Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVI secolo

25 marzo 1568

Il parlamento cittadino stabilisce che nessun forestiero governi l'Università senza vent'anni di fuoco

Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, deve registrare nel Libro Russo la conclusione del parlamento: nessun forestiero entri al governo dell'Università se non è numerato a fuoco da vent'anni.

«Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati è ricordato come cancelliere (actuaritus) dell’Università di Martina, allorché gli fu ordi- nato che metta e descriva nello Libro Russo»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF

25 marzo 1568

Il cancelliere dell'Università ordina di registrare nel Libro Russo la regola sull'ingresso dei forestieri al governo

Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati, cancelliere dell'Università di Martina, ebbe l'ordine di descrivere nel Libro Russo la conclusione del parlamento cittadino secondo cui nessun forestiero entra al governo dell'Università se non numerato a fuoco per vent'anni.

«Il 25 marzo 1568 il notaio Giovanni Lorenzo Desiati è ricordato come cancelliere (actuaritus) dell’Università di Martina, allorché gli fu ordi- nato che metta e descriva nello Libro Russo la con- clusione del parlamento cittadino»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 81 del PDF

30 marzo 1568

La commissione Gaona riconvocata a Reinzano: lettura di relazioni e verbali

La commissione al completo fu riconvocata per il 30 marzo 1568, quando Gaona fece leggere relazioni e verbali compilati in sua assenza.

«La commissione al completo fu riconvocata per il 30 marzo 1568, quando il Gaona fece leg- gere relazioni e verbali compilati in sua assen- za»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 105 del PDF

1 aprile 1568

1 aprile 1568: la commissione visita le terre del trappetaro martinese Antonio de Angelino

Terre in localita La Cerrosa.

«Il 1° aprile 1568 la commissione visitò le ter- re possedute dal trappetaro martinese Antonio de Angelino, fratello»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 35 del PDF

3 aprile 1568

Il 3 aprile 1568 il Gaona fa abbattere le recinzioni abusive alla Guardiola

Secondo l'autore, per ordine del commissario Gaona le recinzioni abusive individuate (parchi e chiusure di cinque abusivi, quattro nocesi e un martinese) furono tutte abbattute nella stessa giornata del 3 aprile 1568. Fonte citata dall'autore: Manoscritto detto Il Santacroce, verbale del 3 aprile 1568.

«Non è superfluo aggiungere che per ordine del Gaona le recinzioni elencate furono tutte ab- battute nella stessa giornata del 3 aprile 1568 e per completezza si trascrive di seguito l'intera deposizione, redatta da Angelo de Mola.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, PDF p. 72 · Leggi il passo nel testo

3 aprile 1568

Abbattute le recinzioni abusive nel demanio acquistato dall'Università di Martina a La Guardiola

Per ordine del Gaona le recinzioni di cinque abusivi (quattro nocesi e un martinese, Antonio delo Scialpo detto Lo Franco) furono tutte abbattute il 3 aprile 1568. Lo Scialpo disse di essere stato autorizzato dal duca di Martina.

«Non è superfluo aggiungere che per ordine del Gaona le recinzioni elencate furono tutte ab- battute nella stessa giornata del 3 aprile 1568»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 72 del PDF

10 aprile 1568

Masseria Guarini: la commissione Gaona percorre la contrada Lo Grasso e assegna una mezzana ad Alessandro de Angelino

Nel 1568 il de Angelino possedeva 30 tomoli; gli spettò una mezzana di 3 tomoli.

«Il 10 aprile 1568, infatti, una speciale commissione governativa»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 91 del PDF

10 aprile 1568

Masseria Sant'Elia: la commissione Gaona e le terre di Francesco de Angelino

Nel 1568 de Angelino possedeva 35 tomoli presso la chiesa di Sant'Elia, dove la commissione si riuniva più volte.

«Il 10 aprile 1568, infatti, una speciale commissione governativa, presieduta dal-»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF

16 settembre 1568

Il mastro martinese Giovanni Domenico de Simeone sostituisce Angelo de Mola come agrimensore

Il 16 settembre 1568 il commissario Gaona sostituì l'agrimensore Angelo de Mola, assente, con il mastro di Martina Giovanni Domenico de Simeone.

