Cronologia

Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.

XVIII secolo

9 maggio 1752

Sepoltura di Giovanni Antonio Desiati nella chiesa dei Cappuccini

Il 9 maggio 1752 Giovanni Antonio Desiati, capo degli universalisti, è sepolto nella tomba di famiglia nella chiesa dei Cappuccini, cinque mesi prima della morte del duca Francesco II Caracciolo.

«che il 9 maggio 1752 fu sepolto nella tomba di fami- glia nella Chiesa conventuale dei Cappuccini, trapassando, peraltro, cinque mesi prima del duca Francesco Il Caracciolo»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 99 del PDF

1753

Dati del catasto onciario di Martina del 1753

Secondo il catasto onciario del 1753, riportato dallo storico Michele Pizzigallo, Martina contava 8.966 anime, di cui 715 massari e addetti al bestiame. Fonte citata dall'autore: Catasto onciario di Martina, 1753 (cit. da Michele Pizzigallo).

«I dati del catasto onciario del 1753, rilevati dallo storico Michele Pizzigallo, ne danno con- ferma: su una popolazione di ottomilanove- centosessantasei anime, settecentoquindici era- no i massari e gli addetti al bestiame;»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2006 n. 29: Giovanni LIUZZI ECONOMIA E TERRITORIO - Produzioni casearie tipiche delle antiche masserie di Martina, PDF p. 97 · Leggi il passo nel testo

1753

Il Catasto onciario del 1753 documenta il patrimonio zootecnico di Martina

Secondo l'autore il Catasto onciario del 1753 è l'unica fonte utile per conoscere, sia pure per difetto, la consistenza dell'immenso patrimonio zootecnico di Martina a metà del Settecento. Al primo posto per numero vi erano ovini e caprini, 28.961 capi. Fonte citata dall'autore: Catasto onciario di Martina, 1753.

«Il Catasto onciario del 1753 è l’unica fonte utile per conoscere, sebbene stimata per difetto, la consistenza dell’immenso patrimonio zootecnico di Martina a metà del XVIII secolo.»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · Leggi il passo nel testo

1753

Catasto Onciario di Martina Franca e artigiani della ceramica

Un saggio di Domenico Blasi su faenzari, rovagnari, cretari e pignatari si basa sul Catasto Onciario di Martina Franca del 1753.

«Faenzari, rovagnari, cretari e pignatari nel Catasto Onciario di Martina Franca (1753)»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1989 (1989), p. 9 del PDF

1753

Masseria Casavola: Pietro Cataldo Mauro decora la chiesa a tempera

Nicola Casavola affidò al pittore la decorazione; sulla parete di fondo una Assunzione firmata e datata, oggi danneggiata dall'umidità.

«il Casavola affidò nel 1753 il compito di decorare con dipinti a tempera le pareti della sua chiesa a Pietro Cataldo Mauro (1707-1793)»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 34 del PDF

1753

Catasto onciario di Martina del 1753: 2.317 fuochi e 9.247 anime

Gli occupati in agricoltura e pastorizia sono il 18,9% della popolazione, i commercianti lo 0,8%.

«Il catasto onciario di Martina risale al 1753 e censisce 2.317 fuochi per 9.247 anime.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 14 del PDF

1753

Nel 1753 la formazione del catasto onciario di Martina

Il 1753 è indicato come data di formazione del catasto onciario; in quell'anno i Conventuali possedevano solo quattro stabili urbani.

«nel 1753, data di formazione del catasto onciario, i Conventuali possedevano solo quattro stabili urbani»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 21 del PDF

1753

Nel 1753 i terreni dei Conventuali di Martina assommano a 393 tomoli

Il catasto onciario indica per il 1753 un'estensione di 393 tomoli e 3 stoppelli e una rendita di 308 ducati e 70 grani per i beni del convento francescano.

«le dei terreni nel 1753 assommava a 393 tomoli e 3 stoppelli; la rendita complessiva, detratte le spese di gestione, era di 308 ducati e 70 grani. Alla fine de»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 37 del PDF

15 gennaio 1753

Petracone VI Caracciolo diventa decimo duca di Martina (15 gennaio 1753)

Con decreto del 15 gennaio 1753 Petracone VI Caracciolo divenne decimo duca di Martina. Il suo fedecommesso comprendeva Martina, Locorotondo, San Basilio, Buccino, Cosentino, Gugliano e Guglianello e la masseria dei Monti, al confine tra il territorio di Martina e quello di Taranto. Fonte citata dall'autore: Decreto del 15 gennaio 1753.

