Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1807Catasto del 1807: terre universali accatastate ai galantuomini
Con la formazione del catasto del 1807 ogni terra universale fu definitivamente accatastata ai galantuomini, nonostante sollevazioni e ricorsi.
«Ogni terra universale fu definitivamente acca-
tastata ai galantuomini con la formazione del ca-
tasto del 1807»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 4 del PDF
1807Rivela del 1807: masseria Monte del Forno di 156 tomoli in Martina
La rivela del 1807 registra beni del monastero di San Benedetto nei comuni di Martina, Mottola e Noci; in Martina la masseria chiamata Monte del Forno di 156 tomoli.
«per contro nella rivela del 1807, più completa, ri-
sultano essere nei comuni di Martina, di Motto-
la e di Noci: in Martina, masseria chiamata Monte
del Forno di tomoli 156»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 87 del PDF
4 ottobre 1808Transazione che fissa il prezzo delle masserie Barnaba-Conti a 30.000 ducati
Il giudizio di lesione intentato dal Conti si concluse con la transazione del 4 ottobre 1808, che fissò il prezzo in 30.000 ducati.
«transazione del 4 ottobre
1808 con la quale il prezzo venne definitiva-
mente fissato in 30.000 ducati»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 150 del PDF
13 novembre 1811Sentenza arbitramentale sulla divisione del Monte di Scio
Il Tribunale Civile di Napoli pronunciò il 13 novembre 1811 la sentenza arbitramentale sulla divisione del Monte di Scio, i cui terreni ricadevano in territorio di Martina.
«La vertenza della divisione del Monte di Scio fu affrontata in ultima istanza dal Tribunale Ci- vile di Napoli, che pronunciò sentenza arbitra- mentale il 13 novembre 1811, dopo aver svolto un estenuante riesame delle leg!»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 47 · Leggi il passo nel testo
29 maggio 1814Il 29 maggio 1814 Giuseppe Fedele e Michele Maffei prendono in fitto la masseria Tamburrello dall'agente del duca di Martina
Atto del notaio Gaetano Dionisio Greco di Martina: contratto sessennale con scadenza al 14 agosto 1820 e canone annuo di lire 1.892; agente generale del duca era Filippo Nirport.
«Infatti il 29 maggio 1814 davanti al notaio
Gaetano Dionisio Greco di Martina»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 25 del PDF
1819La Foggia di Spiano venduta per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Giudice Caracciolo
Nel 1819 l'invaso e l'area circostante (1 tomolo, 7.984 mq) furono venduti per 84 ducati a un beccaio martinese dalla duchessa Francesca Giudice Caracciolo, vedova di Placido Caracciolo.
«nel
1819, infine, il tutto fu venduto per 84 ducati a
un beccaio martinese dalla duchessa Francesca
Giudice Caracciolo»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 129 del PDF
1822Masseria Carruccio iscritta a Donato Stefano Carucci nel catasto
Nel catasto la masseria di 200 tomoli era intestata a Carucci con la dizione Donna Marsiglia o Palmerino.
«nel catasto del 1822 questa mas-
seria, estesa 200 tomoli e 2 stoppelli, era iscritta a Donato Stefano Carucci»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 31 del PDF
1822Masseria Bellosguardo (Chiafele) accatastata ai fratelli Natale e Francesco Chiafele
Nel catasto del 1822 l'azienda risultava di 125 tomoli in contrada Lama del Suovero.
«nel 1822 l'azienda, detta anche Bellosguardo ma
situata in contrada Lama del Suovero»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
1822Catasto: tre masserie in località Lugo estese 237 tomoli
Nell'area di Luco e Luchicchio erano accatastate tre masserie per circa 200 ettari.
«nel 1822 in località Lugo o Il Lugo, toponimo di remota
e incerta origine, erano accatastate tre masserie»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 107 del PDF
1822Masseria Piscinella pervenuta ai Nardone di Alberobello
Nel 1822 la tenuta era accatastata per 206 tomoli.
