Una cronologia di Martina Franca costruita solo su dati con fonte, dalle origini (e da prima) fino a oggi.
1791Masseria Cuoco: costruzione della grande stalla accanto alla chiesa
La chiesa sorge subito dopo una stalla costruita nel 1791.
«subito dopo una grande stalla costruita nel 1791»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 55 del PDF
1791Affreschi di Carella in Cristo alla grotta
Sulla parete destra della chiesa si trovano affreschi del pittore martinese Carella, datati 1791.
«Sulla parete destra stanno gli affreschi di Carella, noto pittore martinese, realizzati nel 1791»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23)
1792Real editto sulla censuazione dei demani universali
Secondo gli appunti di Martino Marinosci sulla questione dei demani, un real editto del 1792 prescriveva la censuazione dei demani universali e l'affrancazione della servitù di pascolo. Fonte citata dall'autore: Martino Marinosci, Initium Sancti Evangelii mei - Anni 1845-50 (manoscritto; passi trascritti da G. Grassi, Biblioteca Comunale di Martina, Fondo Grassi, racc. I, fasc. 14/1).
«Un real editto del 1792 prescriveva la censua- zione de’ demani universali e l’affrancazione della servità di pascolo.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69
1792Secondo Pizzigallo la legge agraria del 1792 non fu applicata a Martina
Secondo lo storico martinese Michele Pizzigallo, il ceto dei civili approfittò della mancata applicazione della legge agraria del 1792 per impadronirsi delle terre demaniali, recintandole senza pagare censi.
«Lo storico martinese Michele Pizzigallo so-
stiene che il disposto della legge agraria del 1792
a Martina non fu ottemperato»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 20 del PDF
1792Regio editto del 1792: paretazione delle terre demaniali e transazione con l'Università di Martina
In virtù del regio editto del 1792 le terre demaniali dei Conventuali furono recintate e sottratte al diritto civico di pascolo, mediante transazione con l'Università di Martina.
«le sopradette terre demaniali in virtu del regio
editto emanato l'anno 1792 si sono paretale, e
sottratte dal dritto civico di pascolo, mediante
transazione fatta con questa magnifica Univer-
sità di Martina, per la quale il conve»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 32 del PDF
23 febbraio 1792Editto napoletano sugli usi collettivi delle terre demaniali (23 febbraio 1792)
Il 23 febbraio 1792 il Governo napoletano promulgò un editto per abrogare i diritti d'uso collettivo sulle terre demaniali del Regno e imporre un canone annuo a favore delle università. Secondo l'autore, la Mappa del 1787 era servita a preparare questo provvedimento. Fonte citata dall'autore: Editto del 23 febbraio 1792.
«Il 23 febbraio 1792, pochi anni dopo la com- pilazione della Mappa topografica, il Governo napoletano promulgò un editto per abrogare î diritti d'uso collettivo, vigenti sulle terre de- maniali del Regno, e per imporre sulle stesse il pagamento di un canone annuo a pro’ delle università.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 20 · Leggi il passo nel testo
17 novembre 1792Indulgenza plenaria ai visitatori di Cristo alla grotta
Dal 17 novembre 1792 viene concessa l'indulgenza plenaria a chi visita la chiesetta e recita preghiere in date stabilite; richiama molti pellegrini.
«Dal 17 novembre 1792 fu concessa l’indulgenza plenaria a tutti coloro che visitavano il tempietto»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23)
1793Masseria Sant'Elia: stemma dei Conventuali e millesimo 1793 sul portale
Sul portale della casa padronale compaiono lo stemma dell'Ordine e la data.
«lo stemma lapideo dell'Ordine dei Frati Minori
Conventuali e il millesimo 1793.»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
1793Arma dei Conventuali murata nel 1793 sulla masseria Sant'Elia
Una didascalia ricorda l'arma dei Conventuali murata nel 1793 sul portale d'ingresso della casa di masseria Sant'Elia.
«Arma dei Conventuali, ammurata nel 1793 sul portale d’ingresso della casa di masseria Sant'Elia»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 17 del PDF
1795Tela firmata da Carella nel 1795 (Putignano)
Una tela di Putignano firmata e datata 1795 testimonia l'attività di Carella, che secondo l'articolo si ritirò a Martina e vi morì decorando il Palazzo Ducale.