«Intanto, con decreto del 15 gennaio 1753, Petracone VI Caracciolo di- venne decimo duca di Martina:»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97

6 febbraio 1753

Libro dell'apprezzo del catasto onciario di Martina: descrizione della Contrada della Qurescia

Il 6 febbraio 1753 nel Libro dell'apprezzo del catasto onciario di Martina fu descritta la porzione lunga e stretta di territorio, ricadente nell'agro martinese, detta Contrada della Qurescia (Correggia).

«Il 6 febbraio 1753 nel Libro dell'apprezzo del catasto onciario di Martina la porzione di terri- torio, lunga e stretta, ricadente nell’agro mar- tinese»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 71 del PDF

1 giugno 1753

Ultimato il catasto onciario di Martina dopo la resistenza dei civili

Il catasto onciario di Martina è ultimato solo il 1° giugno 1753, per il minacciato intervento di un commissario ad acta di nomina regia, dopo la tenace resistenza del ceto dei civili.

«la sua redazione fu ultimata solo il 1° giugno 1753, in seguito al minacciato intervento di un commissario ad ac- ta di nomina regia»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 102 del PDF

1754

Francesco Saverio Stabile vescovo di Venafro dal 1754

Canonico della Collegiata di San Martino, rappresentante della famiglia che dà il nome alla masseria.

«e, poi, ve- scovo di Venafro dal 1754 sino alla morte»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 200 del PDF

1754

Transazione fra gli eredi del conte Pietro Antonio Barnaba

I giudici napoletani ritennero valido il testamento del conte e gli eredi designati nel 1754 giunsero a transazione sulla divisione dei beni.

«ma i giudici napoletani ritennero legalmente fondato il te- stamento del conte Pietro Antonio Barnaba, per cui gli eredi designati nel 1754 vennero a transazione circa la divisione dei beni.»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 149 del PDF

1756

Dipinto di San Cataldo, del 1756, attribuito a Pietro Cataldo Mauro

Nella chiesa di San Cataldo della Padula, in territorio di Martina, si trova un dipinto di San Cataldo con i santi Francesco da Paola e Amalia, datato 1756 e attribuito al pittore Pietro Cataldo Mauro, di Francavilla e naturalizzato martinese.

«Degno di nota è il dipinto raffigurante San Cataldo, affiancato dai santi Francesco da Paola e Amalia, opera datata 1756 e attribuita al pit- tore di Francavilla, naturalizzato martinese, Pietro Cataldo Mauro (1707-1793).»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, PDF p. 27 · Leggi il passo nel testo

7 marzo 1756

7 marzo 1756: scrittura per i creditori del defunto duca Francesco e del duca Petracone Caracciolo

A Napoli, il 7 marzo 1756, la Scrittura IV difende i creditori e legatari del fu duca di Martina Francesco Caracciolo e i creditori dell'allora duca Petracone.

«Per lo ceto de” creditori, e legatarj del fu Duca di Martina D. Francesco Caracciolo e per li creditori dell’odierno Signor Duca D. Petracone Caracciolo. Scrittura IV, Napoli, 7 marzo 1756»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1981 (1981), p. 99 del PDF

settembre 1756

Il notaio Angelini lascia la carica di sindaco ad interim (settembre 1756)

Nel settembre 1756 il notaio Domenico Angelini, sindaco ad interim di Martina, fu costretto a dimettersi per lotte interne alla fazione degli universalisti che lo aveva eletto.

«Nel settembre del 1756 il notaio Angelini, sindaco ad interim di Martina, era stato costret- to a dimettersi dalla carica per lotte interne al- la fazione degli universalisti, che pure lo aveva- no eletto;»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 65 · Leggi il passo nel testo

settembre 1756

Il sindaco ad interim Domenico Angelini costretto a dimettersi per lotte fra gli universalisti

Nel settembre 1756 il notaio Domenico Angelini, sindaco ad interim di Martina, dovette dimettersi per lotte interne alla fazione degli universalisti che pure lo aveva eletto.