«nel 1822 pervenne ai Nardone di Alberobello»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 170 del PDF
1822Catasto provvisorio di Martina: 2.115 tomoli di vigneto, 6,87% della superficie agraria
Nel catasto provvisorio di Martina del 1822 il vigneto occupa 2.115 tomoli (1.801,22 ettari) su 30.780 tomoli (20.213,56 ettari) di superficie agraria comunale, il 6,87%, in lotti molto frazionati e per lo più di proprietà contadina.
«catasto provvisorio di Martina del 1822: il vi
gneto a quell'epoca occupava tomoli 2.115 pa
ri ad ettari 1.801,22 su una superficie agraria
comunale censita in tomoli 30.780 pari ad etta
ri 20.213.56., cioè il 6,87% del totale»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 9 del PDF
1822Catasto provvisorio di Martina del 1822
Il catasto provvisorio di Martina del 1822 comprende solo i pochi beni rimasti al Real Demanio dopo la soppressione dei Conventuali.
«catasto provvisorio di Martina del 1822,
comprendente solo i pochi beni rimasti al
Real Demanio»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF
1822La superficie a vigneto di Martina passa da 1.198 tomoli (1753) a 2.115 (1822)
Secondo il confronto con il catasto onciario, in sessantanove anni il vigneto martinese passò da 1.198 tomoli (1.026 ettari) del 1753 a 2.115 tomoli (1.812,13 ettari) nel 1822.
«Per Martina Franca il confronto può essere
eseguito con i dati del catasto onciario: in ses-
santanove anni la superficie a vigneto ebbe un
notevolissimo incremento, passando da 1.198
tomoli (1.026 ettari) del 1753 a 2.115 (1.812.13
ettari) nel 1822»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 29 del PDF
1822Vigneto a Martina in calo dai primi dell'Ottocento al 1822
Dai primi dell'Ottocento al 1822, anno d'impianto del catasto provvisorio, la superficie a vigneto di Martina scese dall'8,11% al 7,2%, mentre a Cisternino e Locorotondo cresceva.
«A Martina, invece, dai primi dell’Ottocento
al 1822, anno d'impianto del catasto provvisorio,
la superficie a vigneto subì un decremento,
passando dall’8,11% al 7,2%»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO - Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d'Itria, p. 26 del PDF
12 febbraio 1822Contratto del 12 febbraio 1822 per l'affitto di Sisignano a Francesco Giacomo Basile
Il 12 febbraio 1822 a Conversano il monastero di San Benedetto stipulò con Francesco Giacomo Basile l'affitto della masseria di Sisignano, tenimento di Martina, per il sessennio 1822-1828 (600 ducati annui).
«Questo contratto fu stipulato in Conversano
il 12 febbraio 1822 dal notaio Giambattista Co-
laleo dinanzi alla grata ferrea»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 88 del PDF
20 giugno 1832Vendita statale di Masseria Volza al sacerdote martinese Pietro Antonio Semerari
Il sacerdote martinese Pietro Antonio Semerari risultò unico offerente alla subasta di Lecce; l'atto di vendita fu rogato a Napoli il 20 giugno 1832.
«nale istromento di vendita, rogato a Napoli il 20
giugno 1832 dal notaio Raffaele Servillo»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 158 del PDF
28 maggio 183928 maggio 1839: affisso a Martina l'elenco dei debitori decimali del monastero
Il monastero di San Benedetto compilò il quadro dei suoi debitori e lo fece affiggere a Martina il 28 maggio 1839; tre proprietari martinesi si opposero, contestando il diritto di decimare, e la causa fu avviata a Lecce.
«compilò, così, il quadro dei suoi
debitori e lo fece affiggere in Martina il 28 mag-
gio 1839.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 91 del PDF
1840Fino al 1840 Martina usa stoppello/quartiere e tomolo come misure agrarie
Fino al 1840 Martina, con altri paesi della Murgia dei Trulli, usò lo stoppello o quartiere e il tomolo (8 stoppelli); nel 1840 il governo borbonico unificò le misure.