«L'assenza di Angelo de Mola, dopo una se- conda e più lunga interruzione, convinse Bal- dassarre Gaona a sostituirlo il 16 settembre 1568. Venne, pertanto, nominato agrimensore l'o- norabile Giovanni Domenico de Simeone, 1a- stro di Martina»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 69 del PDF

1 ottobre 1571

Sentenza del Sacro Regio Consiglio sui parchi di Martina (1 ottobre 1571)

Il 1° ottobre 1571 il Sacro Regio Consiglio emise la sentenza definitiva nella causa aperta nel 1559 tra il duca Petracone IV Caracciolo e l'università di Martina. I parchi costruiti entro il distretto delle due miglia dovevano conservarsi, mentre quelli eretti oltre il distretto dopo il 1495 andavano distrutti; il 13 novembre 1571 un supplemento ammise solo i parchi per case, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne. Fonte citata dall'autore: Sentenza del Sacro Regio Consiglio del 1° ottobre 1571.

«Dopo dodici anni, finalmente, il 1° ottobre 1571 fu emessa la sentenza definitiva dal Sa- cro Regio Consiglio.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 17 · Leggi il passo nel testo

1 ottobre 1571

Sentenza del Sacro Regio Consiglio sui parchi oltre il distretto di Martina

Il 1° ottobre 1571 il Sacro Regio Consiglio ordinò la demolizione di tutti i parchi eretti oltre il distretto delle 2 miglia; secondo l'autore la sentenza fu poi vanificata dalla resistenza dei proprietari.

«Seguì la sentenza, emessa in Napoli il 1° ot- tobre 1571 nel Sacro Regio Consiglio dal consi- gliere e commissario della causa Giovanni Fe- lice Scalaleo, che ordinò la demolizione di tut- ti i parchi eretti oltre il distretto delle 2 miglia, ovunque si trovassero.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, PDF p. 40 · Leggi il passo nel testo

1 ottobre 1571

Sentenza di Napoli che conclude la lite sui parchi (1° ottobre 1571)

Secondo l'autore la lite tra il duca e l'Università di Martina sui parchi oltre le Due Miglia si concluse il 1° ottobre 1571 (e non il 1° ottobre 1581, come indicato in una documentazione del 1972), con sentenza emanata a Napoli dal consigliere Giovanni Felice Scalaleone. Fonte citata dall'autore: Sentenza del Sacro Regio Consiglio, consigliere Giovanni Felice Scalaleone.

«La lite si concluse il 1° ottobre 1571 e non il 1° ottobre 1581, com'è indicato nel 1972 nella documentazione prodotta dal Commissariato per la Liquidazione degli Usi Civici, con sen- tenza emanata in Napoli da Giovanni Felice Scalaleone.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo

1 ottobre 1571

Sentenza del Sacro Regio Consiglio del 1° ottobre 1571 sui parchi del demanio di Martina

Si decretò che i parchi nel distretto delle due miglia si conservassero e quelli costruiti oltre il distretto dopo il 1495 fossero distrutti; pochi giorni dopo il duca presentò ricorso.

«Dopo dodici anni, finalmente, il 1° ottobre 1571 fu emessa la sentenza definitiva dal Sa- cro Regio Consiglio»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 17 del PDF

1 ottobre 1571

Sentenza dello Scalaleone sui parchi entro le due miglia

La lite fra il duca e alcuni martinesi si concluse il 1° ottobre 1571 con sentenza di Giovanni Felice Scalaleone: i parchi entro le due miglia restavano, quelli oltre le due miglia costruiti dopo il privilegio di Federico d'Aragona dovevano essere distrutti.

«La lite si concluse il 1° ottobre 1571 e non il 1° ottobre 1581»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

1 ottobre 1571

Sentenza del 1° ottobre 1571: demolizione dei parchi oltre il distretto delle 2 miglia

Il 1° ottobre 1571 il Sacro Regio Consiglio, tramite il commissario Giovanni Felice Scalaleo, ordinò la demolizione di tutti i parchi eretti oltre il distretto delle 2 miglia; la sentenza fu vanificata dalla resistenza dei proprietari.