«Nel settembre del 1756 il notaio Angelini, sindaco ad interim di Martina, era stato costret- to a dimettersi dalla carica per lotte interne al- la fazione degli universalisti»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 65 del PDF

1757

Masseria La Lamiola: grande tempera datata 1757 nella chiesa

La data fa risalire l'impianto della chiesa alla metà del Settecento.

«al suo interno era conservata una grande tempera su muro, datata 1757.»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 95 del PDF

1757

Formazione del Catasto di Martina con evasioni dei galantuomini

Il catasto, ordinato nel 1740, fu formato nel 1757; presentava evidenti evasioni e dava un gettito fiscale minore della precedente gabella.

«nel 1757 con la formazione del Catasto (ne era stata ordinata la formazione nel 1740) che presentava evidenti evasioni e dava un gettito fiscale minore di quello precedente (a gabella»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 4 del PDF

1758

Masseria Trazzonara: Messale Romano stampato a Napoli nel 1758

Il messale illustrato fa parte della dotazione della chiesa.

«Messale Romano, impreziosito da pregevoli incisioni, stampato a Napoli nel 1758»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 205 del PDF

1758

Domenico Desiati senior sindaco nel 1758-59: delibera l'abbattimento e la ricostruzione del Palazzo dell'Università

Domenico Desiati senior fu camerlengo nel 1751-52 e sindaco nel 1758-59 (carica tenuta ad interim anche nel 1761-62); nell'anno del suo primo sindacato fece deliberare l'abbattimento del Palazzo dell'Università e la sua ricostruzione.

«1751-52 e di sinda- Discendenti di Giovanni Antonio Desiati co nel 1758-59, carica tenuta ad interim anche nel e Antonia Anna Volpe 1761-62; nell'anno del suo primo sindacato fe- Da Giovanni Antonio Desiati e Antonia An- ce deliberare l'abbattimento del Palazzo del-»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 113 del PDF

1759

Dal 1759 al 1768 il duca Petracone VI spende ogni anno per la festa della Madonna d'Itria

I conti del cassiere Filippo d'Errico dal 1759 al 1768 mostrano che il duca Petracone VI spendeva ogni anno 3 ducati e 17 grana per la festa della Madonna d'Itria nella masseria Blasi, con i Cappuccini.

«dai conti del cassiere di Martina Filippo d’Errico dal 1759 al 1768 sì rileva che anche il duca Petracone VI nutriva una parti- colare devozione per questa Madonna, spen- dendo ogni anno 3 d»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 40 del PDF

1759

I Motolese modificano il legato di messe e dispongono a favore del Convento di San Domenico

Nel 1759 i testatori stabilirono che le messe si celebrassero in qualsiasi chiesa e che il bene andasse al Convento di San Domenico di Martina se il nipote fosse morto senza eredi.

«1759, però, gli stessi testatori stabilirono che il legatario dovesse far celebrare le messe in qualsiasi chiesa e altare»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 139 del PDF

5 agosto 1759

Domenicani di Martina acquistano la masseria Volza per 1.713 ducati

Gli eredi degli Angelini detti La Volza vendettero la masseria ai Domenicani di Martina per 1.713 ducati e 33 grana con atto del 5 agosto 1759.

«vendettero la masseria al Monte di Tre Carlini ai Domenicani di Martina per 1.713 ducati e 33 grana, come da atto del 5 agosto 1759»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 158 del PDF

13 settembre 1759

I Conventuali raddoppiano Sant'Elia acquistando 29 tomoli dal Capitolo

L'acquisto avvenne dal Capitolo della Collegiata di San Martino.

«Il 13 settembre 1759 i frati raddoppiarono la superficie di questa loro masseria»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF

8 ottobre 1759

Dedica da Martina della raccolta di Francesco Paolo Motolese alla contessa di Buccino

Il 8 ottobre 1759 il dottor di medicina Francesco Paolo Motolese firma a Martina la dedica delle «Varie composizioni poetiche» a Stefanina Pignatelli, contessa di Buccino. Nella dedica elogia i Caracciolo duchi di Martina, «invitti in pace, e in guerra».

«me te dichiaro per ſempre Martina 'addi 8. Ottobre 1759. D.V.E. Umil. Devot. ed obblig. Servo , e Vaſſallo Franceſco Paolo Motoleſe»

Cultura e istruzioneCitato da uno studioFonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 10 del PDF

1760

Pala della Vergine del Carmelo di Pietro Cataldo Mauro per il Carmine di Martina

Il dipinto, eseguito tra il 1760 e il 1765, fu poi copiato in formato ridotto per la chiesa di San Paolo.