«Per secoli, fino all'anno 1840, alcuni paesi
della Murgia dei Trulli come Alberobello, Ci-
sternino, Locorotondo, Martina, Massafra, Mot.
tola, Noci e Ostuni»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 16 del PDF
novembre 1844Nel novembre 1844 si chiude la lite sulle decime tra il monastero di San Benedetto e i proprietari martinesi
Dopo la causa iniziata a Lecce nel 1839, ottenute l'omologazione del Tribunale Civile di Lecce (28 novembre 1843) e il beneplacito regio (1 maggio 1844), nel novembre 1844 i fondi furono dichiarati sciolti dalla decima, con canoni da pagare il 15 agosto di ogni anno. Fonte citata dall'autore: Omologazione del Tribunale Civile di Lecce del 28 novembre 1843 e beneplacito regio del 1 maggio 1844.
«Ottenuti l'omologazione dal Tribunale Civile di Lecce il 28 novembre 1843 e il beneplacito re- gio il 1° maggio 1844, dopo un ulteriore iter bu- rocratico, si pervenne nel novembre del 1844 a ritenere i fondi sciolti dal peso della decima»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 92 · Leggi il passo nel testo
novembre 1844Novembre 1844: i fondi martinesi sciolti dal peso della decima
Ottenuta l'omologazione del Tribunale di Lecce (28 novembre 1843) e il beneplacito regio (1 maggio 1844), nel novembre 1844 i fondi furono ritenuti sciolti dal peso della decima, con canoni in denaro da pagare il 15 agosto.
«Ottenuti l'omologazione dal Tribunale Civile
di Lecce il 28 novembre 1843 e il beneplacito re-
gio il 1° maggio 1844, dopo un ulteriore iter bu-
rocratico, si pervenne nel novembre del 1844 a
ritenere i fondi sciolti dal peso della decima»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 92 del PDF
1853Avvio delle concessioni in enfiteusi delle terre di Volsa
Giovanni Semerari mise in atto dal 1853 il diritto di assegnare in enfiteusi le terre di Volsa; alla sua morte (22 giugno 1862) gran parte della masseria era già quotizzata.
«fu messo in atto da Giovanni Semerari fin
dal 1853»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 159 del PDF
1857Calendario delle fiere di Martina nel 1857 e mercato settimanale del lunedì
Nel 1857 a Martina le fiere si tennero il 2-4 febbraio, il 15 maggio, il 20-21 giugno, il 2-3 agosto e il 10-11 novembre, mentre ogni lunedì era ospitato il mercato settimanale.
«Nel 1857, invece, le stesse si tennero il 2-4 febbraio, il 15 maggio, il 20-21 giugno, il 2-3 agosto e il 10-11 novembre, mentre ogni lunedì era ospitato il mercato settimanale.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 153
1864Vendita della masseria Montepelusiello dal Demanio a Giuseppe Maria Urgese, con tipo dell'ing. Luigi Furlano
La masseria Montepelusiello è venduta dal Demanio a Giuseppe Maria Urgese; allegato il «Tipo» del caseggiato dell'ing. Luigi Furlano (1864). Fascicolo dell'Intendenza di Finanza di Lecce (Cassa Ecclesiastica), datato 1864.
«Allegato “Tipo” del caseggiato della masseria detta Montepelusiello, sita nel territorio di Martina Franca, Demanio dello Stato, ing. Luigi Furlano (1864).»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Intendenza di Finanza, Intendenza di Finanza, fasc. 5263 (1864), p. 379 del PDF
1870Boom della viticoltura a Martina negli anni 1870-1875
La distruzione dei vigneti francesi per la fillossera provocò una vera febbre della vite e un mutamento economico e sociale.
«Lafebbre della vite esplose parossisticamente nel quinquennio 1870-1875»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 14 del PDF
circa 1870Diffusione del bianco di Alessano nelle Murge martinesi
Citando Del Gaudio e Nico (1962), il passo riferisce che la diffusione del vitigno bianco di Alessano nella zona delle Murge martinesi risale al 1870.