«emessa in Napoli il 1° ot- tobre 1571 nel Sacro Regio Consiglio dal consi- gliere e commissario della causa Giovanni Fe- lice Scalaleo, che ordinò la demolizione di tut- ti i parchi eretti oltre il distretto delle 2 miglia»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF

13 novembre 1571

Supplemento di sentenza: leciti i parchi per case, vigne, orti, illeciti quelli per pascolo

Su ricorso del duca, il Sacro Regio Consiglio il 13 novembre 1571 ritiene leciti i parchi eretti per case, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne, illeciti quelli da erigersi in futuro per il pascolo.

«Sacro Regio Consiglio il 13 novembre 1571 emise un supplemento di sentenza, ritenendo leciti i parchi eretti per ca- se, vigne, orti, giardini, pozzi e cisterne, ille- citi quelli da erigersi in futuro a scopo di pascolo»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF

18 novembre 1571

Seconda sentenza dello Scalaleone: divieto di nuovi parchi entro le due miglia

Con sentenza del 18 novembre 1571 Scalaleone accolse il ricorso del duca, vietando in futuro di parcorare entro le due miglia.

«Lo stesso regio consigliere Scalaleone con sen- tenza del 18 novembre 1571 accettò la richiesta del feudatario»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

1572

Il feudatario di Ceglie rinnova le molestie ai martinesi e pretende di imporre nuovi confini

Secondo lo storico Isidoro Chirulli, nel 1572, dopo una prima tregua settennale, il feudatario di Ceglie rinnovò le molestie contro i martinesi pretendendo di imporre di propria autorità nuovi confini. L'autore ritiene però infondata l'ultima affermazione del Chirulli. Fonte citata dall'autore: Isidoro Chirulli, Istoria cronologica della Franca Martina.

«Nel 1572, intercorsa una prima tregua set- tennale, il feudatario rinnovò le molestie contro i martinesi, pretendendo de facto e di propria au- torità imporre nuovi confini, che stavano giù dise- guati tra Martina, e Ceglie.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], PDF p. 29 · Leggi il passo nel testo

circa marzo 1572

Il notaio martinese Carlo di Carolo, carcerato dal feudatario di Ceglie, viene scarcerato dopo il 20 marzo 1572

Il notaio Carlo di Carolo di Martina, inviato a intimare le provvisioni al signore di Ceglie, fu da questi carcerato; fu scarcerato dopo il 20 marzo 1572.

«il malcapitato notaio venne in seguito scarcerato, dopo il 20 marzo 1572.»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF

11 settembre 1572

Intimazione al signore di Ceglie di non carcerare il martinese Caputo e il suo pleggio

L'11 settembre 1572 fu intimato al signore di Ceglie di non carcerare, né far carcerare, il supplicante martinese (Antonio di Janno Caputo) e il suo pleggio, sotto pena della regia disgrazia e di mille ducati.

«re di Ceglie fu intimato 1’11 settembre 1572 di non carcerare, et far carcerare esso supplicante»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF

1579

Eretta la chiesa di San Donato nell'area del distretto

La didascalia ricorda che la chiesa di San Donato, oggi diruta, fu eretta nel 1579 nell'area del medievale distretto di Martina.

«L'ormai diruta Chiesa di San Donato, eretta nel 1579 nel- l'area del medievale distretto di Martina.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 32 del PDF

1579

La chiesa di San Donato presso i Cappuccini fu eretta nel 1579

Liuzzi data al 1579 la costruzione della chiesa di San Donato, in base all'iscrizione sull'architrave del portale, dunque dopo l'arrivo dei Cappuccini (1545).

«fu eretta solo nel 1579, co- me è indicato dall’iscrizione incisa sull’archi- trave del portale: 15*VFS*79»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 35 del PDF

1579

Due cittadini di Martina carcerati dai baglivi del Sanseverino per aver tagliato legna

Nel 1579 altri due cittadini di Martina furono carcerati dai baglivi del Sanseverino per aver tagliato legname; per essere liberati pagarono diciotto carlini.