«è comparsa la scritta: “Dom.cus Carella …. F. 1795” (Domenico Carella fece 1795)»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Mimmo Mongelli, Fondazione Terra d'Otranto, «Una tela di Domenico Antonio Carella nella chiesa del Purgatorio a Putignano» (2022-11-11)
22 agosto 1795Contratto alla Bagliva di Lecce per la masseria Tamburello tra l'erario ducale di Martina e un massaro
Il 22 agosto 1795 presso la Regia Corte della Bagliva di Lecce si stipula l'affitto della masseria e difensa del Tamburello fra il rappresentante della casa ducale, l'erario Giandomenico Barnaba di Martina, e il conduttore Francesco Fedele di Martina; duca è Petracone Caracciolo, settimo di questo nome.
«22 agosto
1795 fra il rappresentante la casa ducale, l’e-
rario Giandomenico Barnaba di Martina e il
conduttore Francesco Fedele di Martina»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 23 del PDF
22 agosto 1795Contratto del 22 agosto 1795 tra la casa ducale di Martina e Francesco Fedele per la masseria Tamborrello
Stipulato alla Regia Corte della Bagliva di Lecce tra l'erario Giandomenico Barnaba e il conduttore martinese Francesco Fedele, per sei anni dal 15 agosto 1795.
«22 agosto
1795 fra il rappresentante la casa ducale, l’e-
rario Giandomenico Barnaba di Martina e il
conduttore Francesco Fedele di Martina»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 23 del PDF
1 settembre 1795 – 31 ottobre 1796Conto delle entrate zootecniche del duca di Martina (1795-1796)
Secondo un conto dell'archivio ducale citato dall'autore, dal 1° settembre 1795 al 31 ottobre 1796 gli introiti del duca di Martina furono di 17.707 ducati, di cui 1.070 dai bufali, 191 dalle giumente, 1.458 dalle vacche, 1.154 dalle capre e 1.859 dalle pecore. Fonte citata dall'autore: Archivio storico della Casa Ducale Caracciolo-De Sangro (Biblioteca comunale di Martina Franca).
«Da un conto che va dal 1° settembre 1795 al 31 ottobre 1796 risulta che su 17.707 ducati di introiti del duca di Martina, 1.070 ducati proveniva- no dai bufali, 191 dalle giumente, 1.458 da vacche, 1.154 da capre, 1.859 da pecore.»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Italo Palasciano, Il patrimonio zootecnico dei duchi di Martina fra il '700 e l'800, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 4, 1981, PDF p. 54
1796Masseria Grassi: tempera di Francesco Carella datata 1796
La grande pala sopra l'altare reca firma e anno dell'autore.
«ossia Franciscus Carella pinxit 1796; a destra»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 87 del PDF
1796Chiesetta barocca della masseria Masella costruita nel 1796 con pitture della scuola di Domenico Carella
Unica nel territorio martinese a presentare sugli acroteri le statue di San Martino e Santa Comasia; il fabbricato della masseria è datato 1734.
«chiesetta in stile baroc-
co, costruita nel 1796 e decorata con pitture
su muro attribuite agli allievi della scuola di
Domenico Carella»
Arte, architettura e urbanisticaCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 14 del PDF
1796Placido Caracciolo, ultimo signore feudale di Martina (1796-1806)
Placido Caracciolo è indicato come ultimo signore feudale di Martina e di Locorotondo, con date 1796-1806.
«ultimo signore feudale di Martina e di
Locorotondo (1796-1806).»
Feudo e famiglieCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 129 del PDF
1797Masseria Fanelli: palmento e locali della vigna costruiti tra 1797 e 1800
I locali accanto alla chiesa servivano alla vasta vigna aziendale.
«costruiti fra il 1797 e il 1800, funzionali alla vasta vigna»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 73 del PDF
1798Masseria Colucci: portalino tardo barocco con millesimo 1798
Sui fabbricati apparentemente più antichi compare un portale con la data.
«un portali no tardo barocco sul
quale è inciso il millesimo 1798»
Territorio e ambienteCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 45 del PDF
1798Il marchese Vivenzio a Martina ordina l'affrancazione dei demani
Nel 1798 giunse in città il marchese Nicola Vivenzio, che riconobbe quasi tutto il territorio posseduto dai cittadini come demaniale aperto; con ordinanze del 14 luglio e del 4 agosto 1798 dispose di procedere all'affrancazione.