«L'origine del vitigno bianco di Alessano
è ignota, la sua diffusione, nella zona delle Murge
martinesi, risale al 1870»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 35 del PDF
1871Quotizzazione di terreni della Masseria Nigri (1871-1882)
Fra il 1871 e il 1882 molti terreni della residua masseria degli eredi di Nicola Nigri furono quotizzati in settantacinque appezzamenti, ceduti a piccoli coltivatori.
«Fra il 1871 e il 1882, poi, molti altri terreni
della residua masseria che fu degli eredi di Ni-
cola Nigri vennero quotizzati in settantacinque
appezzamenti, per lo più ceduti a piccoli colti-
vatori.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 134 del PDF
18751875: prima radicale divisione di Masseria Sorangelo
Nel 1875 la masseria Sorangelo fu sottoposta alla prima radicale divisione, anche dei fabbricati; la parte scorporata divenne la masseria Scozzola a Suor Angelo.
«Nel 1875 il Sorangelo, denominazione volgare
della masseria, fu sottoposto alla prima radicale
divisione, anche dei fabbricati: la parte scorpo-
rata divenne la masseria Scozzola a Suor Angelo»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 93 del PDF
1890Lottizzazioni in enfiteusi nel territorio di Martina: 320 fondi nel 1890 e 468 nel 1906
In territorio di Martina Franca molti proprietari lottizzarono le masserie in quote di circa un tomolo, concesse in enfiteusi: 320 fondi nel 1890 e 468 nel 1906.
«concedendole in enfiteusi ai contadini; in terri-
torio di Martina Franca si assegnarono, così,
trecentoventi fondi nel 1890 e quattrocentoses-
santotto nel 1906.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 33 del PDF
6 gennaio 18956 gennaio 1895: la prima cooperativa vinicola di Martina
A. Grimaldi ricorda che la prima Cooperativa Vinicola di Martina nacque il 6 gennaio 1895, circa un decennio prima delle prime emiliane, ma senza lunga progenie.
«precisa-
mente il 6 Gennaio 1895; ma la sua progenie
non è stata né lunga, né prosperosa.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 2, 28 febbraio 1974, p. 10 del PDF
1899Voto del Comune di Martina Franca per sussidi ai danneggiati dalla grandine
Fascicolo della Provincia di Terra d'Otranto con il voto del comune di Martina Franca per la concessione di sussidi ai danneggiati dalla grandine.
«Voto del comune di Martina Franca per la concessione di 1899-926 sussidi ai danneggiati dalla grandine»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, fasc. 13 (1899), p. 82 del PDF
1904Proposta di istituire stazioni di monta dell'Asino di Martina Franca nel territorio martinese
Il professor Francesco Tucci, direttore del Regio Istituto Zootecnico di Palermo, propose nel 1904 di istituire stazioni di monta anche nel territorio di Martina Franca, delegando le aziende private, per incrementare la razza asinina.
«il professor France- sco Tucci (attestato dal 1884 al 1927), direttore del Regio Istituto Zootecnico di Palermo, allo scopo d'’incrementare la razza, propose nel 1904 d’istituire stazioni di monta anche nel ter- ritorio di Martina Franca, delegando per que- sto scopo le aziende private.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Francesco PINTO UN ECCEZIONALE PATRIMONIO GENETICO DEL TERRITORIO - Rivalutazione dell'Asino di Martina Franca attraverso l'innovativa produzione di latte, PDF p. 169 · Leggi il passo nel testo
1905Cure antifillosseriche a Crispiano e Martina Franca
Delibere e corrispondenza con i delegati antifillosserici sulle cure attuate nei comuni di Crispiano e Martina Franca.
«cure attuate nei comuni di 1905-07 Crispiano e Martina Franca (Taranto)»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Archivio di Stato di Lecce – Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, fasc. 34 (1905), p. 46 del PDF
2 marzo 1905Il 2 marzo 1905 Chimienti addita Martina Franca come modello di consorzi agrari
Chimienti tornò ad auspicare, sull'esempio di Martina Franca, consorzi agrari di piccoli proprietari contro la miopia delle classi dirigenti.