«Nel 1579, infatti, altri due cittadini di Marti- na furono carcerati dai baglivi del Sanseverino per aver tagliato, rispettivamente, alcuni legna-»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 30 del PDF

1581

Il martinese Michele Salpa entra nella Compagnia di Gesù a Napoli

Secondo la scheda dell'enciclopedia lituana riportata dall'autore, Michele Salpa, nato a Martina, entrò nel 1581 a Napoli tra i Gesuiti, per poi insegnare in Transilvania. Fonte citata dall'autore: Lietuviu enciklopedija, vol. XXXVI: Papildymai (Addizioni), Boston, 1969, p. 477.

«Nel 1581 entrò a Napoli dai Gesuiti.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · Leggi il passo nel testo

11 novembre 1581

L'arcivescovo di Taranto lancia l'interdetto su Martina (11 novembre 1581)

L'11 novembre 1581 l'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio lanciò l'interdetto sull'intera città di Martina e scomunicò alcuni esponenti dell'Università, accusati di fomentare discordie e violenze. Secondo Liuzzi ciò avvenne nel contrasto sull'uso della Selva Tarentina e sugli usi civici dei martinesi.

«L’11 novembre 1581, infatti, l’arcivescovo lanciò l’interdetto sull’intera città e fulminò la scomunica ad alcuni esponenti della locale Università, accusati di essere fomentatori di discordie e di violenze.»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 104 · Leggi il passo nel testo

1584

Lodo del duca Carlo I Caracciolo del 1584 sul demanio di Martina

Secondo l'autore i civili, corrotto il duca con un donativo di cinquemila ducati, si divisero un demanio pubblico di circa trecento kmq recintando ciascuno la propria parte.

«e, infine, dal vergognoso lodo del duca di Martina Carlo I Caracciolo nel 1584»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 13 del PDF

20 marzo 1584

Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'università di Martina

Con il lodo del 20 marzo 1584 furono composte le differenze tra l'università di Martina e il duca Carlo Caracciolo. Secondo l'articolo, l'articolo terzo permise ai possessori di terreni demaniali nel distretto delle due miglia di recintarli, e i martinesi divennero così padroni assoluti del distretto. Fonte citata dall'autore: Lodo del 20 marzo 1584.

«Con il duca Carlo Caracciolo (1583-1607) tutte le dif- ferenze ancora in corso fra l'università di Mar tina e il feuda itario furono composte con il lo do del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 18 · Leggi il passo nel testo

20 marzo 1584

Lodo tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina (20 marzo 1584)

Tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso mediante il lodo del 20 marzo 1584. Secondo l'autore, esso permise la definizione di parchi nel distretto e portò alla totale privatizzazione del distretto. Fonte citata dall'autore: Lodo del 20 marzo 1584.

«Tale divieto, tuttavia, non durò a lungo, in quanto fra il duca Carlo Caracciolo e l’Univer- sità di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso, mediante il lodo del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 33 · Leggi il passo nel testo

20 marzo 1584

Lodo del 20 marzo 1584 tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università

Il lodo conciliò le discordie tra il duca Carlo Caracciolo e l'Università e permise i parchi nel distretto ex tarantino, contrariamente alla seconda sentenza del 1571, con la totale privatizzazione del distretto.

«fra il duca Carlo Caracciolo e l’Univer- sità di Martina si concordò una conciliazione di tutte le discordie in corso, mediante il lodo del 20 marzo 1584.»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 33 del PDF

novembre 1586

Decreto della Sommaria del novembre 1586 contro i parchi martinesi nel territorio tarantino

Regio Fisco, Dogana della Mena delle Pecore e università di Taranto ottengono nel novembre 1586 un decreto favorevole: parchi e chiusure dei martinesi nel territorio tarantino devono essere smantellati.

«Regia Camera della Sommaria, ebbero decre to favorevole il novembre 1586: parchi e chiusure eretti dai martinesi nel territorio ta rantino dovevano essere smantellati»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF

22 novembre 1586 – 5 novembre 1588

Ordine di smantellare parchi e chiusure verso Taranto (1586), eseguito nel 1588

La Regia Camera della Sommaria il 22 novembre 1586 ordinò lo smantellamento totale di parchi e chiusure occupati da martinesi nel demanio verso Taranto; l'ordine fu eseguito il 5 novembre 1588. Fonte citata dall'autore: Regia Camera della Sommaria, ordine del 22 novembre 1586.