«Con le ordinanze del 14 luglio e del 4 agosto
1798, pertanto, l'alto magistrato dispose di pro-
cedere all’affrancazione»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 20 del PDF
17981798: il re impone la cessione del quinto delle terre universali ai poveri
Fu imposta la cessione del quinto delle terre universali a favore dei poveri, ma i galantuomini non cedettero nulla; analogo rifiuto nel 1801 su nuovo ordine del re, sollecitato da sollevazioni popolari.
«nel 1798 fu imposto dal re la
cessione del quinto delle terre universali a favore
de’ poveri, senza che i galantuomini, ormai dive-
nuti nobiltà di roba ne cedessero un solo stoppel»
Economia e lavoroCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3, p. 4 del PDF
14 luglio 1798 – 4 agosto 1798Ordinanze Vivenzio sull'affrancazione dei terreni appadronati
Secondo Marinosci, con le ordinanze del 14 luglio e 4 agosto 1798 il delegato Nicola Vivenzio affrancava la servitù di pascolo dei terreni appadronati, permettendone la chiusura purché si lasciasse libera la quinta parte. Fonte citata dall'autore: Martino Marinosci, Initium Sancti Evangelii mei - Anni 1845-50 (manoscritto; passi trascritti da G. Grassi, Biblioteca Comunale di Martina, Fondo Grassi, racc. I, fasc. 14/1).
«Le ordinanze del 14 luglio e 4 agosto 1798 per Nicola Vivenzio delegato, affrancava la servitù di pascolo de' terreni appadronati permettendo- ne la chiusura col lasciar libera la quinta parte.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Martino Marinosci, La questione dei demani nella Martina di metà Ottocento, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 12, 1989, PDF p. 69 · Leggi il passo nel testo
26 settembre 1798Tumulto del 26 settembre 1798 e incendio dell'Archivio Comunale
Secondo l'autore, l'esemplare originale della Mappa topografica conservato negli atti dell'Università di Martina fu probabilmente distrutto nell'incendio dell'Archivio Comunale, avvenuto durante il tumulto del 26 settembre 1798.
«l’esemplare d'obbligo, conserva- to negli atti dell’Università di Martina, invece, non esiste più, probabilmente distrutto in se- guito all'incendio dell'Archivio Comunale, av- venuto nel corso del tumulto del 26 settembre 1798»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 5 · Leggi il passo nel testo
26 settembre 1798Tumulto popolare del 26 settembre 1798 a Martina
Le operazioni burocratiche di affrancazione dei demani non furono mai avviate a causa del tumulto popolare del 26 settembre 1798 e della successiva esperienza rivoluzionaria del 1799.
«a causa del tumulto popolare del 26
settembre 1798 e della successiva esperienza ri-
voluzionaria del 1799.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 21 del PDF
1799A Martina si pianta l'albero della libertà e si forma la municipalità repubblicana
Nel 1799 a Martina, secondo il registro dei «rei di Stato» compilato dal visitatore marchese della Valva, una parte della popolazione aderì alla Repubblica: si piantò l'albero, si «democratizzò» il paese e si formò una municipalità, con deputati e un segretario. Vacca indica tra i capi più autorevoli Giacinto Martucci, Vito Antonio Scatigna e Francesco Saverio Casavola; la tradizione locale è raccolta da Giuseppe Grassi nel libro «Il tramonto del secolo XVIII in Martina Franca» (Taranto, 1926).
«Giacinto Martucci con Vito Antonio Scatigna e Francesco Saverio Casavola fu uno dei più autorevoli ed influenti capeggiatori del movimento repubblicano in Martina.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Vacca, Nicola, I rei di Stato salentini del 1799, PDF pp. 20, 41, 174
1799La masseria Posillipo occupata dai sanfedisti durante l'assedio
Secondo l'articolo, nel 1799, durante l'assedio sanfedista, la masseria Posillipo fu occupata dagli assalitori, che la usarono, unico punto da cui si dominava il sistema difensivo martinese, per piazzarvi delle bocche da fuoco.
«Nel 1799, durante l'assedio sanfedista, la mas- seria Posillipo fu occupata dagli assalitori, che utilizzarono il luogo, l’unico da cui si poteva do- minare il sistema difensivo martinese, per piazzar- vi delle bocche da fuoco.»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1980 n. 3: Angelo PAIS MASSERIE ED ENFITEUSI - La difesa di Ficazzano nel XVIII secolo [territorio di Ostuni], PDF p. 19
1799Le orde dei Corsi sanfedisti saccheggiano Martina
Un articolo del 1939 narra di un Giuseppe Capodieci di Latiano tra le orde dei Corsi che saccheggiarono Martina nel 1799; entrato per primo in una casa, risparmiò la famiglia.