«dipinta da Pietro Cataldo Mauro (1707-1793) fra il 1760»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 18 del PDF

30 gennaio 1760

Regio assenso alla confraternita dell'Immacolata degli Artigiani

La confraternita ebbe il regio assenso il 30 gennaio 1760, prima degli altri pii sodalizi di Martina.

«Ebbero il regio assenso in data 30 gennaio 1760, prima cioè che lo avessero gli altri pii sodalizi di Martina»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1936 (1936), p. 16 del PDF

9 aprile 1760

9 aprile 1760: il Capitolo concede la fovea a Tommaso de Serio

Concessione in enfiteusi con atto del notaio Michelangelo Cappellaro.

«il 9 aprile 1760 con atto del notaio Michelangelo Cappellaro la concesse in enfiteusi, insieme al suo corso di cir- ca 6 stoppelli (mq 6.387), al locorotondese Tom- maso de Serio»

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 43 del PDF

1761

Arciconfraternita della Madonna del Carmelo sotto la reale protezione, 1761

In sagrestia un'iscrizione ricorda la venerabile arciconfraternita della Madonna del Monte Carmelo sotto la reale protezione, nell'anno 1761.

«Venerabile arciconfraternita della Santissima Madre del monte Carmelo sotto la reale protezione nell’ anno del Signore 1761»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 51 del PDF

1761

Francesco Delfini sposa la martinese Antonia Anna Caramia

Il medico lucano di Spinoso, poi medico della duchessa Isabella d'Avalos, si accasò a Martina.

«che nel 1761 aveva sposato la martinese Antonia Anna Caramia»

Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 59 del PDF

7 maggio 1762

7 maggio 1762: i Conventuali cedono la masseria Cacciagualano a Nicola Casavola

Dopo circa mezzo secolo la masseria Cacciagualano fu ceduta a Nicola Casavola per 821 ducati, 98 grani e 10 cavalli con atto del notaio Francesco Paolo Chiara.

«Dopo mezzo secolo di gestione fu ceduta a Nicola Casavola, possessore di una confinante masseria a Vallenza, per 821 ducati, 98 grani e 10 cavalli. Atto del notaio Francesco Paolo Chiara del 7 maggio 1762. Nel catasto mura- tiano »

Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 29 del PDF

circa 1763

Intorno al 1763 rivalità interna ai Desiati e rottura tra gli universalisti

La rottura clamorosa del partito universalista ebbe origine dalla rivalità tra Giovanni Lorenzo Desiati, rientrato da Napoli intorno al 1763, e lo zio Domenico senior.

«Causa scatenante della crisi fu la rivalità in- testina all’interno della famiglia Desiati, esplo- sa intorno al 1763 al rientro da Napoli»

Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 114 del PDF

1764

Iscrizione «AERE PUBLICO» sulla Porta di Santo Stefano, 1764

Al centro dell'arco della Porta di Santo Stefano un cartiglio reca la scritta «Aere publico, A.D. 1764», cioè «con il denaro pubblico».

«Testo: AERE PUBLICO A.D. MDCCLXIV. Traduzione: Con il denaro pubblico. Nell’ anno del Signore 1764»

Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 10 del PDF

1764

Masseria Palesi: portale rococò con millesimo 1764

Il portale con ornamenti rococò data il palazzo padronale.

«datati dal millesimo 1764, inciso sul- l'articolato portale»

Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 158 del PDF

5 novembre 1764

Traslazione delle reliquie di Santa Comasia

Le reliquie della compatrona sono traslate nell’altare di pietra eretto nello stesso anno.

«traslate qui dal cinque novembre del 1764»

Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino»

febbraio 1765

Febbraio 1765: lodo della Regia Giunta nella causa del duca di Martina

Il passo cita un Laudum pubblicato nel febbraio 1765 dalla Regia Giunta, eretta per ordine del re, nella causa dell'Ill. Duca di Martina.

«Laudum publicatum sub die mensis februarii 1765 per Regiam Junctam, ordine S. R. M. erectam in causa Ill. Ducis Martinae»

Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1981 (1981), p. 99 del PDF

Ringraziamenti e fonti principali

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