«Questo supremo tribunale napoletano il 22 novembre 1586 ordinò lo smantellamento to- tale di parchi e di chiusure, effettivamente ese- guito il 5 novembre 1588.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 34

22 novembre 1586

La Sommaria ordina lo smantellamento di parchi e chiusure dei martinesi nel territorio tarantino

Il 22 novembre 1586 il tribunale napoletano ordinò lo smantellamento totale di parchi e chiusure; l'ordine fu eseguito il 5 novembre 1588. La lite si risolse a favore dell'Università di Martina, che dimostrò l'antichità delle recinzioni.

«Questo supremo tribunale napoletano il 22 novembre 1586 ordinò lo smantellamento to- tale di parchi e di chiusure, effettivamente ese- guito il 5 novembre 1588.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 34 del PDF

1588

Nel 1588 il governatore Gabriele Perera fa abbattere i muri delle chiusure dei martinesi

Nel 1588 il governatore tarantino Gabriele Perera venne nel territorio di Martina con molti guastatori e fece abbattere i muri a secco delle chiusure dei martinesi, fra cui il Parco di Comitea; decretò il 5 novembre di non paretare più in avvenire.

«Questi nel 1588 venne nel territorio di Mar- tina con molti guastatori, facendo abbattere i muri a secco delle chiusure dei martinesi»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 40 del PDF

4 ottobre 1588

4 ottobre 1588: Donato Romanelli acquista le vigne di Santa Maria de l'Idria

Le vigne gravate da censo enfiteutico passarono di mano in mano fino a Donato Romanelli, che le acquistò con atto del notaio Pietro Corrente.

«Donato Romanelli, che le ac- quistò il 4 ottobre 1588 con atto del notaio Pie- tro Corrente. Nel tardo Medioevo la chie»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 27 del PDF

5 novembre 1588

Il governatore di Taranto ordina il 5 novembre 1588 di demolire i parchi martinesi

Con decreto del 5 novembre 1588 si dispone la demolizione dei parchi di Comiteo, Pollice, Notarianno, Garrupola e altre località; l'università di Martina ricorre alla Sommaria.

«vernatore spagnolo di Taranto, creto del 5 novembre 1588 dispose la demoli- zione dei parchi di Comiteo, Pollice»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 18 del PDF

1589

Tela dell'Assunzione di Donato Antonio d'Orlando datata 1589 nella chiesa dei Cappuccini di Martina

Olio su tela del pittore neretino, oggi pala del settecentesco altare maggiore.

«Assunzione, olio su tela del pittore neretino Donato Anto- nio d'Orlando, datata 1589»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF

8 novembre 1589

Si compone la lite tra Martina e Taranto sui parchi del demanio (8 novembre 1589)

L'8 novembre 1589 il presidente della Regia Camera della Sommaria dispose l'invio di un commissario a Martina per accertare l'antichità delle recinzioni dei martinesi e far ricostruire a spese dei tarantini le pareti da questi diroccate. Secondo l'articolo le usurpazioni del passato furono così convalidate. Fonte citata dall'autore: Disposizione del presidente della Regia Camera della Sommaria dell'8 novembre 1589.

«La lite con Taranto si compose l’8 novem- bre 1589, quando il presidente della Regia Ca- mera della Sommaria dispose l’invio di un com- missario a Martina per accertare l'antichità del- le recinzioni dei martinesi e per far ricostruire le pareti diroccate dai tarantini a spese di questi ultimi.»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Giovanni Liuzzi, Martina e il suo territorio dal XIII al XVI secolo - Il castrum Martinae del 1260 e la rifondazione angioina, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 18

8 novembre 1589

Un regio commissario inviato a Martina per accertamenti sui parchi abbattuti

Con decreto dell'8 novembre 1589 fu mandato a Martina un regio commissario per gli accertamenti e per far ricostruire a spese dei tarantini i pareti da loro fatti diroccare.

«con il decreto dell'8 novem- bre 1589 fu mandato a Martina un regio com- missario per i necessari accertamenti»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 34 del PDF

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