«faceva parte delle orde dei Còrsi che saccheggiarono Martina nel 1799»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1939 (1939), p. 11 del PDF
1799Nel 1799 l'arcivescovo di Taranto tiene una condotta ambigua tra Taranto, Martina e Napoli
Secondo il passo, tra rivoluzione e reazione, giacobini e sanfedisti, l'arcivescovo si destreggiò tra Taranto, Martina e Napoli (con rinvio al racconto del Filomena).
«l’ambigua condotta che, destreggiandosi con volpina accortezza, l’arcivescovo tenne tra Taranto, Martina — e qui soccorre il racconto del Filomena 4 — e Napoli, il 1799, tra rivoluzione e reazione, tra giacobini e sanfedisti»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1983 (1983), p. 326 del PDF
1799Ignazio Ciaia giustiziato a Napoli dopo la riconquista borbonica
Martina, aderente alla Repubblica, fu saccheggiata dalle truppe legittimiste.
«giustiziato a Napoli nel 1799, dopo la riconquista del regno da parte del Borbone.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 65 del PDF
1799L'arciprete Francesco Semeraro placa le presunte istanze giacobine dei martinesi
Francesco Semeraro (1750-1804), arciprete, seppe interpretare e placare le presunte istanze giacobine dei martinesi durante i fatti della Repubblica del 1799.
«Francesco Semeraro (1750-1804), l’arciprete che, ad un tempo, seppe interpre-
tare e placare le presunte istanze giacobine dei martinesi durante i tristi fatti della Repubblica del 1799»
Chiesa e religioneCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1984 n. 7, p. 8 del PDF
1799Nel 1799 il frate Raffaele Tagliente avversario dei repubblicani locali
Padre maestro dei Conventuali di Martina.
«ventuali di Martina, che nelle vicende politiche
del 1799 fu notorio avversario dei repubblicani
locali.»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 45 del PDF
11 febbraio 1799Giovanni Antonio e Ambrogio Desiati eletti nel governo locale repubblicano di Martina
Aderirono alla Repubblica sottoscrivendo l'adesione e furono eletti componenti del governo locale l'11 febbraio 1799.
«temperie politica del 1799 a Martina, avendo
sottoscritto l'adesione all‘istituzione repubbli-
cana e venendo eletti componenti del governo
locale l’11 febbraio di quell’anno.»
Governo e istituzioniCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 116 del PDF
24 febbraio 1799Sgominata una banda di briganti a Masseria San Domenico
Il 24 febbraio 1799 Angelo Martino Desiati, repubblicano, partecipò all'azione con cui fu sgominata una banda di briganti sorpresi a Masseria San Domenico, oggi in agro di Crispiano.
«il 24 febbraio
1799 partecipò all'azione con la quale venne
sgominata una banda di briganti, sorpresi a
Masseria San Domenico»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 115 del PDF
marzo 1799Assedio e saccheggio di Martina Franca, unica città a resistere alla repubblica
Martina Franca resiste a lungo all'avanzata repubblicana; dopo un assedio cruento subisce un saccheggio nel marzo 1799 da parte di orde capeggiate da avventurieri corsi.
«Solo una città nostra rimase incrollabile nella resistenza: Martina Franca. Dopo un assedio cruento al quale resistè strenuamente, Martina subì un orrendo saccheggio (marzo 1799)»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1933 (1933), p. 1 del PDF
marzo 1799Assedio e sacco di Martina da parte delle orde sanfediste
Nelle giornate del marzo 1799 Martina subisce l'assedio e poi il sacco. I martinesi costruirono un cannone di legno che esplose, e ne ritirarono uno vero dalla torre di San Leonardo (ora Torre di Pilone).
«Nelle drammatiche giornate del marzo 1799 Martina subì l'assedio e poi il sacco delle vandaliche orde»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4, p. 5 del PDF
marzo 1799Marzo 1799: assedio e sacco di Martina
Nel marzo 1799 Martina subì l'assedio e poi il sacco delle orde; il passo ricorda anche un cannone di legno esploso contro gli assedianti.
