Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1806Abolizione della feudalità nel 1806: fine della giurisdizione baiulare dei Caracciolo
Fino all'abolizione della feudalità nel 1806 una vasta area ex tarantina cedita a Martina nel 1317 e nel 1359 rimase, secondo l'autore, sotto la giurisdizione baiulare dei feudatari Caracciolo.
«Per secoli, sino all'abolizione della feudalità nel 1806, infatti, fece parte della giurisdizione baiulare esercitata dai feudatari Caracciolo, in- sieme all'antico territorio tarantino, ceduto a Martina nel 1317 e nel 1359.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 26 · Leggi il passo nel testo
1806Abolizione della feudalità e moltiplicarsi degli stemmi nelle masserie
Caduto il divieto di innalzare stemmi nobiliari, si diffusero le armi dei nuovi egemoni anche nelle chiese rurali.
«Con l'abolizione della feudalità (1806), decaduto il divieto d'innalzare»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 16 del PDF
18061806: abolizione del feudalesimo, fine della bagliva ducale estesa a nord
La situazione per cui il duca di Martina esercitava la bagliva fino a La Foggia di Notar Luca, in violazione delle decisioni del 1566, durò fino all'abolizione del feudalesimo (1806).
«si protrasse fino all'abolizione del feuda-
lesimo (1806).»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 78 del PDF
1806Fino all'abolizione del feudalesimo (1806) il territorio martinese è ripartito in tre baglive
Fino all'abolizione del feudalesimo (1806) il territorio martinese fu ripartito in tre baglive: quella del distretto e quella verso Monopoli, gestite dall'Università, e quella verso Taranto, di competenza dei duchi Caracciolo.
«Va detto, poi, che tutto il vasto territorio
martinese fino all'abolizione del feudalesimo
(1806)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 39 del PDF
1806Eversione della feudalità e fine del ducato
Con la riforma di epoca napoleonica cessa il ducato dei Caracciolo, che durava dal 1507.
«i suoi discendenti l’ebbero come ducato ininterrottamente fino all’eversione della feudalità (1806)»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025)
1809Soppressione degli ordini religiosi sotto Gioacchino Murat
I Conventuali persero Sant'Elia, passata al Regio Demanio e poi a privati di Locorotondo.
«fino alla soppressione degli ordini ec-
clesiastici del 1809, sancita dal re di Napoli Gioacchino Murat»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
12 ottobre 1809La Commissione feudale emette la sentenza sul duca Placido Caracciolo (12 ottobre 1809)
Il 12 ottobre 1809 la Commissione feudale emise la sentenza riguardante il duca Placido Caracciolo, ex feudatario di Martina, di Locorotondo e di Mottola, nell'ambito della legislazione eversiva della feudalità. Fonte citata dall'autore: Sentenza della Commissione feudale del 12 ottobre 1809.
«Il 12 ottobre 1809 la Commissione feudale emise la sentenza riguardante il duca Placido Caracciolo, ex feudatario di Martina, di Loco- rotondo e di Mottola.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 121 · Leggi il passo nel testo
23 febbraio 1810Sentenza del 23 febbraio 1810: il duca di Martina non può esercitare il diritto di fida nei territori di Mottola
La commissione feudale dichiarò inoltre di piena proprietà della casa ducale i parchi e fondi descritti nell'apprezzo del 1652 (Tamburello, Lama delle Mele, Cavoto).
«Si giunse così al 23 febbraio 1810, quando
la commissione preposta per giudicare tutte le
cause fra le università e i baroni»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 24 del PDF
8 aprile 1815Morte a Martina del duca Placido Caracciolo (8 aprile 1815)
Secondo Michele Pizzigallo, citato nell'articolo, alla caduta di Gioacchino Murat il duca Placido Caracciolo, scudiero del re, stanco e deluso si ritirò a Martina, dove morì l'8 aprile 1815, appena trentenne. Il titolo passò al figlio undicenne Petracone VIII. Fonte citata dall'autore: Michele Pizzigallo.
«Riferisce, infatti, Michele Pizzigallo che alla caduta di Gioacchino Murat il duca Placido Ca- racciolo, insignito del titolo di scudiero del re, stanco e deluso si ritirò a Martina, dove morì l’8 aprile 1815, appena trentenne.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 122 · Leggi il passo nel testo
1824Argentina Caracciolo sposa il duca Riccardo III de Sangro
Nel 1824 Argentina, sorella dell'ultimo discendente maschio della casata ducale di Martina Petracone VIII, sposò il duca Riccardo III de Sangro; dopo la morte di Petracone (1827) il patrimonio fu diviso tra lei e la madre Francesca Giudice Caracciolo.
«alla morte del- l’ultimo discendente maschio della casata du- cale, Petracone VIII (1804-1827), esso andò di- viso tra la di lui madre, Francesca Giudice Ca- racciolo, e la sorella Argentina (1805-1849), che nel 1824 aveva sposato il duca Riccardo III de Sangro (1803-1861).»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2005 n. 28: Italo PALASCIANO CURIOSITÀ D'ARCHIVIO - Il viaggio del 1832 della duchessa di Martina da Napoli a Masseria Casalrotto di Mottola, PDF p. 74
27 novembre 1824Argentina Caracciolo sposa il duca Riccardo de' Sangro
Il 27 novembre 1824 Maria Argentina Caracciolo (1805-1849) sposa Riccardo de' Sangro.
«sposava il 27 novembre 1824 il duca Riccardo
de' Sangro»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 19 del PDF
1827Morto senza prole Petracone VIII Caracciolo, il titolo di duca di Martina passa alla sorella Argentina
Nel 1827 muore senza figli Petracone VIII Caracciolo; il titolo di duca di Martina e i beni privati passano alla sorella Argentina.
«Essendo morto senza prole Petraco
ne VIII Caracciolo nel 1827, il titolo di duca di
e
|
(foto Pasquale Lentini)
Martina e i beni privati passarono alla sorella
Argentina»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 19 del PDF
18271827: i Caracciolo si estinguono nella linea maschile con Petracone VIII
I Caracciolo si erano estinti nella successione maschile già nel 1827 con Petracone VIII.
«nella successione maschile, già nel 1827
con Petracone VIII»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8, p. 4 del PDF
1827Si estingue il ramo maschile dei Caracciolo
Alla morte di Petracone VIII la successione passa ai Caracciolo-De Sangro, titolo ormai solo nominale.
«Nel 1827, inoltre, si estinse il ramo maschile della casata Caracciolo con la morte di Petracone VIII»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale»
3 agosto 1827Morte di Petracone VIII ed estinzione della linea maschile dei Caracciolo del Leone (3 agosto 1827)
Con la morte a Martina, il 3 agosto 1827, del non ancora ventitreenne Petracone VIII si estinse la linea maschile dei Caracciolo del Leone, che secondo l'articolo per tre secoli aveva avuto un ruolo determinante nella storia di Martina. Titoli e beni passarono alla sorella Argentina, sposata dal 1824 con il duca Riccardo de' Sangro.
«Con la morte del non ancora ventitreenne Pe- tracone VIII (Martina 3 agosto 1827) si estingue- va la linea maschile della famiglia Caracciolo del Leone, che per tre secoli aveva avuto un ruolo determinante nella storia di Martina.»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1993 n. 16: Lucrezia Maria TATEO PATRIMONIO DEI DUCHI DI MARTINA - Rendite degli ultimi Caracciolo nei primi decenni dell'Ottocento [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 122
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