erectam in causa Ill. Ducis Martinae»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1981 (1981), p. 99 del PDF

1787

Masseria Pompeo ancora proprietà della Casa ducale nel 1787

Nel 1822 apparteneva ai Piccinni di Martina, che la tennero fino a fine Ottocento.

«La masseria nel 1787 era ancora compresa fra le proprietà della Casa ducale di»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 178 del PDF

Ringraziamenti e fonti principali

Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.

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