«Nelle drammatiche giornate del marzo 1799 Martina subì l'assedio e poi il sacco delle vandaliche orde»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4, p. 5 del PDF
14 marzo 1799Un messo con proclami è arrestato dalla municipalità repubblicana di Martina
La mattina di giovedì 14 marzo 1799 Nicola Mignozza di Mottola portò a Martina tre proclami ricevuti da «Sua Altezza Boccheciampe» e fu arrestato dagli ufficiali della municipalità rivoluzionaria, chiuso nelle carceri pubbliche e sorvegliato dai soldati. Si sapeva che si preparava il verbale per la sua fucilazione. Lo attestano, il 4 luglio 1799, Leonardo Antonio Miani e altri testimoni davanti al notaio Bonaventura Chirulli.
«la mattina del giovedì 14 marzo 1799, don Nicola, avendo portato in Martina tre proclami ricevuti da «Sua Altezza Boccheciampe», fu arrestato dagli ufficiali della municipalità rivoluzionaria»
Guerre e ordine pubblicoDocumento originaleFonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, n. 51: ASTa, notaio Chirulli Bonaventura, Martina, 1799, scheda 309, cc. 56v-58r, doc. 51, PDF p. 81
16 marzo 1799Truppe regie si concentrano a Masseria Maggi prima del saccheggio di Martina
Circa millecinquecento armati comandati da De Cesare, dopo aver razziato le masserie vicine, il giorno seguente irruppero a Martina fedele alla Repubblica.
«il 16 marzo 1799
verso mezzogiorno vi si concentrassero circa millecinquecento armati»
Società e vita civileCitato da uno studioFonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 122 del PDF
17 marzo 1799Il sacco di Martina
Il 17 marzo 1799 Martina subì il «sacco» da parte dell'esercito che ripristinava l'ordine regio. Una testimonianza resa il 6 giugno 1799 davanti al notaio Chirulli da Michele e Francesco Casavola, padre e figlio, dice che il notaio Donato Antonio Chiara «aveva patito il sacco nella sua casa» e perso i depositi di denaro che custodiva; l'abitazione risultò devastata. Un altro atto del 10 maggio 1800 ricorda poi che, nella Settimana Santa, l'esercito di Boccheciampe tornò da Martina e che un tenente dei Cacciatori mise in vendita a Taranto dodici animali provenienti dal saccheggio delle campagne martinesi.
«Quando la mattina del 17 marzo in Martina si verificò il «sacco», gli attestanti dichiarano di aver temuto per quei depositi»
Guerre e ordine pubblicoDocumento originaleFonte: «Siam liberi in fine…», documenti dell'Archivio di Stato di Taranto sul 1799, 1999, nn. 53 e 54: ASTa, notaio Chirulli Bonaventura, Martina, 1799, scheda 309, cc. 42r-45r; ASTa, notaio de Quarto Pasquale, Taranto, 1800, scheda 324, cc. 129r-132r, doc. 53, PDF p. 82; doc. 54, PDF p. 84
17 marzo 1799Il sacco di Martina ad opera delle milizie realiste (17 marzo 1799)
Secondo l'autore, il 17 marzo 1799 la città fu saccheggiata dalle milizie realiste e da una massa di predatori non in uniforme. Il giorno seguente, 18 marzo, gli ufficiali corsi al servizio dei Borbone ordinarono anche l'arresto di esponenti della breve stagione repubblicana di Martina.
«Il 18 marzo 1799, giorno seguente al sacco della città a opera delle milizie realiste e di una massa di rapaci predatori non in uniforme,»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, PDF p. 57 · Leggi il passo nel testo
17 marzo 1799Sacco di Martina: irruzione dei legittimisti, morte di Angelo Martino Desiati; il fratello Arcangelo uccide l'agente ducale Michele Gorza
Il 17 marzo 1799 Angelo Martino Desiati fu ucciso da un'archibugiata nel tentativo di arginare l'irruzione in città delle forze legittimiste; il fratello Arcangelo uccise con due archibugiate l'agente del duca Michele Gorza, che aveva fatto entrare gli invasori da un ingresso secondario del Palazzo Ducale.
«il 24 febbraio
1799 partecipò all'azione con la quale venne
sgominata una banda di briganti, sorpresi a
Masseria San Domenico, oggi in agro di Cri-
spiano; perse la vita il successivo 17 marzo, col-
pito da un’archibugiata»
Guerre e ordine pubblicoCitato da uno studioFonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 115 del PDF
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