«il 2 marzo 1905, Chimienti era tornato ad auspicare, sull’esempio di Martina Franca, consorzi agrari di piccoli proprietari»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1984 (1984), p. 52 del PDF
1906Ruolo di imposta terreni del 1906: territorio di Martina di 28.389 ettari
Con 7.959 articoli e un'estensione media di 3,56 ettari.
«L’estensione del territorio di Martina Franca
era di 28.389 ettari con un numero di 7.959
articoli nel ruolo di imposta terreni del 1906»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 20 del PDF
1907Nel 1907 Martina conta oltre 10.000 ettari a vite e circa 150.000 ettolitri di vino
Il giornale denuncia il disinteresse verso Martina Franca, importante centro vinicolo con oltre 10.000 ettari a vite (altre fonti per il 1907 ne danno 12.000) e una produzione media di circa 150.000 ettolitri di vino. Fonte citata dall'autore: Il Mezzogiorno vinicolo, a. I (1907).
«Un disinteressamento gravissimo denunzia il giornale nei riguardi di un centro vinicolo importante quale quello di Martina Franca che conta oltre 10.000 ettari a vite (altre fonti in quell’anno 1907 ne danno 12.000) con una pro- duzione media di circa 150.000 ettolitri di vino.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 197 · Leggi il passo nel testo
1907 – 1908Nella crisi del 1907-1908 lo stabilimento Micela distilla oltre 90.000 ettolitri di vino
Secondo quanto riportato dal giornale, negli anni 1907-1908 della crisi da superproduzione lo stabilimento di Giuseppe Micela poté distillare più di 90 mila ettolitri di vino, salvando il territorio da un disastro economico. Fonte citata dall'autore: Il Mezzogiorno vinicolo, a. V, n. 20 (da Il mondo moderno).
«Negli anni 1907-1908, avvenuta la crisi per superproduzione, il Micela poté distillare più di 90 mila ettolitri di vino, sal- vando così il suo territorio da certo disastro eco- nomico.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 206
1907Esce a Martina Franca il quindicinale Il Mezzogiorno Vinicolo
Il quindicinale, pubblicato a Martina Franca dagli enologi Giacomo De Vito e Francesco D'Agostino dal 1907 al 1917, trattava la situazione vinicola del Mezzogiorno e delle isole.
«Il Mezzogiorno Vinicolo, un quindicinale pub-
blicato a Martina Franca dagli enologi Giaco-
mo De Vito e Francesco D’Agostino dal 1907 al
1917»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 35 del PDF
gennaio 1907«Il Mezzogiorno Vinicolo» inizia le pubblicazioni a Martina Franca
Bimensile organo della produzione e del commercio dei vini dell'Italia meridionale, diretto dagli enologi Giacomo De Vito e Franco D'Agostino, iniziò nel gennaio 1907.
«Martina Franca. Direttori: Enologi Giacomo De Vito e Franco D' Agostino. Iniziò le pubblicazioni nel gennaio 1907»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 11 del PDF
10 gennaio 1907A Martina Franca esce il primo numero de «Il Mezzogiorno vinicolo»
Il 10 gennaio 1907 inizia a Martina Franca la pubblicazione di un giornale quindicinale, «Il Mezzogiorno vinicolo», dedicato ai problemi vitivinicoli ed enologici. Secondo l'articolo è l'unico periodico pugliese del tempo occupato esclusivamente di questi temi, diretto dall'enologo martinese Giacomo De Vito.
«Eppure il 10 gennaio 1907 si avvia a Mar- tina Franca la pubblicazione di un giornale quindicinale.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 194 · Leggi il passo nel testo
1909Inchiesta Presutti del 1909: a Martina 10.000 ettari di vigneto su circa 28.000
Le vigne erano frazionate tra 8.000 proprietari o enfiteuti, con produzione stimata in 300.000 ettolitri di vino.
«relatore tecnico per la Puglia del-
l’inchiesta parlamentare sulle condizioni delle pro-
vince meridionali del 1909»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 19 del PDF
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